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    Introduzione [a Acer Ferrara 100. Per una storia della casa pubblica a Ferrara e provincia. Studi e documenti IACP 1920 / ACER 2020]

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    Il testo introduce i contenuti del volume collettaneo "ACER Ferrara 100. Per una storia della casa pubblica a Ferrara e provincia. Studi e documenti IACP 1920 / ACER 2020", a cura di E. Dorato, R. Farinella e M. Nani, definendone contesto, articolazione e finalità

    Laporan Praktikum 2 Nani Rosnita (180101110576)

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    Assalamualaiku Wr.Wb Ibu dan kaka-kaka ini laporan 2 praktikum btt ulun Nani Rosnit

    Un popolo di nani

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    L’autore analizza compiutamente per la prima volta il pregevole ciclo di Nani lapidei collocati sul muro di cinta della villa Valmarana di Vicenza, che, proprio dalla loro presenza qualificante, ha tratto il nome di villa Valmarana “ai Nani”. Sgombrando il campo da precedenti attribuzioni, viene proposta la paternità di Giacomo Cassetti, erede del più importante scultore vicentino tra Sei eSettecento, quell’Orazio Marinali cui si deve l’introduzione in Veneto di questo particolare genere di scultura da giardino, che gode di larghissima diffusione in epoca barocca. L’occasione offre il destro per allargare la riflessione ad alcune caratteristiche ricorrenti: la forma seriale, la disposizione dei Nani uno di fianco all’altro, la predilezione per i costumi contemporanei, o tutt’al più il ricorso a fogge seicentesche. Il legame con la contemporaneità da un lato, la connotazione comico-grottesca dall’altro aiutano a comprendere il ruolo di queste statue all’interno del giardino veneto, dove compaiono sempre accanto a statue di soggetto mitologico: il loro significato, forse, secondo il principio del “contrapposto” di matrice barocca, risiede proprio nella dialettica tra i due gruppi

    ACER Ferrara 100. Per una storia della casa pubblica a Ferrara e provincia. Studi e documenti IACP 1920 / ACER 2020

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    ACER Ferrara 100 è un volume collettaneo che si concentra sull’operato dell’Ente (già IACP) in occasione delle celebrazioni per l’anniversario dei suoi cento anni. Perseguendo l’ottica trans-disciplinare degli “studi urbani”, che accosta alle discipline del progetto e agli studi storici lo sguardo delle scienze sociali, questo libro raccoglie contributi di urbanisti, architetti, storici, sociologi e fotografi, oltre che di dirigenti e quadri dell’edilizia pubblica, con il fine di tracciare un primo quadro di riferimento sul caso di studio ferrarese: il contesto urbano e demografico, l’evoluzione dell’Ente e il suo ruolo, gli interventi e i progetti urbani e architettonici più significativi, i progettisti di maggior spicco, l’evoluzione sociografica dell’inquilinato e le “voci” degli assegnatari. Non meno importanti, il corpo cartografico sull’evoluzione quantitativa e spaziale del patrimonio IACP/ACER e l’inserto fotografico sul patrimonio abitativo contemporaneo arricchiscono l’apparato grafico del libro. Come evocato dal titolo del volume, all’interno sono presentati primi sondaggi e studi su un terreno scarsamente frequentato per il caso di Ferrara e provincia. Infatti, l’assenza di ricerche storiche sullo IACP e, più in generale, sulla storia urbana ferrarese, ha costretto a condurre indagini di prima mano, situazione ulteriormente esacerbata dalla condizione pandemica che ha caratterizzato l’anno del centenario, complicando l’accesso ad archivi e biblioteche. Pertanto, i saggi e le ricerche qui raccolti apportano una grande ricchezza di informazioni, interpretazioni e ipotesi, che forniranno elementi per futuri approfondimenti, per una auspicabile sintesi sul ruolo dello IACP/ACER nella soluzione della profonda crisi degli alloggi novecentesca e, più in generale, nel determinare le forme dell’abitare popolare a Ferrara e provincia. Le esperienze del passato rappresentano possibilità di strutturazione del sociale che possono ispirare recuperi e innovazioni nell’intervento pubblico

