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    Alcune domande per riflettere con... Mariangela Scarpini intervista Antonella Santi e Lucia Bacci.

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    In tutti i Campi di Esperienza Educativa riferiti alla scuola dell’infanzia, si può fare spazio al dialogo loso co che però trova uno posto evidente nei Campi “il sé e l’altro”, “la conoscenza del mondo”, “I discorsi e le parole”. C’è un aspetto che emerge più di altri, ed è il valore di una “pedagogia della comunità”, per lo sviluppo di atteggiamenti inclusivi, e il benessere che deriva dal valore psicologico che per il soggetto ha l’essere in una comunità e partecipare all’interrogazione sul senso del mondo

    Possible connections between the Montessori method and philosophy for children

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    This paper aims to focus on certain aspects of two education methods: one initiated in the first half of the twentieth century by Maria Montessori, and the other in the second half of that century by Matthew Lipman. The aim – neither comparative nor analytical – is to shed light on the connections and, more specifically, the elements of the Montessori Method that reflect on Lipman’s proposal. The question this paper aims to answer is: can P4C find fertile ground in schools that apply the Montessori Method? The paper will focus, among other elements, on the importance of giving space for thinking experience from childhood on, and on the recognition of the value of childhood. Both Lipman and Montessori have systematically observed children of different ages – the former in the first half, the latter in the second half of the twentieth century. Both recognized, gave value, and focused their scientific contributions on children’s ability to think and express their thoughts through languages (purposely in the plural form). As educational researchers and professionals know, children have the ability to think, but such ability has not always been (and still isn’t) considered to exist. Even when it is evoked in words, educational choices and proposals seem—even today--to express mistrust towards children’s thought. The two mentioned authors have repeatedly highlighted the importance of an essential right: the right to think and to be given a space – even as children – to exercise thinking with others. In particular, both authors – though envisaging different educational paths – identified the same categories functional to exercising thinking. Their interconnection may guide the actions of teachers, educators, and learning process experts. In fact, P4C might play a role in educational contexts in which the class is already considered a community of inquiry, in which the teacher is assigned the same role as a facilitator.Este artículo tiene como objetivo centrarse en ciertos aspectos de dos métodos de educación: uno iniciado en la primera mitad del siglo XX por Maria Montessori, y el otro en la segunda mitad del siglo XX por Matthew Lipman. El objetivo, ni comparativo ni analítico, es arrojar luz sobre las conexiones y, más específicamente, los elementos del Método Montessori que se reflejan en la propuesta de Lipman. La pregunta que este texto pretende responder es: ¿puede P4C encontrar terreno fértil en las escuelas que aplican el Método Montessori? El texto se centrará, entre otros elementos: en el reconocimiento de la importancia de dar espacio a la experiencia de pensamiento desde la infancia y de possible connections between the montessori method and philosophy for children reconocer el valor de la infancia. Tanto Lipman como Montessori han observado sistemáticamente a niños de diferentes edades: el primero en la segunda mitad y la segunda en la primera mitad del siglo XX. Ambos caracterizaron, dieron valor y centraron sus contribuciones científicas en la capacidad de los niños para pensar y expresar sus pensamientos a través de lenguajes (a propósito en forma plural). Como saben los investigadores y profesionales de la educación, los niños tienen la capacidad de pensar, pero esa capacidad no siempre se ha considerado (todavía no es considerada). Incluso cuando se evoca con palabras, las opciones y propuestas educativas parecen, aún hoy, expresar desconfianza hacia el pensamiento de los niños. Los dos autores mencionados han subrayado en repetidas ocasiones la importancia de un derecho esencial: el derecho a pensar y a tener un espacio, incluso como niños, para ejercitar el pensamiento con los demás. En particular, ambos autores, aunque previeron diferentes caminos educativos, identificaron las mismas categorías funcionales para ejercitar el pensamiento. Su interconexión puede guiar las acciones de maestros, educadores y expertos en procesos de aprendizaje. De hecho, P4C podría desempeñar un papel en contextos educativos en los que la clase ya se considera una comunidad de investigación, en la que al profesor se le asigna el mismo papel que un facilitador

