297 research outputs found

    Ascesa al cièlo

    No full text
    Ascesa al cièlo è il titolo della cartolina progettata in omaggio a Dante Alighieri, in occasione del 700° anniversario della morte del poeta. La cartolina è stata pubblicata sul Corriere della Sera e poi inserita nel libro “Dantedì, visioni contemporanee del poeta” insieme ad altre 24 opere realizzate da professionisti della comunicazione visiva italiani. Il «cièlo» stellato è qui la fonte ispiratrice, declinato con tipografia neoclassica e richiami alla scuola siciliana, fondamentale nella nascita della lingua italiana, così come agli angeli e ai putti con cui Giacomo Serpotta decorò le chiese palermitane tra Seicento e Settecento. Il testo raccoglie i contributi di Paolo Di Stefano, Alberto Casadei, Arturo Carlo Quintavalle e Franco Achilli, che ha ideato il progetto al centro del libro, Cartoline per Dante

    Erratum: Lack of immunity against rubella among Italian young adults. [BMC Infect Dis., 17, (2017) (199)] Doi: 10.1186/s12879-017-2295-y

    No full text
    After publication of this article [1], the authors noted that the given names and family names of all authors had been inverted, and are therefore incorrect in the original article. In the original article, the author names appear as the following: Gallone Maria Serena, Gallone Maria Filomena, Larocca Angela Maria Vittoria, Germinario Cinzia and Tafuri Silvio. However, this is incorrect, and the author names should appear as per the below: Maria Serena Gallone, Maria Filomena Gallone, Angela Maria Vittoria Larocca, Cinzia Germinario, Silvio Tafuri. The author names have been corrected in the author list and the citation for this Erratum

    Cinzia e le eroine del mito

    No full text
    La figura di Cinzia viene non di rado paragonata da Properzio a figure femminili del mito; particolarmente frequenti i personaggi di Penelope, Callisto ed Elena; gli exempla mitologici vengono impiegati dal poeta per esaltare soprattutto le virtutes - fisiche e morali - della puella amata; così se Penelope diviene il punto di riferimento di un'incrollabile fides e Callisto quello della donna innamorata che viene abbandonata dall'amato, Elena è il riferimento per eccellenza di una formositas che, nel superare persino quella delle dee, è all'origine di celebri e interminabili conflitt

    La voce di Cinzia nelle elegie di Properzio

    No full text
    Il contributo intende rintracciare nelle elegie di Properzio la presenza non tanto di Cinzia personaggio (ovvia), quanto quella della sua voce. Sono otto passi: a partire da quelli brevissimi, una battuta o poco più, fino a quelli più ampi ed articolati, su tutti il caso di 4,7, 13-94, elegia del IV libro, nella quale Cinzia, apparendo in sogno al poeta, secondo il modello omerico di Iliade XXIII 62-107, prende il posto che abitualmente era di Properzio e con scoperto scambio di ruoli diventa l’amante gelosa, l’eroina elegiaca. I più o meno tenui accenni vocali delle elegie precedenti culminano nel IV libro, momento della maggiore integrazione di Properzio, che però non abbandona del tutto la militia amoris, con il capovolgimento supremo: la donna parla, a lungo, in modo non episodico, l’uomo ascolta, è costretto ad ascoltare

