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Roma antica e l’archeologia dei simboli nell’Italia fascista
Il mito di Roma antica costituisce un efficace strumento propagandistico attraverso il quale il regime fascista giustifica i suoi programmi politici, in particolare quelli riguardanti la costruzione dell’identità nazionale e le aspirazioni coloniali dell’Impero italiano. L’obiettivo di questo articolo è dimostrare come la retorica visuale e linguistica fascista deformi il significato originale dei più noti simboli e rituali del mondo romano, come i fasces, ricostruiti dall’archeologo Giacomo Boni, e la festa del Natalis Urbis, per legittimare ideologicamente la propria autorità
The Celebration of the Lizard: The Iconography and Iconology of a Magic Ritual Against the Evil Forces
The aim of this paper is the analysis of the meaning of the iconography of the month of September in Late Antique Roman illustrated calendars. This image alludes to the apotropaic ritual of the grape harvest done through the suspension of a lizard above bunches of grapes or containers of wine. The use of this image attests to the continuity of the Dionysian cult in Late Antiquity, even if only at a popular level, because of the definitive affirmation of Christianity. At the same time, the new religion included this iconographic pattern, which has acquired an eschatological meaning related to eternal life
<em>Angerona</em> e il silenzio del confine. Tempi e spazi liminari di una dea romana muta
Il silenzio caratterizza due dee romane: Angerona e Tacita, entrambe mute. La prima divinità, che tutela il momento critico del solstizio invernale, è raffigurata imbavagliata, mentre la seconda, mater Larum e ninfa degli Inferi, è priva della lingua. L’obiettivo del presente intervento è quello di analizzare le relazioni semantiche tra le due divinità ctonie sulla base della comune assenza della voce
Troiae ab oris. Alcune riconsiderazioni circa l’interpretazione iconologica dei fregi del Grande Altare di Pergamo
Il significato del programma iconografico dei fregi del Grande Altare di Pergamo è noto, ed essenzialmente consiste in una legittimazione sacrale del dominio degli Attalidi, protettori della civiltà greca contro le barbarie. Questa tradizionale lettura ermeneutica dovrebbe essere integrata con un’interpretazione iconologica dei fregi che si basi sulle palesi relazioni mitistoriche esistenti tra Pergamo e Roma. In particolare, tra i motivi ispiratori della Gigantomachia e della Telefeia, ci sarebbe anche quello relativo alla matrice mitologica e cultuale arcadico-troiana che accomuna entrambe le città e che parzialmente avrebbe giustificato i loro legami politici.The significance of the iconografic program of the Great Altar of Pergamon is well-know, and essentially consists in a sacral legitimation of the Attalids’ rule, protectors of Greek civilization against the barbarity. This traditional hermeneutic reading should be integrated with an iconological interpretation of the friezes which is based on the evident mythologic and historic relations which exist between Pergamon and Rome. Particularly among inspiring reasons of the Gigantomachy and the Telepheia is also the mythologic and cultual arcadic-troyan matrix which connects both cities and partially would justify their political ties.
In Africano orbe quasi Roma. Mosaici dei mesi e autorappresentazione dell’aristocrazia romana a Cartagine tra IV e V sec. d.C.
The main characteristic of the so-called mosaics of months is the representation of the twelve months of the year through the images of astrological, religious and rural types that symbolize the eternal cycle of the time. The members of the roman upper class are the most frequent patrons of these illustrated calendars because they use them in order to communicate the ideas of Aeternitas and Felicitas temporum already employed by the Imperial propaganda to express the infinite authority and prosperity of the Roman Empire. Carthage is the second urban center after Rome with the greatest number of mosaics of months dated between the 4th and the 5th c. AD. The aim of this paper is to investigate the ideological and cultural use of these mosaics of months as means of self-representation of the power by the Late-Antique Carthaginian aristocracy.La caratteristica principale dei cosiddetti mosaici dei mesi consiste nella rappresentazione dei dodici mesi dell’anno attraverso immagini di tipo astrologico, religioso e rurale che simboleggiano il ciclo eterno del tempo. I membri dell’upper class romana sono tra i maggiori committenti di questi calendari figurati in quanto usati come espressione a livello visuale di quegli ideali di Aeternitas e di Felicitas temporum già usati dalla propaganda imperiale per veicolare i messaggi dell’autorità e della prosperità infiniti dell’Impero. Cartagine rappresenta il secondo centro urbano dopo Roma con il maggior numero di calendari musivi realizzati tra IV e V sec. d.C. L’obiettivo di questo articolo è indagare l’uso in senso ideologico e culturale dei mosaici dei mesi come mezzi di autorappresentazione del potere dell’aristocrazia cartaginese in età tardo-antica
Come incarnazioni delle stelle, illuminano la morte. Lo Zodiaco come simbolo dell’eternità del potere aristocratico nei calendari figurati romani
The main feature of the astrological illustrated calendars consists in the representation of the twelve months of the year as personifications of the respective Zodiac signs, or of the relative tutelary deities, and the latter partially replaced, in the Late Antiquity, by the images of the deities connected to the main monthly religious festivities. This papers is focused on the analysis of socio-cultural dynamics and mechanisms of visual communication through which the members of the Roman upper class use the images of Zodiac in figurative calendars to express the idea of the eternity of their power and their high status, according tocultural prototypes and iconographic models of official imperial art.La caratteristica principale dei calendari astrologici illustrati romani consiste nella rappresentazione dei dodici mesi dell’anno, raffigurati come personificazioni dei rispettivi segni zodiacali e delle relative divinità tutelari, parzialmente sostituite, nella Tarda Antichità, dalle immagini delle divinità collegate alle principali festività religiose mensili. Obiettivo di questo contributo è l’analisi delle dinamiche socio-culturali e dei meccanismi di comunicazione visuale attraverso i quali i membri delle classi sociali più elevate utilizzano le immagini dello Zodiaco nei calendari figurati per veicolare l’idea dell’eternità del loro potere e del loro status elevato,sulla base di prototipi culturali e modelli iconografici derivati dall’arte ufficiale imperiale
La morte per acqua. Iconografia di un thiasos marino su un frammento di sarcofago inedito del Museo Civico Giovanni Marongiu, Cabras (OR)
Abstract: This study concerns an unpublished fragment of a marble sarcophagus decorated with a scene of sea thiasos, now in the warehouses of the Museo Civico Giovanni Marongiu at Cabras (OR). By means of the iconographic analysis of this image, the aim of this paper is to investigate its meaning in the Roman funeral sculpture and consequently as well the social and cultural dynamics that have determined its use by the patronage.
