322,004 research outputs found

    Intervista a Olivia Longo. Tra antico e moderno.

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    Il prodotto contiene un'intervista fatta a O. Longo durante i Workshop estivi che si sono svolti nel 2010 presso Iuav

    A questão do financiamento de longo prazo no Brasil: uma revisão histórica

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    TCC (graduação) - Universidade Federal de Santa Catarina. Centro Sócio-Econômico. Economia.No processo de crescimento econômico, principalmente em economias emergentes que necessitam desenvolver o setor de infra-estrutura, o financiamento de longo prazo constitui um mecanismo fundamental para a viabilização de investimentos. A falta de mecanismos internos eficazes de financiamento privado de longo prazo dentro do Sistema Financeiro, ao longo da história, impôs barreiras em relação ao crescimento econômico do Brasil. O baixo crescimento econômico do nosso país durante muitas décadas resulta, em grande parte, de um sistema financeiro subdesenvolvido com claras deficiências no que se refere ao mercado de capitais e ao sistema bancário privado como elementos de suporte para as empresas realizarem seus investimentos. Este trabalho busca analisar o modelo de financiamento adotado no Brasil no século XX, além do papel atual do sistema financeiro doméstico na oferta de crédito privado

    Il teatro di Giuseppe O. Longo ossia dell'eterna lite

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    Lo scienziato e drammaturgo Giuseppe O. Longo pubblica una nuova raccolta di testi teatrali e radiodrammi di cui viene offerta un'articolata analisi

    Il teatro-scienza di Giuseppe O. Longo

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    Il binomio Teatro-Scienza, per quanto appaia di recente affermazione, tuttavia è antico quanto l’arte teatrale: se, infatti, il brechtiano Vita di Galileo costituisce, in tal senso, uno degli esempi più illuminanti, risalendo verso le epoche più remote, incontriamo innumerevoli testi che, in modo più o meno esplicito, hanno affrontato tematiche legate alla scienza. Tra gli autori italiani che più e meglio si stanno occupando di questo particolare filone drammaturgico, c'è sicuramente Giuseppe O. Longo. I suoi drammi - per lo più atti unici - spaziano dai toni drammatici a quelli apertamente comici, sempre tuttavia ponendo allo spettatore problemi morali di forte impatto

    Il macro-monumento Stino. Una architettura basamento per la conoscenza della Grande Guerra

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    Negli ultimi decenni del XX secolo, nel campo archeologico nascono nuovi studi che riguardano i reperti e le tracce dei conflitti bellici, un fenomeno che si inserisce all’interno di un più vasto movimento comprendente la disciplina archeologica nel suo complesso. Nell’ambito dell’archeologia dei conflitti, il processo progettuale deve saper integrare il significato della forma architettonica col valore storico documentale. Si tratta di un itinerario interdisciplinare, trasversale agli ambiti della città e del paesaggio, della conservazione, della sostenibilità e della costruzione. L’interesse e la descrizione di luoghi di conflitto si concentra, in genere, sugli oggetti architettonici o sui ruderi sopravvissuti, ignorando il contesto in cui questi si trovano. La questione della tutela e della trasmissione delle memorie e dei reperti militari può seguire due linee principali di attività: l’istituzione di un museo della memoria convenzionale, che possa raccoglierle e raccontarle in modo puntuale, e la creazione di un sistema di reti territoriali in grado di ampliare la lettura storica a un livello percettivo e paesaggistico più ampio. Mentre queste due attività sono strettamente legate ai fondi disponibili e alle relative analisi di mercato, rimangono di ulteriore complessità e di difficile realizzazione: l’avanzamento della ricerca finalizzata al censimento e alla classificazione di quanto ancora non è stato scoperto, e le modalità di trasmissione delle conoscenze e delle metodologie acquisite. L’intervento progettuale, che si confronta con le archeologie di conflitto, richiede una ricerca capace di orientare la trasformazione verso l’inclusione di tutte le identità e memorie presenti, attingendo dalla storia dei luoghi, dal loro spirito guardiano, e dagli stessi resti, analizzati e riusati nelle loro condizioni fisiche, accettandone i limiti strutturali ed economici, in relazione anche al momento storico attuale. Riegl (1903) ci ricorda che «Il nucleo di ogni concezione storica moderna è appunto l’idea dello sviluppo [...] qualunque attività e ciascun destino umano, di cui ci sia pervenuta testimonianza o notizia, senza eccezione può rivendicare un valore storico.

