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I PROTAGONISTI DEL DESIGN. Marco Zanuso
Il testo delinea il profilo professionale completo di Marco Zanuso, con una selezione dei progetti realizzatiThe text presents the complete professional profile of Marco Zanuso, with a selection of the project
MZ progetto integrato. Marco Zanuso: design, tecnica e industria
L’architetto Marco Zanuso (1916-2001) è stato indiscutibilmente fra i maggiori progettisti per l’industria in Italia. Attivo in questo campo per oltre cinquant’anni, a partire dal secondo dopoguerra, ha collaborato con le più note aziende nei settori dell’arredamento (Arflex, Kartell, B&B, Bonacina, Elam, O-Luce) e degli elettrodomestici (Brionvega e Vortice), progettando diversi oggetti che hanno costruito il nostro paesaggio domestico come il telefono Grillo. Molti di questi prodotti hanno conosciuto grande diffusione e longevità e alcuni sono ancora oggi in produzione, a testimonianza della loro qualità progettuale complessiva. Caratterizza, infatti il suo lavoro, da una parte l’operare in ambiti differenti, dall’altro la specifica attenzione volta a coniugare il progetto con l’innovazione delle tecnologie e le peculiarità delle imprese. Il volume si articola in saggi e apparato iconografico che documentano i suoi principali ambiti di intervento nel campo del design: il design dell’arredo, gli oggetti tecnologici (dai televisori agli apparecchi radiofonici o telefonici); l’industrializzazione edilizia. IL volume dà conto dell'attività di Zanuso e raccoglie i contributi di cinque studiosi basati sui materiali del fondo Zanuso conservato presso l'Archivio del moderno, organizzandoli tematicamente. Il ricco apparato iconografico, proveniente dallo stesso fondo, costituisce una chiave di lettura ulteriore della sua opera
Appunti sugli spazi teatrali secondo Marco Zanuso
Ho sempre guardato al teatro come ad uno spazio
sacro, ma laico: un luogo cui convergere per
assistere ad una rappresentazione della vita,
nell’oggettività dei suoi gesti quotidiani così come
nella trascendenza dei suoi principi più spirituali. E
come architetto, ritrovo in entrambe queste condizioni
– i gesti del fare ed i moti dell’essere – la necessità
di una dimensione ambientale che, anche nelle sue
espressioni più essenziali, sappia risolvere il rapporto
di relazione emotiva, prim’ancora che fisica – spirituale
appunto –, tra coloro che assistono e coloro che
“mettono in scena”, rappresentano, interpretano.
La relazione spaziale che si instaura tra questi due
poli – il luogo del rappresentare e quello dell’osservare
–, l’intensità di scambio e sintonia che giunge
ad instaurarsi tra essi, rappresentano, dunque, la
quintessenza della sfida progettuale che un architetto
deve affrontare. (...) Inevitabile pensare a Giorgio Strehler regista per
riflettere su Marco Zanuso architetto e costruttore di
spazi teatrali: due grandi personaggi che si incontrano
e si accompagnano in una storia lunga una vita, inseguendo
per cinquant’anni, a Milano, dalla creazione
del Piccolo, primo teatro stabile italiano (oggi teatro
Grassi, ristrutturato da Ernesto Nathan Rogers e Marco
Zanuso nel 1953), (fig. 1) a quella del Piccolo Teatro
Studio (ex Fossati, oggi Piccolo Teatro Studio Mariangela
Melato, ridisegnato da Zanuso ed inaugurato il 14
maggio 1986), fino a quella della nuova sede del Piccolo
(oggi teatro Strehler, progettato da Marco Zanuso
e Pietro Crescini ed inaugurato il 26 gennaio 1998),
l’idea di sacralità laica del teatro, così come quella di
macchina scenica perfetta e perfettibile (...
