11,566 research outputs found

    Die Meisterbilder von Andrea Orcagna (1308 (?) -1368), Lorenzo Monaco (c. 1370-1425) und Masolino (1384 - nach 1435)

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    DIE MEISTERBILDER VON ANDREA ORCAGNA (1308 (?) -1368), LORENZO MONACO (C. 1370-1425) UND MASOLINO (1384 - NACH 1435) Die Meisterbilder der Florentinischen Maler (-) Die Meisterbilder von Andrea Orcagna (1308 (?) -1368), Lorenzo Monaco (c. 1370-1425) und Masolino (1384 - nach 1435) (2) ( - ) Einband ( - ) Werbung ( - ) Titelblatt ([1]) Abbildung ([2]) Titelblatt ([3]) Vorwort ([5]) Abbildungen (6) Werbung (65) Vorblatt ( - ) Einband ( -

    Correction to: Adiponectin in Cerebrospinal Fluid from Patients Affected by Multiple Sclerosis Is Correlated with the Progression and Severity of Disease

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    The original version of this article unfortunately contained some mistakes. The surnames and given names of authors were interchanged. It should be: Elisabetta Signoriello, Marta Mallardo, Ersilia Nigro, Rita Polito, Sara Casertano, Andrea Di Pietro, Marcella Coletta, Maria Ludovica Monaco, Fabiana Rossi, Giacomo Lus, and Aurora Daniele The original article has been corrected

    Un risarcimento per Andrea di Strumi

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    Il “Fondo del Capitolo della Cattedrale, sezione libraria” dell’Archivio Storico Diocesano di Bergamo conserva, con la segnatura Cap. 1067, due fascicoli pergamenacei, omogenei, databili alla seconda metà del XIII secolo, che trasmettono, per la parte preponderante, un lungo frammento agiografico su san Giovanni Gualberto, che si è rivelato appartenere alla Vita scritta da Andrea di Strumi. Il frammento, per altro verso, integra parti della Vita andate perdute nell’unico altro testimone noto della Vita redatta dallo Strumense. Lo studio, inoltre, cerca di fare luce sulla natura del manoscritto, che, apparentemente un frammento, pare invece rivelarsi un aggregato costruito ab antiquo per un officium legato a san Giovanni.The «Fondo del Capitolo della Cattedrale, sezione libraria» of the Archivio Storico Diocesano of Bergamo preserves, with the signature Cap. 1067, two homogeneous parchment quires, dating to the second half of the 13th century, which transmit, for the main part, a long hagiographic fragment on Saint Giovanni Gualberto, which turned out to belong to the Vita written by Andreas of Strumi. The fragment, on the other hand, integrates parts of the Vita that were lost in the only other known manuscript of the Vita written by Andreas. The study also seeks to shed light on the nature of the manuscript, which, apparently a fragment, instead appears to be an aggregate built ab antiquo for an officium linked to Saint Giovanni Gualberto

    Schiavone pittore e incisore. Topoi consolidati e fortuna critica tra Sei e Settecento

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    Se è vero che “la pittura è poesia muta”, non è detto che il silenzio delle fonti sia sempre eloquente. Così dimostrerebbe il caso della fortuna critica di Andrea Schiavone nel repertorio di fonti note tra Cinquecento e Seicento, laddove le poche testimonianze coeve delineano un profilo affatto fedele di un pittore così complesso.If it is true that "painting is mute poetry", it does not mean that the silence of the sources is always eloquent. Thus the case of Andrea Schiavone's critical fortune in the repertoire of sources known between the sixteenth and seventeenth centuries would demonstrate, where the few contemporary testimonies outline a completely faithful profile of such a complex painter

