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    Regards croisés sur la maternité. Les 1001 façons de devenir mère.

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    Si les composantes biologiques de la reproduction humaine sont universelles, l’expérience de la maternité considérée sous ses aspects individuels et collectifs est, quant à elle, plutôt diversifiée. Les pratiques et les significations qui s’établissent autour de la naissance assument formes et contenus différents à travers toutes sociétés et varient au sein d’une même communauté. Or, ces différentes modalités de concevoir l’enfantement apparaissent toutefois guidées par un même souci universel : la crainte de la vulnérabilité maternelle et la nécessité d’assurer une place à l’enfant dans la filiation. Les communautés, afin d’assurer la transition de rôle de la femme et de l’enfant, tout en se préoccupant de préserver leur santé physique et leur bien-être psychosocial, ont mis en place, chacune à sa façon, nombre de pratiques et de rituels. Ainsi, il se trouve que chaque société, dans un temps donné, a des convictions bien arrêtées sur celle qui est considérée la meilleure façon de mettre des enfants au monde et dans le monde. La grossesse, l’accouchement et la construction de la parentalité sont, évidemment, des événements profondément intimes, intrapsychiques et intersubjectifs mais ils sont, de façon tout aussi évidente, des faits techniques, sociaux, culturels et médicaux. Les études anthropologiques ainsi que la clinique transculturelle ont bien montré que la compréhension du bien-être des parents et des enfants dans la transition à la parentalité ne peut passer que par la compréhension de ces liens réciproques qui unissent inéluctablement l’individu (et son fonctionnement psychique) au milieu dans lequel il évolue (que nous pouvons nommer « culture » au sens anthropologique du terme)

    L???incontro senza corpo???: ambienti virtuali e relazioni sociali in una prospettiva di genere

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    Il contributo propone l'uso dei social network quale peculiare spazio di conoscenza e di interdipendenza dal gruppo tenendo conto anche della prospettiva di gener

    Perchè le Italiane e gli Italiani non protestano contro il sessismo? Il caso del Premier e le donne

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    Fasoli F, Paladino MP, Vaes J, Volpato C. Perchè le Italiane e gli Italiani non protestano contro il sessismo? Il caso del Premier e le donne. In: Camussi E, Monacelli N, eds. Giornate di studio GDG, UNINOVA. Questioni sul corpo in Psicologia Sociale. 2010: 81-86

    Effetti indotti dall’utilizzo di materiale pornografico, pregiudizi sessisti e differenze di genere

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    Il presente lavoro prende vita dall’esigenza di indagare in che modo il pregiudizio sessista e l’uso di pornografia possano influenzarsi reciprocamente. Una relazione che non è riuscita ancora a mettere d’accordo la comunità scientifica: mentre alcuni studi suggeriscono che la pornografia possa avere influenze positive sulla vita in generale o sull’approccio con l’altro sesso, altre ricerche hanno condotto a risultati opposti. Obiettivo di questo contributo è dimostrare l’esistenza di connessioni tra il pregiudizio sessista verso uomini e donne (Glick & Fiske, 1996, 1999) e gli effetti indotti dal consumo di materiale pornografico sulla percezione e sugli atteggiamenti verso l’altro sesso (Hald & Malamuth, 2008). Sono stati coinvolti nella ricerca 94 studenti universitari e 136 studentesse. I risultati hanno evidenziato interessanti differenze di genere. Dalle analisi descrittive sono risultati soprattutto i ragazzi a far uso di pornografia. Inoltre, si evince che, mentre le donne riportano maggiormente gli effetti negativi della pornografia, i maschi totalizzano punteggi più alti sia sul versante delle conseguenze positive che negative. Dalle analisi correlazionali, differenziate per i due gruppi, si legge chiaramente solo negli uomini un’interdipendenza tra sessismo ostile verso le donne ed effetti negativi della pornografia, mentre non avviene lo stesso tra l’atteggiamento ostile verso gli uomini e gli effetti dannosi. Ulteriori differenze di genere si sono evidenziate nelle interconnessioni tra questi costrutti e autoritarismo, deumanizzazione e desiderabilità sociale

    Promotion of Resilience in Migrants: A Systematic Review of Study and Psychosocial Intervention

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    This systematic review aimed to contribute to a better and more focused understanding of the link between the concept of resilience and psychosocial interventions in the migrant population. The research questions concerned the type of population involved, definition of resilience, methodological choices and which intervention programmes were targeted at migrants. In the 90 articles included, an heterogeneity in defining resilience or not well specified definition resulted. Different migratory experiences were not adequately considered in the selection of participants. Few resilience interventions on migrants were resulted. A lack of procedure’s descriptions that keep in account specific migrants’ life-experiences and efficacy’s measures were highlighted

    Donne e madri vittime di violenza. Dalla retorica dell’aiuto alla responsabilità dell’intervento

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    Mai come in questi ultimi decenni il legislatore, gli accademici e il discorso pubblico hanno dedicato tanta attenzione al tema della violenza che le donne possono subire nell’ambito delle loro relazioni affettive.Riforme e innovazioni giuridiche senza precedenti hanno contribuito al riconoscimento del fatto che la donna che subisce violenza “privata” è vittima di reati di cui si deve fare carico l’intera comunità. Si sono moltiplicati i corsi di formazione rivolti alle figure professionali che hanno maggiore probabilità di intercettare le vittime: personale ospedaliero, medici di base, pediatri, psicologi, assistenti sociali, educatori, avvocati, magistrati e forze dell’ordine. Lo scopo è stato quello di favorire l’emersione del fenomeno e di portare le vittime a denunciare gli abusi subiti.Ma qual è il destino della donna quando, finalmente, supera la soglia della sofferenza quotidiana e approda, seppure nell’incertezza, a quello che dovrebbe essere il luogo della sua salvezza? Chi l’accoglie, chi la sostiene e a quali condizioni? Come si riesce ad accompagnare la vittima, donna e spesso madre, verso una tutela, esistenziale prima ancora che giuridica, che non pregiudichi la sua volontà, a volte la sua dignità? I casi presentati in questo volume sotto lo sguardo congiunto della psicologa e della giurista, svelano luci e ombre dei dispositivi di tutela. Rivolto a tutte le figure professionali e volontarie del sistema di aiuto, il testo si propone come un’occasione di riflessione sui significati divergenti e gli esiti paradossali che possono contraddistinguere gli interventi di aiut

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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