3,935 research outputs found

    Mosca, Luca

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    Luca Mosa (1957): life and work

    L’attivismo connettivo del XXI secolo

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    Questo capitolo presenta le principali teorie e i concetti fondamentali riguardanti l’attivismo digitale, evidenziando la transizione da modalità organizzative basate su logiche reticolari a processi organizzativi ispirati da logiche aggregative e il passaggio dall’azione collettiva ad azioni “connettive”. Successivamente, si sofferma sull’attivismo dei dati e sull’attivismo algoritmico, discutendo fenomeni come il cosiddetto “hashtag activism” – che ha caratterizzato recenti movimenti antirazzisti (Black lives Matter) e femministi (Ni Una Menos) – e l’emergere di “movimenti partito” (come Podemos e il Movimento 5 Stelle) per i quali il digitale ha rappresentato un fattore organizzativo fondamentale

    La città d'acciaio. Mosca costruttivista 1917-1937.

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    Gli edifici e i programmi per Mosca dell’avanguardia sovietica – costruttivismo, suprematismo, cubofuturismo, produttivismo, disurbanismo, etc – a cavallo degli anni ’20 e ’30 del Novecento sembrano tornare di continuo, quasi in maniera subliminale, nel tessuto della nostra esperienza quotidiana. Un’avanguardia che ha dispiegato i suoi effetti su tutto il ventesimo secolo e sta prolungando la sua straordinaria fascinazione anche nel nuovo. Soprattutto dal punto di vista dell’architettura e della città. Basterebbe riflettere su come alcuni grandi landmark urbani contemporanei abbiano introiettato alcune icone costruttiviste. A Londra, per esempio, dove lo shard di Renzo Piano è modellato su un progetto di Leonidov, mentre l’Orbit Tower di Anish Kapoor è un chiaro omaggio al Monumento alla Terza Internazionale di Tatlin. Architetture che non sono state in grado, o lo sono state solo in parte, di costruire la Mosca capitale dei Soviet e che invece ritornano per edificare altre città, come è spesso accaduto nella storia urbana per architetture di grande potenza simbolica ed evocativa. Il senso del volume La città d’acciaio. Mosca costruttivista 1917-1937, è proprio questo: da una parte costruire un piccolo archivio, destinato però ad ampliarsi, che restituisca alla loro dimensione reale ed oggettuale queste architetture, spesso solo conosciute e citate a partire da disegni scarsamente intellegibili, talvolta andati perduti durante quel terribile periodo della storia russa e dei quali restano poche, confuse fotografie. Una conoscenza metrica, realista e critica di questa architettura, iniziata dagli studenti del corso di Disegno dell’Architettura 2 del prof. Marco Bevilacqua nel corso di laurea in Ingegneria Edile-Architettura dell’Università di Pisa e continuata in questa mostra e nel suo catalogo. Dall’altro verificare come Mosca sarebbe cambiata, nei suoi caratteri morfologici, nella sua dimensione urbana se, in una delle tante sliding doors della storia, fosse stata costruita dalle avanguardie e non dal classicismo realsocialista che finì per diventare lo stile unico del totalitarismo staliniano, liquidando ogni altra opzione linguistica. Un processo di costruzione alternativa della città – una Mosca “analoga” – che in realtà, sia pure in forma latente, è sempre stato in atto, perché le architetture di Lissitsky, di Mel’nikov, di Leonidov, dei fratelli Vesnin avevano chiaramente predetto assi, temi e questioni che lo sviluppo di questa grande metropoli euroasiatica avrebbe fatalmente finito per affrontare nei cento anni a venire

    Matthias Gelzer, Guglielmo Ferrero e Gaetano Mosca

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    Le origini intellettuali della visione 'oligarchica' della 'res publica' romana tracciata da Matthias Gelzer restano tuttora misteriose. Pare tuttavia possibile, con Luciano Canfora, individuare una forte suggestione da parte del pensiero 'elitista'. Il presente articolo conferma tale linea di lettura, individuando, per la prima volta, l'opera che avrebbe influenzato il giovane Gelzer. Si tratta di 'Grandezza e decadenza di Roma' di Guglielmo Ferrero, scritto maturato sotto l'egida di Gaetano Mosca, di taglio non scientifico ma non per questo meno influente e citato più volte dallo stesso Gelzer, nonché da buona parte della storiografia europea

    Lettura drammatizzata di "Il bacio sull'asfalto" di Nelson Rodrigues, presso il Teatro Sannazaro, via Chiaia 157, Napoli.

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    Lettura drammatizzata di "O beijo no asfalto" di Nelson Rodrigues. Progetto realizzato in collaborazione tra Sapienza Università di Roma e la Universidade Federal de Minas Gerais. Teatro Sannazaro, Via Chiaia 157, Napol

    An assessment of the impact of possible CAP reform scenarios on Romanian agriculture

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    Using a simplified model, with key-variable the prices of two different possible scenarios of CAP reform after 2013 (moderate and radical), this paper present a comparison between the price effects of implementation of each reform scenario at 2015 horizon on Romanian agriculture. This short analysis shows that, under the presented hypotheses, the net welfare effect, due to the price changes, for the selected products, is positive in both reform scenarios, yet greater in the case of the radical reform. Integrated in the large context of Romanian development, it seems that the influence of CAP reform upon agriculture and rural areas will be most likely a gradual one: an interpenetration between the two scenarios is foreseeable, starting with the moderate reform that will dominate the period around 2013, the reform measures acquiring a more radical character afterwards.CAP reform, Romania, welfare effects, Agricultural and Food Policy,

    Rich, Sturmian, and trapezoidal words

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    In this paper we explore various interconnections between rich words, Sturmian words, and trapezoidal words. Rich words, first introduced by the second and third authors together with J. Justin and S. Widmer, constitute a new class of finite and infinite words characterized by having the maximal number of palindromic factors. Every finite Sturmian word is rich, but not conversely. Trapezoidal words were first introduced by the first author in studying the behavior of the subword complexity of finite Sturmian words. Unfortunately this property does not characterize finite Sturmian words. In this note we show that the only trapezoidal palindromes are Sturmian. More generally we show that Sturmian palindromes can be characterized either in terms of their subword complexity (the trapezoidal property) or in terms of their palindromic complexity. We also obtain a similar characterization of rich palindromes in terms of a relation between palindromic complexity and subword complexity

    Allestimento mostra "La città d'acciaio. Mosca costruttivista 1917-1937"

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    Progetto di allestimento della mostra "La città d'acciaio. Mosca costruttivista 1917-1937" (a cura di Luca Lanini) presso la Sala esposizioni temporanee del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale dell'Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"

    L’asse del Mondo Nuovo. Boris Iofan, Vladimir Ščuko e Vladimir Gel’freich, il Palazzo dei Soviet, Mosca 1931-∞

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    Il Palazzo dei Soviet e la sua lunga e convoluta storia progettuale hanno avuto una magnitudine tale da deformare per oltre mezzo secolo la storia urbana di Mosca e quella dell’architettura sovietica. A questo e,etto hanno concorso da una parte le sue dimensioni mostruose e dall’altra la precisa volontà di fare di questo edi-cio la rappresentazione costruita di quella cultura totale e totalitaria, ma straordinariamente ecclettica, che fu la fase suprema dello stalinismo nel corso degli anni Trenta del Novecento
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