1,720,997 research outputs found
Mario Alberto Pavone e Salerno: uno studioso, una città
Un ricordo di Mario Alberto Pavone e del suo rapporto con la città di Salerno
Nuovi studi sul territorio. Omaggio a Mario Alberto Pavone
Profilo introduttivo al volume che ne presenta sinteticamente i singoli contributi, dai quali scaturisce un panorama articolato del patrimonio artistico e delle istituzioni museali del territorio salernitano; il volume è offerto alla memoria di Mario Alberto Pavone, profondo conoscitore della realtà artistica salernitana
Incursioni quattrocentesche e cinquecentesche
Il contributo analizza gli interventi critici che Mario Alberto Pavone ha dedicato all'arte e alla iconografia del Quattrocento e del Cinquecento
Due inediti di Giacinto Diano
Si presentano due inediti dipinti su rame di Giacinto Diano, autore di cui era esperto Mario Alberto Pavone, approfondendo la ricezione storico critica dell'artista a partire da Roberto Longhi
'Un nuovo paesaggio sacro? Milano e suoi santi in Langobardia Minor nel IX secolo’, in Lo sguardo di Orione. Studi di storia dell'arte per Mario Alberto Pavone. Ediz. illustrata
La chiesa di Sant’Ambrogio alla Rienna, situata nelle campagne di Occiano, frazione di Montecorvino Rovella (Salerno), venne fondata nel IX secolo in una zona di probabile pertinenza di una cella, ossia un insediamento rurale, di proprietà del monastero di San Vincenzo al Volturno (Isernia). Nell’abside, i dipinti più antichi presentano una Vergine in trono col Bambino in grembo e affiancata da quattro santi legati a Milano: Ambrogio, Simpliciano, Gervasio e Protasio. Il territorio collinare e montuoso che la circonda è caratterizzato da una serie di toponimi insoliti nella Langobardia Minor di IX secolo, ma che invece sono legati a santi venerati a Milano tra l’età tardo-imperiale ed età carolingia. Tracciando idealmente una linea che unisce i punti che ricordano i santi commemorati nella chiesa e intorno ad essa, il Sant’Ambrogio sembra significativamente essere l’epicentro di una costellazione di siti. È lecito ipotizzare che essi fossero stati intenzionalmente denominati al fine di rievocare i luoghi santi di Milano e quindi dare forma ad una sorta di nuovo ‘paesaggio sacro’ nel territorio rurale della Langobardia Minor? Ed eventualmente, perché questa operazione fu fatta? Il contributo, lungi da poter risolvere tali questioni, si limiterà ad esporle, rimandando ad altra sede la loro contestualizzazione nel ‘paesaggio politico’ del Principati di Salerno sotto l’egida dell’imperatore franco Ludovico II
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
- …
