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Scienze Umane, Scienze Sociali, Scienze dell'educazione
Si discute la scelta della denominazione di un'area disicplinare, che in Italia costituisce anche una classe di concorso diversamente denominata negli anni, evidenziando la diversa concezione scienrifica e culturale che sottostà alla denominazione, e che modifica le scelte di contenuto e gli obiettivi formativi di queste discipline, quando vengono insegnante nella scuola secondaria superiore. Si fa riferimento alle recenti modifiche strutturali legate alla l. 53/2003 e ai documenti prodotti in relazione ad essa
Moscato di Terracina
Non vi sono citazioni storiche specifiche. Era molto diffuso in provincia di Latina agli inizi del 1900, poi dopo fu abbandonato per essere rivalorizzato molto recentemente con la creazione della DOC Moscato di Terracina (2007).
Il 'Moscato bianco di Lucca' riportato da Basso (1992) in Lucchesia e inserito nella collezione 'Vitiarium' dell'Agricola San Felice (Siena), recentemente è stato censito in Garfagnana e le analisi ampelografiche e molecolari hanno evidenziato essere un sinonimi del 'Moscato di terracica' (D'Onofrio et al., 2015).
E' ammesso alla coltivazione nel Lazio, dove è diffuso principalmente nella provincia di Latina (DOC Terracina o Mascato di Terracina), Frosinone (IGT Frusinate) e Viterbo (IGT Civitella d'Agliano).
Sporadicamente è presente anche il Toscana, particolarmente nella Lucchesia, e nello specifico in Garfagnana, dove è conosciuto come 'Moscatello bianco di Lucca' (Basso, 1992; D'Onofrio et al., 2015).
In Puglia è statao recentemente censito e caratterizzato come 'Chiapparone' e 'Moscato saraceno' (de Palma et al., 2015). Ha produzione mediamente abbondante e generalmente raggiunge la maturità tecnologica a fine settembre. Ad eccezione per la produzione del Moscato di Terracina (minimo 85% per la versione secca e passita, e 100% per la versione spumante), nelle altre aree di diffusione viene normalmente utilizzato in uvaggio data la sua coltivazione sporadica
Insegnare scienze umane per progetti modulari
Con riferimento all'insegnamento secondario delle scienze umane, il capitolo propone e discute alcune strategie didattiche, con collegamenti anche ai documenti di scuola prodotti nel quadro della l. 53/2003 e al suo decreto attuativo 226/2005, successivamente abrogato (Indicazioni, Raccomandazioni, Profilo Studente). in maniera articolata rispetto alle discipline prese in esame (antropologia, psicologia, sociologia e pedagogia) il testo suggerisce modalità di progettazione di unità di apprendimento per tematiche e con modalità di partecipazione attiva dello studente. Sono presentati alcuni esempi concreti, con riferimento alla finalità espressa del volume di supportare la formazione di aspiranti docenti nella Scuola di Specializzazione per l'Insegnamento secondario
La riforma degli ordinamenti alla prova: la voce delle scuole
Il capitolo descrive le valutazioni espresse da dirigenti e insegnanti in relazione all'attauzione della riforma scolastica (l. 53/2003) nel primo ciclo, nella regione Emilia Romagna. La ricerca, condotta per mezzo di interviste, questionari e focus gropu, è stata attivata all'interno delle azioni di monitoraggio compiute dall'USR nel corso della prima attuazione. Emergono dati significativi a proposito della percezione che dirigenti, insegnanti e genitori hanno avuto del progetto di riforma e dei suoi elementi caratteristici; si esprimono bisogni formativi e si valutano gli interventi formativi dell'USR
Context Awareness in Pervasive Information Management
Context has been defined as the knowledge that can be used to characterize the situation of any entity that is relevant for the (pervasive) system under consideration: given a target application scenario, a context-aware system supports users and devices by providing selective access to the set of data and operations (e.g., interesting services and information, environmental data, close-by people, points of interest etc.) which is relevant in each specific context. More than that, the relative importance of a piece of information to the same user in different contexts or, reciprocally, to different users in the same context may vary enormously; thus the system can personalize information even further by ranking the provided data on the basis of (contextual) user preferences. This chapter presents an introduction to context-aware information management, first providing a literature review and then introducing the main steps needed to design a context-aware system. Context-related problems particularly relevant within pervasive data management are then discussed. We briefly analyze techniques to efficiently associate contexts with information chunks, the evolution issues which arise when the context representation changes over time, the discovery and application of contextual user preferences, and, last but certainly not least, how context awareness can be enforced in the middleware of a pervasive system
Cittadinanza e Costituzione e finalità della scuola
Il volume è frutto di un impegno collettivo maturatosi in gran parte nell’ambito di un gruppo di lavoro ministeriale sull’educazione civica, e costituisce anche uno sforzo organico per dimostrare le ragioni, le radici, le dimensioni di un’educazione alla cittadinanza che andrebbe intesa e normata anche come insegnamento disciplinare.
