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I principi contabili nazionali: ruolo dell'OIC, valenza giuridica e novità Procedimento di di formazione, approvazione e bubblicazione
Scritti in memoria di Giuseppe Terranova su "Il ragionamento giuridico"
L’idea di una raccolta di contributi su Il ragionamento giuridico, l’ultimo libro di Giuseppe Terranova (Giuffrè, 2021), era nata d’intesa con l’Autore, sotto forma di Scritti in Suo onore, riuniti intorno al più recente degli studi da Lui dedicati ai temi di teoria generale del diritto e dell’interpretazione, che così tanto gli stavano a cuore, anziché distribuiti – com’è consueto per simili tributi al magistero di uno studioso – fra i pur vari ambiti del diritto commerciale in cui si era profusa la sua attività scientifica.
Il 17 dicembre 2021 si era svolta una prima tavola rotonda di presentazione del libro a Palermo, presso il Dipartimento di Giurisprudenza nel quale per tanti anni Egli aveva insegnato, introdotta da Michele Perrino e con interventi di Mauro Barberis, Luca Nivarra, Salvatore Mazzamuto, Aldo Schiavello e Francesco Viola; Giuseppe Terranova vi aveva preso la parola per una breve risposta. L’interesse e il successo dell’iniziativa avevano subito indotto i partecipanti e l’Autore a destinare i contributi alla pubblicazione, come in effetti è avvenuto poi nel fascicolo 2/2022 di Europa e Diritto privato, con una replica di Giuseppe Terranova dal titolo Significati canonici e scenari applicativi. Di lì a poco, un altro incontro di studi si teneva, intorno allo stesso
volume, all’Università di Roma Tre, Dipartimento di Giurisprudenza, il
21 gennaio 2022, presieduto da Nicolò Lipari e con la partecipazione di
Carlo Angelici, Sabino Fortunato, Giorgio Pino e Antonio Punzi, sempre
alla presenza e con un breve intervento finale dell’Autore.
Ancora un altro seminario si svolgeva all’Università Europea di Roma, Corso di Laurea magistrale in Giurisprudenza, il 7 aprile 2022, presieduto da Mario Stella Richter e con interventi di Francesco Gambino, Marco Maugeri, Andrea Panzarola e Roberto Poli, di nuovo presente e partecipe l’Autore. Appena pochi giorni dopo, il 13 aprile 2022, Giuseppe Terranova ci lasciava, in pochi istanti e del tutto inaspettatamente.
Gli interventi ai tre incontri di studio prima ricordati sono così divenuti – grazie alla commossa e sollecita adesione degli Autori, cui si sono
uniti, condividendone l’intento, Mario Libertini con un suo scritto e Nicolò Lipari con un lavoro su Il diritto e il suo linguaggio. Metodi, teorie,
parole del diritto commerciale, altro e precedente libro di Giuseppe Terranova – una raccolta di Scritti in memoria.
