8 research outputs found
Progetto di riuso delle Concerie Riganti, parte del Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia in Roma.
Questo progetto è l’esito del lavoro di ricerca condotto sul complesso denominato “Concerie Riganti” svolto nell’ambito del contratto stipulato dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia (MNETRU) con il Dipartimento di Architettura e Progetto (DiAP), di cui è stato responsabile scientifico il prof. Andrea Grimaldi. Da questa prima collaborazione è scaturito il progetto, poi finanziato dal Ministero della cultura. Quale operazione preliminare alla fase progettuale, una estesa ricerca documentaria - di cui in allegato si presentano alcuni documenti salienti - ha consentito di ricostruire il succedersi delle trasformazioni dei luoghi, dalla nascita ed evoluzione della Villa Cesi in Villa Poniatowski sino alla realizzazione delle concerie ed alla successiva dismissione delle attività produttive che vi si erano insediate.
Nel 2017, il complesso edilizio delle concerie appariva come una sorta di “rovina multipla” in cui, alle tracce stratificate delle precedenti funzioni, si erano aggiunte quelle di un recupero avviato per il giubileo degli anni Duemila non completamente concluso.
Nel riuso, conoscere lo stato dei luoghi è l’operazione preliminare essenziale al corretto svolgimento del processo progettuale. Misurare e restituire attraverso il disegno la consistenza fisica dei manufatti è passaggio ineludibile. Grazie al coinvolgimento di un nucleo di Docenti e Dottorandi del Dipartimento di Storia, Disegno e Restauro dell’Architettura della Sapienza è stato acquisito un rilievo digitale delle ex concerie, dal quale sono stati estrapolati i disegni bidimensionali fondamentali per la corretta comprensione dell’edificio dal punto di vista geometrico. Sulla base di questi si è realizzato un plastico di studio con il quale si sono sperimentate soluzioni spaziali per l’ottimizzazione degli ambienti a disposizione seguendo il programma funzionale messo a punto nel corso della ricerca, di concerto con la direzione e i tecnici del museo.
Il progetto ha preso le mosse da un assunto che potremmo definire di natura metodologica: cercare di mettere a sistema la domanda di spazi preposti a un determinato utilizzo di tipo culturale con i caratteri degli ambienti già dati, senza cercare facili scorciatoie banalmente funzionaliste o, al contrario, puramente formaliste.
Come per qualsiasi tipo di progetto, anche in questo caso è stato fondamentale il confronto con la committenza, rappresentata qui dall’allora direttore, Valentino Nizzo, con il quale si è lungamente discusso della sua idea di museo. Museologia e museografia sono le discipline su cui si fonda il processo progettuale che porta alla forma-spazio del museo contemporaneo. L’idea museologica si fa spazio fisico attraverso il sapere museografico, che ne interpreta la dimensione teorica attraverso una prassi operativa.
Il progetto ha voluto dare risposta a una delle principali criticità dell’attuale Museo, che nel momento dell’avvio della ricerca soffriva della mancanza di spazi per l’allestimento di mostre temporanee e di spazi per eventi.
