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    A imagem da universidade: continuidade e descontinuidade entre estudantes e pais

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    A literatura evidencia o importante papel da família nos percursos formativos universitários dos seus filhos. Este estudo, a partir da perspectiva da psicologia cultural de matriz socioconstrutivista e psicodinâmica, explora a relação entre os Modelos Culturais de 270 estudantes da Universidade de Salerno e 270 dos seus pais. Ambos foram submetidos ao questionário Q.I.U. (Questionário Imagem Universidade) que se refere à metodologia ISO. Os dados submetidos à análise multidimensional evidenciaram uma continuidade entre os Modelos Culturais de filhos e pais no que respeita ao contexto social e universitário.The literature shows the important role of the family in the pathways college education of their children. This study, from the perspective of of cultural psychology of socioconstructivist and psychodynamic matrix, explores the relationship between the Cultural Models of 270 students of the University of Salerno and 270 of his parents. Both were submitted to the Q.I.U. (University Image Questionnaire) which refers to the ISO methodology. The data submitted to multidimensional analysis showed a continuity between the cultural models of children and parents regarding the context social and university education

    Pecoraro, N., Marsico, G. (2017). "Diventare madre”: la soggettività quale dimensione di continuità e cambiamento. La camera blu. Rivista di studi di genere

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    Il presente contributo prende in esame le riflessioni che Pina Boggi Cavallo ha elaborato a proposito della “soggettività femminile” e della “maternità” negli scritti tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli anni ‘80 e ne propone una lettura attualizzata a partire da differenti paradigmi della ricerca psicologica contemporanea. La maternità rappresenta una transizione complessa per la donna e per il suo contesto di appartenenza. Questa fase comporta profonde e permanenti modifiche fisiche, emotive e sociali e rappresenta un punto di snodo tra codici biologici e culturali. Le pratiche culturali si intrecciano indissolubilmente ad una dimensione dell’“essere” e del “divenire” madre e possono rappresentare un potenziale vincolo al dispiegarsi della dimensione creativa dell’identità materna. Il concetto di “soggettività” introdotto da Pina Boggi Cavallo restituisce dialettica agli aspetti di continuità e cambiamento della maternità, nonché libertà e movimento alla donna che può “trasgredire” e mediare tra mandati sociali e aspettative culturali pur conservando il senso di continuità del Sé

    ADOZIONE E SCUOLA: DIMENSIONI SIMBOLICO RAPPRESENTATIVE DELL’ESPERIENZA ADOTTIVA ALL’INTERNO DEL SISTEMA SCOLASTICO.

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    L’Italia, tra i paesi europei, è uno degli stati con più alta percentuale di adozioni effettuate. L’adozione può essere definita un’“azione sociale” perché coinvolge tutto il contesto sociale e non solo coloro interessati in prima persona. La scuola è il primo ambiente sociale esterno alla famiglia che i bambini incontrano e con il quale si misurano mettendo alla prova l’equilibrio personale e le abilità sociali acquisite. L’inserimento nel contesto scolastico rappresenta un passaggio di cruciale importanza non solo per la formazione del bambino ma anche per la sua socializzazione. Alla luce della recente letteratura, questa ricerca ha indagato le dimensioni simbolicorappresentative dell’esperienza adottiva a scuola, considerando il punto di vista di 28 operatori di questo “sistema” (dirigenti, insegnanti, collaboratori scolastici) attraverso ricostruzioni narrative e grafiche. Gli strumenti utilizzati sono una intervista sulle tematiche dell’adozione a scuola e il test grafico-simbolico della “Doppia Luna” (Greco, 1999; 2006). Le analisi delle interviste e dei disegni evidenziano una rappresentazione dell’adozione polarizzata su due dimensioni. La prima riconduce alla adozione come “fatto privato/familiare” vs. “fatto scolastico”. La seconda dimensione si connette al ruolo dell’”agenzia educativa scuola” in cui si polarizzano la“regolazione istituzionale e sociale” vs. e la funzione di“gestione e presa in carico quotidiana”. I dirigenti, sono appena soddisfatti delle attività svolte nella scuola, delle normative, dei servizi offerti e dei contatti sul territorio; puntano ad una maggiore conoscenza dell’argomento per l’intero sistema scuola, che però nei disegni è poco rappresentato. Gli insegnanti che si rappresentano quali sostituti della figure genitoriali (Critolini, 2006; Miliotti, 2004), si percepiscono soli e ricercano la presenza di figure specializzate e di raccordi con la rete sociale dei servizi quale fonte di sostegno. Essi rappresentano “l’adozione” come un fatto familiare in cui sono assenti le realtà extrafamiliari, soprattutto quelle scolastiche. I collaboratori scolastici accentuano il ruolo della formazione che dovrebbe coinvolgere tutto il sistema, collaboratori e famiglie comprese. La scuola non è quasi mai rappresentata. In sintesi i risultati evidenziano una scarsa azione di sistema, una necessità di sviluppare una “cultura dell’adozione” a scuola attraverso interventi di formazione/informazione

