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    Guida alla ristrutturazione della casa

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    Obiettivo del manuale è quello di fornire un compendio di rapida consultazione, per chi vuole ristrutturare la casa, dal tecnico con una certa esperienza di base, al privato cittadino, che voglia imbattersi, in questa complessa avventura, senza avere grandi competenze specialistiche. Un manuale, naturalmente, non può sopperire a tutto il bagaglio culturale o alle conoscenze tecniche sottese alle scelte estetiche, operate dall’architetto nella realizzazione di una ristrutturazione di una casa. L’abbinamento di colori e materiali, presuppone una consapevolezza delle valenze semantiche e dei risvolti stilistici delle scelte operate. L’organizzazione degli spazi, il controllo della forma, lo studio dei flussi all’interno dell’alloggio, il controllo degli aspetti ergonomici, dell’ingresso della luce naturale, dei fattori percettivi, a maggior ragione, sono tutti frutto di competenze professionali di altissimo livello. Un manuale, insomma, non potrà mai sostituire la figura dell’architetto, con la sua formazione culturale a metà tra scienza e arte, con la sua capacità di esprimere in un’opera un punto di vista ben orientato nel contesto contemporaneo. Tuttavia un manuale è utile per raccogliere in un quadro sinottico complessivo tutti quegli aspetti pratici, tecnici e normativi, che costituiscono gli elementi oggettivi sulle quali operare soluzioni architettoniche. Un manuale è il vocabolario, l’abaco, la tavolozza dei colori. L’opera conclusa è un’altra cosa: è la sintesi cromatica, è la sinfonia, l’organizzazione sintattica complessiva della forma. Questo breve compendio, quindi, è incentrato sugli aspetti più pratici del mestiere. È l’opera vista dal lato del fornitore di prodotti per la ristrutturazione, è il vademecum tecnico-pratico dei buoni consigli per professionisti e principianti. Non ha pretese di formare architetti degli interni, nella consapevolezza che qualunque scelta, anche quella di abbinare un battiscopa su un pavimento, ha una sua valenza linguistica, stilistica ed estetica. Ha l’obiettivo, però, di contribuire a divulgare una cultura di buone prassi, riguardando ogni scelta, all’interno dell’alloggio, per i risvolti relativi a tre filoni di ricerca: la domotica, l’universal design ed il risparmio energetico. In particolare, poi, si sono trattati gli aspetti pratici, relativi alle agevolazioni e detrazioni fiscali, alle procedure per ottenere le necessarie autorizzazioni edilizie. Per quanto attiene, invece, ai materiali e tecnologie da adottare, le soluzioni sono presentate in maniera asettica, con attenzione agli aspetti tecnologici degli stessi. Si è fatto particolare riferimento alla domotica, all’universal design e al risparmio energetico, perché rappresentano, in questo particolare momento storico, tre macro-argomenti di grande interesse, verso i quali è orientata la ricerca progettuale La domotica fornisce all’alloggio possibilità di controllo e gestione automatizzata, che favoriscono il comfort, la sicurezza e il risparmio energetico. L’universal design prende in considerazione quegli aspetti ergonomici di organizzazione dello spazio e quelle soluzioni tecnologiche atte a favorire la fruizione di spazi ed attrezzature da parte di tutti, anche da persone con ridotta capacità psicofisica, da anziani e bambini. Il risparmio energetico è il focus di ogni disciplina, oggi, per l’acquisita consapevolezza che le risorse del pianeta sono in esaurimento ed una politica di sviluppo sostenibile è divenuto un imperativo categorico

    Proposta per un'interfaccia grafica standard di un software di modellazione solida open-source finalizzato all'architettura

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    La scelta del programma di modellazione e del procedimento operativo di modellazione dipende, naturalmente, dall’obiettivo che si deve conseguire e dalla complessità dell’oggetto. Un’opera d’architettura modernista, la carrozzeria di una autovettura o il modello di un oggetto di design di forma organica, sottendono geometrie profondamente diverse, che possono far propendere per la scelta di un applicativo o di un altro. Tra i più utilizzati nel campo dell’architettura e del design ci sono Rhinoceros, 3dStudio Max, Cinema 4d, ma alcuni software liberi (open source) come Blender stanno guadagnando una grande fetta di utenti, anche per le notevoli potenzialità operative. Altre famiglie di applicativi come Archicad, Allplan e Revit, si basano su librerie parametriche, con la possibilità di costruire elementi architettonici già modellati tridimensionalmente. Forniscono soluzioni più celeri, quando si tratta di modellare manufatti edilizi con particolari tecnici standardizzati. Nella ricerca di una interfaccia standard orientata alla modellazione per la geometria descrittiva è opportuno partire da considerazioni più generali relative ai diversi approcci, “matematico” o “numerico”, alla costruzione della forma geometrica. Si deve anche approfondire la distinzione tra costruzione dei volumi per solidi “chiusi” o “superfici aperte” ed il problema della tassellazione delle stesse. Molti disegnatori utilizzano gli applicativi senza alcuna consapevolezza sugli algoritmi matematici sottesi alle forme geometriche, anche perché questi non hanno una chiara interfaccia verso l'utente finale e mescolano, all'interno degli stessi menù, le questioni più disparate. Dal punto di vista operativo, ci sono diverse tecniche per conseguire uno stesso risultato, nella creazione di una forma, anche lavorando all’interno dello stesso software. La modellazione per superfici, che considera gli elementi solidi come costituiti da superfici, come le facce di un poligono (modelli B-rep), oppure modellazione solida, che considera il volume solido dell’oggetto. L’approccio CSG (Constructive solid geometry), molto usato per l’ingegneria meccanica, consente di combinare enti geometrici semplici (cubi, sfere, cilindri, prismi regolari, ecc.) per formare oggetti più complessi attraverso le operazioni booleane di unione, sottrazione, intersezione. Per le superfici libere (sculptured surface), le cui curve hanno un andamento arbitrario, si possono usare reticoli parametrici, quali le patch, ovvero le estensioni delle spline NURBS, che approssimano l’andamento delle curve continue (dove NURBS è l’acronimo di “Non uniform rational B-spline”, con la quale si definisce una curva libera). Volume realizzato con il finanziamento del Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca – MIUR. Esito della ricerca nazionale “Geometria descrittiva e rappresentazione digitale: memoria e innovazione”, condotta negli anni 2008 e 2009. Coordinamento scientifico di Riccardo Migliar

