2,027 research outputs found

    Milena Milani. Un invito alla lettura

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    Milena Milani è stata una figura di intellettuale ad ampio raggio, contrastata e differente, capace di mettere il proprio ingegno a servizio delle arti e di una società che ha beneficiato della sua irrequietezza, della sua misura. Si fa piacevole e giusto tornare a parlare di lei dopo che per decenni il suo nome è caduto in un immotivato oblio. Alessandra Trevisan introduce il lettore alla scoperta della scrittrice, dell’artista, della donna di cultura libera da qualsiasi compromesso; lo fa con un linguaggio preciso e, cosa che più conta, con la stessa passione con cui Milani traguardava ogni suo progetto.Milena Milani was a figure of broad intellectual range, controversial and different, capable of putting her multifaceted genius at the service of the arts and a society that benefited from her restlessness and her measure. It is pleasant and appropriate to talk about her again after her name fell into undeserved oblivion for decades. In this volume, Alessandra Trevisan manages to introduce the reader to the discovery of the writer, the artist, the woman of culture free from any compromise; she does so with precise language and, most importantly, with the same passion with which Milena Milani approached each of her new projects (back cover by Alberto Trentin

    Diario veneziano e altri racconti: la rubrica di Milena Milani sul quotidiano La Stampa. Con un affondo sul Premio Strega

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    This essay offers a thematic reading of some short stories appeared in the column that Milena Milani held in the daily newspaper La Stampa (Stampa Sera) from 1950 to 1964. In her texts, Venice is one of the cities of her youth, where to discover the everyday but also herself as a writer, a profession that will identify her spirit in life. My research also aims to highlight a brief catalogue of Milani’s short stories between the forties and the sixties that could be read in her books and in newspapers and magazines of that period. In the end, I also offer a list of her books in Italian Archives and author Funds connected to the Premio Strega: she wanted to participate to the prize in 1947 and then succeeded in 1954 and in 1964.This essay offers a thematic reading of some short stories appeared in the column that Milena Milani held in the daily newspaper La Stampa (Stampa Sera) from 1950 to 1964. In her texts, Venice is one of the cities of her youth, where to discover the everyday but also herself as a writer, a profession that will identify her spirit in life. My research also aims to highlight a brief catalogue of Milani’s short stories between the 40s and the 60s that could be read in her books and in newspapers and magazines of that period. In the end, I also offer a list of her books in Italian Archives and author Funds connected to the Premio Strega: she wanted to participate to the prize in 1947 and then succeeded in 1954 and in 1964

    Libertà definibili: sulle tracce di Paola Masino e Milena Milani a Venezia. Postfazione

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    In questi Atti di Convegno, Paola Masino, Milena Milani e Venezia si propongono come tre poli di un dialogo a più voci. Alcuni dei volti e delle trame della vita in città, negli anni Trenta e Quaranta e nei decenni successivi, sono infatti riuniti attorno a due autrici che hanno saputo fare della scrittura un mestiere fecondo. Il loro contributo, evidenziato nel volume da nove relatrici, ridisegna il volto della laguna con particolare attenzione ai luoghi e ai tempi, cogliendo, di decennio in decennio, peculiarità e variazioni. Un profilo, quello di Venezia Novecento, poco o per nulla narrato dalle donne, che trova in questi saggi un timbro di autenticità.

    «anche i quadri/ come i sogni si comperano»: Milena Milani tra critica d’arte e letteratura

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    La complessità della vicenda di Milena Milani (1917-2013) come autrice e artista tout court si è declinata secondo due direzioni affini: da un lato la proficua attività giornalistica come critico d’arte che, dagli anni Quaranta ai Duemila, l’ha impegnata su quotidiani e riviste; dall’altro, l’adesione al Movimento Spazialista di Lucio Fontana dal 1950, che l’ha vista firmataria di tutti i manifesti. Entrambe queste spinte trovano ragione nella sua opera, soprattutto nella poesia oggi caduta in oblio. Ritessendo un inedito percorso a partire dallo stretto legame tra letteratura e prosa d’arte, commisurando il concorso della prima alla creazione dell’immaginario della scrittrice fino agli anni Sessanta e oltre, si andranno a “rendere visibili” le diverse implicazioni biografiche del lavoro di Milena Milani; l’adesione pubblica al panorama dell’arte contemporanea del Novecento la propongono, infatti, come testimone cruciale del suo tempo, aspetto innovativo nella lettura della sua opera e attinente alla modernità

    'Le mie parole mi appartengono’: Milena Milani poeta e pionieristica scrittrice visuale

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    Milena Milani è stata una pioniera della poesia visiva, in grado di far convergere parola e immagine in modi innovativi. Questo studio esamina un aspetto poco studiato della sua opera, analizzando le sue poesie visive insieme a testi di contemporanei tra cui Tullio d’Albisola, Roberto Sanesi e altri. Collocando Milani nell’ambito dell’intermedialità e degli studi visuali, questa ricerca mette in luce il suo approccio unico alla verbo-visualità e alla multi-artisticità. Infine, propone nuove definizioni per comprendere la produzione interartistica nell’arte europea del XX secolo.Milena Milani pioneered visual poetry, merging word and image in innovative ways. This study examines this under-researched aspect of her oeuvre, analyzing her visual poems alongside texts by contemporaries like Tullio d’Albisola, Roberto Sanesi and others. By situating Milani within intermediality and visual studies, this research highlights her unique approach to verbo-visuality and multi-artistry. Ultimately, it proposes new definitions for understanding inter-artistic production in 20th century European art

