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Bobo PIccoli tra sintesi delle arti e public art = Bobo Piccoli: Synthesis of the Arts and Public Art
Il testo ripercorre la vicenda del pittore Bobo Piccoli dal punti di vista specifico delle sue collaborazioni con l'architettura e con gli spazi esterni, tale da configurare il suo lavoro come fortemente sottovalutato per la sua capacità di preconizzare ciò che oggi si definisce Public Art. La vicenda si svolge soprattutto a Milano e comunque in un'Italia postbellica, con grandi interventi di ristrutturazione di aziende e complessi storici. La pratica artistica di Piccoli si interseca dunque con lo sviluppo di un'Italia che, dalla ricostruzione al boom economico alla crisi degli anni settanta, ha creato forme e stili in grado di condizionare il linguaggio architettonico e artistico nel mond
Interview of Mario Piccoli
Hacker interviews Piccoli on his experiences in the mission field in Italy. The interview was conducted in Searcy, AR
Utilizzo dei piccoli mammiferi quali indicatori di contaminazione ambientale da ceppi batterici antibiotico resistenti
Numerose specie animali, soprattutto piccoli mammiferi, vengono spesso considerate "sentinelle ecologiche ambientali" ed utilizzate in indagini eco-tossicologiche. La nostra ricerca ha preso spunto dalla Direttiva 2003/99/CE "Misure di sorveglianza delle zoonosi e degli agenti zoonotici che riporta come,
per il controllo del crescente fenomeno della resistenza agli antibiotici, potrebbe rivelarsi opportuno
monitorare microrganismi indicatori quali possibili reservoire di geni di resistenza. Tale principio è tanto
più attuale quanto più ci si occupa di animali selvatici non soggetti a trattamenti antimicrobici e che quindi
assumono questi geni di resistenza dall'ambiente in cui vivono. Abbiamo ritenuto interessante quindi
indagare in tal senso, analizzando ceppi commensali di Escherichia coli isolati da feci di piccoli mammiferi catturati nell'ambito di un piano di monitoraggio per la proposta di estensione di ZPS presso il Parco delle Orobie Bergamasche. Il campionamento è stato effettuato per mezzo di line transect, di lunghezza 100 m, disposti per fasce altitudinali (I 000-1 600 m s.l.m.) e tipologie ambientali differenti
(bosco di conifere, bosco di latifoglie, bosco misto, prateria, roccia, arbusteto). Il monitoraggio è stato
effettuato in VaI Seriana (Bg), in quattro sessioni di cattura (giugno, luglio, agosto e settembre)durante i
quali sono state sistemate in loco live-traps,modello Sherman, per 3 notti consecutive. In totale sono stati
raccolti 253 campioni fecali: 105 da Apodemus flavicollis, 68 da Apodemus sylvaticus, 63 da Myodes glareolus e 15 da Eliomys quercinus. Il campione fecale veniva consegnato in laboratorio entro le 24ore, seminato in Brain Heart Broth (Oxoid), incubato a 37°C per 24 ore in aerobiosi, trapiantato su Mc Conkey
Agar e le colonie con caratteristiche tipiche venivano successivamente identificate con il sistema RapID
ONE System (Remel, USA). I 33 campioni identificati come E. coli, sono stati testati per valutare la sensibilità agli antibiotici secondo le specifiche previste da EUCAST; in totale sono stati utilizzati 27 antibiotici appartenenti alle famiglie degli Aminoglicosidi, 13-lattamici, Cefalosporine, Chinoloni,
Fluorochinoloni, Cicline, Fenicoli, Polimixine e Carbapemeni. Sui ceppi isolati risultano molto attivi i
Carbapemeni e i B-lattamici, attivi i Fenicoli, i Fluorochinoloni e le Cicline, mediamente attive le
Cefalosporine e poco attivi gli Amminoglicosidi, i Chinoloni e le Polimixine. La resistenza agli antibiotici è un problema sempre più sentito in medicina umana e in veterinaria e la sua gestione è oggetto di discussione costante. Gli sforzi per ridurre la resistenza dei microrganismi agli antimicrobici si basano sul
presupposto che tale caratteristica sia sviluppata e mantenuta nelle popolazioni batteriche a seguito di una
massiccia o scorretta esposizione agli antimicrobici stessi e che la limitazione dell'uso di tali molecole
dovrebbe bastare a porre dei limiti alla diffusione delle resistenze. Contrariamente a quanto riportato in
bibliografia, sembrerebbe che anche la microflora di piccoli mammiferi selvatici, come quelli da noi
campionati, i quali non subiscono la pressione selettiva di una somministrazione eccessiva di antibiotici, possa avere un ruolo nella diffusione di ceppi batterici resistenti agli antibiotici. L'origine di tale fenomeno e i meccanismi di selezione responsabili del mantenimento di un'alta prevalenza di resistenza sono spesso
il risultato di un naturale scambio di materiale genetico tra specie batteriche anche differenti tra loro e che
originano da diversi ecosistemi. Sicuramente il contatto con animali domestici, che possono essere stati
sottoposti a terapie, agevola il fenomeno del trasferimento di geni di resistenza dalla microflora di questi a
quella dei piccoli mammiferi selvatici che condividono lo stesso ambiente e le stesse risorse. Occorrerebbe
quindi indagare maggiormente l'interazione animale domestico-selvatico-uomo. Il nostro lavoro non ha la pretesa di dare delle informazioni definitive ma sicuramente può essere un piccolo contributo ed uno
stimolo a continuare ad indagare sull'ecologia batterica in ambienti naturali e sulla loro interazione con gli animali anche in zone dove si pensa che l'elevata naturalità sia sufficiente a mantenere incontaminato l'ambiente
L'eredità dei Piccoli mestri
