1,722,353 research outputs found

    Dossier Cosas objetos artefactos. Memorias materiales de la violencia en América Latina

    No full text
    Il dossier della rivista Kamcjatka, curato da Emilia. Perassi (Università di Milano) e Fernando Reati (Georgia State University) è dedicato alle memorie materiali della violenza politica in America Latina, con particolare attenzione ai processi di configurazione simbolica degli oggetti post.catastrofe

    Editorial. Una nueva temporada, el mismo papel

    No full text
    Es el editorial escrito por la nueva dirección de la revista, compuesto por Emilia Perassi, Giovanna Scocozza y Mariarosaria Colucciell

    Gioielli monetali romani in contesti tombali. Aggiornamenti sul pendente con aureo di Salonino da una sepoltura milanese

    No full text
    In November 1991, during archaeological research carried out over several years (1986-2004) in the Roman cemetery under the courtyards of the Milan campus of the Università Cattolica del Sacro Cuore, a gold pendant set with a gold coin of Saloninus was discovered. Exactly twenty years after the first publication of the artefact (Perassi 2003a; 2003b), this paper aims to bring the study of it up to date, taking into account the new and more in-depth knowledge of Roman coin jewellery, the figure of Gallienus’ young son, and the coinage in his name. The results of recent metallographic analyses of the coin, and the pendant’s ornamental elements, are also presented. Finally, the find from Milan is compared with other, limited evidence of coin jewellery found in Roman funerary contexts

    Herencia Muchik en el Bosque de Pomac

    No full text
    Il volume raccoglie gli esiti del progetto di cooperazione internazionale Propomac, finanziato dal Fondo ItaloPeruano e che ha avuto nell'Università di Milano un partner importante, coordinato da E. Perassi e A. Aimi. Il libro rappresenta uno dei molti esiti del progetto. Risponde ad delle linee forti del progetto, ovvero la valorizzazione dell'area del santuario di Pomac e alla diffusione della cultura lambayeque. Il volume raccoglie i contributi di specialisti dell'area e rappresenta un primo tentativo di sistematizzare il repertorio di conoscenze su società e cultura della regione

    “Le medaglie, fedeli historie, e veridici documenti di bronzo”. Considerazioni numismatiche nella Descrittione di Malta di Francesco Giovanni Abela (1647)

    No full text
    Francesco Giovanni Abela (1582-1655) fu il fondatore dell'archeologia e della storiografia maltesi. Nella sua opera più importante “Della descrittione di Malta isola nel mare siciliano con le sue antichità”, edita nel 1647, Abela assegna alle monete antiche una dignità documentaria pari (se non superiore) a quella delle fonti scritte. Nel Capitolo Due Abela cita numerose monete maltesi, puniche e romane rinvenute sull'arcipelago maltese, alcune della quali appartenenti alla sua collezione numismatica. Il saggio passa in rassegna tutte queste citazioni di ambito numismatico e le inserisce in un aggiornato quadro di riferimento. Molti soggetti della produzione monetale della zecca di Melita (odierna Malta) sono infatti fraintesi da Abela, a causa del loro sicretismo. Fra le monete puniche Abela inserisce anche una “grande, bellissima" moneta della regina Didone. La sua illustrazione permette a C. Perassi di riconoscere invece una medaglia dell'incisore italiano Alessandro Cesati, meglio noto come "Il Greco” o “Il Grechetto” (XVI sec.). L'importanza numismatica della “Descrittione di Malta” consiste soprattutto nella menzione di rinvenimenti maltesi di monete greche, puniche e romane, oggi irreperibili, che possiamo conoscere dunque solo grazie alle sue pagine e alle sue illustrazioni. Tutti questi rinvenimenti monetali sono discussi nel saggio e posti a confronto con i moderni ritrovamenti dal territorio maltese. Nell'ultima parte l'autore delinea lo sviluppo degli studi sulla monetazione delle zecche di Melita e di Gaulos (moderna Gozo) dall'opera di Abela fino a quella di Albert Mayr (1894).Francesco Giovanni Abela (1582-1655) was the founder of Maltese archaeology and historiography. In his most important work “Della descrittione di Malta isola nel mare siciliano con le sue antichità” printed in 1647 he grants to the ancient coins the dignity of historical documents and assigns them the same value as written sources. In Chapter Two Abela quotes many Punic, Maltese and Roman coins found in the archipelago. Some of them belonged to his numismatic collection. The essay reviews all the numismatic quotations from Abela's work and inserts them in a updated historical overview. Many types of the mint of Melita (modern Malta) are often misunderstood by Abela because of their syncretism. Among the Punic coins Abela puts a “great, very beautiful” coin of the queen Dido. Its presentation in an illustrative engraving enables C. Perassi to recognize it as a medal of the sixteenth-century Italian engraver Alessandro Cesati, better known as “Il Greco” or “Il Grechetto”. The numismatic importance of “Descrittione di Malta” consists in quotations of lost Maltese findings of Greek, Punic and Roman coins. Then we are able to know them only by its pages and drawings. All of them are discussed by C. Perassi and compared with the modern coin findings on Maltese territory. In the last part of the essay she outlines the development of numismatic studies on the coinage of the mints of Melita and Gaulos (modern Gozo) from Abela to Albert Mayr (1894)

