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    C. Merlini, Il suolo al centro. Orizzonti e prestazioni del progetto di suolo in alcune componenti delle urbanizzazioni contemporanee

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    Oggetto del contributo è una riflessione sul “progetto di suolo” come componete particolarmente significativa della qualità urbana e insediativa delle urbanizzazioni contemporanee. In modo più specifico si mettono sotto osservazione due condizioni. Da un lato i noccioli urbani più densi e di più antica formazione, inglobati nelle maglie delle urbanizzazioni diffuse, nei quali il progetto dello spazio collettivo si è spesso limitato alla componente superficiale dell’arredo urbano, e nei quali si rende invece necessario un progetto di suolo più consapevole, che sia capace di misurarsi con i temi del confort e della economia di mezzi espressivi. Dall’altro si analizzano gli spazi aperti – minerali e vegetali – che spesso circondano le attrezzature collettive della città diffusa, e nei quali il progetto di suolo si riduce sovente alla sola dimensione prestazionale, rinunciando a esplorare una nuova possibile estetica. I limiti che spesso riscontriamo nel progetto di suolo in queste due situazioni divengono occasione per una più ampia riflessione sulla natura versatile dello spazio collettivo e sulla sua disponibilità ad accogliere usi e significati diversi

    Paesaggi Intermedi - Concorso Internazionale ad inviti Nuovo Quartiere Cornaredo

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    Progetto presentato al Concorso internazionale con prequalificazione sulla base della presentazione di un team multidisciplinare, curricula dei componenti e proposta di metodo. Il concorso si è svolto in un'unica fase. Il team multidisciplinare è composto da N. Privileggio (architettura - capogruppo), F. Infussi (urbanistica), C. Merlini (urbanistica), M. Secchi (urbanistica), M. Giuliani (ingegneria civile), I. Curulli (paesaggio), M. Mastromarino (viabilità), P. Fareri (politiche attuative) S. Sbardella (infrastrutture

    La periferia urbana

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    Questo testo affronta le questioni che riguardano due aree di Chioggia: la laguna di Lusenzo e l’isola Saloni. Due aree di margine, sulle quali sono in atto processi di trasformazione che si pongono l’obiettivo di utilizzare, questi luoghi, come completamento della struttura urbana di Chioggia. Questo lavoro si riallaccia al Forum Urbanistico che ha visto la partecipazione di più Facoltà di Architettura Europee. Ricordando quella esperienza e per comprendere l’ulteriore percorso fatto, si riportano le conclusioni alle quali se era pervenuti che hanno guidato questa ricerca. Si è ragionato sui margini di questo luogo che, come spesso accade, sono coincidenti con la periferia della città. Margini particolari che affondano e si affacciano sull’acqua, materia che plasma questi luoghi. La laguna di Lusenzo e l’isola Saloni sono, in particolare, i luoghi delle nostre riflessioni avendo sempre presente l’insieme dell’aggregato urbano. Le ipotesi progettuali, alle quali si è pervenuti, pongono l’accento sul valore dell’ambiente fisico costruito e modificato nel tempo e sulla necessità di rendere evidenti le singole parti di questo sistema. La laguna di Lusenzo è lo spazio acqueo che connette la città dei pescatori con la città degli ortolani. Si può dire la città sull’acqua e la città tra le acquee: la laguna ed il mare. Il suo bordo, diventa il luogo sul quale far convergere le nuove relazioni e rendere possibili i collegamenti, che rapportano, tra loro, le varie parti del tessuto sviluppatesi in tempi diversi

    L'Aliakmon Legacy project: un progetto internazionale per lo sviluppo geoturistico in Macedonia occidentale, Grecia

