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Le aree rurali sotto pressione
Il presente contributo, che apre il volume, prende le mosse da un approfondimento teorico ed empirico che gli autori hanno avviato attraverso una collaborazione pluriennale, focalizzata sulla condizione attuale e sulle prospettive future degli spazi rurali e dei sistemi agro-ambientali extraurbani del Nord Italia. Questo territorio, densamente antropizzato e storicamente plasmato dall’interazione tra uomo e natura, costituisce oggi un laboratorio a cielo aperto in cui coesistono dinamiche di innovazione e di resilienza accanto a fenomeni di fragilità strutturale, marginalizzazione e degrado paesaggistico.
L’indagine si concentra in particolare su quelle porzioni di campagna e margine urbano che, pur inserite in contesti macroregionali ad alto dinamismo economico, si trovano oggi in condizioni critiche sotto il profilo demografico, sociale e ambientale. Si tratta di territori segnati da uno spopolamento progressivo, da fenomeni di invecchiamento e disuguaglianze di genere, da carenza di infrastrutture e accesso alla formazione, nonché da un’evidente distanza dalle logiche di pianificazione urbana e dalle reti decisionali strategiche. In questo mosaico complesso, si trovano da un lato spazi rurali ancora produttivi e capaci di reinventarsi attraverso pratiche agricole innovative, dall’altro territori interstiziali svuotati di senso e di ruolo, dove si accumulano i segni dell’abbandono e dell’incuria istituzionale
Quando la ricerca incontra i territori: esperienze sul campo e confronto con gli attori locali
Negli ultimi decenni, la progettazione e realizzazione delle infrastrutture pubbliche a livello nazionale e sovranazionale è stata prevalentemente condotta attraverso approcci settoriali e verticistici, che si sono tradotti in interventi frammentari e spesso scollegati dal contesto territoriale e sociale in cui si inseriscono. Tale modus operandi ha comportato una progressiva cesura dei sistemi ecologici, paesaggistici, agricoli e socio-economici, oltre che una continua progressiva passività nell’accoglimento da parte delle comunità di tali grandi trasformazioni. Il risultato è la creazione di una fitta rete di “territori attraversati”: spazi di scarto, marginali e spesso privi di funzione, nei quali gli ecosistemi sono compromessi, le piattaforme agricole produttive sono frammentate e le comunità locali si trovano escluse dalle decisioni e dal beneficio diretto delle infrastrutture.
Questa condizione si configura come una delle principali criticità nella governance territoriale contemporanea, richiedendo una riflessione approfondita non solo sul rapporto tra infrastrutture e territorio, ma soprattutto anche sui processi di governance ad oggi purtroppo consolidati. La consapevolezza crescente delle emergenze ambientali, dei cambiamenti climatici e delle disuguaglianze spaziali ha spinto ad un ripensamento strategico della pianificazione infrastrutturale, orientato verso modelli più sostenibili, integrati e partecipativi, in cui però la componente del coinvolgimento attoriale risulta ancora difficile da applicare.
In questo contesto, la ricerca SEW Line si è proposta di sperimentare approcci innovativi capaci di superare il verticismo decisionale che caratterizza la pianificazione infrastrutturale mediante il coinvolgimento diretto di policy community, attori locali e stakeholders nelle fasi di conoscenza, progettazione e gestione. Attraverso l’esperienza di quattro Living Lab (anche LL da qui in avanti) realizzati in differenti contesti regionali italiani (Lombardia, Veneto, Lazio), il contributo illustra come la co-produzione della conoscenza possa rappresentare uno strumento efficace per la costruzione di processi decisionali più equi, sostenibili e collaborativi
Introduzione: Perché chi ha cuore il paesaggio si occupa di infrastrutture?
Il seguente volume presenta gli esiti della ricerca SEW Line (Socio-Ecological Way for a holistic mobility infrastructure planning in periurban and rural landscape), finanziata nell’ambito del PRIN 2022 PNRR con capofila l’Università di Padova e partner l’Università di Bergamo e l’Università Sapienza di Roma. La ricerca si è posta l’obiettivo di elaborare un modello innovativo per la pianificazione delle infrastrutture di mobilità, capace di oltrepassare l’approccio tradizionale, eccessivamente incentrato sull’efficienza tecnica e frequentemente all’origine di processi di espansione territoriale incontrollata, insostenibile e socialmente iniqua. Il nome della ricerca – SEW Line, “linea che cuce” – sintetizza la nostra visione: le infrastrutture possono essere viste non come linee che dividono, tagliano e frammentano, ma come fili capaci di ricucire paesaggi, comunità e conoscenze, favorendo la coesione ecologica e sociale dei territori attraversati. La ricerca ha pertanto indagato lo spazio di integrazione possibile tra servizi ecosistemici, capitale naturale e comunità locali nei processi decisionali relativi alle grandi infrastrutture, proponendo nuovi modelli di pianificazione olistici, multiattoriali e transcalari, capaci di coniugare tutela ambientale e giustizia spaziale. In questo senso, il lavoro si colloca in piena coerenza con le priorità del Green Deal europeo e della Strategia UE per la Biodiversità 2030, traducendone gli indirizzi in azioni concrete, operative e replicabili sui territori.
