1,721,107 research outputs found
Fasi costruttive e linguaggi architettonici di un'opera discontinua
il volume ricostruisce la storia dell'edificio dal Cinquecento al Settecento, considerando gli aspetti architettonici e artistc
Le trasformazioni rinascimentali e la nuova fabbrica settecentesca
La cattedrale di Monopoli è ritenuta il risultato unitario del più grande cantiere attivo nella Puglia del Settecento, cresciuto a discapito della struttura medievale voluta dal vescovo Romualdo nel 1117; gli studiosi coinvolti nella preparazione del volume hanno invece lavorato per dimostrare come la chiesa costituisca ancora un prezioso palinsesto degli interventi di epoche diverse. Sulle vestigia d’età romanica, a lora volta cresciute su evidenze archeologiche d’età messapica e romana visibili nel succorpo, s’innestò l’edificio tardo barocco al cui interno si conservano opere che coprono un arco temporale che va dal XII al XIX. Si dipana così un nutrito numero di manufatti – dalla venerata icona raffigurante la Vergine della Madia alle sculture di Stefano da Putignano, dalle realizzazioni di Giuseppe Sanmartino alle inconsuete tele di Pietro Bardellino – che attestano le eterogenee fasi di importazione dai maggiori centri artistici e di produzione locale. I linguaggi architettonici hanno diverse provenienze e registrano l’alternarsi di scambi fra Napoli e l’area salentina; la facciata, con citazioni berniniane e borrominiane e la quinta scenografica contribuiscono a identificare il polo religioso della città e, allo stesso tempo, renderlo uno degli spazi meglio riusciti fra le città pugliesi
"Se hechura de": ingeniería, fidelidades y redes de poder en los siglos XVI y XVII en CANALUNED
Entre el 16 y 17 de abril se celebró en la UNED de Madrid el Congreso Internacional “Ser hechura de”: ingeniería, fidelidades y redes de poder en los siglos XVI y XVII, coordinado por la profesora Alicia Cámara Muñoz y la investigadora Margarita Ana Vázquez Manassero, cuyas ponencias ya están disponibles en Canal UNED: Alicia Cámara Muñoz, El triunfo del ingeniero cortesano en el reinado de Felipe III Oronzo Brunetti, Alessandro Farnese «Achille di valor, d’ingegno Ulisse?» Margarita Ana Vázq..
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis
We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
Le mura di Roma e le fortificazioni di Borgo
Il contributo ricostruisce l'apporto progettuale di Michelangelo Buonarroti nella definizione delle difese urbane di Roma nel XVI secolo
Pietre, alberi e «formiche»; il paesaggio dei trulli nelle foto di Carl Hubacher (1897-1990)
Lo svizzero Hubacher fu architetto, ingegnere, fotografo d’avanguardia e documentarista, quel poco che si conosce della sua biografia basta a collocarlo all’interno di un contesto culturale internazionale dominato, fra le altre, dalle figure di Sigfried Giedion e di Lázló Moholy-Nagy. Il contributo che si presenta intende esaminare lo sguardo di Hubacher sulla Puglia dei trulli, un territorio rurale molto vasto ma con elementi comuni ben riconoscibili: la diffusione della piccola proprietà terriera, la forte antropizzazione e la presenza dei trulli, le abitazioni contadine cui lo svizzero avrebbe dedicato uno studio rimasto inedito. L’architetto-fotografo osservò il paesaggio pugliese della Murgia senza condizionamenti, perché fu fra i primi a fotografarlo in modo sistematico; le sue foto, tutte in bianco e nero, analitiche e mai didascaliche, colgono i valori ambientali, architettonici ed economici dell’area indagata. Sebbene straniero, l’architetto-fotografo seppe cogliere con i suoi scatti il sapore arcaico della regione e il carattere schivo dei suoi abitanti: il “popolo di formiche” cantato dal meridionalista Tommaso Fiore nel 1925 che, con lavoro paziente, aveva disegnato a propria misura un territorio e un modo di abitare
- …