Gli autori si sono proposti offrire strumenti utili a chiarire i problemi sul piano storico e teorico e sul piano pratico perchè l'educazione alla cittadinzna possa essere proposta come orizzonte di senso trasversale e come organico contenuto culturale, meritevole d’essere inserito nel curricolo anche come “nuova disciplina” (la novità sta soprattutto nel rilievo dato al concetto di cittadinanza attiva), catalizzatrice delle valenze educative che sono già, talora inconsapevolmente, presenti nelle discipline scolastiche canoniche.
La tesi generale è che non ci sia alternativa ma complementarità e sinergia fra soluzione disciplinaristica e soluzione trasversalistica di questo insegnamento. Il libro si articola in quattro parti: 1) legittimazione, 2) potenzialità educative di tutte le discipline, 3) insegnamento, programmazione e valutazione per competenze, 4) appendice documentaria.
Il gran disegno della Costituzione è restato ai più ignoto e inutilizzato, anche se citato in ogni norma relativa alla scuola, insieme alla Dichiarazione universale dei diritti umani. L’articolo 1 della legge 169/08 ha rilanciato la questione con l’impegno a promuovere “conoscenze e competenze” relative a “Cittadinanza e Costituzione” (C&C), attivando “azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale della scuola” e affidando ad una sperimentazione nazionale il compito di “esplorare possibili innovazioni riguardanti gli ordinamenti degli studi” (art. 11 dpr 275), e cioè “di portare a regime il nuovo insegnamento”, come dice la relazione governativa al decreto legge 137, poi convertito nella citata legge 169. Si noti che questo insegnamento deve trovare posto “nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse”. Il che pone un non facile problema di attuazione, dato l’attuale regime di crisi economica e di tagli agli orari e agli organici delle scuole. Per questo nel libro si esplorano le “valenze educative” di quasi tutte le discipline canoniche, sia per mostrare che non serve una disciplina che parli di Costituzione in solitudine, sia per mostrare che queste valenze possono trovare un efficace “catalizzatore” proprio in una disciplina ad hoc, sia pure ospitata nell’area prevista dalla legge, per questa si spera transitoria condizione di povertà di risorse scolastiche.
Per certi aspetti si è fatto un salto di qualità, perché le scuole dell’autonomia potrebbero in tal modo da un lato liberarsi dalla precarietà delle “educazioni”, dall’altra trovare le radici di un impegno educativo a 360 gradi proprio nella Costituzione, che, se sperimentata e portata ad ordinamento, diventerebbe in tal modo, anzitutto per i docenti e poi per gli studenti e per i genitori, la mappa valoriale organica in base alla quale affrontare le diverse problematiche educative, più o meno “emergenziali”, che la scuola si trova ad affrontare nei diversi contesti sociali e istituzionali.