Il titolo del volume, Paesaggi-Percorsi, allude ad una duplice possibilità di lettura del termine “Percorsi” che, a nostro avviso, ben rappresenta la natura complessa della ricerca e del tema trattato
Oltre le misure compensative: verso progetti non rimediali per i Paesaggi-Percorsi
La proposta di linee guida sintetizzata in questo capitolo è uno dei prodotti originali della ricerca e ha come obiettivo il miglioramento dell’inserimento paesaggistico delle infrastrutture lineari nei contesti rurali e periurbani. L’idea è quella che questi non siano dei “vuoti da riempire”, ma che grazie a una maggiore “coscienza dei luoghi” si possa promuovere, in tali ambiti, un progetto di territorio di qualità, basato su principi sostenibili e rispondente a un contesto di mitigazione del loro impatto ambientale e di adattamento alle peculiarità dei contesti locali.
La riflessione prende le mosse dai limiti delle pratiche attuali in termini di progettazione e gestione delle infrastrutture nelle quattro fasi del ciclo di vita individuate (progettazione, cantierizzazione, gestione e dismissione) e si rafforza grazie agli esempi e le buone pratiche identificate nell’arco della ricerca, che dimostrano come approcci alternativi a quelli basati su criteri di economia ed efficienza nella realizzazione e di minor spesa nella manutenzione, sono possibili
Paisajes activos: un cambio de paradigma necesario para construir escenarios de oportunidad
La reciente crisis sanitaria ha llevado al reconocimiento de vulnerabilidades sociales y territoriales que marcan nuestros espacios de vida y las formas como habitamos en ellos. Es decir, la respuesta a la pandemia ha pasado por una profunda reconsideración de los actuales modelos de convivencia y por la urgencia de repensarlos considerando las debilidades surgidas. Emanuela Casti, Fulvio Adobati e Ilia Negri (2021) señalan en su estudio sobre este tema que hay que reelaborar la gobernanza territorial y el diseño de hábitats que mejoren las condiciones actuales y produzcan una reconciliación ecológica (Ferlinghetti, 2019) entre seres humanos y ambientes de vida. De hecho, los trabajos de académicos, activistas y comunidades políticas deberían apoyar una transición progresiva hacia formas renovadas de vivir el territorio, que se manifiesta como espacio e instrumento para satisfacer las necesidades de los seres humanos, garantizar su calidad de vida y lograr el bienestar y la felicidad
Sguardi geografici su una pianura, piana, ma non piatta. Trame, dinamiche, paesaggi e riconciliazioni possibili
Il contributo intende suggerire un cambio di approccio al tema della lettura e del progetto dei territori rurali caratterizzati da una bassa densità insediativa, a partire dal fertile incrocio della prospettiva geo-storica e della pianificazione
territoriale. Gli autori ritengono necessario proporre uno sguardo diverso sul territorio periurbano della bassa densità, a partire dalla ricostruzione del caso
di studio del quadrante sud-ovest della Provincia di Bergamo
Cartografia partecipativa e paesaggio: esperienze di mappatura collaborativa con Wikimedia Italia
What governance for luxury-driven transformations?
Recent experiences pointed out the role of luxury as testing ground for innovative practices and actions, often aimed at creating city through an intentional stimulation of its urbanity. In all these cases, luxury acts as a catalyst for investments and as attractor of users and tourists and it became a driver for the transformation of spaces that are marked by specific characters. In this chapter the author discusses the territorial role of luxury through the two main approaches to this topic in recent planning debates, in which scholars compare it to other main transformations of contemporary cities related to the integrated urban regeneration or they focused more in the peculiar characters of luxury-driven operations. In the last paragraph, he frames limits and potentials related to a possible governance for these transformations
What governance for luxury-driven transformations?
Recent experiences pointed out the role of luxury as testing ground for innovative practices and actions, often aimed at creating city through an intentional stimulation of its urbanity. In all these cases, luxury acts as a catalyst for investments and as attractor of users and tourists and it became a driver for the transformation of spaces that are marked by specific characters. In this chapter the author discusses the territorial role of luxury through the two main approaches to this topic in recent planning debates, in which scholars compare it to other main transformations of contemporary cities related to the integrated urban regeneration or they focused more in the peculiar characters of luxury-driven operations. In the last paragraph, he frames limits and potentials related to a possible governance for these transformations
Reseña: Alex Krieger, City on a Hill: Urban Idealism in America from the Puritans to the Present, Cambridge (MA), Belknap Press of Harvard University Press, 2019, 464 pp., ISBN: 9780674987999
The book by Alex Krieger "City on a Hill. Urban Idealism in America from the Puritans to the Present" (2019) provides a history of urbanism in the United States, read through the concept of utopia. Starting from the conquest of the frontier and the territorial planning and management developed by Thomas Jefferson and his radical opposition to the city, the author proposes a reading of the different settlement patterns of America. The research arrives up to the recent ways of regeneration of consolidated centers inspired by the concept of smart-city and its different declinations.El libro “City on a Hill. Urban Idealism in America from the Puritans to the Present” escrito por Alex Krieger en 2019 recompila una historia del urbanismo de los Estados Unidos, releído a través del concepto de la utopía. A partir de la conquista de la frontera y la ordenación del territorio organizada por Thomas Jefferson y su radical oposición a la ciudad, el autor propone una lectura de los distintos patrones de colonización e urbanización que han interesado el nuevo continente, hasta llegar a las recientes formas de regeneración de los centros consolidados inspirados en el concepto de smart-city y de sus declinaciones
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