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    Realtà Multiple e Conflitti Ambientali in un Sistema Spaziale di Supporto alla Strutturazione di Problemi

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    In questo lavoro si descrivono le linee guida di una ricerca finalizzata a esplorare le potenzialità connesse all’uso dei GIS in contesti di pianificazione comunicativa. La costruzione di sistemi informativi geografici (GIS) si è caratterizzata per l’uso di una razionalità strumentale tipica di processi solutori e decisionali orientati a ricercare soluzioni ottime o al più soddisfacenti. Ciò ha condotto a considerare questi strumenti come neutrali e dunque idonei a produrre efficacemente argomentazioni oggettive quale fondamento per negoziare differenze sociali e conflitti territoriali nel dominio pubblico. Inoltre poche, se non del tutto assenti, sono state le applicazioni rivolte a soggetti pubblici non istituzionali, e ciò non solo per via dei costi elevati delle tecnologie e delle difficoltà legate all’uso di questi sistemi da parte di agenti non preparati nel settore. Tuttavia sulla reale efficacia di questi sistemi nel campo sociale i giudizi non sono del tutto positivi (Openshaw, 1996). I problemi di sostenibilità ambientale e gli orientamenti nella pianificazione verso azioni condivise, uniti al pensiero sull’evoluzione di organizzazioni complesse mettono in rilievo i limiti di questo tipo di approccio. Limiti per altro attribuibili anche alla mancata adeguatezza dei sistemi agli specifici contesti operativi (Barbanente, et alii 1996). La costruzione di conoscenza efficace per l’azione non può avere più basi esclusivamente fondate sulla razionalità, in cui gioca un ruolo prioritario l’expetise, dal momento che queste si generano in organizzazioni complesse anche mediante processi di apprendimento sociale. 1 In questa prospettiva nel campo della pianificazione spaziale l’uso dei GIS appare essenziale anche se il suo ruolo deve essere ridefinito in relazione alle finalità tradizionali di analisi, modellazione e controllo di sistemi ambientali e inserito nell’ambito di un architettura di sistemi di supporto alla decisione in cui essi possano anche integrarsi con agenti intelligenti

    TOPEM: A PET-TOF endorectal probe, compatible with MRI for diagnosis and follow up of prostate cancer

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    Prostate cancer is the most common disease in men and the second leading cause of cancer death. Generic large instruments for diagnosis have sensitivity, spatial resolution, and contrast inferior with respect to dedicated prostate imagers. Multimodality imaging can play a significant role merging anatomical and functional details coming from simultaneous PET and MRI. The TOPEM project has the goal of designing, building, and testing an endorectal PET-TOF MRI probe. The performance is dominated by the detector close to the source. Results from simulation show spatial resolution of ∼1.5 mm for source distances up to 80 mm. The efficiency is significantly improved with respect to the external PET. Mini-detectors have been built and tested. We obtained, for the first time, to our best knowledge, timing resolution of o400 ps and at the same time Depth Of Interaction (DOI) resolution of 1 mm or less. © 2012 Elsevier B.V. All rights reserved

    Oltre l'abbandono: sguardi e voci sul futuro

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    Questo scritto è un dialogo con l’abbandono, un soggetto quest’ultimo con cui interagisco come se fosse un’immagine di noi stessi, cioè dell’urbanizzazione contemporanea e futura, riflessa in uno specchio. Quel riflesso ci interroga e ci induce a guardare sempre più da vicino i nessi, gli intrecci che lo legano a noi stessi e a riconoscerne i lineamenti e i caratteri anche “dal di dentro” senza dare nulla per scontato in ciò che appare. Il dialogo con l’immagine cerca di dipanare quella matassa di intrecci in ambiti diversi tra loro attraverso il coinvolgimento di sguardi altri: di coloro che hanno cercato di afferrarne le essenze o che hanno praticato l’abbandono o, ancora, che ne sono rimasti imbrigliati per scelta o per necessità. Attraverso il dialogo, l’abbandono non appare quindi come un qualcosa dai caratteri definiti e agganciabili a chiare matrici culturali. Esso non emerge come un qualcosa, un processo, che è soltanto visibile e localizzato in certi luoghi o ambiti. L’abbandono è, una pratica immanente, materiale e immateriale, e diffusa nella quotidianità, nelle piccole cose, nei gesti che ci induce a interpellare costantemente la conflittualità che inevitabilmente si sprigiona da esso per costruire narrazioni altre, relazionali e dialettiche, del divenire urbano

    Progetti effimeri e possibilità di rigenerazione

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    “Progetti effimeri e possibilità di rigenerazione” esplora il tema dell’effimero come nuovo orizzonte per l’azione nei processi di rigenerazione urbana. Questa concezione ha avviato sperimentazioni che hanno affrontano problemi di marginalità, dismissione, obsolescenza basandosi sulla forza simbolica e creativa delle azioni di trasformazione provvisoria dei luoghi. In esse, il carattere di transitorietà dell’esperienza spaziale, rispetto alla costruzione duratura e solida dell’architettura e dell’urbanistica, ha offerto modalità più idonee a interpretare i processi in corso e maggiormente capaci di adattarsi alle esigenze di cambiamento attraverso soluzioni che evitano inerzie e distorsioni. Tuttavia la reale efficacia di queste sperimentazioni nell’attivare rigenerazioni strutturali e in grado di contrastare efficacemente dinamiche di esclusione e marginalizzazione rimane una questione aperta nel dibattito disciplinare

    Designing sustainability in the city through a spatially sensitive evaluation approach

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    In this paper we propose an integrated urban-building evaluation approach based on a socio-ecological interpretation of the built environment. Rather than exclusively emphasising the minimisation of impacts, it aims at supporting sustainable regenerative urban design processes. Operatively, it assesses the reliability of an action, which is intended as a mutual resilience between the urban environment and a building. Its focus on the assessment of reliability improves our ability to design spatially sensitive sustainable built environments. Thus structured, our urban-building integrated evaluation approach reassigns to evaluation its role as a support to learning processes in designing the sustainability in the cit

    A novel TOF-PET MRI detector for diagnosis and follow up of the prostate cancer

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    Prostate cancer is the most common disease in men and the second leading cause of death from cancer. Generic large imaging instruments used in cancer diagnosis have sensitivity, spatial resolution, and contrast which are inadequate for the task of imaging details of a small organ such as the prostate. In addition, multimodality imaging can play a significant role in merging anatomical and functional details coming from simultaneous PET and MRI. Indeed, multiparametric PET/MRI was demonstrated to improve diagnosis, but it suffers from too many false positives. In order to address the above limits of the current techniques, we have proposed, built and tested, thanks to the TOPEM project funded by Italian National Institute of Nuclear Phisics, a prototype of an endorectal PET-TOF/MRI probe. In the applied magnification PET geometry, performance is dominated by a high-resolution detector placed closer to the source. The expected spatial resolution in the selected geometry is about 1.5mm FWHM and efficiency of a factor 2 with respect to what was obtained with the conventional PET scanner. In our experimental studies, we have obtained a timing resolution of ∼ 320 ps FWHM and at the same time a Depth of Interaction (DOI) resolution of under 1mm. Tests also showed that mutual adverse PET-MR effects are minimal. In addition, the matching endorectal RF coil was designed, built and tested. In the next planned studies, we expect that benefiting from the further progress in scintillator crystal surface treatment, in SiPM technology and associated electronics would allow us to significantly improve TOF resolution. © 2017, Società Italiana di Fisica and Springer-Verlag GmbH Germany
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