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Istituzioni di economia
Introduzione alle microeconomia d'impresa ed elementi di macroeconomi
Investment Bank Reputation and Initial Public Offerings (IPOs)
Financial intermediaries are known to have access to privileged information on firm value, potentially providing valuable services by revealing it to uninformed investors. An important issue that arises is whether investment banks have an incentive to distort prices by communicating biased information on the firms they are underwriting in IPOs. Reputation acquisition may mitigate this problem since intermediaries can lose credibility by incorrectly evaluating the profitability of firms. We argue that the introduction of reputation may not suffice to eliminate misreporting altogether, allowing less talented intermediaries to profit from not revealing their private information to the market
Saperi
Financial intermediaries are known to have access to privileged information on firm value, potentially providing valuable services by revealing it to uninformed investors. An important issue that arises is whether investment banks have an incentive to distort prices by communicating biased information on the firms they are underwriting in IPOs. Reputation acquisition may mitigate this problem since intermediaries can lose credibility by incorrectly evaluating the profitability of firms. We argue that the introduction of reputation may not suffice to eliminate misreporting altogether, allowing less talented intermediaries to profit from not revealing their private information to the market
Prospettive economiche sull'evoluzione dell'industria alimentare
Tecnologie di Produzione - Impianti Produttivi - Logistica- Economi
"Sponge land(scape)": An interdisciplinary approach for the transition to resilient communities
Riorganizzazione dell'azione dei Comuni, nuove geografie della pianificazione e territori di mezzo
I provvedimenti normativi noti come Spending Review (d.l. 95/2012 e smi) e Legge Delrio (56/2014) vanno determinando un riassetto significativo delle geografie istituzionali e delle competenze relative in materia di governo del territorio. Tali provvedimenti introducono forme di coesione/cooperazione tra soggetti territoriali. Interessante in tal senso indagare lo spazio che, tra istituzione di Città metropolitane e obblighi di gestione associata delle funzioni fondamentali dei piccoli comuni, si apre per il livello di pianificazione tradizionalmente non risolto nel nostro paese, quello territoriale intercomunale.
Il presente lavoro propone una survey delle ricadute dei provvedimenti con mappatura di tre regioni ad elevata frammentazione (spaziale) amministrativa: Lombardia, Piemonte, Campania, e, per converso, di tre regioni a frammentazione decisamente più contenuta: Toscana, Emilia Romagna, Puglia.
L’analisi del caso studio della regione Lombardia restituisce poi due traiettorie di lavoro di questi anni, assumibili sia in chiave di alternativa che di potenziale complementarietà, per la pianificazione alla scala intermedia: confini stabili di cooperazione accanto a geografie variabili e volontarie funzionali al trattamento di temi e progetti di scala territoriale
Il “triangolo” Milano-Bergamo-Brescia: verso nuovi equilibri sub-regionali
La porzione di territorio regionale lombardo posta fra i tre capoluoghi di Milano, Bergamo e Brescia rappresenta un triangolo-laboratorio in trasformazione di rilevante interesse, per la ricchezza di attività economiche che lo caratterizzano (specie nella fascia pedemontana), ma soprattutto per le intense dinamiche che lo percorrono; tale fenomeno è direttamente riconducibile alle importanti previsioni di riorganizzazione delle infrastrutture in atto (raccordi autostradali di Brebemi, Tangenziale Est esterna Milanese e Pedemontana lombarda, e la linea di Alta Capacità ferroviaria). La riflessione su questo ambito territoriale va opportunamente collocata entro il fenomeno di “pianurizzazione” (spostamento verso le pianure) che investe il denso ambito pedemontano lombardo (analogamente ad altri contesti prossimi), ove le aziende che ri-localizzano le proprie unità produttive e ancora più le unità logistico-commerciali, tendono progressivamente a “scivolare” verso la media pianura, attratte dalla disponibilità di spazio per i nuovi insediamenti e da un migliore profilo di accessibilità (esistente e atteso). L’intervento di maggiore rilievo, per l’avanzamento dell’iter progettuale e realizzativo, ma anche per gli effetti riconoscibili che sta producendo sugli assetti territoriali attraversati, è il raccordo autostradale Brebemi, che attraversa in senso est-ovest un tratto di media pianura lombarda; il percorso analitico-interpretativo proposto muove dal riconoscimento di evidenze in atto nel riassetto dell’organizzazione territoriale, ponendo in primo piano gli effetti (in particolare l’effetto-attesa) prevalentemente riconducibili all’autostrada Brebemi. La verifica delle trasformazioni intervenute, sia quelle fisicamente realizzate sia quelle contenute negli atti di pianificazione, è condotta attraverso l’utilizzo del GIS; l’utilizzo del GIS consente di offrire una serie di immagini territoriali quantitative sui fenomeni in atto, e promuove la ricerca di rappresentazioni pertinenti capaci di interpretare in modo efficace le dinamiche. Lo studio delle trasformazioni in atto è sviluppato attraverso l’analisi delle scelte di programmazione territoriale alla scala locale, e consentono di fare emergere alcuni aspetti sui quali si ritiene opportuno adeguato approfondimento: (i) la realizzazione di una grande infrastruttura come l’autostrada BreBeMi possiede rilievo di respiro regionale e inter-regionale e può quindi essere l’occasione per l’adozione di strumenti atti al governo a scala territoriale delle esternalità, positive e negative; (ii) l’utilizzo di strumentazioni GIS consente di mettere a sistema diverse banche dati territoriali per un’analisi quantitativa e qualitativa delle aree in trasformazione e per la rappresentazione delle variazioni e delle permanenze territoriali; in particolare interessante indagare funzioni tipicamente rapide a riorganizzare il proprio presidio territoriale, quali le polarità del commercio e del loisir. (iii) Il tema spesso citato ma scarsamente praticato della territorializzazione delle infrastrutture di comunicazione, quindi della ricerca di forme di integrazione della progettualità infrastrutturale con la progettualità d’area, rimanda a forme di perequazione/compensazione territoriali efficaci, in linea in questo caso con l’obiettivo regionale di “definizione di indirizzi di pianificazione atti a garantire processi di sviluppo sostenibili” (L.R. Lombardia 12/2005 Art.1, comma 3) in un quadro strategico delle funzioni sul territorio strutturato dal Piano Territoriale Regionale
Il Franciacorta rigenera la Franciacorta: governo del territorio, finanza locale e perequazione territoriale in tempo di crisi nel Piano Territoriale Regionale d'Area (PTRA)
Dal luglio 2015 Regione Lombardia ha avviato il Piano Territoriale Regionale d’Area (PTRA) della Franciacorta (art.20, lr 12/2005) che coinvolge 18 comuni della DOCG del Franciacorta e 9 comuni contermini (quadrante territoriale occidentale della provincia di Brescia che conta circa 230.000 abitanti).