Sono un "designer all'antica" a colloquio con Marco Zanuso
Cecilia Cecchini intervista Marco Zanuso, tra i temi trattati: i rapporti con le aziende, l'uso sperimentale dei materiali, dal disegno alla realizzazione
The Sky in the Room. Marco Zanuso. Holiday Houses/Il cielo nella stanza. Marco Zanuso. Case per vacanza
Il saggio analizza tre case per vacanza progettate da Marco Zanuso. Le tre case, costruite in tre realtà paesaggistiche diverse ma di grande bellezza, gravitano attorno ad altrettanti spazi aperti - patii o corti - pensati come ‘stanze a cielo aperto’. Questi spazi sono ottenuti con due diverse operazioni compositive: ‘scavo’ o accostamento di elementi
Marco Zanuso. Interni domestici in Lombardia
LAUREA MAGISTRALEMarco Zanuso è un architetto, designer e accademico milanese che opera nella seconda metà del XX secolo in Italia e all’estero; è noto principalmente per l’importante contributo all’industrial design, per i progetti delle fabbriche, per alcuni edifici dove ha collaborato con artisti quali Lucio Fontana e per il suo ruolo di docente presso il Politecnico di Milano.
La tesi è suddivisa in due parti: la prima cerca di contestualizzare la figura di Marco Zanuso nel suo tempo, per comprendere come la sua progettazione si rapporti a due temi per lui importanti, la domesticità e il mondo della tecnica; nella seconda, invece, si sono individuate, studiate e interpretate alcune abitazioni progettate da Zanuso, per far emergere affinità e differenze fra il modo di concepire e arredare gli interni e le metodologie di progetto impiegate nelle architetture e nel design. L’obiettivo finale dell’elaborato è fornire nuovi elementi di valutazione critica dell’opera progettuale di Zanuso riferita agli interni, la quale si pone un obbiettivo preciso: analizzare bisogni ai quali dare risposta nella più efficace modalità possibile, senza considerare alcuna sovrastruttura ideologica.
È proprio la riflessione antropocentrica che guida Zanuso nella concezione degli interni domestici. Questi sono stati analizzati cercando di evidenziare una costante crescita e sperimentazione di temi spaziali sempre presenti. Osservare come l’architetto declini tali dispositivi in contesti dissimili (appartamenti, città, periferia, campagna) ha permesso la creazione di una personale visione della costruzione spaziale domestica di Zanuso, riassumibile nell’affermazione: una semplice complessità.
Grazie alla ricerca di Tesi si è individuata una metodologia di indagine applicabile anche ad altri architetti e ad altre ricerche, che ha permesso di costruire un proprio approccio critico al tema dell’architettura degli interni. La Tesi racchiude infine la personale maturazione durante i cinque anni trascorsi presso la Scuola di Architettura Urbanistica Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano e rappresenta, al tempo stesso, la fine di un percorso e l’inizio di un altro.Marco Zanuso is a Milanese architect, designer and academic who worked in the second half of the 20th century in Italy and abroad; he is mainly known for his important contribution to industrial design, for his factory projects, for some buildings where he collaborated with artists such as Lucio Fontana, and for his role as a professor.
This thesis is divided into two parts: in the first one I tried to contextualise the figure of Marco Zanuso in his time, to understand how his design relates to two themes that were important to him, domesticity and the world of technology. On the other hand, in the second part a number of dwellings designed by Zanuso have been identified, studied and interpreted in order to bring out the similarities and differences between his way of conceiving and furnishing interiors and the design methodologies used in architecture and design. The final objective of this paper is to provide new elements for a critical evaluation of Zanuso's interior design work, which has a precise aim: to analyse needs to be met in the most effective way possible without considering any ideological superstructure.
It is precisely anthropocentric reflection that guides Zanuso in his design of domestic interiors. These have been analysed in an attempt to highlight constant growth and experimentation with ever-present spatial themes. Observing how the architect declines such devices in dissimilar contexts (flats, city, periphery, countryside) has allowed the creation of a personal vision of Zanuso's domestic spatial construction which can be summed up in the statement: a simple complexity.
Thanks to this research thesis a methodology of investigation has been identified and that can also be applied to other architects and other research, which has made it possible to construct one's own critical approach to the theme of interior architecture. Finally this Thesis contains the personal maturation during the five years spent at the School of Architecture, Urban Planning and Construction Engineering of the Politecnico di Milano, and at the same time it represents the end of one path and the beginning of another
Marco Zanuso e la definizione costruttiva. Una sperimentazione BIM per le ragioni del progetto. / Marco Zanuso and the construction definition. A BIM experiment for project reasons.