    IL FRAZIONAMENTO MONETALE IN EPOCA MODERNA: ESEMPLARI METALLICI E BANCONOTE

    No full text
    The practice of cutting coins into two or more portions runs through the whole history of coinage. It also concerns metallic coins and paper banknotes in modern times, where it is widespread and varied, with a documentary background un-thinkable for the ancient and medieval world. An overview of modern practice can only be very limited, given the vast area and the wide chronological range involved, the different systems and denominations on which it was carried out, and the societies that made use of it. But it can provide food for thought for scholars interested in ancient and medieval cut coins. In fact, the only evidence available for these periods are the coin portions found at archaeological sites or preserved in public and private collections

    Un medaglione eneo di piccolo modulo di Probo da Milano

    No full text
    Il contributo presenta e discute un medaglione eneo di piccolo modulo di Probo, messo in luce a Milano durante le indagini archeologiche effettuate nel 1998 nell’area della Basilica di Sant’Eustorgio e oggi esposto presso l’“Antiquarium Ada Levi”. Il manufatto appartiene alla seconda serie festiva della zecca di Ticinum, coniata agli inizi del 278, in vista del donativum elargito da Probo qualche settimana dopo per celebrare il suo secondo consolato, i successi militari appena ottenuti oltralpe e il suo adventus in Italia settentrionale. Il pezzo milanese è il solo della serie dotato di dati di contesto

    Monete frazionate. Le ragioni di un Incontro

    No full text
    Il contributo illustra il percorso scientifico che ha condotto all'organizzazione nel settembre del 2019 dell'Incontro Internaizonale di Studi sul frazionamento monetale, delineando anche lo stato dell'arte su tale pratica, diffusa dalle forme premonetali mediterranee fino alle banconote del XX secolo, con un focus sugli studi che si sono concentrati sull'età romana

    La ‘Tariffa’ di Palmira. Un aggiornamento bibliografico ragionato

    No full text
    The bilingual inscription composed in Palmyra in 137 AD, known in the history of studies with different names (tariff, fiscal tax, municipal tariff, municipal law, tax law, etc...), has been the subject of wide researches for nearly one and an half century. During the last few years, the document has continued to attract scholars’ attention. The aim of this paper is to examine and discuss some of the latest publications. Some of them have brought new elements into the history of the epigraph, others have better focused on specific questions, at length debated. Claudia Perassi presents the new data (when, how and where) about the discovery of the inscription by the Russian prince Semyon SemyonovicˇAbamelek-Lazarev and the numismatic aspects of the ‘Tariff’ bases on the coins found during the Polish excavations held in Palmyra from 1959 to 2001. Alessandro Bona, starting from the text of the inscription about the chora surrounding the caravan town, draws the boundaries of the Palmyrene using the more or less recent archaeological and epigraphic findings and outlines its fertile landscape and agricultural active role
    corecore