Riassunto: Il reperto inedito oggetto del presente studio, attualmente custodito presso i magazzini del Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras (OR), consiste nel frammento di un sarcofago marmoreo decorato con una scena di thiasos marino. L’obiettivo di questo contributo si focalizza sull’analisi iconografica di tale immagine allo scopo di indagare il suo significato nella scultura funeraria romana e conseguentemente anche le dinamiche socio-culturali che ne hanno determinato l’uso da parte della committenza
La nascita e l’infanzia dell’eroe. Telefo, Romolo e Remo: appunti per un’archeologia dei temi mitici del modello eroico
Com’è ben noto, la propaganda attalide ha insistito sulla comparazione tra Telefo, Romolo e Remo anche per legittimare l’alleanza politica tra Pergamo e Roma. Questo raffronto è stato possibile perché tali figure mitologiche sono accomunabili sulla base di determinati temi mitici che caratterizzano costantemente il modello greco dell’eroe; alcune di queste tematiche, riguardanti in particolare le fasi iniziali della sua vita – come la nascita prodigiosa, l’esposizione presso un ambiente extra-urbano, l’allattamento ad opera di un animale selvatico e l’infanzia trascorsa con pastori – ci proponiamo di indagare più dettagliatamente in questa sede.As everyboby well-knows, the attalid propaganda has insisted on the comparison between Telephus, Romolus and Remus also to legitimize the political alliance between Pergamon and Rome. This correlation has been possible because these mythologic figures are united by definite mythical themes that costantly characterize the Greek model of hero and that concern in particulary the initial stages of his life – like the prodigious birth, the abandonment in an extra-urban place, the suckling by a wild animal and the infancy spent among sheperds – that I would to examine more minutely with this article.
«Chi controlla il passato controlla il futuro»
La produzione dei calendari figurati romani, in particolare dei mosaici dei mesi, è concentrata tra il II e il VII secolo d.C. in Italia, Nord Africa, Grecia e Arabia. La loro caratteristica principale consiste nella rappresentazione dei dodici mesi dell’anno ed è riferibile a tre temi iconografici: quelli di tipo festivo, astrologico e rurale. Il primo include le immagini di mesi che alludono alle più rilevanti festività religiose, come i Compitalia di Gennaio e i Lupercalia di Febbraio. L’obiettivo di questo articolo è dimostrare come l’iconografia di questi due mesi sia stata elaborata in età augustea. Questa ipotesi si basa sull’analisi del profondo intervento di Augusto nell’ambito della dimensione temporale, più specificamente mediante l’utilizzo del calendario come strumento di azione politica, attraverso l’immissione di numerose feriae connesse alla sua vita e al suo operato, e la riforma di alcune festività arcaiche, come i sopraccitati Compitalia e Lupercalia, al fine di legittimarne ideologicamente il potere.“Who controls the past controls the futur”. A hypothesis on the Augustan iconography of the Compitalia and Lupercalia in the mosaics of the months. The Roman figurative calendars, in particular the mosaics of months, are concentrated from the second to the seventh century A.D. especially in Italy, North Africa, Greece and Arabia. Their main characteristic is the representation of the twelve months of the year referable to three iconographic themes: the festive, the astrological, and the rural types. The first one includes the images of months that allude to the most important religious festivals, such as Compitalia in January and Lupercalia in February. The aim of this paper is to demonstrate that the iconography of these two months has been developed in the Augustan age. This hypothesis is based on the fact that the intervention of Augustus on the temporal dimension was very important, because he has used the calendar as a political mean, by adding numerous feriae regarding to him, and he has reformed some ancient festivals, like above mentioned Compitalia and Lupercalia, in order to legitimize ideologically his power
Oltre l’orizzonte degli eventi. Augusto e l’uso ideologico del tempo e dello spazio
The aim of this paper is the analysis of Augustus’ interventions in the temporal and spatial dimensions of ancient Rome, in order to obtain an ideological legitimation of his political power, in particular through the introduction of new feriae in the calendar connected to his life and his rule, the construction of the Horologium Augusti and the reform of some of the main archaic festivities, such as the ludi Saeculares and the Compitalia.L'obiettivo di questo articolo è l'analisi degli interventi di Augusto finalizzati al controllo della dimensione temporale e spaziale dell'antica Roma e alla legittimazione ideologica del proprio potere politico. Tale attività si realizza attraverso l'inserimento nel calendario romano di nuove feste legate alla sua vita e al suo operato, la realizzazione dell'Horologium Augusti e la riforma di alcune delle principali cerimonie arcaiche, come i ludi Saeculares e i Compitalia
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