Gli allievi, che ne hanno curato la pubblicazione, ringraziano di cuore
chi vi ha contribuito, nel ricordo indelebile e grato del loro Maestro
La théorie de la demande effective: quelques commentaires sur le schéma de R. Torrens
In his article, La théorie de la demande effective chez R. Torrens (cf. above), C. Benetti argues that the originality of Torrens' theory rests upon the concepts of effective demand and general overproduction. However, Torrens' demonstration of general overproduction is considered obscure by Benetti. This note points out that the crucial issue is the different rule of exchanges chosen by Torrens and Benetti, respectively. By making the appropriate assumptions on the rule of exchanges, it is possible to build up a case which is different, both, from Torrens' and Benetti 's. In this case, general overproduction does not arise either in a barter or in a monetary model. Thus, the problem of the right interpretation of Torrens' rule of exchanges remains unsettled. Further research should address the question of the links between money and general overproduction in Torrens' model.Dans son article, La théorie de la demande effective chez / ?. Torrens (cf. ci- dessus), C. Benetti avance la thèse que l'originalité de l'analyse de Torrens réside dans les concepts de demande effective et de surproduction générale. Toutefois, Benetti juge la démonstration de la surproduction générale chez Torrens ambiguë. Cette note vise à montrer que le problème est la règle différente des échanges adoptée par Torrens et par Benetti. Si l'on attribue à l'auteur anglais une règle des échanges différente de celle choisie par Benetti, il est possible de proposer deux contre-exemples par rapport aux schémas de Torrens et de Benetti. Dans ces contre-exemples, un système de troc aussi bien qu'un système avec échanges monétaires ne débouchent pas sur la surproduction générale. Le point en discussion reste donc celui de l'interprétation correcte de la règle des échanges chez Torrens. En tout cas, il serait intéressant de préciser les liens entre les aspects monétaires et la surproduction générale chez Torrens.Messori Marcello. La théorie de la demande effective : quelques commentaires sur le schéma de R. Torrens.. In: Cahiers d'économie politique, n°12, 1986. La demande effective dans la pensée classique : reproduction et crises économiques. Etudes sraffaiennes. Etudes sur Marx. pp. 41-56
Un Focus R (Restauro, Recupero, Riqualificazione) per il progetto contemporaneo
Confrontarsi oggi sul Restauro con la speranza di essere ascoltati non è impresa di poco conto. Sono molte le problematiche che rendono normalmente “difficile” affrontare questa tematica:
• il Restauro architettonico è complesso, articolato e multidisciplinare, diversamente interpretabile a seconda dei punti di vista (enti locali, committenza, soprintendenza, scuole di specializzazione universitarie, professionisti, imprese);
• spesso gli addetti ai lavori si rinchiudono in torri d’avorio difese da argomentazioni autoreferenziali, partendo dall’assunto (giustificabile) che ogni restauro è soprattutto un caso a sé stante;
• le Soprintendenze, che svolgono un ruolo determinante nell’indirizzare uno stile di progetto e un utilizzo coerente e corretto di procedure esecutive e di materiali vivono il più delle volte la difficoltà di comunicare la disponibilità all’innovazione, impegnate nel controllo, nella tutela e nella responsabilità di conservazione del patrimonio.
Per queste e anche per altre motivazioni nella maggioranza dei casi il confronto progettuale e l’aggiornamento sul tema del Restauro sono complessi da realizzare e vengono finalizzati alla presentazione di un importante “caso studio”, oppure alla difficile trasmissione di contenuti disciplinari con taglio scientifico. Le motivazioni si racchiudono fondamentalmente in due classi di fattori:
1 – il fatto che per parlare con proprietà e significato dell’argomento si devono richiedere (oltre a quelle architettoniche e tecnologiche) competenze storiche, artistiche, urbanistiche, ecc.: un quadro conoscitivo di coerenze che definiscono gli scopi e le finalità del progetto ma anche continue verifiche che devono essere messe in atto per confrontarsi con le fonti storiche, i processi di rilievo, analisi e diagnosi del manufatto, le scelte e le modalità di intervento; spiegare tutti i contenuti non è semplice e tralasciarne alcuni spesso significa banalizzare ciò che si sta dicendo (e quindi anche ciò che si presenta come valido); in altre parole il Restauro non è un argomento facilmente divulgabile pur essendo probabilmente uno dei temi più strategici e importanti per l’immagine del nostro Paese e per i caratteri straordinari dei nostri contesti storici;
2 – data la complessità dell’argomento e quindi le diverse sfaccettature che ne compongono la gamma dei contenuti, il Restauro costituisce un ambito più spesso di “disaccordo” che di “accordo” sia nelle metodologie che nei risultati ottenuti e per questo limite o difetto costitutivo è più semplice affrontarlo dal punto di vista di ogni singola “Scuola” di ricerca e filosofia d’approccio, con il risultato di dare per scontato tutta la ricchezza delle implicazioni (anche conflittuali) che ne determinano il fascino e la straordinaria valenza progettuale “a tutto tondo” come probabilmente non è propria di nessun altra disciplina.
L’idea è quella di ribaltare in parte l’approccio tradizionale.