    “E perché il bambino non potrebbe fare della filosofia?” Il diritto ad imparare a pensare: traiettorie e connessioni tra metodo Montessori e Philosophy for Children

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    Maria Montessori ha apportato il proprio contributo su più piani: promuovendo sia una rinnovata rappresentazione dell’infanzia – come categoria sociale culturale –, sia una rinnovata concezione di educazione intesa come aiuto alla vita. L’educazione, in tal senso, è finalizzata alla formazione quanto più globale, armonica e integrata della persona. In modi diversi e molteplici, il mondo adulto e le scienze dell’educazione non dimentichino il diritto dell’esercizio del pensione, anche attraverso la filosofia come strumento e metodo. Si richiama così la proposta più diffusa a livello internazionale, la Philosophy for Children e l'impronta data da M. Lipman

    Materiali montessoriani: perfezionare i sensi e toccare la bellezza

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    “Toccare la bellezza” è un invito che si trasforma in un titolo ambizioso per una mostra, ma è anche una quotidiana esperienza per i bambini e le bambine che hanno nelle loro aule scolastiche e tra le mani il materiale pensato da Maria Montessori. Chiaramente il Metodo Montessori non si esaurisce nella presenza dei materiali ma richiama anche il prezioso ruolo dell’insegnante che ha il compito di “aprire le vie, non mai respingere per mancanza di fiducia”; 1 il valore del gruppo classe, che diviene “società per coesione”; 2 la centralità 57 del lavoro autonomo di bambine e bambini che sembrano dire “aiutami a fare da me”; 3 gli spazi, i tempi eccetera

    Sentieri non lineari per la conquista del “sentimento dell’infanzia” nel Novecento: indizi e denunce al MoMa di New York

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    As a matter of fact, little girls and boys have always been but not childhood! Childhood, as a social andcultural construct, exists if it is recognized in the physical and personal data, as in the specific needs,competencesandpotentials. Itis necessarytosupplychildrenwith environments, times, relationships,educational and daily proposals. For too long this recognition has failed, with the risk of assimilationand homogenisation between the adult world and the children’s, which is still ignored. The twentiethcentury, also called the century of childhood, sees a progressive attention to the world of childhood, asshown by a growing production of toys, furniture and materials specifically designed for little girls andboys. Even the MoMa of New York, in 2012, staged the exhibition “Century of the Child: Growing byDesign, 1900-2000” dedicated to objects designed for infancy in the twentieth century: the path of theconquest of childhood is told through the design and creation of objects, clothes, toys, educationalfeatures, tools and materials. The promises made by the twentieth century reached their peack in1989, with the UN Declaration of the Rights of Child, but still most of proclamations often remainfine words. Adults must be responsible towards children and respect their rights in order to let themlive a childhood free from the risks of “adultification”, love for spectacle and “showcase-fication”

    Leggi con me, leggo per te: esperienze all'aperto per costruire comunità educanti. Read with me, I read for you: outdoor experiences to build educating communities.

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    Nel periodo di pandemia l’infanzia ha visto ridotta la possibilità di vivere esperienze educative di diversa natura, sia in contesti al chiuso, sia in luoghi all’aperto (Gigli, 2021, Balduzzi, Lazzari 2021): la chiusura di scuole e servizi ha disvelato anche agli occhi dei non addetti ai lavori come tali contesti consentono a tutti e tutte un’opportunità democratica di formazione svolgendo al contempo una funzione socializzante

    Cittadinanza e sostenibilità ambientale: una sfida educativa tra esercizio del pensiero e ascolto dell’infanzia

