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    Villard 21 : From social housing to social habitat

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    Villard è un seminario itinerante di progettazione, a cadenza annuale, che vede coinvolte Facoltà di Architettura, italiane ed estere. Il Seminario è rivolto a circa dieci studenti di ogni Facoltà partecipante, iscritti agli ultimi anni di corso, selezionati in base al merito. Il programma prevede la messa a punto di un progetto su un tema, in genere proposto da amministrazioni comunali o altre istituzioni legate alle diverse realtà territoriali. Il tema viene presentato all’inizio del seminario e sviluppato nel corso dell’anno nelle diverse tappe. Il viaggio costituisce la struttura portante del Seminario quale strumento di conoscenza delle città. Durante ogni tappa, con l’apporto dei docenti delle Facoltà partecipanti, sono organizzati incontri, lezioni, conferenze, visite guidate e mostre. Ogni tappa dura 3-4 giorni. Il lavoro di progettazione viene svolto principalmente durante gli orari che le diverse sedi dedicano al workshop. L’itineranza del seminario fa sì che gli studenti entrino in contatto con lughi fisici e culturali diversi, incrociando esperienze e conoscenze con docenti e studenti provenienti da altre sedi. Il seminario ha la sua conclusione in un evento finale: la mostra, con la presentazione e premiazione dei progetti migliori, a cui seguirà la pubblicazione del catalogo con i lavori degli studenti e degli apporti critici raccolti durante il seminario. Il tema della casa è recentemente ricomparso nell’agenda pubblica, sotto la spinta del crescente disagio abitativo di quella parte di popolazione esclusa tanto dal mercato quanto da un’offerta insufficiente di abitazioni pubbliche; le differenti esigenze di spazialità che la pandemia impone, sono tutte motivazioni che impongono di dare soluzioni adeguate al problema dell’abitare. Una questione nuovamente centrale nel dibattito contemporaneo che consiste, da un lato, nell’individuazione di politiche e strategie efficaci per la riorganizzazione dello spazio urbano, l’adeguamento dei servizi e la gestione del patrimonio edilizio; dall’altro, nella definizione delle nuove esigenze abitative di una società in rapida evoluzione. L’accessibilità alla casa e ai servizi essenziali è una delle questioni urgenti segnalate dalla nuova Agenda Urbana delle Nazioni Unite, insieme al tema del recupero di suoli e immobili abbandonati e a quello dell’integrazione sociale e della mobilità delle popolazioni. L’obiettivo, in Italia come nel resto del mondo, è quello di inquadrare il problema degli alloggi in uno scenario più ampio di soluzioni sostenibili dal punto di vista economico ed ambientale, capaci di ridefinire gli insediamenti per renderli resilienti. L’ecosistema tarantino, stravolto da scelte di localizzazione industriale e di edilizia residenziale pubblica disattente ai luoghi, offre un interessante caso di studio perché necessita di un ripensamento che, rigenerando lo spazio urbano per renderlo più resiliente, ricicli il patrimonio edilizio obsoleto o dismesso, riqualificando i vuoti urbani e, dove occorre, aumentando la densità abitativa

    Scenari di resilienza territoriale vs fragilità post-sisma. Riflessioni ed azioni per i Comuni marchigiani del cratere del terremoto 2016

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    Gli eventi sismici verificatisi in Italia negli ultimi 10 anni hanno fatto registrare una brusca accelerazione delle dinamiche di parziale abbandono di molti centri delle aree interne, aggravando condizioni di marginalità preesistenti e mettendo in crisi le economie locali. Il Governo del territorio, l’Urbanistica, l’Ingegneria e l’Architettura sono invitati, unitamente alle discipline economiche e sociali, a ripensare e ad aggiornare approcci progettuali rivelatisi ormai inadeguati - soprattutto perché settoriali - e a traguardare obiettivi di maggiore sicurezza territoriale, recuperando e rigenerando realtà fragili, appartenenti a contesti paesaggistici di elevato valore ambientale e storico-culturale. Scopo del contributo è restituire le prime riflessioni maturate attraverso le esperienze di ricerca e didattiche avviate nella Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura dell’Università Politecnica delle Marche, per la costruzione di scenari atti al recupero e allo sviluppo di alcuni comuni colpiti dal terremoto del 2016. Il percorso di sperimentazione intende dimostrare come l’incremento dei livelli di sicurezza di un sistema territoriale si associ alla qualità complessiva e multiscalare delle reti di relazione fisiche, culturali, economiche e sociali, piuttosto che alla qualità intrinseca e funzionale dei manufatti. L’approccio multiscalare e transcalare aumenta il senso delle nostre riflessioni teoriche e progettuali consentendo di cogliere quelle relazioni, anche immateriali e ravvicinate, sulle quali costruire la stabilità e la durabilità di un processo rigenerativo dello spazio urban

    Dialoghi Incrociati

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    Il contributo sul libro è un dialogo immaginario, che si traduce in interessanti riflessioni sull'architettura temporanea. Costruire l'architettura per l'esoterismo diviene così un quesito al quale si prova a rispondere

    Casa bifamiliare a Corropli (TE)

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    il prodotto riguarda una sperimentazione progettuale sulle niove modalità abitative nei territori di recente urbanizzazion

    Scienza e arte del costruire

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    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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