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    I sistemi riproduttivi delle piante

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    La riproduzione ha la finalità di perpetuare una determinata specie nel tempo. Nel corso dell’evoluzione, si sono sviluppati vari sistemi riproduttivi attraverso i quali gli organismi viventi, come le piante, si riproducono generando nuovi individui. Nelle piante, a differenza di quello che succede nella maggior parte del regno animale, coesistono la riproduzione asessuale (agamica) e sessuale (gamica)

    Elementi trasponibili

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    La classifi cazione dei trasposoni è complessa e, utilizzando la modalità di classifi cazione riportata nel database degli elementi trasponibili del mais (http://maizetedb.org), possono essere suddivisi in classi, sottoclassi, ordini, superfamiglie, famiglie e sottofamiglie. Al più alto livello di classifi cazione, i TE delle piante possono essere suddivisi in due classi: TE di classe I (TE1) e TE di classe II (TE2). La distinzione è principalmente basata sulla natura dell’intermedio di trasposizione. Nei TE1 la trasposizione avviene tramite un intermedio a RNA prodotto per trascrizione del TE integrato nel genoma.Nei TE2 la trasposizione avviene direttamente via DNA e la loro trasposizione può avvenire con modalità tipo “taglia-e-incolla” e “copia-e-incolla”

    Recent palaeoenvironmental evolution of the coastal plain near the archaeological site of Aquileia (Friuli Venezia Giulia)

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    The recent palaeogeographic evolution of the southern Friuli alluvial plain, including the archaeological site of Aquileia and the neighbouring Adriatic coastal areas, represents a research topic of the Trieste University team since long time. This scientific interest is determined by the presence of significant Roman archaeological remains related to Aquileia, town founded in 181 B.C. and its agro centuriazione, the Grado harbour and Lacus Timavi, corresponding today to the Lisert area, which yielded villae and thermae. The most recent interdisciplinary investigations (sedimentology, palaeontology, history, geoarchaeology and geochronology) concern the study of several cores located along the alluvial plain (Arnaud - Fassetta et al., 2003), the Grado and Marano lagoons (Marocco, 1991; Marocco et al., 1984; 2005) and the north Adriatic coastal area (Gordini et al; 2002; Covelli et al., 2006; Marocco & Melis – submitted). They are addressed to identify the coastline position and the late Quaternary evolution of the north-east Adriatic area. Recent publications (Antonioli et al., 2007; in press; Amorosi et al., 2008), evidenced that active tectonics in the area, subsidence (natural and anthropogenic), sea level variation, as well as hydro isostasy are determinant, at regional level, for the coastline evolution of the north Adriatic area. In this context, our research focus on the factors that seem to be determinant at local level: the alluvial plain progradation/regression produced by change of the fluvial hydrodynamic or by the frequent lateral migrations of their deltas. Together with the relative sea level change, these factors highly influence the general features of the lagoons (Nichols, 1989), definable through their sedimentological and biotic characters. Particularly, the lateral migrations of Isonzo river as recorded in the Holocene deposits of the archaeological site of Aquileia and the nearby alluvial plain (S.A.R.A. and PICS projects), played a decisive role in the development of its harbour and the related commercial activities. The palaeoecological data obtained by the palaeontological (foraminifers, molluscs and ostracods) and sedimentological studies will be related to the Holocene climatic history and the migration of the brackish (lagoonal and marsh) environments. Moreover, this research plans to give further details on the palaeoenvironmental conditions of the Veneto-Friuli coasts, considering the Holocene evolution and the tectonic conditions, which are recently highlighted by Nicolich et al. (2004) and Busetti et al., (in press). Amorosi A. et al., 2008 – GeoActa, 7, 41 -67. Antonioli F. et al., 2007 – Quaternary Science Reviews, 26, 2463 – 2486. Antonioli F. et al., in press – Quaternary International. Arnaud - Fassetta G. et al., 2003 - Geomorphologie: relief, processus, environnement. 4, 227-246. Busetti M. et al. in press – GeoActa Covelli S. et al. 2006 – Marine Geology, 230, 29-51. Gordini E. et al., 2002 - Gortania, 24, 31-63. Marocco R., 1991 - Il Quaternario, 4, 223 – 232. Marocco R. et al., 1984 - Boll. Oceanol. Teor. Appl., 2,1, 11-17. Marocco R. et al. 2005 – Il Quaternario, 18 (2), 135 – 146. Marocco R. & Melis, submitted – Il Quaternario Nichols M., 1989 – Marine Geology, 88, 201 – 219. Nicolich R. et al. (2004) – Reg. Auton. FGV report, 36 pp

