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Aspetti Progettuali generali del problema della caduta massi,
La nota tratta una metodologia impiegabile per la scelta della tipologia degli interventi per la protezione da caduta massi il loro posizionamento e dimensionamento. In particolare vengono descritte le metodologie di indagine in sito e di calcolo per il moto di caduta massi sviluppando un esempio per la calibrazione dei parametri del mot
The Artification of Luxury Fashion Brands - Synergies, Contaminations, and Hybridizations
Abstrac
A new ligation strategy for peptide and protein glycosylation: photoinduced thiol-ene coupling
The photoinduced thiol-ene coupling (TEC) is presented as a new ligation tool for peptide/protein glycosylation. A preliminary study was carried out on the photoinduced coupling (365 nm) of peracetylated C-allyl galactoside with N-Fmoc cysteine tert-butyl ester. Conditions were established (three-fold excess of cysteine, DMF as the solvent, 1 h irradiation) in which almost total conversion occurred to give C-glycosyl cysteine in very good isolated yield (78%). The substrate scope of the coupling reaction was confirmed by structural changes of the sugar component as well by using the tripeptide glutathione (GSH). Next glycosylation of a free cysteine containing synthetic nonapeptide was effectively carried out in DMSO-H2O at pH 7.4 (phosphate buffer). Thus, protein non-denaturing conditions (irradiation at 365 nm and aqueous solution at physiological pH) were established and applied to the globular protein bovine serum albumin (BSA) that is known to contain one free cysteine residue at position 34. In the event, however, hyperglycosylation did occur as in addition of the cysteine also a cystine residue was involved. It was demonstrated by tryptic digestion that sugar residues were introduced at position 34, 75, and 91. This is the first example of site specific protein modification induced by a photocleavage reaction
Competition between 3rd body flows and local contact dynamics
When contact occurs between two bodies in relative
motion, instability state – i.e. stick-slip or
stick-slip-separation up so several kHz – often occur in
the contact . Such phenomenon has been
numerically highlighted and studied by Baillet and
Massi using dynamic finite element modelling
(FEM) with constant Coulomb’s friction coefficient.
Nevertheless, such model doesn’t take account for the
3rd body flow inside the contact and its interactions
with contact dynamics. Recently, Renouf has
coupled finite element method with discrete element
method (DEM) to compensate for this lack.
The purpose of the present work is so to validate
experimentally the numerical results obtained from
both contact dynamics and 3rd body flows . An
experimental set-up, called “PhotoTrib”, has so been
developed to reproduce the birth conditions of both
instability state and 3rd body particles
Stabilità dei massi guardiani a protezione del piede di opere a parete verticale di tipo composto
La memoria riporta la revisione bibliografica dei criteri di dimensionamento dei massi guardiani posti al piede di opere verticali di tipo composto. Si evidenzia che il criterio di dimensionamento dello spessore dei massi riportato dal Coastal Enginee-ring Manual (CEM), normalmente utilizzato come manuale tecnico nei paesi occi-dentali, non è corretto e sottostima lo spessore dei massi. Il criterio riportato dal CEM, preso dall’esperienza giapponese, è stato modificato in Giappone dove ormai si usa da tempo un nuovo criterio maggiormente cautelativo
Analisi delle distribuzioni di taglia dei massi presenti nella regione delle tiger stripe di Encelado.
Encelado è un satellite ghiacciato di Saturno. Presenta un nucleo poroso, circondato da un oceano di acqua liquida e ricoperto da una crosta ghiacciata, il cui spessore varia a seconda della latitudine, con un minimo inferiore anche ai 10 km al South Polar
Terrain - SPT. Il SPT è la superficie più giovane di Encelado, con età inferiore a 0.5 Ma e presenta fratture nella crosta ghiacciata da cui fuoriescono getti di gas, particelle ghiacciate e
vapore acqueo. Tali fratture hanno dimensioni che vanno da qualche metro a 130 km, come le tiger stripe, i quattro Sulcus più importanti.