    The "Linea Nani": the demarcation of the border between the Republic of Venice and the Ottoman Empire in Dalmatia after the Cretan War

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    openDopo la conclusione della guerra di Candia (1645-1669) e la firma del trattato di pace, la Repubblica di Venezia e l'Impero Ottomano inviarono in Dalmazia il cavaliere Battista Nani e il pascià di Bosnia Mahmut, con l'incarico di definire i nuovi confini. Le delicate negoziazioni, che si svolsero tra maggio e novembre del 1671, furono particolarmente complesse e costrinsero Nani a destreggiarsi tra le pressioni ottomane, cercando al contempo di proteggere gli interessi veneziani

    Postfazione

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    Gli strumenti con i quali il lavoro culturale critico di Bonavita affronta il nodo complesso del razzismo e dell'antisemitismo in letteratura si vanno costruendo entro questo testo all'interno di un panorama critico non ancora definito nell'anno di pubblicazione del volume. Non esisteva, di fatto, una tradizione di studio del «razzismo» italiano. Al pregiudizio antimeridionale ¶era stata dedicata qualche inchiesta sociologica, ma esso non era ancora divenuto oggetto di un’adeguata attenzione storiografica; il razzismo coloniale era stato del tutto dimenticato, anche le pagine più scabrose del ventennio fascista, come i campi di concentramento libici, l’uso dei gas e l’apartheid in Etiopia; l’antisemitismo era considerato alla stregua di un «errore» finale del regime. Pur con alcune importanti eccezioni, i lavori esistenti generalmente non si misuravano a fondo con le prospettive teoriche maturate negli Stati Uniti o in Francia, e neppure con gli studi tedeschi o inglesi. Le stesse tradizioni sociologiche e antropologiche di analisi e interpretazione del razzismo erano poco conosciute e ciò contribuiva a rendere inimmaginabile valersi di suggestioni multiculturali o postcoloniali per leggere la vicenda dell’intellettualità e della cultura italiane. In particolare per quel che riguarda la letteratura, per molti ancora il più nobile fra gli oggetti culturali, cuore della formazione delle élite e dei cittadini, serbatoio dell’identità nazionale, pareva impensabile applicarle strumenti di analisi che ne evidenziassero le compromissioni con i razzismi. Del ridotto interesse della ricerca e del mercato editoriale italiani per il razzismo è testimone la bibliografia del catalogo: per restare ai volumi, i lavori generali sul razzismo erano quelli di Bauman, Jesi, Lewis, Mosse, Poliakov, Taguieff e Todorov; sul caso italiano le opere di riferimento erano opera di De Felice, Del Boca, Gallini, Michaelis e Picciotto Fargion, Pichetto, Sarfatti, Valabrega e Voigt; quanto alla letteratura Bonavita citava Mayer e Mosse, Eco e una raccolta sull’esotismo e, per l’Italia, i lavori di Tomasello, Cavaglion e Isnenghi. Al tempo, in italiano, non si disponeva di molto altro. Per questo il libro può essere considerato un sagnavia, come la postfazione cerca di mostrare, soffermandosi anche sugli sviluppi più recenti del dibattito su questi temi, che negli ultimi anni hanno dato prove sempre più interessanti e numerose

    Caminos Naturales : del folklore de proyección a la música popular de raíz folklórica

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    Fil: Nani, Luis César. Universidad Nacional de Villa María; Argentina.Fil: Fernández, Paula. Universidad Nacional de Villa María; Argentina

    Monumenti del Museo Nani Pubblicati Nell'Anno ...

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    MONUMENTI DEL MUSEO NANI PUBBLICATI NELL'ANNO ... Monumenti del Museo Nani Pubblicati Nell'Anno ... Monumenti del Museo Nani Pubblicati Nell'Anno ... (Fascicolo X.) ( -

    The Indonesian Marriage Law and its Implementating Regulation

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    Soewondo Nani. The Indonesian Marriage Law and its Implementating Regulation. In: Archipel, volume 13, 1977. pp. 283-294
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