Il contributo presenta una sperimentazione sull’uso dello strumento informatico del BIM applicato propriamente alla fase ideativa dell’iter progettuale seguito da Marco Zanuso nella definizione del progetto per la scuola materna a Merlo (Argentina). Tales perimentazione rientra in una più ampia ricerca volta a decifrare quel processo di affinamento delle forme storiche caratterizzante la tradizione progettuale della Scuola di Milano.The essay presents an experiment on the use of the BIM software applied specifically to the ideational phase of the design process followed by Marco Zanuso in defining the infant school project in Merlo (argentina). This experimentation is part of a broader research aimed at highlighting the process refining historical forms that characterizes the design tradition of the Scuola di Milan
Calcestruzzo, progetto, industria. L'Olivetti di Marco Zanuso
In the years of post-war reconstruction in Italy, the project seemed to be the only possibility of revenge on the ruins of the war and, at the same time, industry seemed to be the solution to the needs of a society that had to rebuild itself. The combination of design and industry thus extended to all sectors of artistic production, and the common thread running through it was the use of words borrowed from the world of industry - model, series, components, standardisation, reproducibility, etc. - thus generating the phenomenon of industrialisation, or 'generalised phenomenon' as Marco Zanuso affirms, "a consequence of the industrial revolution, the result of deep economic and social transformations, [...] one of the most revolutionary phenomena in the history of humanity, in which we are all involved both individually and collectively" [1][Zanuso, 1984]. In this scenario, the Olivetti entrepreneurial experience is set, which goes beyond the specific object of its production 'the typewriter' and turns to architectural and urban planning, cultural, publishing and political issues. Olivetti engaged the best Italian architects of the period, including Marco Zanuso. The factory is the topos of the project, which synthesises the theories of building industrialisation. Zanuso explored the potential of materials to approach issues related to the factory and found in reinforced concrete the possibility of rationalising the phases of the composition process. Thus, the structure embodies the perfect balance between technique and expressive language and becomes a generator of space, light, form and function. In particular, the beam-pillar node is perfectly expressed in the architectures built for Olivetti in Argentina and Brazil and reflects the ability to conceive the space of the factory as a single object, in which the recognition of the construction system becomes the identifying key of the factory itself
Marco Zanuso. Architettura, Design e la costruzione del benessere
Il seminario internazionale dedicato a Marco Zanuso arricchisce il programma della Facoltà di Architettura e Società del Politecnico di Milano di ricordare i docenti che in questa facoltà hanno insegnato e messo a disposizione gran parte delle loro energie e risorse intellettuali per formare le nuove generazioni di architetti.
I concetti di conservazione, difesa delle peculiarità delle culture, la ricerca tecnologica, la ricerca della qualità dello spazio sono solo alcune delle applicazioni sperimentate sia nella didattica che nella vita professionale di Marco Zanuso.
I testi toccano gli aspetti nodali della personalità di Zanuso che la critica ufficiale ha poco indagato e che è stata nostra intenzione valorizzare per i contenuti e la problematicità di cui sono portatori.
Alcune testimonianze hanno inoltre ricuperato anche l’umanità di un architetto che ha dato alla professione l’opportunità di incontri che sono diventate amicizie, l’opportunità di sorridere con ironia e di lavorare con quella passione che è servita a coloro che con lui hanno collaborato alcuni importanti momenti di felicità.
Il libro contiene scritti di: M.Antonietta Crippa, Fabrizio Schiaffonati; Emilio Faroldi; Antonio Piva; Arturo Bellavitis Dell'Acqua, Vittorio Prina, Francesco Trabucco, M.Cristina Tonelli, Letizia Tedeschi, Manolo De Giorgi, Richard Sapper, Cini Boeri, Franca Valer
Sono un "designer all'antica". Cecilia Cecchini a colloquio con Marco Zanuso
Intervista di Cecilia Cecchini a Marco Zanuso fatta nel 1999. Verte sui temi della trasformazione della progettazione industriale dal dopoguerra; illustra i primi usi della gommapiuma, del nastro Cord; i rapporti con gli imprenditori dell'epoca; gli insegnamenti presi dal settore dell'auto
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