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    Melka Kunture: tecniche digitali per l'archeologia preistorica

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    La musealizzazione del sito di Melka Kuntu-re rappresenta la conclusione di 40 anni di ricerche e scavi compiuti dalla Missione Archeologica Francese diretta da Jean Chavaillon tra il 1965 e il 1995 e dalla Missione Archeologica Italiana dell'Università di Roma "La Sapienza" e del Ministero degli Affari Esteri, diretta da Marcello Piperno a partire dal 1999 e tuttora in corso. L'estensione del sito, la sua lunga sequenza culturale (1.7-0.2 milioni di anni) insieme alla mOlteplicità e varietà delle situazioni archeologiche presenti nelle sue diverse fasi fanno di Melka Kunture un complesso straordinario e unico, paragonabile soltanto alla Gola di Olduvai in Tanzania

    Immagini Ikonos stereoscopiche e fotogrammetria digitale terrestre applicate all’area archeologica di Melka Kunture (Etiopia)

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    Melka Kunture (Etiopia) costituisce uno dei principali siti preistorici dell’Africa orientale: all’interno del progetto Cultura 2000 “From the past to the present in Ethiopian Prehistory. An Interactive Museum for the Archaeological Park of the Early Palaeolithic site of Melka Kunture”, l’utilizzo di nuove tecnologie quali la fotogrammetria satellitare e digitale terrestre ha permesso di apportare un contributo notevole allo studio della ricostruzione storico-archeologica dell’area. Grazie all’utilizzo di immagini stereoscopiche IKONOS e ad una campagna di rilevamento dati DGPS (Differential Global Positioning System) è stato possibile ottenere una carta topografico-archeologica del sito preistorico Melka Kunture in scala 1:10.000. Tale mappa costituisce un utile strumento per la salvaguardia dei diversi siti di importanza archeologica presenti in un’area vasta circa 100 Km2. Inoltre, grazie all’acquisizione dei dati 3D, possono essere compiute analisi che mettano in relazione le informazioni archeologiche e quelle di tipo paleo-ambientale con le caratteristiche paleogeografiche del territorio. La fotogrammetria digitale terrestre ha consentito di compiere il rilievo di dettaglio del sito di Gombore II OAM (Open Air Museum), permettendo di ottenerne il modello digitale della superficie e il mosaico delle foto ortocorrette; grazie alla restituzione stereoscopica sono state calcolate la pendenza e l’inclinazione dei singoli resti da utilizzare nell’identificazione delle dinamiche deposizionali e post-deposizionali che hanno portato alla formazione del livello archeologico esaminato

    Geotechnologies for documenting and preserving archaeological areas: an interactive museum for the palaeolithic site of Melka Kunture (Ethiopia)

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    Melka Kunture (Ethiopia) represents an important prehistoric archaeological site. To protect and to safeguard this cultural heritage, advanced technologies such as the satellite photogrammetry and the web-GIS have been utilized. The use of IKONOS stereoscopic images allowed the creatioo of the new large scale topographic-archaeological map of Melka Kunture. The WebGIS act as an interactive museum, containing forty years of research and excavation data. These products constitute an useful tool for the preservation and the knowlwdge of several archaeological sites spread over a 100 km2 area

    Chronology of the earliest peopling of the Ethiopian highlands at Melka Kunture pre-dating the 1.925 Ma base of the Olduvai subchron

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    Melka Kunture on the highlands of Ethiopia has provided evidence for the early peopling of the Ethiopian highlands (>2000 m asl). At site Garba IV, an Oldowan technocomplex was retrieved in levels E-F located shortly below the base of the Olduvai subchron, with a currently accepted age of 1.925 Ma, while the early Acheulean was found in level D located close to the base of the Olduvai subchron. The base of the Olduvai subchron becomes therefore a prime chronostratigraphic marker for the study of the early peopling of the Ethiopian plateau in the Early Pleistocene. Here we report new magnetostratigraphic data from two sections from the Kella valley located close to Garba IV, namely Kella III bis and Kella Bridge. We document in these sections the occurrence of the Olduvai subchron, confirmed also by 40Ar/39Ar ages from the literature. We correlate these new data to previous data from Garba IV, establishing a robust registry of the critical Olduvai subchron in the lower part of the Middle Succession (part of the former Melka Kunture Formation), spanning altogether from ∼2 Ma to ∼1.2 Ma, and we also point to a regional basal unconformity marking its onset of deposition. The better constrained magnetochronology provides firm evidence that hominins were peopling areas at 2000 m of altitude at least 2 million years ago

