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    Finanziamento alle imprese agricole e ruolo degli Istituti di credito

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    Con il progressivo recente miglioramento della congiuntura economica, si è ridotta la vulnerabilità finanziaria delle imprese. Il calo del debito e il corrispondente rafforzamento patrimoniale hanno contribuito al graduale riequilibrio della loro struttura finanziaria; resta comunque elevata, soprattutto per le imprese di piccola e media dimensione, la dipendenza dal finanziamento bancario. E’ vero inoltre che, sebbene le politiche di offerta siano diventate più espansive, la dinamica del credito è risultata molto eterogenea, riflettendo la diversa rischiosità e dimensione della clientela. In tale ambito si colloca il credito agrario, uno strumento che può mettere in relazione da un lato l’impresa agricola, con i suoi punti di forza e punti di debolezza, con le sue rischiosità ma anche con le sue capacità innovative ed espansive, e dall’altro lato l’Istituto di credito, con il suo vincolo patrimoniale in funzione della rischiosità degli investimenti, ma anche con la sua necessità di far ruotare il denaro raccolto a sostegno di attività economiche di ampio respiro finanziario. L'analisi assume come realtà di riferimento il credito agrario in Lombardia e in Itali

    Il fabbisogno finanziario eil credito di banca

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    Di fronte ai nuovi segnali di ripresadella congiuntura economico finanziaria, che per lungo tempo ha sofferto di pesanti criticità, il credito deve consolidare la sua essenziale funzione di suppoto finanziario alle imprese agricole. Esse infatti devono fronteggiare spesso imprevedibili emergenze di liquidità, connesse alla durata non breve del ciclo produttivo e alla possibile dinamica sfavorevole dei prezzi. inoltre devono trovare l'idonea integrazione alla loro capacità di autofinanziamento a favore degli inderogabili investimenti.L'analisi ha per oggetto il ruolo del credito agrario in Emilia Romagna, avvalendosi di dati della Banca d'Italia del 201

    Una fonte di finanziamento: il credito di banca

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    L’equilibrato connubio fra capitale proprio e mezzi finanziari di terzi può costituire un’importante leva finanziaria per l’impresa agricola, a vantaggio di adeguati risultati economici. In particolare, il ruolo del credito di banca permane la fonte privilegiata a supporto della gestione efficiente delle imprese agricole, le quali devono fronteggiare imprevedibili emergenze di liquidità e devono integrare adeguatamente la loro capacità di autofinanziamento a supporto degli inderogabili investimenti. Con specifico riferimento alle imprese agricole dell’Emilia Romagna, e in base all’utilizzo dei dati forniti dalla Banca d’Italia, dall’analisi emerge il ruolo significativo gli istituti di credito a favore delle loro esigenze finanziari

    il ruolo del credito agrario per il finanziamento delle imprese agricole

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    Le molteplici necessità innovativative di una moderna impresa agricola richiedono un consistente impegno di autofinanziamento che, tuttavia, è spesso non sufficiente; il ruolo del credito di banca permane una fonte essenziale a supporto della gestione efficiente dell'impresa agricola e, più in generale, dello sviluppo del settore agricolo; ciò emerge dall'analisi della realtà riferita alla regione Lombardia, supportata dall'utilizzo di dati statistici della Banca d'Italia per l'anno 201

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Orizzonti per lo sviluppo dell’agricoltura sulla Terra: come conciliare la sicurezza alimentare per l’uomo e la custodia del Creato

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    La relazione comunemente riconosciuta tra l’intervento sull’ambiente e lo sviluppo non risulta sufficiente ad indicare un percorso per il futuro dell’uomo. In altre parole non basta considerare le sole dimensioni tecnica ed economica. Alla relazione citata si deve aggiungere una componente decisiva, quella antropologica. In base a quale visione dell’uomo dobbiamo indirizzare lo sviluppo e l’intervento sull’ambiente naturale? A seconda di come si risponde alla domanda antropologica si danno indicazioni diverse anche sulla mentalità con cui approssimarsi all’ambiente naturale. Possiamo scorgere tre principali visioni della natura. a. La natura come realtà sacra. Questa visione riconosce un ordine intrinseco alla natura, retta da leggi che la caratterizzano come un sistema complesso di interrelazioni multiple. L’ecocentrismo e il biocentrismo rientrano in questa visione. Essa non distingue le differenze ontologiche tra l’essere umano e il resto dei viventi, affermando un egualitarismo ridotto all’ambito biologico, assieme ad una certa divinizzazione della natura. b. La natura come prodotto del caso. In questo caso la natura non è intesa come creazione con un senso, bensì come una realtà che esiste in una certa maniera, ma che potrebbe esistere anche in un’altra. La maniera attuale di esistere della natura è un risultato dovuto alla casualità, con la conseguenza che l’uomo, nella misura in cui ne conosce le strutture intime, le potrà manipolare a suo arbitrio. Si tratta di una posizione utilitaristica, in cui il giudizio etico sulle attività ambientali o biotecnologiche consiste nel calcolare i possibili rischi e benefici nel tempo. c. La natura come creazione. Questa visione riconosce che la natura è ordinata ed è intesa come realtà creata da Dio per amore. In tale ottica, la persona percepisce il mondo della natura come un bene che la precede, che può conoscere e che deve rispettare. L’essere umano, non essendo l’autore del mondo della natura, si riconosce solo suo amministratore e non suo sfruttatore, ed ammette nello stesso tempo la sua grandezza e la sua contingenza e interdipendenza1. L’espressione più chiara, ancorché sintetica, di questa esigenza antropologica è stata esposta da Papa Benedetto XVI nell’enciclica sociale Caritas in veritate (CV), del giugno 2009: “Oggi la questione sociale è diventata radicalmente questione antropologica” (CV 75). E ancora: “Chiave dello sviluppo è un’intelligenza in grado di pensare la tecnica e di cogliere il senso pienamente umano del fare dell’uomo, nell’orizzonte di senso della persona presa nella globalità del suo essere” (CV 70)

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author, publisher and bookseller : a tripartite synergy in Nigerian book industry

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    This work is about the roles of Author, Publisher and Bookseller in Book development in Nigeria. The paper started by delving into the history of Book Publishing in Nigeria after which it proceeded by defining who an author, a publisher, and a bookseller is and expatiated on the indispensable roles of these key actors in Nigerian Book Industry and in the emerging Information Society. Furthermore, the various constraints to book development were identified while the paper advised on how the Book Industry can be further promoted in Nigeria. However, the paper concluded and made recommendations on how the Book sector can help in enhancing scholarship in the country
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