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    INTRODUZIONE La media valle del fiume Aliakmon costituisce un’area di particolare rilevanza geologica e di interesse geoturistico. Essa infatti presenta alcune tra le meglio esposte e più studiate sequenza ofiolitiche della catena Alpino- Himalayana, comprendenti diverse località di affioramento sia del contatto primario crostamantello, sia del contatto tettonico corrispondente alla superficie di sovrascorrimento dei complessi ofilolitici. A queste rilevanti emergenze si aggiunge l’insistenza sul territorio del più importante distretto minerario a cromite della Grecia, con numerose miniere, prevalentemente in galleria, scavate all’interno dei principali corpi peridotitici ed attualmente tutte in stato di abbandono a seguito della chiusura dell’attività, avvenuta negli anni ’90 del secolo scorso. A fronte del rilevante interesse geologico e geoturistico del sito, a cui si aggiungono importanti emergenze a carattere culturale e architettonico, legate in particolare alla presenza nel tratto della valle in considerazione di due monasteri bizantini, la valle è stata individuata come sito idoneo per la costruzione di una diga a scopi idroelettrici. La costruzione della diga, completata nel 2011, e il conseguente allagamento del bacino artificiale a monte della stessa, ha portato numerosi cambiamenti nel paesaggio e nelle possibilità di sviluppo geoturistico dell’area. Se da un lato la costituzione del bacino idrico artificiale a monte della diga ha portato alla sommersione permanente di parte dell’area, e quindi alla perdita di informazione relativa agli affioramenti presenti, dall’altro la presenza del lago artificiale come elemento nuovo e valorizzante del paesaggio, in una delle aree più depresse economicamente e meno sviluppate dal punto di vista turistico della Grecia, costituisce un’opportunità che può essere valorizzata soltanto a valle di una raccolta dati meticolosa che registri per le generazioni presenti e future la storia geologica della valle. ALIAKMON LEGACY PROJECT L’Aliakmon Legacy Project, finanziato dall’ente ellenico per l’energia elettrica, e sviluppato dal 2006 al 2008 sotto la supervisione della Dott.ssa A. Rassios, ha avuto lo scopo di registrare la storia geologica della valle per le future generazioni, con particolare riferimento alle aree successivamente allagate e a quelle circostanti il bacino artificiale. Il progetto ha coinvolto oltre 40 studenti di Scienze della Terra, provenienti da università di diversi Paesi quali Grecia, Italia, Germania, Stati Uniti, Regno Unito e Serbia, i quali hanno lavorato in gruppo sotto la supervisione di geologi esperti per tre estati. I dati raccolti includono: una carta geologica a scala 1:5000 della media valle dell’Aliakmon; un’analisi delle strutture che hanno portato al sovrascorrimento dell’ofiolite di Vourinos sulla Pelagonia; l’acquisizione di una collezione di oltre 250 campioni a mano, molti dei quali accompagnati da sezione sottile, delle rocce affioranti nell’area; la pubblicazione del volume “Geology in the wilds” di A. Rassios; lo studio giacimentologico e petrografico delle mineralizzazioni presenti in sei miniere di cromo abbandonate. In particolare l’Università degli Studi di Milano ha contribuito con 10 tesi di laurea in Scienze geologiche e 1 tesi di laurea in Scienze umane dell’ambiente del territorio e del paesaggio. Le tesi in Scienze geologiche sono state volte prevalentemente alla realizzazione della carta geologica in scala 1:5000 e allo studio delle mineralizzazioni associate alle miniere di cromo. La tesi in Scienze umane dell’ambiente del territorio e del paesaggio, oltre