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis

    Dispelling the Myths Behind First-author Citation Counts

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    We conducted a full-scale evaluative citation analysis study of scholars in the XML research field to explore just how different from each other author rankings resulting from different citation counting methods actually are, and to demonstrate the capability of emerging data and tools on the Web in supporting more realistic citation counting methods. Our results contest some common arguments for the continued use of first-author citation counts in the evaluation of scholars, such as high correlations between author rankings by first-author citation counts and other citation counting methods, and high costs of using more realistic citation counting methods that are not well-supported by the ISI databases. It is argued that increasingly available digital full text research papers make it possible for citation analysis studies to go beyond what the ISI databases have directly supported and to employ more sophisticated methods

    Author Index

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    Nao informado

    Voci dal verbo paesaggio

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    Nel mese di settembre del 2014 si è svolto a San Venanzo, in Umbria, il II Convegno internazionale nell'ambito dell'evento Architettura e Natura, premio Simonetta Bastelli. Con l’obiettivo di fornire idee, contributi ed esperienze per la costruzione del paesaggio futuro, il Convegno ha avuto come tema conduttore le modalità di intervento nel paesaggio. La pubblicazione comprende gli interventi di tutti i relatori e rappresenta in pieno il valore scientifico e illustrativo del convegno. La pubblicazione, che comprende gli interventi di tutti i relatori suddivisi in quattro blocchi propedeutici e collegati (le opinioni, i temi, i progetti e i contributi), rappresenta in pieno il valore scientifico ed illustrativo del convegno. Il volume appartiene alla collana "Paesaggi: città, natura, infrastrutture" dell'editore Franco Angeli, Milano e, come tutti i lavori pubblicati nella collana, è sottoposto a revisione con garanzia di terzietà (blind peer-review). Il contributo di Annalisa Metta è una riflessione sull'evidenza che occuparsi di paesaggio significhi occuparsi di azioni. Il paesaggio viene attivato in primis dall’osservazione e dall’esperienza: è frutto di azioni percettive, atti di coscienza, all’interno di meccanismi di riconoscimento culturale. Paesaggio è al pari frutto di gesti e interventi che si compiono concretamente sui luoghi, trasformandoli, dunque di azioni costruttive. Insistere sulla necessità che il paesaggio debba essere attivato, attraverso una sensibilità ricettiva e attenta (competenza di ascolto e di sguardo: saper vedere) e un’attitudine inventiva (competenza di trasformazione, anche quando si tratti di “conservare”: saper immaginare e saper fare), significa affermare che il paesaggio non possa essere interpretato se non in termini progettuali. Ogni paesaggio, di qualsivoglia carattere, temperamento, qualità, estensione, è, inevitabilmente, frutto di azioni creative: tali sono il saper vedere e il saper anticipare. Paesaggio è dunque, necessariamente, progetto. Rivolgersi al paesaggio attraverso il filtro delle azioni percettive o trasformative che su di esso si compiono consente di superare un’impasse ove talvolta si incaglia il discorso sul progetto dello spazio aperto: la definizione delle categorie di intervento spaziali e dimensionali che ineriscono l’architettura del paesaggio. Le prime manifestano i propri limiti soprattutto se riferite alla città e, in particolare, allo spazio pubblico. Anche grazie alla forte anticipazione diagnostica svolta da sguardi complementari a quello del progettista - lo sguardo degli artisti e dei fotografi, ad esempio -, sappiamo ora riconoscere inediti spazi potenziali dell’abitare all’aperto collettivo in luoghi che divengono sede della vita condivisa delle comunità, spesso con livelli elevati di mutevolezza e impermanenza delle proprie geografie funzionali, comportamentali, amministrative e tipologiche. La seconda questione, quella riferita alla definizione di quale sia la dimensione legittima per il progetto del paesaggio, trova nella cultura italiana il suo punto di catastrofe soprattutto nelle modalità operative con cui si conducono le trasformazioni dell’habitat, distinguendosi nettamente le procedure e le competenze culturali, tecniche e giuridiche che governano la dimensione dell’architettura da una parte e quella vasta della pianificazione dall’altra
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