    LE TEMATICHE DEL POST-ADOZIONE: DIMENSIONI SIMBOLICO-RAPPRESENTATIVE DELLE COPPIE ADOTTANTI

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    Introduzione L'adozione è un fenomeno culturale complesso e delicato che coinvolge il minore, la coppia, la famiglia, la comunità e gli operatori dei servizi in dinamiche psicologiche, relazionali e sociali eterogenee e articolate. L'arrivo di un bambino in famiglia non è semplice, sia che si tratti adozione nazionale, sia internazionale. I passaggi che questo nucleo deve affrontare per creare un nuovo spazio mentale e fisico familiare (Baldascini, 2008) coinvolgono la coppia e i figli sia separatamente che congiuntamente. In questa fase del ciclo vitale della famiglia si rileva importante la presenza e la costruzione di una rete familiare, sociale ed istituzionale, quale fattore di protezione e di sostegno (De Rienzo, Saccoccio, Ionizzo, Viarengo, 2005). La ricerca presentata nasce con l'obiettivo di approfondire le dimensioni rappresentativo-simboliche, processuali e trasformative dell'esperienza post-adottiva e dei suoi protagonisti, considerando il punto di vista delle coppie, in questo delicato momento di "transizione". Metodo Il campione è rappresentato da 40 coppie adottive (15% della popolazione dei nove Ambiti Territoriali) afferenti al Tribunale per i Minorenni di Salerno. Sono stati somministrati una intervista semi-strutturata audioregistrata sull’esperienza post-adottiva e il test grafico-simbolico della “Doppia Luna” per indagare e confrontare le rappresentazioni dei confini e delle appartenenze familiari “prima-passato”e “dopo-ora” l’evento adozione (Greco, 1999). Le interviste sono state sottoposte ad Analisi del Contenuto mediante il software TLab5.5 (Lancia, 2004); per l’analisi dei disegni si è tenuto della lettura degli Indicatori Grafici (Greco, 2006) sottoponendo le categorie ottenute ad analisi fattoriale con il programma Spad-V5. Risultati I risultati ottenuti dalle interviste attraverso l’Analisi delle Corrispondenze Multiple (ACM) evidenzierebbero la costruzione di una rappresentazione simbolica dell'adozione che si dispone lungo due dimensioni significanti. La prima riguarda il processo post-adottivo inteso in termini di "prassi", dal "cosa si fa" al "come si svolgono i fatti". La seconda dimensione, invece, ricondurrebbe a contenuti e processi riguardanti l'esperienza dell'adozione e dell'adottato, in cui è riscontrabile da un lato l'attenzione alla gestione istituzionale delle problematiche da un punto di vista pratico, e dall'altro la gestione familiare quotidiana attraverso la quale si costruisce una dimensione relazionale e simbolica della genitorialità e della filiazione. Queste coordinate diventano il campo psicologico in cui si organizzano i cinque profili di risposta, ottenuti dall’analisi dei disegni, considerati come modalità della variabile illustrativa “disegno” e sottoposti all’ACM all’interno dell’analisi delle interviste. Questi sono stati definiti: "integrati"(19%), "inclusivi"(64%), "assenti-disimpegnati" (5%), "indifferenziati" (9%), "deleganti"(4%)

    La narrazione di sé di studentesse universitarie: analisi delle dediche e dei ringraziamenti delle tesi di laurea. Abstract book del XXIV Congresso Nazionale AIP (Associazione Italiana di Psicologia) della Sezione Psicologia dello Sviluppo e ell’Educazione, Università di Genova, 19-21 settembre 2011

