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Introduzione
Questo volume trova la sua origine nell’ambito delle
molteplici attività che l’Università di Padova sta realizzando
per costruire contesti inclusivi, solidali, attenti alle eterogeneità
e alle unicità delle persone. Siamo consapevoli che
nel corso della sua storia l’umanità ha sperimentato periodi
di pace e convivenza, così come di feroce competizione,
odio, guerra, soprusi, marginalizzazioni, ecc. Per spiegare e
sciogliere questa ambivalenza di comportamenti, sappiamo
che è inutile richiamarsi all’evoluzione, alla biologia o alla
genetica per decidere se siamo buoni o cattivi «per natura».
Le scienze ci dicono infatti che è la nostra stessa eredità
naturale a essere ambigua, e dunque la responsabilità delle
nostre scelte ricade in ultima istanza sul singolo e sulle sue
motivazioni culturali. Ancora oggi vi sono situazioni e contesti
caratterizzati da condizioni che inducono sofferenza,
miseria, impoverimento, degrado, cioè le cause profonde di
conflitti e discriminazioni. Oramai, in ogni modo, sappiamo
che il progresso e la fioritura delle comunità nascono dalla
cooperazione e dalla convivenza, e che pregiudizi, ignoranza,
superficialità nelle relazioni, sono ostacoli che lasciano il segno
per lungo tempo, anche perché purtroppo in situazioni
di crisi e di percepita minaccia queste tentazioni divisive
attecchiscono facilmente nella nostra mente.
Diventa quindi sempre più importante iniziare a percorrere
nuove vie di formazione, attraverso varie modalità,
che infondano in primo luogo le capacità di collaborare,
avere rispetto per ogni espressione di diversità, manifestare
tolleranza e solidarietà, dare valore e corpo ai diritti umani.
Le società caratterizzate da eterogeneità e disomogeneità
sempre più consistenti e permeanti necessitano a maggior
ragione di stili di vita inclusivi che in modo più complesso
rispetto al passato facilitino una qualità della vita per tutti, ein particolare per coloro che manifestano maggiori vulnerabilità,
e nuove forme di coesistenza. Proprio perché diversi,
e sempre più diversi, abbiamo bisogno dell’uguaglianza di
diritti e di opportunità, di un’uguaglianza di principio ma
anche sostanziale, come recita l’articolo 3 della Costituzione
italiana. Bisogna allenare le comunità all’inclusione e a trarre
vantaggio dalle differenze, spostando i fulcri del potere,
stimolando empatia, comprensione, ricerca di soluzioni innovative
via via diverse di gestione di interazioni complesse
Nota Oosterschelde
Nota van de Minister van Verkeer & Waterstaat tot instelling van de Commissie Oosterschelde (Commissie Klaasesz) om te onderzoeken of de Oosterschelde wel volgens de oorspronkelijke plannen afgesloten moet wordenDeltawerken, Oosterscheld
Nota all'edizione
La "Nota all'edizione", contenuta nel volume della collana "I Meridiani" dedicato alle opere di Gianni Celati, esplicita i criteri di edizione, illustra le ragioni sottese alla scelta dei testi e indica le principali fonti di ricerca a cui i curatori hanno attinto
Viktor Krivulin. Concerto a richiesta e altre poesie, a cura di Marco Sabbatini
Prima raccolta antologica in italiano di Viktor Krivulin, con saggio introduttivo, nota bio-bibliografica, note ai testi e traduzioni a cura di Marco Sabbatin
Viktor Krivulin. Concerto a richiesta e altre poesie, a cura di Marco Sabbatini
Prima raccolta antologica in italiano di Viktor Krivulin, con saggio introduttivo, nota bio-bibliografica, note ai testi e traduzioni a cura di Marco Sabbatin
A service-oriented approach to modeling and performance analysis of Port Community Systems
A Port Community System (PCS) is an electronic platform that links the multiple systems operated by private and public organizations. Accordingly, PCSs can be interpreted as complex service system networks that coproduce services. The study proposes a three levels top-down methodology which aims to interpret existing PCS in order to: provide a formal description of this system network based on the enterprise architecture concepts of a PCS; illustrate how each actor of a PCS offers or requires services; and present a new approach to the measurement of services based on the Goal-Question- Metric paradigm
Diritti umani e inclusione
Come sappiamo questo nostro secolo sta facendo registrare
una disponibilità di mezzi, beni e risorse di cui l’umanità
non era riuscita a godere nei tempi passati. Nonostante ciò
siamo di fronte a emergenze e problematiche via via sempre
più numerose: da quelle relative all’inquinamento e alla difesa
dell’ambiente alla scelta di forme di sviluppo effettivamente
sostenibili, passando per questioni energetiche e alimentari,
questioni aperte su migrazioni, super-diversità, formazione e
lavoro. Due ambiti, questi ultimi, che debbono necessariamente
diventare di qualità, accessibili e dignitosi per tutti.
Non possiamo non menzionare anche gli elevati livelli di
disuguaglianza globale, con fenomeni di polarizzazione di
ricchezza e lavoro e di conseguente aumento della povertà,
che si intrecciano con quanto ricordato sopra e comportano
l’ampliarsi delle vulnerabilità nelle popolazioni.
Si tratta di sfide complesse e siamo consapevoli che le
università devono fare non solo la loro parte ma agire come
apripista e teste d’ariete per aiutare le società a trovare soluzioni
e strategie efficaci, dignitose, in grado di promuovere
una vita di qualità per tutti, ispirandosi come da tradizione
alla ricerca e ai modelli concettuali più accreditati, da un lato,
così come ai documenti internazionali sottoscritti dagli Stati
che si sono assunti delle specifiche responsabilità, dall’altro
Inclusive Didactic in Higher Education: a pilot project to promote inclusion in an Italian university
Higher education plays a crucial role in advancing social sustainability and inclusion, especially amid growing inequalities. This study assesses the impact of the ‘Inclusive Didactic in Higher Education’ program, a pilot training initiative designed to improve university staff’s understanding and attitudes toward inclusive teaching. The program, which blended theoretical insights with experiential activities, involved 77 professors from diverse disciplines. Through a mixed-methods approach, pre- and post-training evaluations showed marked improvements in participants’ attitudes and an expanded, more nuanced understanding of inclusion as a dynamic cultural process. Results highlight the importance of faculty in fostering inclusive academic environments and the value of structured training in achieving lasting change. By addressing knowledge gaps and shifting perceptions, the initiative supports broader efforts to align higher education with the United Nations’ 2030 Agenda, particularly its goals related to inclusive and equitable quality education. The study offers practical insights for embedding inclusion into university teaching practices
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