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    La carità come virtù politica: Bernardino da Siena, l’ospedale, la peste

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    Indagando la molteplice funzione politica di un episodio della vita di Bernardino da Siena, ovvero il suo servizio presso l’Ospedale della Scala durante la peste del 1400, il saggio rivisita il tema dell’apporto dei predicatori alla riforma ospedaliera, mettendo in luce come il discorso agiografico potesse essere utilizzato in diversi contesti locali, supportando – come avviene con un ciclo di affreschi a Lodi – i processi di trasformazione in cors

    Introduction

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    Introduction to the volume, which deals with the long and complex history of the idea and the techniques of gathering money for the public goals. Focusing on Western Europe, since the thirteenth-century credit innovations were closely tied to economic progress and had a lasting impact. Yet, credit and debt relations were not only developed among professional traders, they permeated nearly all aspects of life, schaping public policies, social relations, and people's identities. Adopting a broad chronological and geographical approach, this volume explores how the mobilization of capital in the pursuit of the public good took place in different contexts. Particular attention is devoted to government's ways of mobilizing money for the public good, attracting investors and nurturing trust; to early forms of 'crowdfunding' in order to support proto-welfare agencies; to the social dimension of small credit, charting the rise of institutions contrasting exploitative techniques and providing affordable credit at the lower end of social ladder

    An Amphibious Identity: Apollonio Bianchi between Observance and Humanism

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    Apollonio Bianchi (d. c. 1450) was an Observant Franciscan friar able to address the crowds with spectacular bonfires of vanities while, at the same time, he wrote orations, treatises, and letters following the rules of the humanistic rhetoric, addressing princes and cardinals in the most qualifying forms of the time. His hybrid and conscious cultural identification (expressed by adopting specific models and discursive practices) is ideal to investigate the multifaceted and complex relationships between Observance and humanism. This is particularly true when considering his Libellus de vite prestantia, an eulogy of the (Franciscan) voluntary poverty, written between 1441 and 1444. In this text, Apollonio suggests a conciliation between the two movements by presenting the Observant preacher as the mature outcome of a religious Order exalted as home of the litterarum studia, indicating the idealized champions of this form of life and of action within society in Bernardino da Siena and (perhaps even more interestingly) Alberto da Sarteano, both still alive when Apollonio wrote. Expressed in humanist forms, this manifesto of Franciscan self-awareness was part of the wider debate on the role of learning within the Italian Franciscan Observance, a debate particularly dynamic exactly in those years. Furthermore, an additional element of interest comes from the reception history of the texts of this quite obscure friar, which found their place in several humanist miscellanies. By situating Apollonio alongside the main authors of his time, these miscellanies, copied and disseminated also outside Italy, show that he was actually perceived as part of the broader res publica litteratum, while instead his contribution seems to leave little trace within his own religious family

    Introduzione: Politiche di misericordia tra teoria e prassi (secoli XIII-XVI)

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    Nella vita delle città fra tardo medioevo e prima età moderna, le forme dell’esercizio pubblico della misericordia rappresentarono un dinamico cantiere di riflessione e mutevole attuazione, tra crisi di un sistema assistenziale e nuove, coraggiose, a volte spregiudicate, iniziative e istituzioni. Codificate sulla base del racconto del giudizio universale, così come annunciato nel Vangelo secondo Matteo (25,31-46), e presenti nel tessuto della società attraverso una pluralità di testi e immagini, le sette opere di misericordia corporale fornirono a confraternite, istituzioni e città un fondamentale quadro di riferimento, una sorta di bussola, per individuare i bisogni primari e gli interventi necessari della carità pubblica. Davanti alla complessità crescente della società urbana e a nuovi orientamenti ed esigenze di governo, il campo delle ‘politiche’ di misericordia fu oggetto di riflessione, revisione e sperimentazione. Questo portò – in tempi e modi diversi, e non senza tensioni e conflitti – tanto a ridisegnare le forme dell’erogazione del soccorso quanto a introdurre precise distinzioni o gerarchie fra i destinatari. La nascita di nuove istituzioni – sovente con richiami fin dal loro nome ai concetti di ‘carità, misericordia, pietà’ – da un lato declinava un intervento specializzato e sempre più mirato a specifiche categorie di bisognosi, dall’altro – in nome sempre della carità – operava una progressiva separazione tra chi veniva giudicato meritevole di soccorso e chi, invece, non ne aveva diritto e andava escluso. La retorica della carità – con il ricco campo semantico e simbolico ad essa connesso – servì ad attivare iniziative, a catalizzare risorse economiche, a elaborare progetti sociali, a rendere riconoscibili e credibili nuove o rinnovate istituzioni, a sostenere politiche di soccorso e, anche, di controllo, disciplinamento e dominio . In nome della medesima carità si poteva infatti sia elargire un soccorso generalizzato, sia attuare pratiche di attenta e selettiva inclusione ed esclusione, basate sull’idea che la carità era un diritto riservato ad alcuni e precluso a molti altri, classificati dalle tassonomie morali e sociali come indesiderati, sospetti, pericolosi, viziosi, «visibilmente crudeli». Il presente volume si interroga sulla trasformazione delle politiche di misericordia tra tardo medioevo e prima età moderna, investigando i linguaggi – verbali e visivi – della carità e le istituzioni che fecero della pietà e della misericordia il proprio oggetto, risemantizzando in alcuni casi il significato di questi termini

    Francesco in piazza: Appunti sulla costruzione della memoria

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    L'articolo investiga la costruzione della memoria della predica di Francesco in piazza a Bologna nel 1222, discutendo l'affidabilita' dei testimoni antichi, le modalita' con le quali la storiografia moderna e contemporanea ha reso tale episodio canonico e le forme con cui tale episodio é stato riletto a Bologna nel Novecento, con particolare attenzione alle celebrazioni del 1926 che segnarono, anche in citta', un momento di incontro tra istituzioni cattoliche e governo fascist

    Catechesi e drammatizzazione: Lo Spirito Santo nei sermoni di Pentecoste di Vicent Ferrer

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    The article focuses on the communicative skills of Vincent Ferrer and on his ability to merge catechesis and narrative inventiveness. The analysis is conducted on six versions of the sermon Repleti sunt omnes Spiritu Sancto (notes, reportationes, and model sermons), which were preached by Ferrer in different parts of Europe. The texts highlight how Pentecost provided Ferrer with the opportunity to develop a lively dramatisation of the biblical episode and how preaching gave to the faithful a mediated, and yet not simplistic access to the Bible. By presenting the apostolic community as the exemplary model for his listeners, Ferrer elaborated on both the role of preaching and the way to welcome the Holy Spirit.[it] L’articolo si concentra sull’abilità comunicativa di Vicent Ferrer e sulla sua capacità di miscelare catechesi e invenzione narrativa, analizzando sei versioni del sermone Repleti sunt omnes Spiritu Sancto. Gli schemi, le reportationes, i sermoni modello delle prediche tenute da Ferrer in diverse parti d’Europa mostrano come la festa di Pentecoste fornisse l’occasione per una vivace ‘messa in scena’ del racconto biblico e come la predicazione fornisse agli ascoltatori un accesso, mediato ma non banale, alla conoscenza della Scrittura. Nel sermone di Pentecoste, indicando la comunità apostolica come modello per i suoi ascoltatori, Ferrer sviluppava una riflessione tanto sul ruolo della predicazione quanto sul disporsi ad accogliere lo Spirito Santo
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