    Safeguard of archaeological heritage in Ethiopia: satellite photogrammetry for the archaeological map of Melka Kunture Palaeolithic site

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    Melka Kunture (Ethiopia) represents one of the most important Palaeolithic archaeological site of the African world. To protect and to safeguard this cultural heritage, advanced technologies such as the satellite photogrammetry and the Geographic Information Systems (GIS) have been applied. The use of IKONOS II stereoscopic images and ground control points from a DGPS survey allowed the creation of the new topographic-archaeological map of Melka Kunture at a scale of 1:10,000. This map will constitute an useful tool for the preservation of several archaeological sites spread over a 100km2 area. Moreover, thanks to the creation of full threedimensional data, spatial analyses on archaeological and palaeo-environmental data in respect with palaeo-geography have been executed

    A chronological framework for a long persistant archeological record: Melka Kunture, Ethiopia

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    International audienceNew 40Ar/39Ar geochronological data for several volcanic ash horizons from Melka Kunture, Ethiopia, allow for significantly more precise age constraints to be placed upon the lithostratigraphy, archaeology and paleontology from this long record. Ashes from the Melka Kunture Formation at Gombore yielded the most reliable age constraints, from 1.393 ± 0.162 Ma2 (millions of years ago) near the base of the section to 0.709 ± 0.013 Ma near the top. Dating the Garba section proved more problematic, but the base of the section, which contains numerous Oldowan obsidian artifacts, may be >1.719 ± 0.199 Ma, while the top is securely dated to 0.869 ± 0.020 Ma. The large ignimbrite from the Kella Formation at Kella and Melka Garba is dated to 1.262 ± 0.034 Ma and pre-dates Acheulean artifacts in the area. The Gombore II site, which has yielded two Homo skull fragments, 'twisted bifaces,' and a preserved butchery site, is now constrained between 0.875 ±0.010 Ma and 0.709 ± 0.013 Ma. Additional ashes from these and other sites further constrain the timing of deposition throughout the section. Integration with previously published magnetostratigraphy has allowed for the first time a relatively complete, reliable timeline for the deposition of sediments, environmental changes, archaeology, and paleontology at Melka Kunture

    Contributi di stereofotogrammetria satellitare per la produzione di cartografia topografica e geologica del sito paleolitico di Melka Kunture (Etiopia)

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    Il sito archeologico di Melka Kunture si trova circa 50 km a Sud di Addis Abeba nell’alta valle del Fiume Awash. Il sito, scoperto e segnalato per la prima volta nel 1963 dall’idrogeologo G. Dekker, è considerato un complesso straordinario e unico della più antica preistoria africana per la sua lunga sequenza culturale (1,7-0,2 milioni di anni) e per la molteplicità e varietà delle situazioni archeologiche presenti nelle sue diverse fasi. Esso rientra nell’ambito dei grandi siti dell’Africa orientale conservati all’interno della Rift Valley, che hanno permesso di ricostruire non soltanto la storia delle trasformazioni anatomiche che condussero alla diversificazione dei primi rappresentanti del genere Homo, ma anche gli eventi archeologici che documentano l’emergere delle più antiche tecnologie. Le prime ricerche sistematiche sono state portate avanti, dal 1965 al 1981, da una missione archeologica franco-etiopica, sotto la guida di J. Chavaillon; i lavori di scavo, interrotti per motivi bellici, furono ripresi nel 1992 e si sono protratte fino al 1995. Dal 1999 una missione italiana, diretta dal Prof. Marcello Piperno, lavora alla revisione e pubblicazione integrale della grande quantità di dati archeologici, geologici e paleontologici finora raccolti, all’elaborazione di un sistema WebGIS (http://geoserver.itc.nl/melkakunture/index.asp) e allo sviluppo turistico del Museo e del Parco archeologico realizzati. Proprio nel 2011, il sito paleolitico di Melka Kunture è stato inserito nella lista delle nuove aree di protezione proposte dall’UNESCO. Dal 2006, grazie ad un progetto EU Cultura2000, è in corso una collaborazione con l’università di Siena per la realizzazione della nuova cartografia topografica e geologica in scala 1:10.000 allo scopo di supportare l’interpretazione archeologica nella ricostruzione paleo-ambientale del sito e nell’analisi di distribuzione degli antichi insediamenti e di conservare e monitorare il patrimonio archeologico