    Dalla scrittura al gesto: gli scrittori della Neoavanguardia e il teatro

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    Dott.sa Giovanna Lo Monaco Abstract della tesi di dottorato: Dalla scrittura al gesto: gli scrittori della Neoavanguardia e il teatro Università La Sapienza -Dottorato di ricerca in Italianistica (XXIX ciclo) Il lavoro di ricerca Dalla scrittura al gesto: gli scrittori della Neoavanguardia e il teatro dimostra come il teatro si costituisca come un importante terreno di sperimentazione per la Neoavanguardia italiana e individua gli elementi che compongono il quadro di una comune poetica teatrale al suo interno, con riferimento specifico al Gruppo 63 e a quegli scrittori che non hanno fatto dell’attività teatrale il loro campo operativo principale, ma che dal punto di vista del poeta o del “narratore” si sono posti il problema della scrittura per il teatro. Il periodo preso in considerazione va di conseguenza dal 1959 fino al termine delle attività collettive del Gruppo 63. Nel Capitolo 0 della tesi, che si costituisce come una sorta di preambolo storico al complesso del lavoro, viene presentata una panoramica generale degli spettacoli in cui sono stati messi in scena testi degli scrittori del Gruppo 63 in collaborazione con i protagonisti del Nuovo teatro e si evidenziano i rapporti di attrazione reciproca, ma spesso di difficile collaborazione, tra le due avanguardie, quella letteraria e quella teatrale, attraverso gli studi di storia del teatro e i materiali rinvenuti nei fondi consultati, tra i quali il fondo Giuliani presso il Centro di ricerca di Pavia, il fondo Porta presso l’APICE di Milano, l’archivio Filippini e l’archivio Pagliarani. Viene inoltre evidenziato il ruolo del lavoro critico svolto sulle riviste legate alla Neoavanguardia dimostrando come l’apporto del Gruppo 63 rispetto al dibattito sul teatro in corso negli anni Sessanta sia stato di notevole rilevanza per quel che riguarda i problemi legati al testo drammatico e le modalità della messa in scena. Nel capitolo 1 si delinea in che misura gli scrittori presi in esame si siano posti il problema dello specifico teatrale, e, dunque, il problema della fruizione dell’“opera”, poiché la dimensione teatrale implica, come sottolineato da Pagliarani, la presenza dello spettatore e una dimensione esperienziale e collettiva della fruizione che non si riscontra in altre discipline artistiche. Vengono quindi individuati i principi teorici che strutturano l’elaborazione di un nuovo modello fruitivo, partendo da quello stabilito da Eco in Opera aperta, e analizzata in seguito la forte influenza in questo senso delle poetiche di Brecht e di Artaud, mettendo in evidenza come da un lato lo straniamento e dall’altro la gestualità vocale, dopo essere state preliminarmente assimilate all’interno del lavoro poetico, siano state in un certo senso “riapplicate” al teatro dagli autori del Gruppo, costituendosi come le strategie privilegiate attraverso cui si struttura una nuova forma della comunicazione artistica che punta al coinvolgimento massimo del pubblico stimolando al contempo una risposta critica e attiva da parte dello spettatore, e in opposizione al modello passivo e ipnotico della spettacolarità. Viene indefinitiva dimostrato come la sperimentazione teatrale si sviluppi all’interno del programma di rinnovamento culturale portato avanti dal Gruppo 63 nel senso di una vera e propria verifica delle poetiche già sperimentate nel campo propriamente letterario. Sulla base di queste premesse vengono in seguito esposte le modalità di intersezione interdisciplinare che ne derivano permettendo di comprendere come le sperimentazioni teatrali del Gruppo si inseriscono all’interno di una più generale teoria dell’“opera d’arte totale” che presuppone l’autonomia reciproca tra le discipline in gioco. Il problema delle modalità dai rapporti interdisciplinari si pone non solo nel momento in cui l’opera viene realizzata sulle scene, ma anche nel momento in cui viene propriamente progettata e scritta dall’autore: una delle questioni principali del lavoro consiste infatti nel capire come si pone la letteratura nei confronti della scena, ovvero nel comprendere fino a che punto e in quali termini questi scrittori si vedano e agiscano nei panni del drammaturgo, in un periodo in cui il rapporto tra testo e scena subisce delle forti modificazioni, inserendosi in quel processo definito da Bartolucci come scrittura scenica, che implica la collaborazione e l’interazione tra i diversi “attori” della produzione drammatica, scardinando il primato della drammaturgia resistito fino a quel momento nella pratica teatrale. L’analisi dei testi, condotta nel capitolo 2, mira dunque a evidenziare quale tipo di rapporto il testo voglia istaurare con la scena, analizzando nello specifico le scritture teatrali di alcuni singoli autori e quelle del Gruppo nel suo complesso per metterne in risalto le caratteristiche precipue e gli aspetti comuni sotto questo punto di vista. È stata individuata la natura della proposta drammaturgica mettendo in evidenza l’affinità con la nuova ritmica attuata dai Novissimi e con l’istanza antinaturalistica del romanzo sperimentale, oltre che l’influenza del modello teatrale di Beckett. La ricerca si sofferma in particolare su Pagliarani, Giuliani, Sanguineti, Manganelli e Filippini, ma emerge nel corso del lavoro anche l’importanza della figura di Balestrini, come promotore di un nuovo teatro non tanto e non solo a partire dal proprio specifico di letterato, ma anche come artista “totale”. A partire dal presupposto che l’interartisticità si costituisce come la chiave interpretativa necessaria per affrontare la questione teatrale a proposito della Neoavanguardia, nel capitolo 3 viene approfondito il paradigma dell’intersezione artistica nei suoi aspetti costitutivi attraverso l’analisi delle opere per il Teatro musicale di Pagliarani, Sanguineti e Balestrini, realizzate in collaborazione con importanti rappresentanti della musica atonale come Berio, Fellegara, Gelmetti, Clementi e Paccagnini; la seconda parte del capitolo è invece dedica all’analisi delle modalità di collaborazione con i protagonisti dell’avanguardia teatrale - in particolare Quartucci, Ricci, Gozzi e Dewey - e con alcuni pittori esponenti della Nuova figurazione - Scialoja, Perilli e Novelli - attraverso la ricostruzione dettagliata degli spettacoli collettivi del Gruppo 63 e di alcuni singoli spettacoli tra i più rilevanti, mettendo in evidenza le affinità e le differenze con esperienze internazionali come il Living Theatre o le varie forme dell’happening. Si mette in evidenza, portando a conclusione le premesse del lavoro, come queste sperimentazioni teatrali rispondano in definitiva a una profonda istanza relazionale che riguarda non solo i rapporti tra i letterati e gli artisti, ma anche tra la letteratura e il suo pubblico. Una tabella cronologica degli spettacoli inserita in appendice permette di restituire in maniera sintetica e immediata la mole e la frequenza delle rappresentazioni; in appendice sono state inerite anche le schede teatrografiche dei singoli spettacoli - contenenti informazioni sui testi rappresentati, sugli interpreti, la bibliografia e le fotografie relative - e alcuni testi inediti, teatrali e di poetica autoriale, rinvenuti negli archivi