a sviluppare 116 tematiche più prettamente geografiche, ha contribuito, attraverso l’individuazione e descrizione di percorsi pedonali e scorci paesaggistici, a valutare l’impatto della presenza del bacino artificiale sugli stessi. L’Aliakmon Legacy Project ha raggiunto pienamente i suoi obiettivi, esso infatti da un lato ha permesso di salvaguardare l’eredità storica e geologica dell’area attraverso la costituzione di un data base geologico ragguardevole, dall’altro BIBLIOGRAFIA BORGHESAN I. (2008) - Geologia della media valle del fiume Aliakmon (Macedonia, Grecia). studio petrografico dell’unità del melange tettonico Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 114p. BROETTO G. (2010) - Studio geologico della media valle del fiume Aliakmon, Grecia: caratteri petrografici delle unità pelagoniane greche. Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 130p. CASARTELLI S. (2008) - Geologia della media valle del fiume Aliakmon (Macedonia, Grecia) – caratteri geochimici e tessiturali delle cromititi podiformi della miniera “S” di Frourio, Kozani. Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 145p. CAZZANIGA M. (2009) - Parametri tessiturali di qualità delle cromiti di Aetorahes e Rizo (complesso di Vourinos, Grecia). Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 110p. COLOMBO F. (2009) - Parametri geochimici di qualità delle cromiti di Aetorahes e Rizo (complesso di Vourinos, Grecia). Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 130p. FANTONE I. (2008) – Studio geologico della media valle del fiume Aliakmon (Macedonia, Grecia); anakisi mineralogiche e tessiturali delle peridotiti di mantello. Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 100 p. FERRARI F. (2007) - Studio geologico della media valle del fiume Aljakmon, Macedonia, Grecia – geologia e stratigfrafia Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 127p. ha consentito a decine di studenti di diversa estrazione e provenienza di eseguire operazioni e attività aventi lo scopo di salvaguardare la memoria di un’area particolarmente significativa dal punto di vista geoturistico. GRIECO G. & MERLINI A. (2012) - Chromite alteration processes within Vourinos ophiolite International Journal of Earth Sciences, 101, 6, pp 1523-1533. LOTTI P. (2007) - Studio comparato delle mineralizzazioni a cromite delle miniere di Xerolivado, Rizo Aetoraches, Potamia (complesso di Vourinos, Grecia). Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio. MERLINI A., (2007) - Podiform chromitite: genesis and alteration.Tesi di dottorato di ricerca in Scienze della Terra, Dipartimento di Scienze della Terra, Università degli Studi di Milano A.A. 2006-07. MOLTENI L. (2010) - Caratteri geochimici e tessiturali delle mineralizzazioni a cromite della miniera N di Frourio (Kozani, Grecia). Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 120p. NINICATO L. (2008) Studio geologico della media valle del fiume Aliakmon (Macedonia, Grecia) – geologia e stratigrafia. Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 110 p. PEDRAZZINI G. (2006) - Studio geologico della media valle del fiume Aliakmon (Macedonia, Grecia): Caratteri petrografici e mineralizzazioni delle unità magmatiche” Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 130p. PEDROTTI M. (2007) - Studio geologico della media valle del fiume Aljakmon, Macedonia, Grecia – Caratteri petrografici e mineralizzazioni delle unità metamorfiche e sedimentarie. Tesi di Laurea triennale, Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Scienze della Terra A. Desio, 130p. RASSIOS A.E. (2004) - A Geologist’s Guide to West Macedonia, Greece. AN.N.Gre., Grevena, Greece, pp 17-23. 11

