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Emanuela Piga Bruni, <em>La macchina fragile. L’inconscio artificiale fra letteratura, cinema e televisione</em>
Recensione del libro di Emanuela Piga Bruni, La macchina fragile. L’inconscio artificiale fra letteratura, cinema e televisione
La guida turistica come atto politico. Conversazione con Michela Murgia
Questo video contiene alcuni passaggi della conversazione tra Michela Murgia ed Emanuela Piga Bruni, che si è tenuta nel 2014 a Bologna, nel corso del Festival It.a.cà. Festival del turismo responsabile. Il dialogo propone una riflessione sulle questioni politiche e culturali connesse alla letteratura di viaggio e alle guide turistiche a partire dal libro Viaggio in Sardegna.Durata: 17 min
Recensione di Emanuela Piga Bruni, La macchina fragile. L’inconscio artificiale fra letteratura, cinema e televisione (Carocci, 2022)
Recensione di Emanuela Piga Bruni, La macchina fragile. L’inconscio artificiale fra letteratura, cinema e televisione (Carocci, 2022)
L’umano nell’epoca della riproducibilità tecnica: l’inconscio artificiale nella fantascienza
Il gioco di parole che ci siamo concessi nel riprendere il titolo del celebre saggio di Walter Benjamin si presta a descrivere gli effetti di una rivoluzione tecnologica molto discussa e che la comunità umana sente imminente. Le conseguenze culturali e antropologiche della possibilità di riprodurre attraverso la tecnica il manufatto artistico umano erano rilevanti non meno di quanto possano esserlo quelle che si presentano nel momento in cui oggetto della riproduzione è l’umano stesso. Questo saggio propone una riflessione su alcuni racconti di fantascienza in cui sono descritti robot antropomorfi capaci di agire e pensare secondo modi che richiedono l’emersione della coscienza e dell’inconscio, quanto ci appare di più umano e misterioso allo stesso tempo.
La lente utilizzata per affrontare un tema così vasto e complesso è quella del dialogo tra l’essere umano e la macchina, tra paradigma indiziario e seduta psicoanalitica. La riflessione muove da alcune opere che, tra letteratura, cinema e serie TV, hanno declinato questo tema con diverse sfumature: l’interrogatorio volto a determinare il malfunzionamento o l’inganno della macchina nei racconti Liar! (1971) e Mirror Image (1972) di Isaac Asimov; le sedute atte a stabilire la natura umana o macchinica del soggetto inquisito in Do Androids Dream of Electric Sheep? (1968) di Philip K. Dick e nel film Blade Runner (1982) di Ridley Scott; i dialoghi tra programmatori e androidi della serie TV Westworld (2016–) di Jonathan Nolan e Lisa Joy.
Particolarmente rilevante ai fini di questo studio è Westworld, che mette in scena il manifestarsi dell’inconscio nell’intelligenza artificiale. Ossimoro che unisce l’inconscio e il suo contrario, l’artificio, il racconto dell’inconscio artificiale è una vera e propria rappresentazione dell’impossibile
Viaggio e spaesamento tra nuovi confini e vecchie frontiere
This essay is conceived as an introduction to Travel and Trespassing, a volume dedicated to the themes of travel, the border and, trespassing - the act that transcends it. Trespassing is understood as both an intellectual and physical practice for affirming of freedom. The first paragraph of the essay, Ambivalences and Shadow Lines, defines the concepts of journey, frontier and border through a comparative perspective. It also sets out to explore the wider tensions and dissonances that run through this semantic field. Through a subsequent commentary on a passage from Cormac McCarthy's novel The Crossing, there is the opportunity to reflect on recurring themes, such as wandering, encountering the other, and hospitality. The second section, The Frontiers of Travel, engages with a sociological perspective on the multiplication of borders – which gives more emphasis on them as devices that materialise through the media and the imagery they nurture - and the consequences they have on people. The last part of the essay, entitled Crossing the Boundary between Media, Genres and Disciplines, introduces the volume with a brief survey of travel literature and the constellations of knowledge and languages that concern it. In conclusion, the essays that make up the volume are summarized, as well as the thematic and interdisciplinary relations that exist between the sections of the volume and of the journal are highlighted.Il saggio è stato concepito come introduzione a Viaggio e sconfinamenti, un volume dedicato ai temi del viaggio, del confine e dell’atto che lo trascende: lo sconfinare, inteso come pratica intellettuale e fisica, e affermazione di libertà. Dal taglio comparatista, il primo paragrafo del saggio, Ambivalenze e linee d’ombra, definisce i concetti di viaggio, frontiera e confine esplorando le tensioni e le dissonanze che attraversano questo campo semantico. Attraverso il commento di un brano del romanzo The Crossing (Oltre il confine) di Cormac McCarthy, la riflessione include temi ricorrenti in questo immaginario, come l’erranza, l’incontro con l’altro o l’ospitalità. Il secondo paragrafo, Le frontiere del viaggio, da una prospettiva sociologica riflette sulla moltiplicazione dei confini – intesi come dispositivi che si materializzano attraverso i media e l’immaginario che essi nutrono - e delle conseguenze che questi hanno sulle persone. L’ultima parte del saggio, intitolata Sconfinare tra media, generi e discipline, introduce il volume con un breve cenno alla letteratura di viaggio e alle costellazioni di saperi e linguaggi che la riguardano. In chiusura, sono presentati i saggi che lo costituiscono e le relazioni tematiche e interdisciplinari che intercorrono tra le sezioni e le rubriche della rivista
Emanuela Piga Bruni, La lotta e il negativo. Sul romanzo storico contemporaneo (Milano, Mimesis, 2018, 240 pp. ISBN 978-885-754-455-7)
Emanuela Piga Bruni, La lotta e il negativo. Sul romanzo storico contemporaneo (Milano, Mimesis, 2018, 240 pp. ISBN 978-885-754-455-7)di Massimiliano Cappell
Tra parola e immagine. Solidità e impersonalità nella poetica di Virginia Woolf e Vanessa Bell
Figure cruciali del gruppo di Bloomsbury, la relazione sororale tra Virginia Woolf e Vanessa Bell è
anche un’incessante e ininterrotta conversazione sul rapporto tra vita e arte. L''intento di questo saggio è di delineare i punti di convergenza nella concezione estetica e pratica artistica delle due
sorelle. Il rifiuto dell’imitazione, la crisi della pittura figurativa, la rottura con il realismo
ottocentesco e la ricerca di un nuovo linguaggio espressivo sono alcune delle questioni cruciali
discusse. Al centro, lo stretto nodo tra il concetto di impersonalità, che pervade le loro opere, e la
ricerca della cattura dell’emozione e della vita nella parola e nell’immagine
Turismo e migrazione
Sebbene la distinzione tra migrante e turista sia artificiale – frutto di definizioni statistiche, normative
e fiscali utilizzate per delimitare il settore del viaggio e dell’ospitalità – a queste parole si associano
immagini, stereotipi ed emozioni contrastanti, spesso opposte. Da un lato, i migranti o rifugiati
percepiti come pesi morti, portatori di angoscia e pericolosità, da respingere in quanto problema
sociale. Dall’altro, i turisti o viaggiatori descritti come ospiti da accogliere in luoghi confortevoli, quali
portatori di un plusvalore immediato, in primis economico. Le prospettive
disciplinari diverse e complementari dei saggi qui raccolti non solo rimettono in discussione le
categorie di pensiero con le quali si definisce la pratica del viaggio e l’esperienza della diversità, ma
contribuiscono a sviluppare nuove prospettive sulla mobilità intesa come un fenomeno sociale total
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