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Professioni del patrimonio e formazione multidisciplinare: la lezione di Massimo Montella/Heritage professions and multidisciplinary training: the lesson of Massimo Montella
Postfazione agli scritti di Massimo Montella
Arte, comunicazione, valore: una conversazione / Art, communication, value: a conversation
Bruno Toscano, uno dei massimi storici dell'arte di questi decenni, discute con Massimo Montella della nozione di valore e dei recenti orientamenti della disciplina.
Bruno Toscano, one of the leading art historians in recent decades, discusses with Massimo Montella the concept of value and the recent guidelines of the discipline
Il “pescatore di caurrini”. Introduzione agli scritti di Massimo Montella 1977-2004/The "caurrini fisherman." Introduction to the writings of Massimo Montella 1977-2004
Il testo costituisce l'introduzione alla raccolta di saggi di Massimo Montella
Professioni del patrimonio e formazione multidisciplinare: la lezione di Massimo Montella
Il saggio propone una rilettura del contributo dato da Massimo Montella al dibattito italiano ed europeo sulla formazione del personale per i musei
L'eredità di Massimo Montella. Atti della giornata di studio (Macerata, 25 novembre 2021)
Il supplemento raccoglie gli atti della giornata di studio sull’eredità di Massimo Montella.
La prima parte del volume contiene gli interventi di coloro che hanno contribuito in prima persona alla stesura del dizionario metodico essenziale di Economia e gestione dell’eredità culturale (2016), chiamati a fare il punto sull’oggi e sul domani, sugli avanzamenti fatti sia negli studi sia nella prassi della gestione dei beni culturali, e sugli ulteriori spazi di intervento possibili, con l’intento di non arrestare il dialogo tra discipline, sistema universitario e gestione dei beni culturali avviato da Massimo Montella.
La seconda parte raccoglie invece gli interventi alla tavola rotonda sui profili professionali dei beni culturali e dei musei dopo il D.M. 244 del 20 maggio 2019. In particolare gli intervenuti discutono i limiti della riforma, che ha recepito solo parzialmente le proposte della Commissione Paritetica CSBCP-CUN. Totalmente ignorato, infatti, è rimasto il contributo fornito da Massimo Montella sulle professioni museali. A discutere di questi argomenti, partendo da alcune domande già inviate ai partecipanti, sono stati chiamati i rappresentati delle società scientifico-disciplinari e dei professionisti che operano nel settore, insieme ad alcuni direttori ed ex-direttori di musei pubblici e privati
Massimo Montella e il diritto al patrimonio culturale / Massimo Montella and the right to cultural heritage
Il pensiero di Massimo Montella ha segnato concettualmente il passaggio dal diritto “del” patrimonio culturale al diritto “al” patrimonio culturale. È una rivoluzione copernicana, che mette in campo il protagonismo delle componenti più attive della società, non in contrasto, ma in sinergia con le competenze disciplinari. Poiché le risorse culturali sono anche risorse economiche in grado di contribuire massicciamente al benessere sociale, occorre coinvolgere le parti più vive della società italiana per trasformare il problema della tutela e della valorizzazione in una grande opportunità di crescita generale del Paese: una crescita che, generando lavoro e ricchezza, produce anche virtuosamente nuove forme di tutela sociale del patrimonio culturale e attiva una presa di coscienza del ruolo che ciascuno di noi ha nella sua conservazione. Massimo Montella’s thought has conceptually marked the passage from the right “of” cultural heritage to the right “to” cultural heritage. It is a Copernican revolution, which brings into play the leading role of the most active components of society, not in contrast, but in synergy with disciplinary skills. Since cultural resources are also economic resources capable of massively contributing to social well-being, it is necessary to involve the liveliest parts of Italian society to transform the problem of protection and enhancement into a great opportunity for the country’s general growth: a growth that, by generating work and wealth, also virtuously produces new forms of social protection of cultural heritage and activates an awareness of the role that each of us has in its conservation
Saluti del coordinatore della Sezione di Beni culturali “Massimo Montella” / Greetings from the Coordinator of the Cultural Heritage Section "Massimo Montella"
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A systems view of cultural heritage. The case of landscape
The evolution of the conception of cultural goods is characterized by a process of democratization of the concept of culture in an anthropological and “material” sense, historically and territorially contextualized, that approaches that of civilization. In fact the notion of culture concerns the supply of material and intangible resources, including symbols and values, by which a community and individuals respond to tangible and intangible needs and desires, which they feel in a particular time and place. The perception of needs and desires is itself intended to be conditioned by the system of values and knowledge.
Cultural heritage, a multi-dimensional, multi-stakeholder and multidisciplinary issue, requires an adequate approach to tackle the complexity
involved. With a focus on trends favouring the intangible cultural heritage view, the paper clarifies the shift from a reductionist, object-based perspective to a systems view, veering in the direction of a service logic underpinning cultural heritage management. Cultural heritage in this
vision is represented by means of a framework model delineating three phases that represent the shift from a goods to a product to a service
logic, on the one hand, and on the other, from a historicizing to a contextualization approach to cultural heritage.
In the Authors’ view, such a service logic would enable decision and policy makers to define customized pathways of enhancement based on
the individual needs and expectations of potential users. Furthermore, the main contribution of a service-based approach lies in enabling each
component involved in the process to co-create value as an integrated resource.
From a systems perspective, the most complete manifestation of cultural heritage can be evidenced in the landscape. A visible form of history, landscape represents a backdrop to civilizations that have succeeded one another in a given place, shaping the same to their own needs by virtue of their material and immaterial capacities for producing the transformations desired, in terms of tastes and values. A systems view of the landscape, in short, by enhancing its cultural dimension, offers numerous opportunities for value creation, above all, in the tourism
industry
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