    Pastorale di Matteo Maria Boiardo : Introduzione e commento

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    Anche il caso di Pastorale, silloge di dieci egloghe in volgare di M. M. Boiardo, ripropone alcune delle annose questioni che caratterizzano la vicenda critica dell’opera boiardesca. La complessità della lingua, l’incertezza della datazione, l’oscurità di alcuni passi e talora di un’intera egloga, l’ipoteca di una precedente prova bucolica in latino hanno penalizzato la comprensione del disegno sotteso all’operetta. La storia della critica ha riservato alla datazione un’attenzione costante, gli studi più recenti privilegiano l’ipotesi di una genesi unitaria e coeva agli eventi della guerra tra Venezia e Ferrara, vincolando l’opera ad un’interpretazione in chiave encomiastica, sollecitata da una fresca lettura dell’edizione delle Bucoliche elegantissime. La redazione di questo commento nasce dall’esigenza di offrire una lettura complessiva della silloge come frutto di una concezione unitaria, schiudendo ulteriori prospettive esegetiche, non ultima la questione della datazione. Il confronto fra le egloghe, condotto attraverso lo spoglio delle connessioni intertestuali basate sull’onomastica bucolica, mitologica e botanico-floreale, di fondamentale rilievo per il genere, ha rivelato patenti disomogeneità fra i microtesti, ponendo in crisi l’ipotesi di un’origine unitaria dell’opera, e ridisegnando parzialmente la tradizionale ripartizione che considerava il gruppo delle egloghe amorose precedenti alle politiche. Da tale esame e dai riscontri con la produzione lirica dell’autore infatti emerge come la settima egloga amorosa sia stata composta contemporaneamente alle politiche, mentre l’ottava annoverata fra le politiche, peraltro per un breve accenno alla guerra, pare verosimilmente coeva alle amorose e rimaneggiata. Tuttavia una genesi non unitaria non equivale ad una stesura sparsa di egloghe, come nel caso di Sannazaro. Per quelle boiardesche si può documentare l’ipotesi di un’originaria microsilloge, che dipana un percorso salvifico - come il modello arzocchiano e prima quello dei Trionfi petrarcheschi proponevano -, attraverso i motivi dell’abbandono della poesia amorosa e dell’apprendistato poetico presso il nuovo maestro della bucolica volgare Francesco Arzocchi, letto probabilmente, prima dell’uscita della Miscomini, in un esemplare adespoto. Nella redazione definitiva, in adesione ad un nuovo progetto, il “fantasma” originario rifluisce e si amalgama all’esperienza bucolica personale. Il vero referente per Pastorale è Boiardo stesso, autore di Pastoralia. La riproposizone del titolo, solo esempio finora noto in letteratura, dimostra che il suo modello per le egloghe volgari è Boiardo autore di egloghe latine. La formazione umanistica lo spingeva a collegare il genere letterario prescelto all’auctoritas più rappresentativa, se si considera il titolo e la scansione che Boiardo scelse per il Canzoniere lirico, Amorum libri tres, titolo e struttura che Ovidio assegna alle sue elegie, sarà evidente che, come il titolo della raccolta di rime volgari predisponeva alla ricerca di legami con la classicità, il titolo della silloge bucolica volgare, duplicando quella latina anche nella struttura, presupponeva un legame con l’operetta giovanile della stessa natura. Accanto alla tradizione sembra delinearsi la mitologia personale. Poeman, nome pastorale con cui il Boiardo giovane autore di egloghe latine entra nella finzione bucolica, aveva ricevuto in dono da Pan la siringa appartenuta ad Orfeo. E dal latino al volgare il mito del poeta sembra specchiarsi nell’immagine che il Boiardo consegna di sé alla sua produzione poetica. L’introduzione, che precede l’opera e il commento, spiega quanto finora esposto. Il testo adottato è quello stabilito dall’edizione critica approntata da P.V. Mengaldo nel 1962. Ogni egloga è preceduta da una breve introduzione, e seguita dal commento. In appendice sono riportate le connessioni intertestuali e la retrodatazione di un lemma

    Geoffrey of Monmouth’s Vita Merlini – Missing Link or a Blind Alley in Merlin’s Character Development?

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    This article discusses briefly the character of Merlin created by Geoffrey of Monmouth in his early twelfth-century poem Vita Merlini and draws analogies between Merlin’s figure in the poem and earlier, mainly Welsh, sources, as well as the thirteenth-century French literature. Following Merlin’s character development and the major motifs connected with his figure across medieval texts the article tries to establish the place Vita Merlini occupies among other medieval texts dealing with Merlin’s character.

