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Svevo in Francia negli anni Trenta: le traduzioni in due antologie e nella rivista «Dante»
Il contributo indaga un’area ancora poco esplorata della mediazione e della circolazione francesi dell’opera di Svevo negli anni Trenta. Per farlo, vengono presi in esame sia i paratesti e le scelte editoriali delle traduzioni apparse su due antologie (1931, 1933) e sulla rivista «Dante. Revue de culture latine», sia i carteggi della moglie di Svevo con Paul-Henri Michel, uno dei traduttori francesi nonché tramite per la pubblicazione dell’antologia del 1931, e con Lionello Fiumi, curatore dell’antologia del 1933 e direttore di «Dante».
The French translations of Svevo’s works in two anthologies and in the journal «Dante» (1931-1940)
The paper explores a rather unexplored area of the mediation and circulation of Svevo’s oeuvre in France in the Thirties. It does so by focusing on a) the paratexts accompanying the translations and the editorial choices adopted in two anthologies (1931, 1933) and in the journal «Dante. Revue de culture latine»; b) the correspondence of Livia Veneziani, Svevo’s wife, with one of Svevo’s French translators, Paul-Henri Michel, as well as with Lionello Fiumi, the editor of the anthology of 1933 and the director of the journal «Dante»
Il carteggio di Giani e Carlo Stuparich (1913-1914): la formazione letteraria di due fratelli
Lo studio prende in esame lo scambio epistolare intercorso tra Giani e Carlo Stuparich negli anni 1913-1914. Il materiale epistolare, in parte inedito, è custodito nell’Archivio diplomatico della Biblioteca Civica A. Hortis di Trieste, nell’Archivio degli scrittori e della cultura regionale dell’Università degli Studi di Trieste e nell’Archivio familiare di Roma. L’analisi fa luce sulla formazione umana e letteraria dei due fratelli e permette di ricostruire i loro legami con il milieu intellettuale di primo Novecento
Gadda e il paesaggio: modi, funzioni e prospettive
Il presente lavoro affronta una questione ancora poco esplorata dell’opera di Carlo Emilio Gadda: la costruzione letteraria del paesaggio. Sebbene alcuni critici si siano già dedicati a questo importante aspetto della scrittura gaddiana, manca ad oggi uno studio sistematico sulle modalità con cui Gadda costruisce il suo paesaggio letterario. Eppure, la lettura dell’opera gaddiana rivela un’attenzione ricorrente per la dimensione paesaggistica: dalle pagine del Giornale, alle prose d’arte, ai testi narrativi, tale dimensione costituisce una strategia compositiva su cui Gadda investe moltissimo. È del resto lo stesso scrittore che dichiara il proprio «vivissimo [...] senso del paesaggio» in un’intervista del ’69, confermando così quanto già una prima lettura dell’opera lascia intuire. Incrociando un’analisi puntuale delle sequenze paesaggistiche con il discorso narratologico e con una prospettiva linguistico-testuale, la tesi si propone di individuare le funzioni affidate alla costruzione del paesaggio nella scrittura gaddiana. Il percorso si avvale di un approccio “multifattoriale”, una strategia, cioè, che al tempo stesso tiene conto della cronologia, della tipologia dei generi e dei temi dell’opera dello scrittore, per far emergere alcune modalità paesaggistiche prevalenti. Se, complessivamente, il paesaggio costituisce una delle diverse vie d’accesso al sistema di pensiero gaddiano, queste modalità, forme coerenti ma non rigide, consentono di mettere in rilievo alcuni specifici ruoli affidati al paesaggio. In quest’ottica – ed è questo un primo risultato – è possibile scorgere un’evoluzione della semantica paesaggistica: se, alle soglie della carriera dello scrittore, la costruzione letteraria del paesaggio è mossa da una sensibilità estetica spontanea (una sorta di “grado zero” dell’interesse per il paesaggio), di lì a pochissimo tale dimensione viene sovrasemantizzata in funzione di specifiche istanze psicologiche, ideologiche o narrativo-simboliche. Anche da un punto di vista stilistico, dalle prime prove ai grandi romanzi sembra possibile intravedere un raffinamento della tecnica descrittiva da parte dello scrittore, che si serve dei suoi modelli in maniera via via meno esposta rispetto a quanto aveva fatto, per esempio, nella Meccanica, e viene definendo una grana stilistica sempre più riconoscibile. La tesi prevede una struttura quadripartita: dopo una sezione iniziale, in cui viene chiarita l’accezione del termine paesaggio e vengono ripercorse le dichiarazioni di Gadda sul tema, il secondo capitolo prende in esame la rappresentazione del paesaggio di guerra nei primi scritti – il Giornale, la Meccanica e il Castello di Udine –, ma si sofferma anche, in un’ultima sezione, sui frammenti di paesaggio bellico sparsi nell’intera opera dello scrittore. Nel terzo capitolo vengono considerate quelle sequenze paesaggistiche, inserite in tipologie testuali brevi, che presentano come referente un paesaggio antropico, e illustrano, attraverso declinazioni e strategie testuali differenti, le implicazioni tra il paesaggio e l’attività artistica e lavorativa dell’uomo nel corso della Storia. Queste prose, suddivise sulla base del loro grado di narratività, costituiscono anche il raccordo tra i primi scritti gaddiani e l’edizione in volume dei due grandi romanzi. Al paesaggio romanzesco è dedicato l’ultimo capitolo, in cui vengono indagate le funzioni acquisite dalla costruzione paesaggistica quando inserita in una struttura governata da meccanismi narrativi. Sulla base di quanto emerso nei tre capitoli centrali, le conclusioni offrono alcune ulteriori considerazioni sulla fisionomia della descrizione gaddiana e sulla tecnica narrativa dello scrittore
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts
We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued
use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation
counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more
sophisticated methods
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