2,583 research outputs found

    Due fotografie e un libro. Le origini di cavalli e cavalieri

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    Nel ricco quadro di studi sull'opera di Marino Marini, manca ancora una accurata verifica del delicato problema dei modelli in gesso, delle redazioni delle prime sculture. Il contributo, partendo dall'esame di alcuni documenti conservati nell'archivio della Fondazione Marino Marini di Pistoia, costituisce un primo passo nell'indagine di questi temi

    Onus Apostolicae Sedis. Curia Romana e cardinalato nei secoli XI-XV

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    Alfonso Marini, Bibliografia di Edith Pásztor. Anni 1955-1997, pp. 399-418

    Il "Ritratto dello scultore Fausto Melotti" del Museo Marino Marini di Firenze.

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    Storia del "Ritratto dello scultore Fausto Melotti", realizzato in quattro esemplari da Marino Marini. Il testo ripercorre la vicenda collezionistica ed espositiva, oltre che la fortuna critica, delle quattro opere, con particolare riferimento all'esemplare conservato nel museo fiorentino

    Materia-autore = Author-Matter

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    The etymology of the word author refers to an act of creation, an act of augmentation, from the Latin verb augere. Author instantiates creation, the expansion of the pre-existing. In 1967 Roland Barthes declared the death of the author in his famous essay to state once more that the crisis is that of the author as a single subjectivity and as a term that condenses prestige, undermined by the de-subjectivation strategies of automatism, fortuity and fragmentation of the historical avant-gardes, as well as by the machinic act and by the reproducibility of the second avant-gardes. Fifty years after Barthes’ paradigmatic formula, this lack of authorship appears to be a successful brand. The ten- sions between the anomie of matter, the law that establishes authorship and the economy that makes the work pos- sible, invoke discordant perspectives. Artists make the self-destruction of their work the real work, and appeal is made for the demolition of architectures, whether by a recognised author or not, in order to re-design, or better still, re-claim the territory. Artificial intelligence consolidates its logics and its design by progressively shedding human ingenuity. The space of criticism becomes, finally, increasingly ephemeral. However, there is an acceptation of criti- cism that is, rather than an individual ‘signature’, an exploration and explanation of how design makes theory. The binomial author-matter seeks to mark these tensions and contradictions: the featured term author is main- tained to underline the persistence of that prestigious subjectivity, at the very moment when the rhetoric of “mat- ter as an author” promises other forms of authorship