    Elisabetta I come Cinzia: Una regina e il suo oceano

    No full text
    The defeat of the Spanish Armada in the Channel in 1588 turned ‘a weak and feeble woman’ into one of the most relevant characters of late 16th-century European history: Elizabeth I, the Tudor Queen, was considered a semi-divine creature whom the myth, by comparing her to Moon goddesses like Diana and Cinthia, had made known as Semper Eadem. The identification of the queen with Cinthia became more and more evident after the events occurred in 1588, when she was hailed as the moon goddess par excellence in a series of texts written by her contemporaries. It was in that period, the last decades of the 16th century, that Sir Walter Ralegh, courtier, poet and seaman, wrote The Poems to Cynthia: a collection of short poems where Elizabeth I, the lady of the seas, is addressed as his beloved. The role of Elizabeth as Cinthia is evident above all in Ralegh’s Last Book of the Ocean to Cynthia, an unfinished poem where the author, desperate for being in disgrace, appeals to her clemency and addresses her as the empress of the ocean.La sconfitta della flotta spagnola nelle acque della Manica nel 1588 trasformò una donna sola e fragile in una delle figure più rilevanti della storia europea di fine XVI secolo: Elisabetta I Tudor divenne per i suoi sudditi una creatura semidivina che il mito, accostandola alle divinità lunari Diana e Cinzia, avrebbe consegnato alla Storia come Semper Eadem. Pur essendo evidente già nei primi tempi del suo regno, l’identificazione della sovrana con Cinzia, la dea che governa i mari e i corsi d’acqua, si fa ancora più evidente dopo il 1588, quando si assiste ad una fioritura di testi che esaltano Elisabetta I come la dea lunare per eccellenza. Sempre in quegli anni di fine XVI secolo, Sir Walter Ralegh compone The Poems to Cynthia: letterato, cortigiano e uomo di mare, Ralegh dedicherà il suo amore ad Elisabetta come Cinzia, signora dei mari. Il legame tra Elisabetta e l’oceano è soprattutto evidente in Last Book of the Ocean to Cynthia, un poemetto incompiuto in cui il poeta, caduto in disgrazia, riunisce sotto il nome di Cinzia, la donna e la regina, l’amante e la dea, trasformando così Elisabetta in dea e imperatrice dei mari

    Elisabetta I come Cinzia. Una regina e il suo oceano.

    No full text
    La sconfitta della flotta spagnola nelle acque della Manica nel 1588 trasformò una donna sola e fragile in una delle figure più rilevanti della storia europea di fine XVI secolo: Elisabetta I Tudor divenne per i suoi sudditi una creatura semidivina che il mito, accostandola alle divinità lunari Diana e Cinzia, avrebbe consegnato alla Storia come Semper Eadem. Pur essendo evidente già nei primi tempi del suo regno, l’identificazione della sovrana con Cinzia, la dea che governa i mari e i corsi d’acqua, si fa ancora più evidente dopo il 1588, quando si assiste ad una fioritura di testi che esaltano Elisabetta I come la dea lunare per eccellenza. Sempre in quegli anni di fine XVI secolo, Sir Walter Raleigh compone ‘The Poems to Cynthia’: letterato, cortigiano e uomo di mare, Raleigh dedicherà il suo amore ad Elisabetta come Cinzia, signora dei mari. Il legame tra Elisabetta e l’oceano è soprattutto evidente in ‘Last Book of the Ocean to Cynthia’, un poemetto incompiuto in cui il poeta, caduto in disgrazia, riunisce sotto il nome di Cinzia, la donna e la regina, l’amante e la dea, trasformando così Elisabetta in dea e imperatrice dei mari.The defeat of the Spanish Armada in the Channel in 1588 turned ‘a weak and feeble woman’ into one of the most relevant characters of late 16th-century European history: Elizabeth I, the Tudor Queen, was considered a semi-divine creature whom the myth, by comparing her to Moon goddesses like Diana and Cinthia, had made known as Semper Eadem. The identification of the queen with Cinthia became more and more evident after the events occurred in 1588, when she was hailed as the moon goddess par excellence in a series of texts written by her contemporaries. It was in that period, the last decades of the 16th century, that Sir Walter Raleigh, courtier, poet and seaman, wrote ‘The Poems to Cynthia’: a collection of short poems where Elizabeth I, the lady of the seas, is addressed as his beloved. The role of Elizabeth as Cinthia is evident above all in Raleigh’s ‘Last Book of the Ocean to Cynthia’, an unfinished poem where the author, desperate for being in disgrace, appeals to her clemency and addresses her as the empress of the ocean
    corecore