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    Governo del territorio e patrimonio culturale

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    L'urbanistica re-ciclica. Un'agenda urbana per la società circolare

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    Dopo numerosi sussulti rimasti inascoltati, dopo aver superato molte volte i limiti dello sviluppo, la crisi dell'ultimo decennio ha svelato l'inganno anche all'ultimo dei credenti nelle magnifiche sorti e progressive e ha prodotto, da un lato, gli evangelisti della decrescita felice e i vegani dello sviluppo, dall'altro i militanti di uno sviluppo sostenibile efficace – visionari e pragmatici al contempo – convinti che si possa vivere nel “buon Antropocene” riattivando un’etica della responsabilità collettiva nei confronti del Global Change a partire proprio dalle città . Un approccio responsabile e militante ci chiede il coraggio di una metamorfosi, di un mutamento strutturale in cui le città siano chiamate a riattivare i propri capitali territoriali guidate da una pianificazione territoriale e da un'urbanistica in grado di garantire nuove forme di convergenza tra sostenibilità culturale, economica, ambientale e sociale non solo attraverso l’adozione di rinnovate visioni di futuro, non solo attraverso l’uso di nuovi paradigmi, ma soprattutto attraverso l’efficacia delle decisioni e la qualità dei progetti. All'urbanistica più avanzata viene chiesta l'assunzione di responsabilità di rigenerare le proprie condizioni di esistenza e ruolo, nonché di riconsiderare il suo stesso nucleo epistemologico e di revisionare la propria cassetta degli attrezzi. A mio parere siamo di fronte alla nascita delle prime forme di un re-cyclical urbanism , una “urbanistica re-ciclica” di cui è indispensabile indagare indizi e pratiche già in atto per individuare genealogie, riconoscere epistemologie, definire i protocolli ma soprattutto per forgiare i dispositivi progettuali per re-immaginare l’urbanistica nell’era della transizione

    Pubblico e privato nell’istruzione: un’analisi alla luce dell’evoluzione del quadro costituzionale e legislativo

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    Pubblico e privato convivono da sempre nel sistema dell’istruzione. Ma convivono, soprattutto, scuola pubblica e scuola privata, rappresentando i due modelli organizzativi in costante competizione nello svolgimento dei compiti educativi. La costituzione dei due modelli, la loro disciplina e i rapporti reciproci, i loro campi di azione sono questioni che hanno sempre impegnato il legislatore italiano, più volte intervenuto per definire i quadri ordinamentali di riferimento: lo scritto ripercorre l'evoluzione normativa, dottrinale e giurisprudenziale del panorama relativo al rapporto pubblico-privato nella scuola

    Commento agli articoli 11, 12 e 13

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    Commento agli articoli in tema di rapporto tra Regione ed enti locali e principi in tema di titolarità ed esercizio delle funzioni amministrativ

    L'economia della corruzione

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    Che cosa si intende quando si parla di corruzione? Esistono numerose e diverse definizioni che, proprio per questo rendono evidente come sia complesso definire in modo univoco questo fenomeno: per la Convenzione di diritto civile sulla corruzione del Consiglio d’Europa del 1999 si tratta di > . Secondo OECD [2008] e Transparency International si deve distinguere tra >, > e > ; per questa ragione prima di entrare nel merito delle analisi e degli studi economici che indagano il fenomeno corruttivo ed il suo impatto sull’economia è importante chiarire brevemente cosa non è, e cosa è, la corruzione
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