    Educação ao longo da vida: a eterna obsolescência humana

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    Este estudo discute as matrizes históricas da noção de educação ao longo da vida, proposta como eixo orientador de um novo modelo de educação para o século XXI, defendido e disseminado no âmbito da UNESCO e União Européia. Por meio de análises documentais, foi possível apreender os argumentos justificadores, os elementos que a conformam como estratégia política e como conteúdo de reforma educacional, identificando, sobretudo, a centralidade que a crítica aos sistemas educativos assume na configuração deste projeto de educação da UNESCO, aliado à construção de um sujeito pacífico e tolerante e para sempre obsoleto. Realizou-se uma aproximação entre as proposições políticas da UNESCO e União Européia no que concerne à referida perspectiva educacional, percebendo-a num movimento mais amplo de hegemonia do capital, depreendendo, ao final da análise, convergências quanto aos elementos que compõem esta denominada #concepção ampliada# de educação, assim como, as novas características dos sistemas educativos e, especialmente, o processo de atomização e fragmentação dos sujeitos reiterado nos apelos da política neoliberal. Deste modo, foi possível identificar no âmbito da UNESCO a proposição de formação de um sujeito empreendedor e na União Européia a de um sujeito com espírito empresarial. A principal tese sustentada neste trabalho é a de que a noção de educação ao longo da vida representa, sobretudo, um enunciado temporal que institui um modo de conceber a educação e os sujeitos na sua relação com o passado, presente e futuro, ancorados numa concepção de tempo e história que visa a construção de uma nova subjetividade, um sujeito em eterna obsolescência. This study discusses the historical roots of the idea lifelong learning proposed as the central guiding principle behind a new model of education for the twenty first century, defended and disseminated by UNESCO and the European Union. Using document analyses, it was possible to grasp the justifying arguments, the elements which make it a political strategy and how the content of educational reform, above all identifying the central position that the criticism of educational systems takes on in the configuration of this project education by UNESCO is used to create a tolerant and passive citizen who will always be obsolete. The policy proposals by UNESCO and the European Union were compared from the educational perspective, seeing them in a wider movement of hegemony of capital, and at the end of the analysis, concluding convergences between the elements that make up this so-called #broader conception# of education, as well as the new characteristics of educational systems and, especially, the process of fragmentation of people reworked in the light of neoliberal policy. In this manner, it was possible to identify the proposal to train citizens under the UNESCO policy for enterprise and under the European Union for business. The principal thesis sustained in this study is the notion that lifelong learning above all represents a temporal declaration that institutes a way of conceiving of education and its subjects in relation to the past, present and future, anchored in a conception of time and history which aims at the construction of a new subjectivity, a subject in eternal obsolescence

    Una rovina annunciata. L’inutilità estetizzante di un gigante di pietra e calcestruzzo

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    Al confine tra la provincia di Brescia e quella trentina, molte opere militari sono ad oggi abbandonate all’incuria del tempo, o hanno subito restauri e recuperi non adeguati alle necessità di una società in continua evoluzione e, soprattutto, dilaniata e oppressa da tre crisi di dimensioni planetarie: climatica, energetica, finanziaria. È stata spesso riscontrata la mancanza di una visione chiara delle possibilità funzionali e delle destinazioni d’uso dei beni, rendendo lacunosa qualsiasi logica di integrazione con il contesto ed amplificando il rischio di una dispersione reite- rata delle esigue risorse disponibili. Bisognerebbe invece concentrarsi sulla fattibilità di piani di gestione a carattere funzionale ed economico che siano in grado di accogliere e trasformare tutte le potenzialità di questi beni, attraverso sistemi sostenibili, sia dal punto di vista finanziario che da quello dell’inserimento in contesti territoriali specifici, nel rispetto della cultura e delle tradizioni di un luogo. Spesso ci si trova di fronte a una architettura invisibile perché i segni sono nascosti, sia intenzionalmente all’atto costruttivo da parte dei militari, che per reazione incontrollata della natura che tende a riappropriarsi di quanto l’uomo pretende di sottrarle
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