Il progetto persegue la strategie dell’“attrezzare” l’architettura esistente operando in senso multiscalare al fine di rendere coerenti tutte le stratificazioni esistenti, da quelle testimoni dell’origine del luogo fino alle peculiarità spaziali degli interventi più recenti. La ricerca-azione rappresentata dal progetto che qui si presenta, si può identificare come caso concreto di sperimentazione di una “terza via” di intervento sull’esistente, in cui il portato etico sotteso al concetto di riciclo si confronta con l’attitudine alla conservazione. L’ipotesi di lavoro che questo progetto ha sperimentato ha infatti voluto recuperare e reinterpretare le memorie rinascimentali e valadieriane ancora presenti sul luogo, ma, ancor di più, ha cercato di rendere riconoscibili le qualità spaziali delle aggiunte e delle trasformazioni che nel corso del tempo si sono succedute nell’area, modificandone la consistenza. La più recente rappresenta, del resto, la maggiore presenza fisica sino a noi pervenuta, che, insieme agli interventi incompiuti degli anni Duemila, viene a essere integrata nella nuova visione progettuale, a ribadire l’approccio ecologico e di riciclo di spazi e materia che la “terza via” esplicita, in affinità con il concetto di “riuso adattivo”, operazione “biunivoca” dove l’esistente si adatta al nuovo uso, ma anche il nuovo si plasma sulle molteplici e “multi-cronologiche” peculiarità dell’esistente
Le forme di rappresentazione dei ponti romani nel tempo
Le testimonianze che hanno contribuito alla conoscenza ed alla divulgazione dei ponti romani
sono di diverse tipologie: descrizioni testuali, rappresentazioni cartografiche, incisioni
vedutiste, immagini fotografiche e cinematografiche, serious game. Analizzare le modalità di
rappresentazione dei ponti romani aiuta ad interpretare significati, valori attribuiti e la
comunicazione di questi valori. La ricerca si focalizza sui ponti di costruzione romana
presenti a Roma, attraverso testimonianze testuali di epoca romana, passando per
rappresentazioni del VI secolo in cui usata una forma espressiva paradigmaticosimbolica,
fino alle forme rappresentative pi recenti.Forms of communication of Roman bridges have over time different methods: textual
description, cartographic representation; landscape with incisions; photographic; movies;
serious games. Analyzing methods of representation of Roman bridges helps to interpret
meanings, values and the communication of these values. The research focuses on the
Roman bridges in Rome, through textual evidence from Roman era, through representations
of the 16th century, where is used a paradigmatic-symbolic form of expression, up to the
most recent representative forms of today
Le forme di rappresentazione dei ponti romani nel tempo
Le testimonianze che hanno contribuito alla conoscenza ed alla divulgazione dei ponti romani
sono di diverse tipologie: descrizioni testuali, rappresentazioni cartografiche, incisioni
vedutiste, immagini fotografiche e cinematografiche, serious game. Analizzare le modalità di
rappresentazione dei ponti romani aiuta ad interpretare significati, valori attribuiti e la
comunicazione di questi valori. La ricerca si focalizza sui ponti di costruzione romana
presenti a Roma, attraverso testimonianze testuali di epoca romana, passando per
rappresentazioni del VI secolo in cui usata una forma espressiva paradigmaticosimbolica,
fino alle forme rappresentative pi recenti.Forms of communication of Roman bridges have over time different methods: textual
description, cartographic representation; landscape with incisions; photographic; movies;
serious games. Analyzing methods of representation of Roman bridges helps to interpret
meanings, values and the communication of these values. The research focuses on the
Roman bridges in Rome, through textual evidence from Roman era, through representations
of the 16th century, where is used a paradigmatic-symbolic form of expression, up to the
most recent representative forms of today
Adenosine A2a receptor-mediated, normoxic induction of HIF-1 through PKC and PI-3K-dependent pathways in macrophages
Adenosine released by cells in injurious or hypoxic environments has tissue-protecting and anti-inflammatory effects, which are also a result of modulation of macrophage functions, such as vascular endothelial growth factor (VEGF) production. As VEGF is a well-known target of hypoxia-inducible factor 1 (HIF-1), we hypothesized that adenosine may activate HIF-1 directly. Our studies using subtype-specific adenosine receptor agonists and antagonists showed that by activating the A(2A) receptor, adenosine treatment induced HIF-1 DNA-binding activity, nuclear accumulation, and transactivation capacity in J774A.1 mouse macrophages. Increased HIF-1 levels were also found in adenosine-treated mouse peritoneal macrophages. The HIF-1 activation induced by the A(2A) receptor-specific agonist CGS21680 required the PI-3K and protein kinase C pathways but was not mediated by changes in iron levels. Investigation of the molecular basis of HIF-1 activation revealed the involvement of transcriptional and to a larger extent, translational mechanisms. HIF-1 induction triggered the expression of HIF-1 target genes involved in cell survival (aldolase, phosphoglycerate kinase) and VEGF but did not induce inflammation-related genes regulated by HIF-1, such as TNF-alpha or CXCR4. Our results show that the formation of adenosine and induction of HIF-1, two events which occur in response to hypoxia, are linked directly and suggest that HIF-1 activation through A(2A) receptors may contribute to the anti-inflammatory and tissue-protecting activity of adenosine
Ponte sull'Arno tra la SS67 e la SP106 a Montelupo
Oggetto della tesi è la progettazione preliminare di un nuovo ponte sul fiume Arno, parte rilevante di un nuovo asse viario che collega i comuni di Montelupo Fiorentino, in località Fibbiana, e Capraia Limite percorsi rispettivamente dalla S.S. 67 e la S.P. 106, progetto preliminare che riguarda l’analisi di tre tipologie secondo gli schemi noti di ponti a travata, ad arco e strallato.