    Morocco's Mediterranean: a historical outlook

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    openIntroduzione: 1. Le origini della presenza marocchina nel Mediterraneo 1.1. Le prime esplorazioni e insediamenti fenici e cartaginesi 1.2. Il Marocco sotto il dominio romano e bizantino 1.3. L'avanzata araba e l'influenza musulmana 2. Il Marocco nel Medioevo e in età moderna 2.1. L'apogeo dei regni musulmani (Idrisidi, Almoravidi, Almohadi) 2.2. I rapporti commerciali e diplomatici con l'Europa 2.3. La penetrazione europea (Spagna, Portogallo, Francia) 2.4. L'Impero Ottomano e l'influenza turca 3. Il Marocco contemporaneo nel Mediterraneo 3.1. L'indipendenza e la costruzione dello Stato moderno 3.2. Il Marocco e l'Unione per il Mediterraneo 3.3. Sfide e opportunità geopolitiche attuali 3.4. Il ruolo del Marocco nel Mediterraneo odiernoIntroduction: 1. The origins of the Moroccan presence in the Mediterranean 1.1. Early explorations and Phoenician and Carthaginian settlements 1.2. Morocco under Roman and Byzantine rule 1.3. The Arab advance and the Muslim influence 2. Morocco in the Middle Ages and modern age 2.1. The apogee of the Muslim kingdoms (Idrisids, Almoravids, Almohads) 2.2. Trade and diplomatic relations with Europe 2.3. European penetration (Spain, Portugal, France) 2.4. The Ottoman Empire and the Turkish influence 3. Contemporary Morocco in the Mediterranean 3.1. Independence and the construction of a modern state 3.2. Morocco and the Union for the Mediterranean 3.3. Current geopolitical challenges and opportunities 3.4. Morocco’s role in the Mediterranean toda

    Appunti sulle relazioni politiche fra Italia e Marocco nell’Ottocento

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    Obiettivo del libro è analizzare e spiegare le relazioni fra Italia e Marocco nel corso dell'Ottocento, sottolineandone l'importanza in seno alla vita dello spazio mediterraneo

    Stratigrafia e paleogeografia del “Lacus Timavi” (Friuli Venezia Giulia)

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    R. Marocco & R. Melis. Stratigrafia e paleogeografia del “Lacus Timavi” (Friuli Venezia Giulia). (IT ISSN 0394-3356, 2009). E’ stato condotto uno studio lito-biostratigrafico sull’immediato sottosuolo del Lisert (Monfalcone), un area paludosa posta alle pendici del Carso in prossimità delle foci del Timavo, ricca di testimonianze della presenza Romana. Scopo della ricerca è la ricostruzione paleogeografia del territorio che studi precedenti hanno solamente tratteggiato, a partire dall’Olocene fino all’insediamento romano, testimoniato da numerosi siti archeologici e da diverse citazioni letterarie (Insulae Clarae, Lacus Timavi, ecc..). Le successioni stratigrafiche individuate nei diversi sondaggi analizzati indicano che almeno a partire da 4370 ÷ 4220 anni a.C. il territorio dell’attuale Lisert era ricoperto da un’ampia laguna che inglobava i rilievi calcarei delle Insulae Clarae (oggi spianati) e si estendeva anche a sud delle stesse per alcuni chilometri. Successivamente si è verificata una trasgressione che ha determinato un progressivo ampliamento del bacino lagunare interno e nel contempo una probabile diversione fluviale ha portato all’emersione dell’area a sud delle Insulae. Ai margini di questo bacino, nelle aree sabbiose-pelitiche vegetate, si segnala l’esclusiva presenza di Ammoscalaria runiana (HERON-ALLEN & EARLAND), piccolo foraminifero agglutinante che vive attualmente nelle piane fangose delle alte latitudini europee e che non è stato segnalato in Adriatico. In epoca romana l’ambiente paralico - lagunare si manteneva all’interno del Lisert e recuperava i margini meridionali delle Insulae Clarae. Questa configurazione meridionale della costa probabilmente è stata determinata dalla presenza immediatamente ad ovest della foce di un ramo progradante dell’Isonzo. I depositi paralici della piana del Lisert rientrano nell’ampio intervallo di variabilità della curva profondità - età di tutti gli altri analoghi depositi datati lungo la costa veneto-friulana. Sulla base di questo unico dato non è possibile definire con precisione il contributo dei movimenti verticali del suolo nella determinazione dell’evoluzione costiera dell’agro monfalconese, anche se ci sono forti indizi di una certa attività tettonica

    Metodo di tachelhit. Lingua amazigh (berbera) del sud del Marocco. Asselmd n-tchelhit.