    The Second Death of Concept Albums World-Building and Unification Strategies in the Age of Streaming

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    As the end of the album format is apparently drawing near due to the radical change in music consumption habits motivated by streaming services, artists and genres interested in creating musical works with meanings broader than those of single songs find themselves in a situation worth analysing. Despite all appearances and expectations, I argue that nowadays artists willing to create narrative, thematic or generally conceptual contexts for their songs are living in a potential second golden age of concept albums. Some attempts at keeping the (concept) album alive are more alike to an act of resistance, others creatively take advantage of the same means of communication used by their digital enemy, in order to create something unique and capable of taking the place of the supposedly doomed CD/lP format. They are often transmedial works, thus requiring an interdisciplinary analysis. In this paper, I offer an overview of the contemporary situation of the album format (and concept album more specifically) and finally propose a classification of four forms of contemporary musical world-building strategies, starting from a selection of emblematic case studies.As the end of the album format is apparently drawing near due to the radical change in music consumption habits motivated by streaming services, artists and genres interested in creating musical works with meanings broader than those of single songs find themselves in a situation worth analysing. Despite all appearances and expectations, I argue that nowadays artists willing to create narrative, thematic or generally conceptual contexts for their songs are living in a potential second golden age of concept albums. Some attempts at keeping the (concept) album alive are more alike to an act of resistance, others creatively take advantage of the same means of communication used by their digital enemy, in order to create something unique and capable of taking the place of the supposedly doomed CD/lP format. They are often transmedial works, thus requiring an interdisciplinary analysis. In this paper, I offer an overview of the contemporary situation of the album format (and concept album more specifically) and finally propose a classification of four forms of contemporary musical world-building strategies, starting from a selection of emblematic case studies

    Interpreters in emergency wards: an empirical study of doctor-interpreter-patient interaction

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    This paper explores interpreting practice in the field of emergency medicine. The analysis is conducted on a corpus of tape-recorded interpreter-mediated encounters between the medical staff of an Italian hospital and English-speaking tourists. The specificity of the setting – an Accident & Emergency Ward – where patients are not members of a minority community, but feel nonetheless vulnerable because the emergency has occurred away from home, as well as the unusual profile of the interpreters who are employed on a seasonal basis as ‘administrative assistants’, make this study an atypical investigation into public service interpreting. Through the use of different theoretical approaches – from Fairclough’s distinction between powerful and non-powerful participants, to ten Have’s notion of phase-specific conversational patterns, to Hall’s theory of contexting – it is demonstrated that asymmetry in medical encounters is the product of a complex set of factors. More specifically, it is a shifting variable which is locally and interactionally determined through successive turns at talk by all interlocutors, doctor, patient and interpreter alike. The latter, in particular, is seen to behave as a full-fledged social actor who makes independent choices on the basis of his/her assessment of the goals and requirements of the ongoing activity

    Dr. Prog and Mr. Post: Or, A (Draft) Theory of (Postmodern) Music Genres

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    In my attempt to define the meaning of prog music in contemporary times, I tried to figure out which features were perceived as important for the genre (and which artists were perceived as being part of a ‘canon’) by the listeners, posting a survey in strategic locations of the internet and doing some research in the results of awards, in the festivals’ line-ups, in the critic’s choices and so on. The results brought me to a ‘canon’ and a synoptic grid of features, which I confronted with the results of an analysis of ten songs taken from the canon itself and some thirty other songs from genres that have not very much to do with prog. I found out that many of those features were not to be found in the canonized music more often than they were in the other examples. So, could there be something those very different kinds of music had in common? In my paper I shall present a ‘draft theory’ that tries to answer to that question by borrowing elements from the theories of Franco Fabbri, Jennifer Lena and Angel Quintero Rivera about music genres, and by hybridizing them with concepts drawn from the postmodern debate, resulting in a model that I think could tell us something more not only about prog, but also concerning some other very ambiguous genres of contemporary music (that I will briefly mention in the form of a suggestion for further research on the topic) and their mutual hidden relationships
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