E’ stato il forte sviluppo residenziale e produttivo del territorio, a porre in chiaro risalto la necessità di un nuovo asse viario, che ha determinato nel tempo un ragguardevole aumento del traffico di attraversamento dei due comuni. In particolare nel Comune di Montelupo Fiorentino vengono riscontrati i maggiori problemi, legati in gran parte alla presenza di un sottopasso ferroviario, con istituzione di un senso unico alternato, data la ridotta larghezza. La possibilità di allargamento del sottopasso, se da una parte migliorerebbe il flusso nelle immediate vicinanze dell’opera, dall’altra comporterebbe un ulteriore incremento del traffico stradale a discapito del centro abitato di Montelupo Fiorentino.
Il nuovo ponte sull’Arno con il nuovo asse viario, posto a metà strada tra i ponti esistenti di di Empoli e di Montelupo Fiorentino determina invece una riduzione del traffico pendolare di attraversamento dovuto ai tragitti quotidiani casa-lavoro dai centri residenziali dei due comuni.
L’intervento si prefigura, inoltre, come un asse di scorrimento privilegiato tra la Strada di Grande Comunicazione FI-PI-LI, intercettata in prossimità del nuovo svincolo di Empoli Est (Figura1), e i territori posti sulla riva destra dell’Arno determinando quindi sostanziali miglioramenti anche alle attività lavorative della zona e di tutto il circondario Empolese-Valdesa.
L’intervento fa parte di un insieme di opere legate alla viabilità il cui intento e presupposto è l’adeguamento della rete viaria del Circondario Empolese-Valdesa. I primi lavori, terminati nel 2005, hanno riguardato la realizzazione della variante all’abitato di Montelupo Fiorentino, gli altri lavori riguardano, per esempio, la variante alla SR 429 nel tratto Empoli Castelfiorentino, il nuovo accesso alla città di Empoli dalla SGC FI-PI-LI tramite la realizzazione dei nuovi svincoli di Empoli Centro ed Empoli Est
'La Sposa trionfante' : entertainments for princely marriages in Turin, Mantua and Florence, 1608
This thesis is a study of the pageantry and entertainments which took place in 1608 on the occasion of three aristocratic marriages, those of Princesses Margherita and Isabella of Savoy to Francesco Gonzaga of Mantua and Alfonso d'Este of Modena and of Maria Maddalena of Austria to Cosimo II de' Medici of Tuscany. Volume I comprises: a brief survey of the political situation in northern Italy in 1608, including the marriage negotiations between savoy, Mantua and Modena; a discussion of attitudes to women current in the Renaissance as reflected in marriage pageantry; a full account of the pageantry and entertainments celebrating these marriages, drawing on archival material and contemporary published descriptions; a discussion of the interpretation of pageantry, the response of the spectators, and pageantry's value as political propaganda and as a means of promoting and spreading artistic development. Volume II is an edited collection (in Italian and French) of the relevant documents from Italian state archives and full transcriptions of the three principal accounts published in 1608. The thesis concludes that there is a close relationship between political changes and developments in pageantry. The rise of absolutism as the dominant form of government in Italy at the end of the sixteenth century is parallelled by the glorification of the ruler in pageantry. The stability and prosperity of the state come to be identified with the security and strength of the ruler. The thesis offers a new approach to the role of women in Renaissance politics and society through examination of marriage pageantry. Women are represented as counsellors and mediators, rarely taking action, but promoting peace and, through their role as mothers of future heirs, ensuring stability and prosperity in the state
Dissecting the roles of WNT signaling in breast cancer using "in vitro" and "in vivo" experimental models
Canonical WNT pathway regulates expression of target genes by modulating intracellular amount of β-catenin. Without WNT pathway activation, a so-called “destruction complex” including APC and Axin facilitates the degradation of β-catenin. Upon binding of WNT ligand to its receptor Frizzled, the destruction complex is antagonized and β-catenin is stabilized. Stabilized β-catenin goes to the nucleus, binds to the TCF/LEF family of transcription factors and initiates the new gene expression program.