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    Il tachelhit è una delle varietà linguistiche berbere più importanti del Nord Africa che, parlato da diversi milioni di persone in Marocco, possiede, oggi, un vasto corpus di testi letterari. Il tachelhit, parlato a sud-ovest del Marocco, costituisce con il tamazight (Marocco centrale) e il tarifit (nord del Marocco) il berbero marocchino. La lingua insegnata con questo metodo non corrisponde ad una forma locale particolare, ma corrisponde a una forma comune a diversi parlari e a varie regioni, la lingua che si ascolta alla radio e alla televisione e che si può leggere in alcuni giornali. Ogni lezione, tranne la prima che è dedicata alla fonetica e alla trascrizione del tachelhit, è composta da un dialogo seguito da un vocabolario di base, da note sulla pronuncia e dalla grammatica, oltre ai diversi esercizi di applicazione. Alla fine del manuale è inserito un lessico tachelhit-francese che riprende tutto il vocabolario di base. I dialoghi e gli esercizi sono registrati su un CD allegato al manuale dell’edizione francese. In un’eventuale riedizione in italiano potrà essere possibile la traduzione delle parti in francese del CD. Nel frattempo, si potrà utilizzare quello della versione in francese. Abdallah El Mountassir è professore di linguistica berbera all’Università Ibn Zohr di Agadir in Marocco. Ha pubblicato numerose opere ed articoli dedicati agli studi berberi. Anna Maria Di Tolla, che ha tradotto e curato l’edizione italiana di questa grammatica, è professore associato all’Università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Insegna lingua e letteratura berbera e Storia contemporanea del Nord Africa berbero

    Changes in superoxide dismutase and catalase activities in response to low temperature in tomato mutants

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    Catalase and superoxide dismutase activities were examined in leaves of monstrosa and olivacea mutants of tomato after chilling stress

    Hybrid LES/DNS of turbulent forced and aided mixed convection to a liquid metal flowing in a vertical concentric annulus

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    In the present study fully-developed turbulent forced and mixed convection heat transfer to a liquid metal flowing upwards in a concentric annulus is numerically investigated by means of Large Eddy Simulation (LES). The inner-to-outer radius ratio is 0.5. The Reynolds number based on bulk velocity and hydraulic diameter is 8900, while the Prandtl number is set to a value of 0.026. A uniform and equal heat flux is applied on both walls. Three different buoyancy strengths are considered, corresponding to onset of turbulence reduction, maximum impairment and recovery condition on the inner wall while recovery and enhancement develop on the outer wall. Due to the difference between thermal and hydrodynamic turbulent scales in liquid metals it is shown that with the same grid resolution a LES is performed for the flow field and at the same time a "thermal" Direct Numerical Simulation (DNS) for the temperature field. From a detailed analysis of the two-point correlation functions of velocity and temperature fluctuations it emerges that a streamwise extent of 25d and 40d (being d the half gap width) is necessary for forced and mixed convection, respectively, while a quarter of circumference is enough in azimuthal direction for this radius ratio, Reynolds and Prandtl number. Comparison of the forced convection flow field with available DNS simulations shows very good agreement. Nusselt numbers evaluated from the few available literature correlations for liquid metals flowing in an annulus give unsatisfactory results, mainly on the inner wall. The mixed convection results are thoroughly analyzed and discussed in terms of friction factor, Nusselt number, first and second order statistics, budgets of turbulent kinetic energy and budgets of temperature variance. The obtained data are also useful for validating Reynolds-Averaged turbulence models. Moreover, simulations with two coarser grids at the condition of maximum turbulence reduction are also compared with the reference results of the fine LES. It results that when turbulence is impaired the grid resolution in circumferential direction can be strongly coarsened
    corecore