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Introduzione. Scuola, formazione e cambiamento attraverso la valutazione
Introduzione al numero monografico Rassegna Italiana di Valutazione sul tema della valutazione del sistema scolastico, le politiche educative di accountability e i processi di miglioramento
THE ROLE OF ICT TO RAISE STUDENTS’ ACHIEVEMENT IN ITALIAN TECHNICAL AND PROFESSIONAL SCHOOLS
The research examines the role of using ICT to raise students’ achievement in Italian technical and professional schools. The hypothesis developed in this research is that students who obtain better learning results are those students who use ICT more than those students who are low performers. Data from the Programme for International Student Assessment (PISA) 2009 by OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development) have been analyzed. The relationship between using ICT at school and students’ digital skills and attitudes has been analyzed by comparing the lowest performers and strong performers in reading literacy in Italian technical and professional schools. Results show that in Italian technical and professional schools, strong performers in reading literacy in PISA 2009 are more capable to do tasks at computer than low performers; however reading online and using ICT have greater positive effects towards achievement among low performers
Fare autovalutazione nella scuola dell'infanzia. Rapporto sulla sperimentazione del RAV Infanzia, a cura di Michela Freddano e Cristina Stringher, FrancoAngeli, 2021
Recensione a Fare autovalutazione nella scuola dell'infanzia. Rapporto sulla sperimentazione del RAV Infanzia, a cura di Michela Freddano e Cristina Stringher, FrancoAngeli, 202
La valutazione delle scuole: dal modello alla pratica
Qual è la relazione tra valutazione e miglioramento nel sistema nazionale di
valutazione? Quali attori sono coinvolti nella valutazione delle scuole e in che
modo partecipano? Come si può apprendere dai processi valutativi? Sono solo
alcune delle domande cui il testo prova a rispondere attraverso una prospettiva
plurale che, oltrepassando gli aspetti di carattere attuativo, offra al lettore
una riflessione articolata e vivace sul tema della valutazione delle scuole
“Questione di feedback”: dati INVALSI e pratiche di valutazione in classe
L’enfasi sull’uso dei dati per il miglioramento dei livelli di apprendimento degli studenti rappresenta uno dei
trend più evidenti in ambito scolastico. I movimenti di school effectiveness e school improvement hanno esercitato
una notevole pressione sugli insegnanti alimentando, spesso, identificazioni immediate e non sempre corrette: se gli
studenti ottengono punteggi alti nelle prove abbiamo insegnanti di successo, se gli studenti hanno risultati di livello
inferiore, la conclusione è opposta. Performance di livello superiore si possono però ottenere anche attraverso metodi
“alternativi” come il teaching to the test e il cheating (Shepard, 2000). Le modalità utilizzate dagli insegnanti per
prendere decisioni didattiche rispondenti al contesto classe non sono ancora ben definite e sufficientemente indagate:
utilizzare i dati delle rilevazioni su vasta scala per informare le azioni didattiche sembra una pratica incoativa (Wyatt-
Smith, 2000). Opportuno, allora, interrogarsi su quanto i dati delle Rilevazioni nazionali INVALSI supportino gli
insegnanti a:
–– stabilire le priorità dell’insegnamento, anche rispetto a chi presenta difficoltà o ritardi nell’apprendimento;
–– ridefinire i metodi didattici;
–– considerare se, e come, adattare le pratiche didattiche.
Con un richiamo forte all’orientamento internazionale dell’Assessment for learning (Wiliam, 2010), i dati provenienti
dalle indagini su larga scala possono essere utilizzati dagli insegnanti, non solo in ottica sistemica, per la progettazione
e implementazione di percorsi di miglioramento, ma per restituire agli studenti, attraverso la pratica del formative
assessment, informazioni dettagliate sul loro apprendimento e costruire così percorsi riflessivi e meta-cognitivi funzionali
a una reale didattica per competenze.
Dal punto di vista metodologico, il presente contributo si concentra sui dati delle Rilevazioni nazionali INVALSI
condotte nell’a.s. 2013-14 e nell’a.s. 2014-15 e ricorrendo alle informazioni raccolte con il Questionario insegnante si
focalizza sulle attività dei docenti di italiano delle classi quinte di scuola primaria.
I dati raccolti mostrano come sia profonda la frattura tra le forme del classroom assessment e del large-scale assessment.
Quest’ultimo appare quasi “rimosso” dal processo di istruzione, al punto che spesso il senso e la finalità di una
simile forma di valutazione rimangono “oscuri” per gli insegnanti
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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