De-regulation of the WNT signaling pathway via mutations in APC and Axin, proteins that target β-catenin for destruction, or in β-catenin itself have been linked to various types of human cancer. These genetic alterations rarely, if ever, are observed in breast tumors. However, various lines of evidence suggest that WNT signaling may also be de-regulated in breast cancer. Most breast tumors show hypermethylation of the promoter region of secreted Frizzled-related protein 1 (sFRP1), a WNT antagonist, leading to downregulation of its expression. As a consequence WNT signaling is enhanced. We hypothesized that autocrine activation of WNT signaling plays an important role in breast cancer and loss of sFRP1 expression is one of the critical events leading to constitutively active WNT signaling in breast cancer formation.
We show that de-regulation of the WNT signaling pathway appears to occur by autocrine mechanisms in a panel of breast cancer cell lines and that interference with WNT signaling in breast cancer cell lines reduces their proliferative ability. Furthermore, ectopic expression of sFRP1 suppresses autocrine WNT signaling in MDA-MB-231 human breast cancer cells and leads to dramatically impaired outgrowth of these cells as xenografts in nude mice. A microarray analysis led to the identification of two genes encoding CCND1 and CDKN1A whose
expression level is selectively altered in sFRP1 expressing tumors. The corresponding proteins, cyclin D1 and p21Cip1 were down- and up-regulated, respectively in sFRP1 expressing tumors, suggesting that they are downstream mediators of WNT signaling. In addition to the effect on cell proliferation, we show that WNT stimulates the migratory ability of T47D human breast cancer cells. Conversely, ectopic expression of sFRP1 decreases the migratory potential of MDA-MB231 cells, suggesting that WNT activation not only promotes cell growth, but also stimulates cell motility.
In summary, these results suggest that the WNT pathway has an impact on various biological characteristics of human breast cancer cell lines. Throughout these studies, we revealed the possibility that interference with WNT signaling at the ligand-receptor level is a valid therapeutic approach in breast cancer
Teleoperated assistance platform for human upper limb
En este artículo se propone una plataforma de asistencia para miembro superior humano que comprende un exoesqueleto pasivo inalambrico para captura de movimiento, basado en sensores inerciales y resistores flexibles, el cual es capaz de medir 6 grados de libertad del brazo (distribuidos de la siguiente forma . hombro: flexo-extensión, abducción-aducción y rotación interna-externa; codo: flexo-extensión y supino-pronación; muñeca: flexo-extensión) además del estado de la mano (abierto-cerrado), un brazo robótico antropomórfico de 6 GDL y un sistema de visión por computadora. La plataforma opera en un espacio de trabajo acotado por las dimensiones de un escritorio y tiene dos modos de operación: teleoperado, el brazo robótico (esclavo) es controlado por el usuario mediante el uso del exoesqueleto (maestro) y autónomo, el brazo robótico ejecuta tareas almacenadas en la memoria de forma independiente, haciendo uso del sistema de visión por computadora.In this paper is proposed an assistance platform for human’s upper limb, which is composed by an passive-wireless exoskeleton for tracking motion based on inertial and flex sensors, it is capable of measuring 6 DOF of the human’s arm (whose are distributed as follows, shoulder: flexion-extension, abduction-adduction and external-internal rotation; elbow: flexion-extension and supination-pronation; wrist (flexion-extension) in addition is able to detect the state of the hand (opened-closed), a 6-DOF anthropomorphic robot arm and a computer vision system. The platform operates in a workspace bounded by the dimensions of a desktop and it has to execution modes: teleoperated, in which the robot arm (slave) is controlled by the user by using the exoskeleton (master), and autonomous, in which the robot arm execute tasks that has been stored in the memory independently by using the computer vision system.Pregrad
