981 research outputs found

    “Possidet domum. Prime riflessioni a margine della religiosità domestica di Ercolano: fonti e dati archeologici

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    The lararium was a shrine to the guardian spirits of the Roman household. Family members performed daily rituals at this shrine to guarantee the protection of these domestic spirits, the most significant of which were the Lares. This paper focus on a new study about the domestic cult in Herculaneum, starting from the creation of a corpus of all the lararia discovered in the ancient city, until the reconstruction of the rituals and offerings that Romans made to the home altars

    Le forme del rituale a Pompei: gli strumenti del culto

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    Men communicate with gods by means of ritualized sequences of actions which we describe as sacrifices or sacrificial acts. In the Roman World, these sets of actions required for their performance an extensive apparatus of cult instruments and vessels, many of which are depicted in Roman art and coinage or described in Latin literature and, in very special cases, were found in the archaeological record. This article focuses on the the case of Pompeii, where objects that lay during the excavations have been well-preserved for centuries because of the lack of air and moisture. These instrumenta sacra provide an extraordinarily detailed insight into the religious life of the city, given us many different informations of sacrificial practices in diverging cultic contexts. Images of ritual cultic and sacrificial practices may provide some much-needed clarity in this regard and it is fortunate that they survive in the archaeological record in so many different forms

    La coroplastica a soggetto infantile nella tradizione votiva greca. Il caso di Satyrion

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    Il progetto di dottorato “La coroplastica a soggetto infantile nella tradizione votiva greca. Il caso di Satyrion” si è proposto di prendere in esame le terrecotte votive raffiguranti neonati, bambini e adolescenti da contesti magnogreci e greci, dal periodo arcaico fino all’ellenismo, traendo spunto dall’analisi del materiale coroplastico proveniente dalle undici favisse del santuario della Sorgente di Saturo (TA). Proprio il caso di Saturo è apparso emblematico per la definizione delle principali problematiche riguardanti le tipologie oggetto del presente studio. Il santuario della Sorgente si colloca in una piccola valle caratterizzata dalla presenza di acque sorgive posta a nord di Porto Saturo, località sita a 12 km a sud – est di Taranto. L’area sacra comprendente, per ora, tre grandi edifici di forma rettangolare di età arcaica e un sacello a pianta quadrangolare in blocchi regolari di carparo, databile al VI secolo a.C. Intorno a questa struttura sono state scoperte undici stipi votive, le quali hanno restituito migliaia di reperti ceramici e votivi fittili che attestano un’intensa frequentazione del sito a partire dalla seconda metà del VII secolo a.C. con successivi interventi riferibili ai decenni centrali del IV secolo a.C. fino ai primissimi anni del III secolo a.C. Grazie ad alcune attestazioni di carattere epigrafico è stato inoltre ipotizzato che fosse Afrodite, dea connessa con la fertilità del mondo della natura e degli uomini, la divinità principale venerata nel santuario. Partendo dall’enorme potenziale dimostrato dal santuario, in termini di possibilità di ricostruzione di culti e riti alla luce del prezioso materiale rinvenuto, si è lavorato in questi anni alla messa a fuoco di diverse problematiche, volte principalmente all’individuazione degli attori sociali del culto e ad una lettura integrata degli elementi a disposizione. All’interno di questo percorso, lo studio analitico della coroplastica a soggetto infantile ha avuto un ruolo determinante, sia in relazione al contesto del santuario della Sorgente che, più in generale, in relazione alla tradizione votiva greca. La finalità è stata duplice: da un lato individuarne le caratteristiche tipologiche e cronologiche e dall’altro determinare la funzionalità e la ritualità connessa a questo tipo di offerte, nell’ambito del santuario della Sorgente di Saturo e, più estesamente, in altri contesti sacri coevi. La scelta di questo progetto è nata quindi dall’esigenza di voler colmare, per quanto possibile, evidenti e gravi squilibri conoscitivi: se infatti la coroplastica votiva gode in generale di studi approfonditi e dettagliati, quella di soggetto infantile lamenta la carenza, eccetto rari casi, di una trattazione omogenea che non si limiti solo all’aspetto iconografico ma che comprenda anche una distinzione tipologia precisa ed una corretta definizione cronologica. L’indagine svolta è risultata essenziale e imprescindibile per confermare la titolarità del culto nel santuario, ma soprattutto per comprendere il rapporto esistente tra offerta e divinità rintracciando, laddove possibile, l’identità sociale dell’offerente e dunque le intenzioni sottese alla dedica e le modalità rituali di deposizione del dono votivo. L’analisi della coroplastica a soggetto infantile ha permesso inoltre di riconoscere un culto centrato intorno ai temi della fertilità e della fecondità, che include anche riti di passaggio con cui i giovani si avvicinavano al matrimonio e alla procreazione, garantendo la sopravvivenza della comunità.Saturo (Leporano, Italy) is a site about 12 km south-east of Taranto, situated on a promontory overlooking Porto Perone and Porto Saturo, two small inlets on the Gulf of Taranto, on the Ionic sea. Excavations carried out in the XXth century have shown an impressive continuity of occupation, with archaeological remains of Bronze Age and Iron Age settlements, of two Greek sanctuaries and of a very large Roman Villa. From 2007 Sapienza – University of Rome has restarted fieldwork in the Greek sanctuary so called “Santuario della Sorgente” (2007-2010). Many terrecotta figurines of children were found in the earth fills of the eleven favissae at the site. This PhD research presents a complete study of the votive terracottas depicting infants, children and adolescents in Saturo and in other contexts of Magna Graecia, Sicily and Greece, during the Classical and Hellenistic periods. Moreover it attemps to draw meaningful deductions about this kind of offerings and the rites (especially of passage) connected to Aphrodite, goddess associated with fertility of the natural world and of men, the main deity worshiped in the sanctuary