    Fondazioni e interessi generali in Italia

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    Dopo aver rilevato la crescente importanza delle fondazioni quali enti che perseguono interessi generali nei paesi europei, si sono esaminate le varie tipologie di fondazioni c.d. " statuto speciale" in Italia. Ci si è poi interrogati sulla problematica natura giuridica di tali fondazioni. Inoltre, dopo aver sinteticamente delineato le trasformazioni che hanno interessato le fondazioni di origine bancaria, si è pervenuti alla conclusione che le medesime non svolgono attività di cura di interessi pubblici nei "settori rilevanti"

    Current Density and Spectroscopy—A Themed Issue in Honor of Professor Riccardo Zanasi on the Occasion of His 70th Birthday

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    It is our great pleasure to introduce the Festschrift of Chemistry to honor Professor Riccardo Zanasi (Figure 1) on the occasion of his 70th birthday and to recognize his important contributions to quantum chemistry, particularly in the field of magnetic response and chiroptical spectroscopies [...

    Andrea Bacová

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    Andrea Bacová focuses on research and teaching in the field of residential architecture. Her work includes systematic research on residential buildings and their urban context. She actively participates in promoting Slovak architecture and is the author of several publications and exhibitions

    Fausto Melotti. Nouveau Musèe National de Monaco, Monaco

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    Attorno all’affinità elettiva che per un felice periodo stemperò il genio di Melotti in quello del visionario Ponti e nel piombo fuso dei caratteri tipografici di Domus (grosso modo dal 1948 al 1968), gravita una mostra di recente inaugurazione (visitabile fino al prossimo 17 gennaio), nata dallo sforzo congiunto di Marie-Claude Beaud, direttrice del Nouveau Musée National de Monaco, i curatori Eva Fabbris e Cristiano Raimondi, lo Studio Baukuh e Valter Scelsi (progettisti dell’allestimento), la Fondazione Fausto Melotti e l’Editoriale Domus, che giusto in una delle due sedi del NMNM – nell’elegante Villa Paloma affacciata sul mare della Côte d’Azur – trova la sua naturale collocazione

    Portes de la ville. La densification verticale comme interface à Monaco

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    La Principauté de Monaco est le pays avec la plus grande densité de population du monde, 38'400 hab. sont confinés sur une petite superficie de 2.02 km2, imposée par le tracé de ses frontières. Deux tiers des employés qui y travaillent sont des frontaliers. Ainsi la ville, tel un organe, fait face à un afflux qui double sa population chaque jour, ce qui engendre des engorgements aux deux principaux accès routiers de la ville. Des prévisions envisagent l'accueil de 15'000 travailleurs, 3'000 hab. et 250'000 m2 supplémentaires à réaliser tous les dix ans. Pour cela, Monaco va faire face à une densification permanente et un renouvellement du bâti sur un territoire contraint. Placer une tour iconique à chaque entrée de la ville permet de déployer des surfaces supplémentaires de bureaux. La tour Ouest, qui incarne la densification verticale, agit comme une rotule et permet la jonction d'infrastructures routières et aériennes. Elle est constituée d'un socle massif accueillant le parking, d'une esplanade comme lieu de rassemblement et station des télécabines. Enfin, deux éléments verticaux s'élancent de cette esplanade abritant des bureaux et un hôtel. Ces derniers sont pensés comme des plans libres, prévus pour des changements d'affectation. Un cadre fantastique s'offre aux employés: travailler en contemplant la montagne, déjeuner en admirant la mer ou encore nager avec le sentiment de dominer la ville. Le projet a pour ambition de travailler sur les limites de Monaco en ne considérant pas la périphérie comme synonyme de mise à l'écart.FORMLAPISSAR-DCote: 2017.085Archive: MEM.1/1 A4 vertical, archive_informatique_DDGroupe de suivi: Geers Kersten (dir. pédagogique); Braghieri Nicola (prof.); Zanderigo Andrea (maître EPFL); Raymond Patrick (expert)Professeur responsable de l'Enoncé: Braghieri Nicola (ENAC IA LAPIS)Enoncé théorique de master: Surdensification. Les stratégies de densification du territoire en Principauté de Monaco de 1860 à nos jours
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