La visione strategica del piano privilegia la qualificazione di un territorio che valorizzi il brand di successo di realtà vitivinicola, pur in un contesto dove l’economia prevalentemente è manifatturiera e le dinamiche insediative (in particolare produttive e commerciali), risultano significative.
La costruzione di politiche territoriali d’area è un’occasione per la riqualificazione del patrimonio edilizio ed in particolare per il riutilizzo di aree produttive dismesse e di edifici rurali inutilizzati. Nello specifico le azioni del PTRA privilegiano: i) la rigenerazione degli ambiti produttivi dismessi da bonificare o sottoutilizzati, in alternativa all’utilizzo di nuove aree; ii) il recupero degli edifici rurali abbandonati da destinare all’aumento della capacità ricettiva turistica collegata al settore vitivinicolo; iii) l’attivazione di politiche incentivanti meccanismi di compensazione degli impatti ineguali tra i comuni, imputabili alla grandi superfici di vendita.
Stante la situazione di crisi finanziaria generale, questo lavoro colloca le scelte strategiche del PTRA all’interno delle dinamiche del mercato immobiliare e della finanza dei 27 comuni coinvolti, e discute i principali strumenti (IMU immobili e aree edificabili, oneri di urbanizzazione, tassa di soggiorno, tassazione delle grandi superficie di vendita, imposta di scopo) disponibili per la costruzione di un meccanismo di perequazione territoriale in grado di orientare le politiche territoriali verso una qualificazione e caratterizzazione forte del territorio (intorno all’immagine di successo internazionale acquisita), e nel contempo di alimentare il percorso di cooperazione che i comuni hanno da tempo intrapreso.Since July 2015 the Lombardy Region has launched the Franciacorta Territorial Regional Plan of Area (PTRA) (Lombardy Regional Law n.12/2005, item 20) that involves 18 municipalities of Franciacorta DOCG geographical production area and 9 neighboring municipalities (Western Territorial quadrant of the province of Brescia with approximately 230,000 inhabitants).
The strategic vision of the plan focuses on the qualification of a territory that highlights the successful wine brand, even in a context where the economy is mainly manufacturing and the settlement dynamics (especially production and commercial), are significant.
The construction of territorial policies is an opportunity for the requalification of the building stock and in particular for the reuse of abandoned industrial areas and unused rural buildings. More specifically the actions of PTRA privilege: i) the regeneration of abandoned or underused productive areas requiring remediation, as an alternative to the use of new soil; ii) the recovery of abandoned rural buildings to be devoted to increasing tourist capacity linked to the wine sector; iii) the activation of compensatory policies for the unequal impacts on municipalities, attributable to large shopping malls.
Given the general financial crisis, this work places the strategic choices of PTRA within the real estate market dynamics and finance of the 27 municipalities involved, and discusses the main tools (municipal property tax, planning fees, tourist tax, taxation of large retail space) available for equal distribution of development right to orient regional policies towards a qualification and strong characterization of the territory (around the successful international image), and at the same time to favor the cooperation that municipalities have started some time ago
Financial analysts and collective reputation: Theory and evidence
This paper studies the impact of collective reputation on the reporting strategy of experts that face conflicts of interest. The framework we propose applies to different settings involving decision makers that rely on experts for making informed decisions, in particular we consider sell-side financial analysts. We find that collective reputation has a non-monotonic effect on the degree of information revelation. In general, truthful revelation is more likely to occur when there is more uncertainty on the average ability of analysts as a group. In particular, above a certain threshold, an increase in collective reputation always makes truthful revelation more difficult to achieve. We test this theory by creating an index on the market's perception of the general reliability of analysts' recommendations. The empirical analysis provides evidence that collective reputation plays
a role in determining the behaviour of analysts independently of their individual reputation
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