Le immagini catturate dall’Imaging Science Subsystem - ISS, della sonda Cassini tra il 2005 e il 2015, hanno rivelato la presenza di "blocchi di ghiaccio", qui denominati "massi", sparsi
lungo tutto il SPT, la cui origine è tutt’oggi sconosciuta. Lo scopo di questo elaborato è,
quindi, cercare di comprendere le ragioni della loro presenza, tramite l’utilizzo della tecnica
di identificazione della loro Size Frequency Distribution - SFD. Essa consiste nell’analisi della distribuzione di taglia dei massi, la quale permette di studiare ed analizzare i processi geomorfologici che li hanno originati, o che attualmente li stanno modificando.
Tramite il programma ArcGis 10.5, nello specifico ArcMap, sono stati conteggiati i massi presenti nelle immagini catturate dall’ISS. Sono state analizzate otto immagini e contati
17.073 massi situati lungo una fascia che si estende su tre dei quattro principali Sulcus:
Cairo, Baghdad e Damascus. Successivamente sono state calcolate le SFD e sono stati
ricavati i relativi indici di best fit di potenza di ciascuna immagine e dei massi totali, e i valori
ottenuti oscillano tra -4.4 e -6.2.
Al SPT c’è un’anomalia termica nel sottosuolo che provoca picchi di temperatura superficiali di 197 K, in netto contrasto con le temperature tipiche su Encelado comprese tra 33 -145 K.
Inoltre, vi sono tensioni superficiali, stress mareale e processi tettonici, dovuti all’attrazione gravitazionale con Saturno e il satellite Dione con cui è in risonanza. Questi fenomeni e le
piccate SFD ottenute testimoniano la possibilità che i massi osservati al SPT siano generati da fenomeni di sublimazione e fratturazione della crosta ghiacciata.ope
VALSOVIT - Valorizzazione sostenibile degli scarti della filiera vitivinicola per l'industria chimica e salutistica
l progetto VALSOVIT vuole essere strumento propulsivo e d'innovazione tecnologica per la valorizzazione degli scarti della filiera vitivinicola per la produzione di sostanze ad alto valore aggiunto (valorizzazione di seconda generazione) sfruttando tecnologie a basso impatto ambientale. La ricerca svolta dai laboratori accreditati dalla Regione Emilia Romagna Terra&AcquaTech, CIRI-EA, LEAP e CRPA LAB prevede lo sviluppo parallelo di studi per la valorizzazione degli scarti (vinaccioli, bucce, raspi freschi, vinaccia bianca, feccia, teste e code di distillazione etanolo) sia in ambito chimico ed energetico, sia nel settore nutraceutico, cosmetico, della biostimolazione e della difesa delle piante. Obiettivi specifici della prima linea di ricerca, svolta in collaborazione con l'azienda CAVIRO DISTILLERIE, sono la produzione di bio-anidride maleica (bio-AM), un importante intermedio di sintesi per l'industria chimica, di poliidrossialcanoati (PHA), polimeri termoplastici biodegradabili, e di idrogeno da utilizzare come fonte di energia sostenibile. Obiettivi della seconda linea di ricerca sono l'estrazione, caratterizzazione ed identificazione di molecole biologicamente attive per la preparazione di formulati di interesse nel settore salutistico e fitoiatrico attraverso la collaborazione della aziende coinvolte nel progetto, ERIDANIA SADAM (nutraceutica), AMBROSIALAB (cosmesi) e CBC (EUROPE) (protezione e biostimolazione delle piante). La collaborazione nel progetto di GI e PI genera un contesto di simbiosi industriale che a partire dallo stesso scarto permette di differenziare cicli produttivi con ricadute diversificate in piu' settori di mercato
Decoration of Dihydropyrimidine and Dihydropyridine Scaffolds with Sugars via Biginelli and Hantzsch Multicomponent Reactions: An Efficient Entry to a Collection of Artificial Nucleosides
Here we present an overview of our work on the glycosylation of biologically relevant heterocycles. An array of stereochemically pure C-glycosylated dihydropyrimidine and dihydropyridine derivatives (artificial nucleosides) has been prepared. Our strategy involved the synthesis of suitably designed C-glycosylated reagents and their use as components in Biginelli and Hantzsch cyclocondensations. Molecular diversity has been explored within the collection on the basis of the nature and the number of sugar residues as well as their positions in the heterocyclic rings
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