130,830 research outputs found
Vitamin D and cardiovascular diseases
Vitamin D is a hormone with pleiotropic effects; it controls calcium homeostasis, immune response, hemodynamic wall stress (by inhibiting Renin Angiotensin Aldosterone System, RAAS, and modulating the endothelial function) and inflammation. In the last decade, numerous studies have focused on the role of vitamin D levels in the setting of cardiovascular disease. In particular, it has been shown that insufficient Vitamin D levels are frequently observed among patients with cardiovascular disease. Hypovitaminosis D activates the renin angiotensin system, causes endothelial dysfunction, reduces cardiomyocyte contractility and is associated with adverse left ventricular remodelling after myocardial infarction. Also, low Vitamin D levels are associated with worse outcome. However, there is still no evidence in supporting an extended use of oral hormone supplementation. Two big epidemiological studies including patients from general practice suggested a U-shape correlation between Vitamin D levels and survival; furthermore, we observed similar results in survivors after myocardial infarction; the prognosis of patients with Vitamin D-i.e., 25-(OH) D-levels 30 ng/mL was markedly worse than the prognosis of patients with levels between 10 and 30 ng/mL. Probably, the new therapeutic strategy should consider the non-linear relationship that exists between Vitamin D levels and the prognosis and should provide careful measurements of the blood levels of this hormone
Gender Smart Cities intelligence des villes et inclusions
Ivana Padoan s\u27interroge dans un premier temps sur ce que signifie habiter le monde aujourd\u27hui. Elle interroge également les Smart Cities comme une nouvelle carte d\u27identité urbaine pour habiter le monde. Son intérêt se porte ensuite sur la place des femmes dans la ville en se demandant si la ville intelligente est "la" ville pour les femmes. Elle présente enfin les aspects urbains du genre
Il docente come professionista riflessivo
Insegnare richiede la conoscenza della propria epistemologia personale. Tale processo si attiva attraverso alcune condizioni: riconoscere il limite dei propri schemi mentali, il valore relativo dei modelli culturali, la responsabilità e la motivazione al cambiamento, le strategie di riconoscimento, riflessività e autovalutazione. Il testo analizza alla luce degli scritti di D. Schon, il processo dell'analisi delle prassi professionali e la riflessività nell'azione, come strategia fondamentale di un docente professionista
PENSARE L'INTERCULTURA
Vi è la necessità in educazione di un superamento dell'ottica culturale orientata ai processi didattici organizzativi e di inserimento dell'immigrazione per entrare dentro a d un più profondo processo di contaminazione dei saperi e delle prassi . Questo non solo per un aspetto tecnico ma per un più profondo riconoscimento non tanto della diversità sotto gli cchi di tutti ma delle differenzeche parlano di reciprocità e non dell'altro. La comprensione di una relazione interculturale sotto l'ottica della differenza cambia i paradigmi mentali e quelli formativi
ELOGIO DEL TIROCINIO
Il volume, terzo di una serie di volumi dedicati alla didattica universitaria ( all'interno della Biennale Internazionale della didattica universitaria), presenta sperimentazioni di percorsi, procedure e modelli relativi alla teoria e alla pratica formativa universitaria, attivati nel corso degli anni all'Università di Padova con il contributo di docenti di altre Università. La tipologia di contributi spazia dalla strutturazione dei laboratori, all'organizzazione del tirocinio, all'approccio per competenze, all'analisi delle prassi professionali, alla valutazione
Vitamin D and Cardiovascular Diseases
Vitamin D is a hormone with pleiotropic effects; it controls calcium homeostasis, immune response, hemodynamic wall stress (by inhibiting Renin Angiotensin Aldosterone System, RAAS, and modulating the endothelial function) and inflammation. In the last decade, numerous studies have focused on the role of vitamin D levels in the setting of cardiovascular disease. In particular, it has been shown that insufficient Vitamin D levels are frequently observed among patients with cardiovascular disease.
Hypovitaminosis D activates the renin angiotensin system, causes endothelial dysfunction, reduces cardiomyocyte contractility and is associated with adverse left ventricular remodelling after myocardial infarction. Also, low Vitamin D levels are associated with worse outcome.
However, there is still no evidence in supporting an extended use of oral hormone supplementation. Two big epidemiological studies including patients from general practice suggested a U-shape correlation between Vitamin D levels and survival; furthermore, we observed similar results in survivors after myocardial infarction; the prognosis of patients with Vitamin D -i.e., 25-(OH) D- levels 30 ng/mL was markedly worse than the prognosis of patients with levels between 10 and 30 ng/mL. Probably, the new therapeutic strategy should consider the non-linear relationship that exists between Vitamin D levels and the prognosis and should provide careful measurements of the blood levels of this hormone
L'infanzia e la sua educazione
Testi di
L. Bottigli, E. Costalunga, D. Falleni, M. Ferrante, P. Gnesi, U. Margiotta, L. Nardini, R. Villan
Sulla struttura degli ultimi mottetti vocali-strumentali di Alessandro Grandi
Lo studio si suddivide in due parti. La prima, di carattere introduttivo, intende definire — anche sulla scorta di nuovi documenti — il quadro nel quale s'iscrive l'ultima produzione (1627-1630) di Alessandro Grandi. La seconda, più ampia e d’impronta semiotica, propone invece un'analisi sulla struttura dei 14 mottetti vocali-strumentali pubblicati dal compositore nel terzo libro dei Motetti a una, et due voci con sinfonie di due violini (Venezia 1629).
L'indagine, in questa seconda parte, si sviluppa esclusivamente sul piano «morfo-tecnico» del testo, cioè sulla sua struttura «neutra» ("le niveau neutre" per dirla con J. Molino o J. J. Nattiez). Più precisamente, lo studio vuole mettere a fuoco l'interrelazione canto-strumenti che nell'organizzazione del continuum si pone — in tutti i brani — come elemento di fondamentale importanza.
Il flusso vocale-strumentale viene quindi assunto da un'angolazione intesa ad individuare, prevalentemente, i modelli di articolazione seguiti da Grandi a livello sia generale (= struttura complessiva), sia particolare ( = struttura interna dei segmenti). Da qui il rilievo assegnato alla modularità, alla ridondanza, al decorso alternativo, alla tensione continuità-discontinuità, all'integrazione voce-strumenti, ai procedimenti adottati nella realizzazione del concertato.
Lo studio, più che valutare, intende «esplicare», «comprendere». E questo nella convinzione che è opportuno — anche in sede musicologica (richiamando l'assunto epistemologico di Eric D. Hirsch) — operare una distinzione tra «interpretazione» e « critica », tra «esplicazione» e «valutazione»
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