    «Parole soltanto/ vorrei»: Milena Milani traduttrice

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    The essay investigates the meaning of translation in the work of the Italian writer and visual artist Milena Milani (1917-2013), who translated from French into Italian between 1944 and 1964. It was a period of intense cultural activity for the author, who was the partner of the gallery owner Carlo Cardazzo, founder of the Cavallino publishing house. The essay focuses on the relationship between the author’s translations and her artistic production, highlighting how the former influenced the latter, especially in relation to the translations of Georges Gabory's work. In particular, the article focuses on the translations of works by Wassily Kandinsky and Joan Mirò, which are particularly significant both for the author’s artistic and biographical experience

    Milena Milani e il ritratto d'artista, tra prosa d'arte, diario e narrazione

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    Milena Milani (1917-2013) was a multifaceted personality in the 20th-century Italian cultural scene. Beginning in the 1940s, she established herself as a writer, journalist, and art critic, engaging with the world of contemporary art through her association with the art dealer Carlo Cardazzo. Her decades-long relationships with numerous painters and sculptors provided fertile ground for her art criticism, which culminated in a series of essays published between the 1970s and 1980s. In these writings, Milani delves into the human dimension of male artists, intertwining biographical details with artistic analysis. By blending diary-like entries and art prose, she crafts a unique narrative approach to art criticism

    Leggere, pensare, dialogare. L’educazione delle narrazioni tra don Milani e Philosophy for Children a partire dalle riflessioni di Fulvio Manara

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    A partire dalle riflessioni di Fulvio Manara, il contributo intende ricostruire dapprima i tratti di comunanza tra le esperienze di don Lorenzo Milani e della Philosophy for children di Matthew Lipman, riconoscendo la fondante importanza data da entrambe alla ‘parola’, che si fa nucleo del loro progetto educativo. Il saggio si concentra poi sui significati che in esse assume la parola concretizzata nella scrittura e dunque nelle narrazioni e riflette sulla lettura collettiva, che sia don Milani, sia Lipman utilizzano quale incipit, quale stimolo della discussione, del dialogo e, quindi, dell’educazione e dell’autoeducazione dei propri allievi. La parte finale del saggio approfondisce quali libri e quali modalità di approccio alla letteratura don Milani propone ai suoi ragazzi, nella convinzione che offrire l’alfabeto della letteratura sia necessario per rigenerare gli alfabeti della vita.Starting from Fulvio Manara's reflections, the contribution intends to first reconstruct the traits of commonality between the experiences of don Lorenzo Milani and Matthew Lipman's Philosophy for Children, recognising the fundamental importance given by both to the ‘word’, that becomes the nucleus of their educational project. The paper then focuses on the meanings that the ‘word’ concretised in writing and thus in narratives takes on in them, and reflects on collective reading, which both don Milani and Lipman use as an incipit, as a stimulus for discussion, dialogue and thus for the education and self-education of their pupils. The final part of the essay delves into which books and which ways of approaching literature don Milani proposes to his pupils, in the conviction that offering the alphabet of literature is necessary to regenerate the alphabets of life

    Ri-nascere grazie alla parola. La testimonianza di don Lorenzo Milani e l’esperienza di Eraldo Affinati

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    L’eredità di don Lorenzo Milani rappresenta un lascito importante per la riflessione pedagogica. Nell’anno in cui ricorre il centenario dalla nascita, l’esperienza realizzata dal priore di Barbiana continua a interrogare, a prefigurare sfide a un ordine esistente e a un fare scuola che pare non essere più adeguato alla pluralità di bambini/e e ragazzi/e che ospita. Gli ultimi – protagonisti delle sue opere – non hanno smesso di esistere. I ragazzi di Barbiana di oggi – secondo Eraldo Affinati, tra i principali eredi di don Milani – hanno soltanto cambiato nome. Si chiamano Mohamed, Kalik, Isvah e hanno lo stesso problema che avevano i bambini del Mugello destinatari delle attenzioni dell’educatore cattolico: non possiedono la parola, non conoscono la lingua. Nella consapevolezza che «la lingua [...] fa eguali [ed e]guale è chi sa esprimersi e intende l’espressione altrui», il contributo intende riflettere sul parallelismo tra l’esperienza della scuola di Barbiana di don Lorenzo Milani e quella delle scuole Penny Wirton di Eraldo Affinati e Anna Luce Lenzi

    Venezia Novecento. Le voci di Paola Masino e Milena Milani

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    In questi Atti di Convegno, Paola Masino, Milena Milani e Venezia si propongono come tre poli di un dialogo a più voci. Alcuni dei volti e delle trame della vita in città, negli anni Trenta e Quaranta e nei decenni successivi, sono infatti riuniti attorno a due autrici che hanno saputo fare della scrittura un mestiere fecondo. Il loro contributo, evidenziato nel volume da nove relatrici, ridisegna il volto della laguna con particolare attenzione ai luoghi e ai tempi, cogliendo, di decennio in decennio, peculiarità e variazioni. Un profilo, quello di Venezia Novecento, poco o per nulla narrato dalle donne, che trova in questi saggi un timbro di autenticità
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