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    Introduzione La conclusione di un percorso formativo, come quello universitario, rappresenta cronologicamente la fase terminale di un processo che ha coinvolto lo studente sia nell’acquisizione delle conoscenze e competenze, sia nelle modificazioni intrapsichiche ed interpersonali. Nel raccontare di sé, lo studente ri-significa il senso del proprio percorso e lo colloca all’interno delle trame di una storia personale più ampia, in cui si situano personaggi ed eventi. Per cogliere tali percorsi e dinamiche, si può utilizzare il metodo narrativo-biografico, in quanto esso considera centrale l'interpretazione della realtà descritta attraverso le narrazioni intrapersonali e intersoggettive delle esperienze vissute. Dunque, tale metodo aiuta a comprendere meglio quella modalità di pensiero che assume un ruolo fondamentale nel determinare i vissuti prodotti dalle esperienze e ad individuare dimensioni legate all’identità personale e sociale degli individui (Smorti, 1994; 1997). In generale, le storie con cui interpretiamo e riportiamo le nostre esperienze della realtà determinano il significato che attribuiamo a quest'ultima (Bruner, 1991; Groppo et al., 1999). Ipotesi Le dediche ed i ringraziamenti delle tesi di laurea, in quanto narrazioni spontanee di sé dello studente, permettono di accedere alla ricostruzione autobiografica del suo percorso di vita, in cui le esperienze di studio si intrecciano con le altre esperienze, presenti e passate, nonché con le proiezioni per il futuro. Obiettivi Esplorare le dimensioni autobiografiche di studentesse universitarie attraverso l’analisi delle dediche e dei ringraziamenti delle loro tesi di laurea. Metodo Analisi di un corpus testuale costituito da dediche e ringraziamenti contenuti in 140 tesi di laurea dei vari corsi di studio della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Salerno (tesi discusse tra gli anni accademici 2003 e 2010). L’analisi del testo è stata eseguita con il software TLab 5,5 (Lancia, 2004). Risultati e discussione Emergono quattro dimensioni narrative, attraverso le quali le studentesse danno significato al loro percorso di studi universitario. L’analisi tematica dei contesti elementari ha, infatti, evidenziato i seguenti cluster: - primo cluster (13,16% dell’unità di contesto): si concentra sulle tematiche legate al “morire”. Le dediche e i ringraziamenti sono rivolte a persone non più in vita, a figure quasi “angeliche” che, con la loro presenza simbolica, hanno “protetto” gli studenti lungo il percorso di studi; - secondo cluster (29,82 % dell’unità di contesto): si concentra sulla ruolo del “professore”, quale figura a cui essere riconoscenti per aver mostrato sensibilità, interesse, sostegno, ed aver fornito aiuto. E’ il “ruolo di mentoring del docente relatore”, che ha sostenuto ed aiutato il laureando affinché raggiungesse il proprio traguardo formativo; si tratta di una aiuto concreto, ma anche di una presenza affettiva che ha permesso sia di superar le “paure” legate al percorso di studi, sia di evitare insuccessi e deludere se stessi ed i propri genitori; - terzo cluster (32,46% dell’unità di contesto): richiama al ruolo dei “genitori” e dei “familiari/propri cari”, ovvero l’”holding familiare”. Si tratta di un contenimento affettivo e concreto, collegato ad un percorso formativo a volte complesso, in cui il calore, l’amore, il sostegno e la comprensione dei propri cari sono diventati elementi decisivi per contenere lo stress e la fatica dello studio; - quarto cluster (24,56% dell’unità di contesto): richiama la parola “esami”. Si tratta di una dimensione in cui lo studente si vede coinvolto e si riconosce quale attore di un processo, a volte faticoso, giunto al termine e che apre alla speranza e alla progettualità per il futuro; esso si configura come una restituzione soddisfacente per quanto realizzato. Emerge, attraverso l’analisi delle emozioni narrate, una ricostruzione temporale insita nel percorso formativo. Nella dimensione del passato ritroviamo le paure e le ansie affrontate nel preparare e sostenere gli esami; la dimensione del presente si collega, invece, alla gioia ed alla soddisfazione personale per il traguardo raggiunto; nella dimensione futura, infine, primeggia l’ansia per quello che sarà, per come evolverà la propria vita lavorativa, e, probabilmente, come conseguenza, anche quella affettiva. All’ansia, per fortuna, spesso, si affianca il senso di speranza e il prevalere del possibilismo positivo per il proprio futuro. Dall’ “Analisi di associazione di parole” si evidenzia che il “ringraziamento” è collegato ad una dimensione di processo: i laureandi ringraziano chi li ha aiutati e sostenuti nel perseguire l’obiettivo “conseguimento della laurea”. Si tratta per lo più di una dimensione operativa, in cui sono coinvolti soprattutto i docenti relatori. Nella “dedica”, invece, prevale la dimensione affettiva e di sostegno, condivisa sia con i docenti relatori, sia, soprattutto, con i propri cari, familiari e partner amorosi. Research agenda Analisi delle variabili: sesso, corso di studi frequentato, area geografica di provenienza, conseguimento prima o seconda laurea

