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    Le radici latine dell'arte stereotomica

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    La tesi è dedicata alla stereotomia antica con particolare riguardo all’ambito latino. Con tale termine si indica quella tecnica costruttiva in pietra da taglio per la realizzazione di superfici voltate complesse, scienza che implica l’elaborazione concettuale della forma, dei manufatti e delle loro singole parti, nello spazio. Essa costituisce il bagaglio di saperi teorici e pratici relativi al disegno e all’apparecchiatura delle strutture voltate, utili alla loro configurazione finale. L’assenza fino all’epoca rinascimentale di trattati e disegni lascia intendere che tale pratica abbia origini relativamente recenti, portando gli studiosi a ipotizzare che quei casi di epoche più antiche, riconducibili alla stereotomia per le loro caratteristiche costruttive, fossero casi fortuiti. L’obiettivo della tesi è quello di avanzare un’ipotesi storiografica secondo la quale la pratica della stereotomia in antichità fosse legata ad una forma di artigianato locale, legato al territorio e ai materiali da lavorazione, un bagaglio di conoscenze pratiche trasmesse oralmente prima della loro più tarda traduzione in forma scritta. Il percorso di studio prevede l’analisi di tre opere, scelte come casi studio secondo le loro caratteristiche configurative e strutturali, per avvalorare tale tesi e si basa inoltre sullo studio della letteratura antica quale unica fonte testuale di riferimento, in assenza di manuali e capitolati scritti risalenti all’epoca classica e pre-classica presa in esame

    Desert Projects (Himmelstreppe, Goldene Spirale, Stadt des Orion) di Hannsjörg Voth = Desert Projects (Stairway to Heaven, Golden Spiral, City of Orion) by Hannsjörg Voth

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    La mostra si colloca nel quadro delle iniziative organizzate in occasione dei 400 anni dalla pubblicazione dell’opera più emblematica di Galileo Galilei, Il Saggiatore, il manifesto di una nuova filosofia della Natura, espressione di un nuovo metodo investigativo dei fenomeni fisici fondato sul rigore matematico e sulla concretezza empirica. L’opera nasce da una disputa iniziata quattro anni prima con il gesuita Orazio Grassi sulla natura delle comete e sui sistemi del mondo. La disputa sulle comete, “splendori celesti”, nella definizione degli accademici lincei, era solo il pretesto per dedicarsi al più ambizioso progetto di promuovere un nuovo metodo scientifico da contrapporre a quello tradizionale, un approccio più rigoroso allo studio del grande ‘libro della natura’ con cui Galileo inaugura la nuova via della scienza moderna. Il catalogo, in edizione bilingue, ripercorre i passi più significativi de Il Saggiatore commentati da illustri studiosi e affiancati dall’illustrazione di nuove sperimentazioni condotte con la stessa genuina curiosità e lo stesso rigoroso metodo di indagine della realtà che proprio Galileo ci ha insegnato

    Il coro ligneo della Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia. La fruizione tattile per la conoscenza culturale

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    Il contributo intende perseguire una delle possibili strategie utili a colmare il gap esistente tra l’opera d’arte interdetta al pubblico e il fruitore, verso una divulgazione maggiormente inclusiva e accessibile del bene culturale. Il caso studio scelto è il coro ligneo presente all’interno della Basilica di San Giorgio Maggiore a Venezia, spazio tanto affascinante quanto privilegiato, custode di molteplici saperi e assonanze storiche e culturali. Sulla base dei dati geometrici acquisiti mediante scanner a luce strutturata, attraverso i quali generare un modello digitale del tutto coincidente alla realtà, si propone di seguito una procedura indirizzata alla semantizzazione geometrica, utile a potenziare la comprensione cognitiva e tattile. Il modello stampato è infatti contraddistinto da elementi semanticamente suddivisi tra loro, la cui riconoscibilità cognitiva e tattile è garantita dalle forme geometriche estruse che ne caratterizzano l’incastro. La lettura degli elementi è infine garantita dalle adiacenti descrizioni degli elementi presenti sulla scena in braille, accostate alle relative forme geometriche ad essi associati

    Immersive Technologies for the Valorisation of Historical Heritage. Digital models of the Scuola del Carmine.

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    The research proposes to analyse the 16th century pictorial cycle preserved on Scuola of Carmine, in Padua, one of the most ancient medieval fraglie of the city. Here we have the opportunit to show the outcomes of this research. The initial phases of the work were shown some years ago at the same conference. The seventeen depicted frescos tell about some scenes of the Virgin’s life from the Apocryphal Gospels. The project aims to realize a digital database for cultural and architectural heritage conservation and valorisation. The research activities were organized in: a) acquisition of data (Laser Scanner 3D, Photo-Modelling, thermography and georadar) and all the historical documents; b) construction a interoperable database in order to collect documents, information about the case study; c) creation of a virtualinteroperable model of the architecture, using Scan to BIM technologies; d) enforce the 3D virtual models with infographic information from database in order to obtain semantic models; e) test thesemantic model with innovative tools

    Geometrie del terrore : Lo spazio architettonico nella letteratura weird

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    Il volume vuole offrire un panorama critico sullo spazio retorico nella letteratura fantastica e, nel caso specifico, in quella che ha come soggetto principale del plot narrativo il tema delle case infestate nelle ghost stories classiche e contemporanee. I saggi contenuti nel volume affrontano il complesso rapporto tra spazio letterario e spazio fisico, fra configurazione reale e fiction, analizzando i connotati ambientali e atmosferici delle haunted houses, attraverso alcuni casi studio (tratti dai romanzi e i racconti di Howard Phillips Lovecraft, Shirley Jackson, Robert Aickman solo per citarne alcuni), analizzando la ricorsività di topoi come quello del Genius loci, legato alla vocazione ancestrale del paesaggio e delle architetture “visitate”. Gli autori invitati, da differenti prospettive esegetiche, offrono un quadro teorico ed epistemologico di riferimento sul tema, mostrando come lo spazio retorico di questo genere letterario si sia innervato storicamente (e ancora si innervi nella letteratura contemporanea) di metafore spaziali e prossemiche in cui scrittori e studiosi hanno utilizzato il modello della casa, luogo degli affetti e dell’intimità familiare, come focus in cui possano esporsi in evidenza processi antropologici già in atto nelle società, ma con modalità ancora carsiche: la letteratura esibisce qui il suo potere di slatentizzare paure ancestrali e di farci riflettere sul nostro incerto futuro, anche da prospettive ultramondane. Completano il volume le tavole grafiche (con relative schede testuali) di dieci casi studio svolti da un nutrito gruppo di studenti dell’Università Iuav di Venezia, che hanno attinto alle proprie emozioni più primordiali, spingendosi ad affrontare la domanda senza tempo: “cosa avviene dopo la morte?”, e soprattutto, in quali spazi architettonici e/o urbani? Le risposte sono contenute in ricostruzioni grafiche e retoriche talvolta spaventose, talaltra divertenti, qualche volta filosofiche, oppure commoventi. Con onestà e passione gli studenti hanno sempre esplorato lo spazio liminale tra il fantastico e il quotidiano con profondità e intensità, scoprendo nuovi modi di guardare chi siamo e cosa conti per noi, esplorando quanto sia misterioso, triste, strano e comico essere vivi o, ancora peggio, quando non lo siamo più

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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