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    I bambini e le bambine che abitano le periferie e le città, sia nel mondo occidentale sia in quello orientale, si trovano a vivere istanze planetarie e, contemporaneamente, partecipazioni locali. Quale cittadinanza attiva – del globale e del locale – pensiamo per loro, considerando anche le emergenze più gravose del tempo presente, come quelle legate ai temi ambientali? Quali spazi o esperienze per connettersi alla natura e maturare atteggiamenti di cura del nostro pianeta? Tra i diversi ambiti di riflessione a cui l’infanzia accede, non è trascurabile il suo punto di vista sull’ambiente. Ciò chiama in causa l’educazione anche rispetto alla questione della sostenibilità ambientale. Sono numerosi i dispositivi pedagogici che possiamo mettere in atto per valorizzare esperienze educative in questo campo. Nell’ambito di una riflessione sull’educazione al pensiero, il presente contributo propone la pratica filosofica per il suo riconoscere dignità al pensiero dell’infanzia e per la sua capacità di aprire alla possibilità di pensare insieme

    Scoprire differenze e somiglianze : il dialogo come pratica educativa nella scuola primaria

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    A partire da alcune connessioni teoriche tra la Pedagogia Interculturale e la Philosophy for Children, l’articolo approfondisce il principio del dialogo ritenuto un criterio educativo centrale per entrambi gli approcci e, in particolare, dispositivo portante la progettualità interculturale a scuola. Per sottolineare la rilevanza di tale principio nella formazione di un pensiero aperto alla pluralità dei punti di vista, sono state analizzate alcune trascrizioni di discussioni svolte con due gruppi di alunni di scuola primaria, impegnati nella ricerca di significati condivisi rispetto a parole come uguaglianza, somiglianza e differenza emerse dall’osservazione della loro vita quotidiana.Starting from some theoretical connections between Intercultural Pedagogy and Philosophy for Children, this paper delves into the principle of dialogue as a central educational criterion for both approaches and, in particular, a meaningful tool for intercultural planning in schools where the plurality of children's perspectives and the way in which they compare their thoughts is strongly encouraged. To emphasize the relevance of this principle in the formation of minds open to multiple viewpoints, the paper analyses some transcripts of discussions held with two groups of primary school pupils, en- gaged in the search for shared meanings of terms such as equality, similarity and difference upon observation of their daily lives

    Esperienze nature-based, pedagogia del corpo e pratiche filosofiche : aspetti teorici e metodologici per gli interventi educativi in situazioni di emergenza

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    Gli eventi catastrofci che provocano le emergenze possono essere riconducibili a “cause umane” o a origini naturali, ma sono quasi sempre amplifcati da azioni umane disfunzionali. L’impatto di queste emergenze, infatti, è direttamente proporzionale alla capacità delle società di operare pianifcazioni strategiche a lungo termine, sia a livello di infrastrutture sia a livello di formazione e preparazione su modalità e strumenti di intervento effcaci. Proprio per tale ragione tra gli elementi del sistema sociale che dovrebbero essere coinvolti nelle pianifcazioni strategiche fnalizzate a ridurre l’impatto delle catastrof ci sono i contesti educativi (scuole, servizi territoriali, luoghi di cultura, socializzazione, sport ecc.) che possono avere molti strumenti, approcci e metodologie a disposizione per intervenire effcacemente in emergenza. Con l’intento di contribuire a mostrarne il potenziale pedagogico, questo contributo vuole porre l’attenzione su tre elementi – l’esperienza in natura, l’ascolto del corpo e le pratiche flosofche – che, insieme ad altri dispositivi pedagogici e a opera dei professionisti dell’educazione, possono sostenere la resilienza in situazioni di emergenza

    Con lo sguardo dei bambini e delle bambine

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    In un tempo di scuole chiuse, di parchi svuotati e di strade silenziose, dove può il mondo adulto trovare spazi aperti di ascolto ai pensieri dei bambini e delle bambine? Come può creare territori di attenzione ai diritti riconosciuti, in tutta la loro dignità? Nel capitolo vengono riportati spazi che hanno permesso a bambine e bambini di raccontare se' e il mondo, da dentro le loro case (quando quelle pareti erano confini) con i loro molteplici linguaggi: proposte che hanno, in comune, l’esplicito riconoscimento di autorevolezza ai pensieri dei bambini e delle bambine
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