    La narrazione di sé di studentesse universitarie: analisi delle dediche e dei ringraziamenti delle tesi di laurea.

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    Obiettivi Verificare le dimensioni autobiografiche di studentesse universitarie attraverso l’analisi delle dediche e dei ringraziamenti delle loro tesi di laurea. Le dediche e i ringraziamenti sono narrazioni spontanee di sé, della propria vita, delle proprie rappresentazioni e proiezioni per il futuro. Metodo Analisi di un corpus testuale costituito da dediche e ringraziamenti contenuti in 140 tesi di laurea dei vari corsi di studio della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Salerno (tesi discusse tra gli anni accademici 2003 e 2010). L’analisi del testo è stata eseguita con il software TLab 5,5 (Lancia, 2004). Risultati e discussione L’Analisi Tematica dei Contesti Elementari ha evidenziato un raggruppamento in quattro cluster: - primo cluster (13,16% dell’unità di contesto): si concentra sulle tematiche legate al “morire”. Le dediche e i ringraziamenti sono rivolte a persone non più in vita, a figure quasi “angeliche” che, con la loro presenza simbolica, hanno “protetto” gli studenti lungo il percorso di studi; - secondo cluster (29,82 % dell’unità di contesto): si concentra sulla ruolo del “professore”, quale figura a cui essere riconoscenti per aver mostrato sensibilità, interesse, sostegno, ed aver fornito aiuto. E’ il “ruolo di mentoring del docente relatore”, che ha sostenuto ed aiutato il laureando affinché raggiungesse il proprio traguardo formativo; si tratta di una aiuto concreto, ma anche di una presenza affettiva che ha permesso sia di superar le “paure” legate al percorso di studi, sia di evitare insuccessi e deludere se stessi ed i propri genitori; - terzo cluster (32,46% dell’unità di contesto): richiama al ruolo dei “genitori” e dei “familiari/propri cari”, ovvero l’”holding familiare”. Si tratta di un contenimento affettivo e concreto, collegato ad un percorso formativo a volte complesso, in cui il calore, l’amore, il sostegno e la comprensione dei propri cari sono diventati elementi decisivi per contenere lo stress e la fatica dello studio; - quarto cluster (24,56% dell’unità di contesto): richiama la parola “esami”. Si tratta di una dimensione in cui lo studente si vede coinvolto e si riconosce quale attore di un processo, a volte faticoso, giunto al termine e che apre alla speranza e alla progettualità per il futuro; esso si configura come una restituzione soddisfacente per quanto realizzato. Emerge, attraverso l’analisi delle emozioni narrate, una ricostruzione temporale insita nel percorso formativo. Nella dimensione del passato ritroviamo le paure e le ansie affrontate nel preparare e sostenere gli esami; la dimensione del presente si collega, invece, alla gioia ed alla soddisfazione personale per il traguardo raggiunto; nella dimensione futura, infine, primeggia l’ansia per quello che sarà, per come evolverà la propria vita lavorativa, e, probabilmente, come conseguenza, anche quella affettiva. All’ansia, per fortuna, spesso, si affianca il senso di speranza e il prevalere del possibilismo positivo per il proprio futuro. Dall’ “Analisi di associazione di parole” si evidenzia che il “ringraziamento” è collegato ad una dimensione di processo: i laureandi ringraziano chi li ha aiutati e sostenuti nel perseguire l’obiettivo “conseguimento della laurea”. Si tratta per lo più di una dimensione operativa, in cui sono coinvolti soprattutto i docenti relatori. Nella “dedica”, invece, prevale la dimensione affettiva e di sostegno, condivisa sia con i docenti relatori, sia, soprattutto, con i propri cari, familiari e partner amorosi
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