    Hera as protectress of marriage, childbirth, and motherhood in Magna Graecia

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    This paper is aimed to analyze several different aspects of the cult of Hera in Magna Graecia – from the Archaic to the Hellenistic period – where the goddess was already worshipped since the foundation of most ancient colonies in southern Italy. By examination both of the ancient Greek sources and the archaeological evidences, we tried to outline the features and the duties of the goddess over time, also comparing all the detected data with the Greek world. The result will perhaps help in defining them better than has been done hitherto

    InFieri: Incontri di Archeologia Sapienza : miscellanea degli atti II (2018-2019) e III (2020)

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    IAS-Incontri di Archeologia Sapienza" è un progetto multidisciplinare ideato da studenti del Dipartimento di Scienze dell'Antichità presso la Sapienza Università di Roma. Avviato nel 2018, il progetto offre uno spazio aperto per giovani studiosi delle materie antichistiche, inizialmente focalizzato sulla condivisione dei risultati delle tesi di laurea. Nel corso degli anni, si è evoluto in un formato di conferenza aperto a relatori provenienti da diverse discipline dei Beni Culturali. Dopo le prime edizioni concentrate su singoli appuntamenti, dal 2020 il progetto si è trasformato in un convegno aperto a partecipanti provenienti da diverse istituzioni e discipline. Le tematiche affrontate sono varie e includono l'Archeologia di Roma, l'Archeologia delle Province Romane, il" Rilievo archeologico, e altri argomenti specifici

    Introduzione

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    Introduzione al volume di cui l'Autore è anche curator

    FROM CHILDREN'S NOVELS TO ANIMATED TV SERIES: THE JAPANESE 'WORLD MASTERPIECE THEATER'

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    Questa tesi si concentra sulla pratica giapponese di creare adattamenti animati a partire da opere letterarie di origine straniera, prendendo in esame il caso del World Masterpiece Theater (WMT), un’antologia di serie d’animazione prodotte dalla Nippon Animation dagli anni Settanta, ma rappresentativa di una tendenza—quella di tradurre classici mondiali per l’infanzia in anime per la TV—cominciata almeno un decennio prima. L’analisi del contesto storico, ma anche dei legami tra la nascente industria degli anime e il sistema editoriale nipponico, permette di identificare il WMT come l’erede televisivo degli zenshū (“raccolte”) di libri per bambini appartenenti alla tradizione occidentale, pubblicati nel Paese dal periodo prebellico. Come gli zenshū, le serie del WMT associano i concetti di serialità e narrativa giovanile occidentale, hanno un intento educativo, e si presentano come esempi di un canone letterario di prestigio, reso alla portata di tutti grazie all’impiego di media popolari. Particolare attenzione è stata dedicata alla disamina di "Anne of Green Gables" e "A Little Princess", e dei corrispettivi animati "Akage no An" (1979) e "Shōkōjo Sēra" (1985). Ciò ha permesso di identificare alcuni topoi del genere WMT, il ruolo dello staff dietro agli adattamenti, e l’influenza della “cultura delle ragazze” sull’animazione giapponese.This thesis focuses on the Japanese practice of adapting foreign literary works into animation, considering the case of World Masterpiece Theater (WMT), an anthology of TV series produced by Nippon Animation since the mid-1970s, which epitomises a trend—Japanese studios approaching novels for children from the whole world, to turn them into long-running anime for television—started at least a decade before. The analysis of the historical context, as well as of the ties between the anime industry and the publishing system, allows to identify WMT as the televisive heir of zenshū (“collected works”) of foreign children’s books published in the country since the prewar period. Both zenshū and WMT series associate western literature with serialisation, have an educational function, and are marked with the cultural reputation of “classics” accessible to all thanks to popular medias. The adaptations of "Anne of Green Gables" and "A Little Princess"—as, respectively, "Akage no An" (1979) and "Shōkōjo Sēra" (1985)—have been given detailed consideration. Results of the examination are useful to pinpoint some patterns of the WMT as a genre, but also the role of the staff working on the series, and the increasingly importance of girls’ culture in Japanese animation

    RAC IN ROME, Atti della 12a Roman Archaeology Conference (2016): le sessioni di Roma

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    Il volume raccoglie gli Atti di una parte dei contributi presentati a Roma, nel nostro Ateneo, nel corso della 12a Roman Archaeology Conference (RAC) svoltasi dal 16 al 19 marzo del 2016 contestualmente alla 26a Theoretical Roman Archaeology Conference (TRAC). Si tratta di due tra i principali convegni dedicati all’archeologia romana e alla riflessione teoretica, nati nel Regno Unito e organizzati nelle più importanti Università d’Europa grazie al supporto della Roman Society, con l’obiettivo di riunire in un’unica sede quanti interessati a presentare e discutere scoperte e temi dell’archeologia romana

    Autorizzazione dell’assemblea, Commento all’art. 104, d.lgs. 24 febbraio 1998, n.58

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    Disciplina dell'autorizzazione dell'assemblea per deliberare misure difensive in corso d'opa (offerta pubblica d'acquisto) e responsabilità degli amministratori della società target (emittente

    Obblighi degli offerenti e poteri interdettivi, Commento all’art. 102, d.lgs. 24 febbraio 1998, n.58

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    Obblighi dell'offerente (scalatore) di informare il mercato in merito all'avvio di un'offerta pubblica di acquisto, comunicato e documento d'opa
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