La motivazione che spinge a proporre una nuova impostazione riguarda l’esigenza di mettere in luce nel confronto il ruolo del progetto contemporaneo, ovvero il ruolo (difficile, conflittuale, dialettico e forse anche polemico) del tema del progetto nella sua totalità. Il progetto agisce nella contemporaneità. Parlare di “progetto contemporaneo sul contesto storico” significa dare spazio al ruolo (molto più ampio e diffuso) del progettista che interpreta e affronta il tema del confronto con il contesto storico e cercare di svilupparlo al meglio. Se è, quindi, importante offrire una risposta progettuale innovativa e riqualificante, allora non si può bloccare il Restauro in un ghetto per specialistici ma aprirlo, rileggendo il ruolo del progetto, ad un universo di relazioni disciplinari e di applicazioni metodologiche più ampie. È un dibattito che passa trasversalmente nelle Soprintendenze, negli Enti di tutela, nelle Università, nelle imprese specializzate, negli studi di progettazione e che spesso non è semplice da focalizzare perché bisogna permettere a tutte le voci di essere rappresentate e di trasmettere il proprio punto di vista. Insomma riuscire a mettere l’accento sul fatto che il punto di vista non è (solo) l’antico ma (anche) il contemporaneo consente di sollecitare più curiosità critica e richiesta di aggiornamento tecnico e professionale
Cristo Re di Marcello Piacentini 1934/2014
Il volume ricostruisce la vicenda progettuale del tempio del Cristo Re, in particolare concentrando l'attenzione nella trasformazione operata da Marcello Piacentini nel 1930
Fantalinguaggi. Percorsi di virtualizzazione avanzata per la riconoscibilità dello spazio architettonico
Un seminario universitario ha preso in esame la città nella fantascienza e le anime giapponesi contemporanee mostrando come l’evoluzione tecnologica, semantica, logistica, strutturale sia stata costante e abbia inglobato, dalle prime analisi filmiche alle gigantesche neo-Tokio percorsi di virtualizzazione avanzata che possono avere delle interessanti ricadute nella costruzione e nella comunicazione del progetto dello spazio.
E’ possibile utilizzare un brano di fantascienza (tradotto in racconto, romanzo, fumetto, manga, film, clips, sito-web) per poter costituire la strutturante motivazione di una nuova geografia linguistica per mezzo della quale interpretare le forme del reale?
La realtà fisica di un percorso o di un luogo conosciuto (o conoscibile), vissuto (o anche desiderabile e posseduto non direttamente), ma comunque fisicamente riconoscibile nella realtà, doveva essere “contaminata” da “interferenze” prelevate da elementi, modelli, estratti, acquisiti dall’analisi del fantalinguaggio. In altre parole alcune finalità proposte nel seminario:
• creazione di un tentativo di ra-ppresentazione di luoghi; coerentemente definibili in una geografia fisica (città e territorio) e mentale (libro/memoria, altre opere artistiche, ecc.);
• creazione di un modello spaziale 3D di volta in volta utile (non è detto che debba essere sempre e costantemente geometricamente coerente, probabilmente no);
• tentativi di ricerca di una neutralità (cromatica, materia, volumetrica) necessaria per far apparire selettivamente ogni indizio (interfacce intertestuali);
• nella logica dell’esperienza del/sul/nel percorso valorizzazione del tempo (di navigazione, di generazione, di spostamento, di vita/morte) come delle proprietà cinetiche e/o autocinetiche che possono costituire un vero potenziale espressivo innovativo del modello interattivo (da 3D a 4D);
• valorizzazione dei corpi umani nello spazio: il mondo è fatto per loro e la loro assenza sbalordisce sempre; e, in questo modo, far apparire anche le dimensioni nascoste del progetto spaziale (prossemica) in una logica di intersezione emozionale, emotiva, surrogativa.
Il percorso nello spazio del territorio, della città, ma anche dell’infrastruttura e all’interno del mezzo di trasporto (auto, treno, bicicletta, ecc.), così come nella memoria e nell’idea del rapporto spazio-tempo, attraverso una trasposizione intertestuale e interlinguistica tra realtà e fantascienza è stato il passepartout che ha permesso l’interfeccia: la fantascienza (con la forza dell’invenzione, dell’anticipazione, dell’utopia) è diventata la chiave interpretativa per definire i contorni di “contaminazione” della struttura reale.