    Mappatura di ecosistemi marini mediante immagini ottiche acquisite da UUV

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    La mappatura degli ecosistemi marini per una pesca sostenibile è l'obiettivo principale del progetto Interreg Italia-Croazia SUSHI DROP (acronimo di: SUstainable fiSHeries wIth DROnes data Processing). Ad oggi, lo studio di questi ecosistemi presenta diverse criticità rispetto all'ambiente terrestre e per questo motivo solo una piccola percentuale di queste aree è stata oggetto di missioni di rilievo e mappatura in dettaglio. Alcuni dei problemi riguardano le condizioni dell'ambiente sottomarino che è ostile e pericoloso per le operazioni subacquee in cui sono coinvolti operatori umani: profondità superiori ai 40m, presenza di ambienti ostili per le basse temperature, sversamento di inquinanti, presenza di fauna pericolosa. Altri problemi riguardano la logistica e di conseguenza le difficoltà economiche: le missioni di rilevamento subacqueo richiedono in genere una strumentazione particolarmente onerosa. Uno dei principali risultati del progetto SUSHI DROP è stato lo sviluppo di un prototipo funzionante di Unmanned Underwater Vehicle (UUV), realizzato in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto di Ingegneria del Mare (CNR—INM). Il prototipo di UUV, denominato Blucy, è stato appositamente progettato per il rilievo della zona bentonica con tecniche non invasive rispetto all'uso di reti a strascico. Gli UUV sono infatti piattaforme efficienti per l'esplorazione marina e risolvono i principali problemi nel rilevamento di ambienti sommersi. Blucy è stato testato con successo nelle acque profonde del mare Adriatico. L'UUV in oggetto è progettato per essere utilizzato in due modalità tra loro complementari: come Remotely Operated Vehicle (ROV) per missioni in ambienti complessi o come Autonomous Underwater Vehicle (AUV) per consentire rilievi strumentali automatici di ampie porzioni di mare. L'equipaggiamento di bordo dell'UUV comprende molteplici strumenti scientifici dedicati allo studio di importanti parametri dell'ambiente sottomarino (conducibilità, temperatura, pressione e velocità del suono), strumentazione per il posizionamento di precisione avanzata, sensori passivi e attivi per il rilevamento dell'ambiente sottomarino in grado di raccogliere informazioni sulle popolazioni e comunità di pesci. La mappatura degli habitat rappresenta un ottimo strumento per stimare l’impronta antropica e valutare le condizioni fisico-chimichebiologiche in cui le comunità ittiche si ritrovano. Con le moderne tecniche della geomatica è possibile realizzare un modello tridimensionale dell’ambiente rilevato mediante procedure non invasive. Una delle tecniche più utilizzate è la Structure from Motion (SfM), che consente di elaborare sequenze di fotogrammi realizzando una rappresentazione tridimensionale della scena osservata, fornendo allo stesso tempo indicazioni qualitative e quantitative sulle condizioni degli organismi nei fondali marini. A bordo di Blucy, la fotocamera ottica ad alta risoluzione è installata sul fondo dell’UUV, orientata nadiralmente, per consentire l’acquisizione di immagini del fondale marino. La fotocamera ed il suo obiettivo sono contenuti all’interno di un cilindro metallico a tenuta stagna che presenta un foro coperto da uno spesso vetro piatto oltre il quale osservare il fondale. Questa configurazione, oltre alle caratteristiche dell’ambiente subacqueo, introduce necessariamente degli errori nei fotogrammi che potrebbero deteriorare la qualità degli elaborati ottenuti mediante tecniche di SfM. Per garantire i migliori risultati all’elaborazione dei dati è necessario prevedere una calibrazione della fotocamera che tenga conto della configurazione di installazione e del tipo di ambiente marino. A tal scopo è stato creato un toolbox di calibrazione della camera, basato su software open source, in grado di correggere questi errori. Una peculiarità di questo approccio per la calibrazione è lo svolgimento della procedura in aria, senza la necessità di effettuarla in immersione, risultando quindi particolarmente agevole. Il modello di correzione degli errori è basato su Pinax e l’elaborazione eseguita si appoggia sul software di calcolo scientifico open source Octave. Con le opportune correzioni calcolate dal toolbox, i fotogrammi andranno ad alimentare la pipeline SfM. Verranno confrontati i risultati in termini di densità della nuvola dei punti e di errore di riproiezione dei pixel, nel caso di calibrazione tradizionale e nel caso di calibrazione con il toolbox, evidenziando il miglioramento ottenuto utilizzando il toolbox in oggetto

    anomyzed eco-climatic data

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    Dataset posted on authored by 2023-08-7 authored by Angelo Solimini, Chiara Virgillito, Mattia Manica, Piero Poletti, Giorgio Guzzetta, Giovanni Marini, Roberto Rosà, Federico Filipponi, Paola Scognamiglio, Francesco Vairo, Beniamino Caputo</p

    Gestione anestesiologica dei cheloni marini

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    La complessità dell’anestesia nelle tartarughe marine è dovuta principalmente alle peculiari caratteristiche comuni a tutti i Rettili. La pratica anestesiologica dei cheloni marini, oltre ad una conoscenza degli agenti anestetici applicabili e ad un’attrezzatura appropriata, richiede un’esperienza specifica sulle specie trattate sia dal punto di vista anatomico e fisiologico, che delle possibili risposte evocabili in pazienti tanto particolari. Inoltre è da tener presente che le tartarughe marine per le quali si rende necessaria l’anestesia, spesso hanno subito traumi e sono frequentemente preda di gravi malattie e stati di debilitazione. Tale condizione pone notevoli difficoltà per un’adeguata valutazione preanestetica. In questo studio vengono descritte le principali caratteristiche delle tartarughe marine dal punto di vista biologico, anatomico e fisiologico con particolare enfasi sulle peculiarità dell’apparato cardiocircolatorio, delle caratteristiche del flusso sanguigno, del trasporto dei gas respiratori e della resistenza all’anossia cerebrale. Sono state valutate le principali specie di tartarughe marine presenti nel Bacino del Mediterraneo, le problematiche incontrate nel rapporto con l’uomo, le indicazioni chirurgiche che portano ad anestetizzare i cheloni marini, le tecniche anestesiologiche applicate ed i metodi di monitoraggio anestesiologico usato su tali animali. Infine viene discussa la problematica inerente la valutazione della sensibilità dolorifica nei Rettili e quindi dell’uso dell’analgesia in corso di anestesia
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