E’ per non vanificare questa possibilità che si spiega l’impegno degli autori sul piano civile e sul piano professionale. Essi sono:
Nicoletta Annunziata, Gregorio Arena, Giovanna Boda, Fabio Calvino, Mario Castoldi, Piero Cattaneo, Sandra Chistolini, Sergio Cicatelli, Sonia Claris, Luciano Corradini, Paolo Danuvola, Mario Falanga, Ottavio Fattorini, Cristiano Giorda, Maria Teresa Marsura, Giuseppe Mingione, Pasquale Moliterni, Maria Teresa Moscato, Maria Luisa Necchi, Antonio Papisca, Vitaliano Pastori, Stefano Pierantoni, Andrea Porcarelli, Luigi Ronga, Stefano Spina, Alberto Spinelli, Annapaola Tantucci
Varietal Aromas of Fortified Wines from Different Moscato Var. (<i>Vitis vinifera</i> L.) under the Same Pedoclimatic Conditions
Vitis vinifera L. cv. Moscato includes different varieties mainly used to produce sweet wines, such as fortified wines. Moscato grapes are characterized by a large number of free and glycosylated monoterpenoids giving very aromatic wines. However, the literature data on the aroma profile of fortified Moscato wines are very limited. In light of this, the present research aimed to investigate the aroma compounds, mainly the varietal ones, of fortified wines from different Moscato varieties, namely Giallo (Yellow), Bianco (White), Bianco at Petit Grain (Blanc à Petits Grains), Ottonel and Rosa (Pink of Trentino), cultivated under the same pedoclimatic conditions. Using the HS-SPME-GC-MS (head space-solid phase micro extraction-gas chromatography-mass spectrometry) technique, numerous varietal and fermentative aroma compounds have been identified and quantified and significant differences were observed among varieties in the levels of mostly volatiles and in their ratios. Based on their composition, the studied wines can be divided in two groups depending on whether linalool or geraniol prevails among varietal aromas. These results are evidence that each Moscato variety has a typical varietal aroma composition, even if some similarities were found between the two white varieties, and between Moscato Giallo and Moscato Ottonel varieties. Moscato Rosa showed a peculiar aroma composition and the lowest ester/terpene ratio
Aromatic characterization of Moscato Giallo by GC-MS/MS and stable isotopic ratio analysis of the major volatile compounds
Among the Moscato grapes, Moscato Giallo is a winegrape variety characterized by a highcontent of free and glycosylated monoterpenoids, which gives very aromatic wines. Thearomatic bouquet of Moscato Giallo is strongly influenced by the high concentration of linalool, geraniol, linalool oxides, limonene, α-terpineol, citronellol, HO-trienol, HO-diols, 8-Hydroxylinalool, geranic acid and β-myrcene, that give citrus, rose, and peach notes. Except the quali-quantitative analysis, no investigations regarding the isotopic values of the target volatile compounds are documented in literature. Stable isotope ratio analysis represents a modern and powerful tool used by the laboratories responsible for official consumer protection, for the food quality and genuineness assessment. In this study, samples of Moscato Giallo were collected during the harvest season in 2019 from two Italian regions:Trentino – Alto Adige and Veneto, known lands for the cultivation of this aromatic variety. The flavor compounds were extracted from grapes and wines, after alcoholic fermentation of grape juice, and analysed by GC-MS/MS. The results confirmed the presence of typical terpenoids both in free and glycosylated form, responsible for the characteristic aroma of Moscato Giallo variety. The aromatic compounds were also analysed by GC-C\Py-IRMS for a preliminary investigation. The compound-specific isotope ratio analysis allowed to determine the carbon (δ13C) and hydrogen (δ2H) isotopic signatures of the major volatile compounds for the first time
Moscato Cerletti, a rediscovered aromatic cultivar with oenological potential in warm and dry areas
Baron Antonio Mendola was devoted to the study of grapevine, applying ampelography and dabbling in crosses between cultivars in order to select new ones, of which Moscato Cerletti, obtained in 1869, was the most interesting. Grillo, one of the most important white cultivars in Sicily, was ascertained to be an offspring of Catarratto Comune and Zibibbo, the same parents which Mendola claimed he used to obtain Moscato Cerletti. Thus the hypothesis of synonymy between Moscato Cerletti and Grillo or the same parentage for both sets of parents needs to be verified. In the present study, historical documents were consulted and genetic analyses and ampelographic, agronomic and qualitative characterisation carried out to determine the distinctiveness of each cultivars. These were also compared with Catarratto Comune and Zibibbo in order to establish the Moscato Cerletti pedigree. Due to their different SSR profiles, Grillo and Moscato Cerletti were confirmed as two distinct cultivars; they also differed in ripening times and sugar storage ability, as well as in the aromatic grape produced by Moscato Cerletti only. The trio genotype genetic analysis confirmed that Zibibbo is a parent of Moscato Cerletti (justifying the aromatic grape), whilst the SSR profiles did not show Catarratto Comune to be a second parent. Moscato Cerletti was found to have oenological potential in the production of sparkling muscat wines due to its ability to adapt to a changing climate in warm and dry environments and in different winegrowing regions
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