Con l’aiuto indispensabile di esperti come Marcello Pecchioli e Carmen Dal Monte e con il supporto operativo di Roberto Meschini la fantascienza si è prestata ad essere metafora per una serie di cambiamenti semantici, vere e proprie mutazioni che investono il campo epistemologico della simulazione, del rapporto tra reale e virtuale mediato dai new media, dalle nuove tecnologie, dai videogiochi come dalle varie forme di Virtual Reality e Augmented Reality
Figure della storia e del mondo sulla scacchiera di Paolino Veneto, in Paolino Veneto storico, narratore e geografo, a cura di R. Morosini e M. Ciccuto, Roma-Bristol, L'Erma di Bretschneider, 2020, pp. 25-32.
Studio sul simbolo della scacchiera in relazione alle opere storiche di Paolino Veneto
LA CONTINUITÀ AZIENDALE NELLA CRISI DI IMPRESA
La continuità aziendale richiede in concreto adattamenti che tengano conto della realtà
operativa dell’impresa al fine di rappresentare in modo razionale la sua capacità di operare in
un’ottica duratura, ne consegue come la continuità aziendale assuma carattere istituzionale
dell’azienda che rimane di per sé astratto se non declinato dinamicamente in relazione alle
vicende attraverso le quali si sviluppa il ciclo di vita della stessa (Adamo S., Fasiello R., 2014).
È noto come la sussistenza della continuità aziendale abbia riflessi significativi sul bilancio
d’esercizio, sia sotto il profilo formale che sostanziale. Sotto il profilo formale, si evidenzia
come la struttura obbligatoria del bilancio imponga, ad esempio, di distinguere e rappresentare
separatamente le immobilizzazioni dalle altre attività rientranti nell’attivo circolante. Sotto il
profilo sostanziale, la continuità rappresenta il presupposto indispensabile per l’adozione di
criteri di valutazione fondati sulla logica del funzionamento (Romano M., Favino C., 2012).
La tematica della continuità aziendale è stata, negli ultimi tempi, oggetto di particolare
attenzione, anche alla luce del particolare momento di difficoltà che sta attraversando
l’economia del Paese. Un concreto contributo alle soluzioni della crisi d’impresa finalizzate
alla salvaguardia dei complessi aziendali viene certamente dal recente DL 22.6.2012 n. 83 (c.d.
decreto crescita e sviluppo) e s.m.i.. Anche la direttiva comunitaria 2013/34/UE, che ridisegna
il quadro normativo europeo in materia di bilanci d’esercizio e consolidati, inquadra la
continuità aziendale quale principio generale di bilancio. La sua posizione di postulato
sovraordinato deriva dal fatto che, senza di esso, perdono di significato altri principi di
redazione del bilancio, in particolare la comparabilità nel tempo o la costanza dei criteri di
valutazione
I patrimoni e i finanziamenti destinati nelle S.p.A
Quando la legge assegna a un patrimonio una disciplina giuridica particolare e ammette una deroga al principio generale della responsabilità ad esso legata, si parla di segregazione patrimoniale.
I patrimonio destinati in via esclusiva a uno specifico affare ne costituiscono un tipico esempio.
Si tratta, per il nostro diritto, di una novità, tra le più significative, introdotta con la riforma societaria, che garantisce l'inattaccabilità del patrimonio dedicato da parte dei creditori sociali e che limita ad esso la possibilità di rivalsa per i crediti derivanti dal singolo affare.
Gli autori analizzano le problematiche connesse all'applicazione della disciplina dei patrimoni destinati con un testo che si candida ad essere un utile riferimento per affrontare e risolvere le questioni (soprattutto attinenti alle situazioni di crisi d'impresa) che scaturiranno dall'attuazione di questa inedita materia.
Gli altri autori: Pietro Paolo Papaleo Senior manager di Pollio & Associalti law and tax advisers in Genova e Milano, si occupa di diritto tributario e societario.
Marcello Pollio Senior partner di Pollio & Associati law and tax advisers in Genova e Milano
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