L'articolo analizza il significato storico dell'esperienza partigiana del gruppo de I Piccoli maestri e la sua eredità morale
Nuove prospettive per i piccoli Comuni
Il tessuto istituzionale del nostro Paese è estremamente frammentario ed eterogeneo, a causa della presenza di un numero molto elevato di Comuni di piccole e piccolissime dimensioni. Le debolezze strutturali di queste piccole realtà municipali sono riconducibili essenzialmente a: distanza dai centri urbani e decisionali; scarsa rappresentanza politica; carenza di professionalità e di servizi; spopolamento e abbandono dei territori. La relazione al convegno si è concentrata su queste debolezze strutturali e sugli eventuali rimedi previsti dal decreto legislativo n. 267 del 2000 (Testo unico degli Enti locali - Tuel). Per potenziare le istituzioni locali, il Tuel suggerisce agli enti di aggregarsi attraverso la via contrattuale (convenzione), quella istituzionale (fusione) e quella mista (Unioni di Comuni). Tuttavia, il rafforzamento delle istituzioni locali non passa soltanto attraverso la loro aggregazione, ma anche attraverso strade alternative, come quella tracciata dalla recente legge n. 158 del 2017 che reca “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli Comuni”. I piccoli Comuni sono l’espressione istituzionale di un’Italia minore, spesso dimenticata o accantonata, che in mezzo a mille difficoltà cerca di preservare territori incontaminati. Porre all’attenzione dell’opinione pubblica i loro problemi equivale ad affrontare il tema delle istanze di popolazioni bisognose di cura e attenzione. Essere dalla parte dei piccoli enti non è soltanto un dovere morale. È anche e soprattutto un’opportunità strategica per il resto del Paese, perché i vasti territori, abitati da queste comunità, sono una preziosa riserva in termini di risorse idriche e boschive, di energia eolica e solare, di bellezze paesaggistiche e storico-artistiche. Questo sforzo collettivo, il mondo dei piccoli enti, da sempre abituato a stringere i denti e a rimboccarsi le maniche, lo merita a pieno titolo
I grandi numeri dei piccoli musei:prospettive
Viene eseguita una panoramica sulla situazione nazionale, in relazione al grande numero di musei definiti come "piccoli", a partire dall'ultimo censimento ISTA
Jacques-François Blondel à son apogée, 1749-1756.
Référence électronique Edoardo Piccoli, « Jacques-François Blondel à son apogée (1749-1756) », in Repenser les limites : l'architecture à travers l'espace, le temps et les disciplines, Paris, INHA (« Actes de colloques »), 2005, [En ligne], mis en ligne le 31 octobre 2008. URL : http://inha.revues.org/117
Schematic 3D reconstruction hypothesis of the house of the painter Gillis van Coninxloo at the Oude Turfmarkt and adjacent houses
This is a schematic, grey scale 3D reconstruction of the vanished house of the painter Gillis van Coninxloo and adjacent houses resulting from the research conducted in the framework of the Virtual Interiors project. The research questions that this 3D reconstruction aimed to explore relate to the identification of the exact location of the house on the Oude Turfmarkt and its internal spatial arrangement. Especially the references that are contained in Coninxloo's probate inventory to a ‘Coninxloos winckel’ and an ‘achter winckel’ on the first floor of his house were investigated with the 3D model.
An introduction to the Coninxloo case study and to the first phase of the 3D reconstruction project of his house is briefly presented in C. Piccoli and W. Li 2021. ‘Dealing with multidimensional uncertainty: The house of the painter Gillis van Coninxloo’, https://www.virtualinteriorsproject.nl/2021/08/19/dealing-with-multidimensional-uncertainty-the-house-of-the-painter-gillis-van-coninxloo/ (last accessed November 2022). An update on archival research and new insights on this and the neighbouring houses is given in C. Piccoli 2022. ‘The house of Gillis van Coninxloo at the Oude Turfmarkt: New insights’ https://www.virtualinteriorsproject.nl/2022/11/23/the-house-of-gillis-van-coninxloo-at-the-oude-turfmarkt-new-insights/ (last accessed November 2022).
The sources that were used to propose this reconstruction hypothesis are listed in the *.csv file.
Note: This 3D reconstruction is a provisional version and must be considered hypothetical. Aspects that could be clarified by further research include a possible difference in ground floor’s level between the front and the back in Coninxloo’s house, which would impact the spatial arrangement of the interior and require the presence of steps to bridge the two parts.
Historical and archival research: Chiara Piccoli, Bart Reuvekamp, Frans Grijzenhout.
3D modelling: Chiara Piccoli
3D modelling software: Blender
Acknowledgements: Virtual Interiors project, Gabri van Tussenbroek, Weixuan Li, Judith Brouwer, Madelon Simons
Piccoli ruminanti
Saluto del Prorettore dell'Università di Sassari in apertura del convegno di studi su "Il benessere animale e la qualità delle produzioni nei piccoli ruminanti", contenente anche un breve excursus sul concetto di zootecnia in epoca romana
Piccoli comuni: realtà marginali che vogliono guardare al futuro
Si sottolinea la capacità geografico-economica di cogliere specifiche valenze territoriali per valorizzare il territorio in generale e in particolare i piccoli comuni. Viene quindi proposto un approccio dinamico allo studio dei sistemi territoriali e indicata un’ipotesi di sviluppo endogeno per valorizzare piccoli centri periferici e marginali
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