    Contributi di stereofotogrammetria satellitare per la produzione di cartografia topografica e geologica del sito paleolitico di Melka Kunture (Etiopia)

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    Il sito archeologico di Melka Kunture si trova circa 50 km a Sud di Addis Abeba nell’alta valle del Fiume Awash. Il sito, scoperto e segnalato per la prima volta nel 1963 dall’idrogeologo G. Dekker, è considerato un complesso straordinario e unico della più antica preistoria africana per la sua lunga sequenza culturale (1,7-0,2 milioni di anni) e per la molteplicità e varietà delle situazioni archeologiche presenti nelle sue diverse fasi. Esso rientra nell’ambito dei grandi siti dell’Africa orientale conservati all’interno della Rift Valley, che hanno permesso di ricostruire non soltanto la storia delle trasformazioni anatomiche che condussero alla diversificazione dei primi rappresentanti del genere Homo, ma anche gli eventi archeologici che documentano l’emergere delle più antiche tecnologie. Le prime ricerche sistematiche sono state portate avanti, dal 1965 al 1981, da una missione archeologica franco-etiopica, sotto la guida di J. Chavaillon; i lavori di scavo, interrotti per motivi bellici, furono ripresi nel 1992 e si sono protratte fino al 1995. Dal 1999 una missione italiana, diretta dal Prof. Marcello Piperno, lavora alla revisione e pubblicazione integrale della grande quantità di dati archeologici, geologici e paleontologici finora raccolti, all’elaborazione di un sistema WebGIS (http://geoserver.itc.nl/melkakunture/index.asp) e allo sviluppo turistico del Museo e del Parco archeologico realizzati. Proprio nel 2011, il sito paleolitico di Melka Kunture è stato inserito nella lista delle nuove aree di protezione proposte dall’UNESCO. Dal 2006, grazie ad un progetto EU Cultura2000, è in corso una collaborazione con l’università di Siena per la realizzazione della nuova cartografia topografica e geologica in scala 1:10.000 allo scopo di supportare l’interpretazione archeologica nella ricostruzione paleo-ambientale del sito e nell’analisi di distribuzione degli antichi insediamenti e di conservare e monitorare il patrimonio archeologico

    G. M. Hopkins

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    [sound recording] / Brendan O'Grady. G. B. Shaw by Fran Frazer.; 1 sound cassette (60 minutes); Broadcast on CFCY Radio, Charlottetown, March 07 & 11, 1974.; G. B. ShawSource type: Electronic(1

    Archaeological record distribution analysis through stereophotogrammetric orientation calculation. The study case of Gombore II and Simbiro III Melka Kunture, Etiopia) [Analisi di distribuzione del record archeologico attraverso il calcolo degli orientamenti su base stereofotogrammetrica: il caso dei siti acheuleani di Gombore II e Simbiro III (Melka Kunture, Etiopia)]

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    Aim of this paper is to illustrate the utilize of the digital photogrammetry technique in order to reconstruct the depositional dynamics of the two contemporary acheulean (0,9-0,7 m/y BP) sites of Gombore II OAM and Simbiro III in the archaeological area of Melka Kunture (Ethiopia). Through stereographic projection a statistical analysis about the attitude of all the unmodified pebbles has been executed, and it permitted to identify, by density analyses, the presence of preferential depositional direction, that is in agreement with the previous geological reconstruction of the area. These analyses, integrated with a remote sensing study of the whole area, contribute to the archaeological and palaeoenvironmental recontruclion, necessary to better understand the evolution and the use of the landscape
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