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ANTI-ANDROGEN PEPTIDES AND USES THEREOF IN CANCER THERAPY
The present invention overcomes pitfalls inherent in the prior art by providing novel compositions and methods for their use in treatment of prostate and breast cancers. The invention provides novel synthetic peptides, which exhibit anti-androgen receptor activity to be used in human prostate and/or breast cancer therapy or prevention. These peptides contain proline stretches, which have been implicated to play a major role in the interaction of AR with the SH3 domain of the tyrosine kinase src and, eventually, other src-family kinases. The SH3 domains are 50-70 amino acid long and can be often recognized in eukaryotic signal transduction and cytoskeletal proteins (Kay et al., 2000). They bind proline rich peptides, and, through such an interaction, play a major role in regulation of kinase activity as well as localization and substrate recognition. Each src kinase family members has in its sequences a SH3 domain. The members of this familiy are nine (Williams et al, 1998) and others might be identified in the future. Agonist occupied androgen and progesterone receptors have been reported to be able of interaction with the SH3 domain of src (Migliaccio et al., 2000; Boonyaratanakornkit et al., 2001). These associations probably remove the inhibitory action of the SH3 domain and trigger Src activation. In such a way disclosed peptide(s) bind to SH3 domain of src and prevent AR from interacting with src and from activating signal transduction. It has been reported that androgen and estradiol receptors are associated under basal conditions (Migliaccio et al., 2005). When one of the two receptors is activated either by a steroid agonist or a growth factor, the two receptors interact with src. Therefore, prevention of AR association with src also prevents ER association with this kinase and src activation by ER. As a consequence, peptides disclosed herein also have an anti-estrogenic action
Migliaccio Antonio, voce biografica
Voce biografica del pittore garibaldino Antonio Migliaccio, d'origine calabrese, attivo a Napoli e in Calabri
L’impatto del Web 2.0 sulla creazione di conoscenza: il business incontra l’intelligenza collettiva
Esistono molteplici forme di social media, ciascuna
delle quali ha un diverso impatto sulla
condivisione della conoscenza (WAGNER E
BOLLOJU, 2003; LEE E LAN, 2007; WATSON E HARPER,
2008), anche se tutte si basano sul ruolo dell’ambiente
digitale come ambito di conoscenza
originale e di potenziale emersione di quella
connettiva (RULLANI, 2004).
Il nostro articolo si inserisce in questo filone di
ricerca, con l’obiettivo di cogliere il significato
degli strumenti di Web 2.0 nell’esplorazione
della conoscenza emergente dall’ambiente digitale
(MIGLIACCIO, 2009). Relativamente al costrutto
“conoscenza”, ne accogliamo una definizione
ampia, andando al di là di concetti quali
inferenza razionale, know-what, know-how, per
includere percezione, interpretazione, giudizi
di valore, moralità, emozioni e sentimenti
(NOOTEBOOM, 2009).
Alla luce di questa prospettiva, riteniamo utile
richiamare il concetto di ba nonakiano (NONAKA E
KONNO, 1998), quale spazio condiviso (fisico, virtuale,
o puramente mentale) in cui le relazioni
e la conoscenza derivano da comuni esperienze
dirette e indirette. In tale ottica il Web 2.0 può
costituire un potente attivatore di nuova conoscenza,
cruciale per il successo dell’impresa. La
presenza nel contesto digitale rappresenta,
pertanto, un elemento fondamentale nella
creazione del vantaggio competitivo per le imprese
capaci di selezionare i social media in cui
nuovi significati condivisi e nuove tendenze
hanno maggiori probabilità di emergere.
Questo fenomeno risulta particolarmente rilevante
in comparti, come quello alberghiero,
connotati da forte immaterialità, in cui le informazioni
oggettive e codificabili, trasmissibili
prima, durante e dopo l’acquisto, rappresentano
soltanto una piccola parte della conoscenza
acquisibile dal consumatore, mentre corposa è
la componente tacita, incidente considerevolmente
sulle aspettative e sulle percezioni. In
particolare, in queste realtà la conoscenza sociale
espressa dagli utenti risulta in crescita
esponenziale, proprio grazie alle nuove tecnologie
comunicative, che potenziano il ruolo attivo
del mercato e della clientela finale (BENEVOLO,
2008; CAFFERATA e CHERUBINI, 2008).
L’articolo è sviluppato in sei paragrafi, focalizzati
sui seguenti punti: evoluzione del Web 2.0
e dei relativi tool, ruolo dei processi sociali e
delle comunità ai fini dell’esplorazione della
conoscenza comunitaria, indagine empirica
sulle catene alberghiere, considerazioni finali e
prospettive della ricerca
Funzione e vicende dei legati. Il legato di debito
Lo studio propone un approccio al tema della successione a titolo particolare incentrato sulla valorizzazione degli interessi concretamente rilevanti nelle singole fattispecie: emerge così la necessità di ricostruire anche la disciplina dei legati secondo la funzione che le singole attribuzioni realizzano di volta in volta. In questa prospettiva, il legato di debito, momento di peculiare intersezione della normativa successoria con quella del rapporto obbligatorio, offre l’occasione di riflettere sul ruolo che la concreta funzione svolge in termini di individuazione della disciplina applicabile. La prospettiva funzionale e la lettura procedimentale consentono di affermare che il legato in favore del creditore va trattato alla stregua di un credito nei confronti dell’eredità, quando realizza l’interesse solutorio dell’obbligazione; ricondotto al contenuto atipico del testamento, quando svolge il ruolo della mera dichiarazione ricognitiva
Collazione, imputazione e preterizione divisoria
Il lavoro sottopone a critica l’impostazione secondo la quale la dispensa da collazione, differentemente dalla dispensa da imputazione, non implica la volontà di attribuire il bene alla porzione disponibile del patrimonio. Il donatario dispensato da collazione, ove non anche da imputazione, dovrà imputare ex se il valore dell’attribuzione in sede di azione di riduzione. Un’analisi teleologica e sistematica chiarisce come la contrapposizione non tiene in debito conto i nessi funzionali tra riunione fittizia, imputazione ex se e collazione e determina distorsioni applicative in sede divisoria. La funzione della dispensa da collazione rivela l’intenzione del de cuius di compiere una liberalità successoria (che grava quindi sulla disponibile) e non un’anticipazione sull’eredità (in che consisterebbe invece l’obbligo di collazione, come redistribuzione dell’arricchimento donativo)
Titoli di credito e altri strumenti di finanziamento
Il lavoro esamina approfonditamente li titoli di credito nell'ambito del più ampio finanziamento all'impres
Analytical evaluation of stresses and strains in inhomogeneous non-prismatic beams undergoing large deflections
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