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Caratteri geofisici delle strutture crostali nella provincia geotermica toscana
STUDI GEOLOGICI CAMERT
Riprogettare i territori dell'urbanizzazione diffusa
"Se l'obiettivo condiviso è quello di rendere più urbane le urbanizzazioni, più rurale il territorio aperto, più permeabili le connessioni tra i due qualificando il ruolo di ciascuna parte nel tutto, e non si ipotizza di sovvertire il diritto costituito, non si può che ipotizzare di operare incrementalmente lavorando su bordi margini e interstizi, oltre che nelle insulae da rigenerare. Pianificare il territorio promuovendo una trasformazione soddisfacente di questi spazi e progettarli in modo adeguato significa innanzitutto (ri)scoprire metodi e tecniche in buona parte diversi da quelli impiegati finora"
Asymptotic stabilization of systems of conservation laws by controls acting at a single boundary point
We consider a strictly hyperbolic system of conservation laws in one space dimension on the bounded interval . Assuming that the boundaries at and are non characteristic, we establish a general result on the asymptotic stabilization near an equilibrium state by means of controls acting only at
Coordinare i siti UNESCO a livello regionale: l’esperienza del Veneto
Dal 2018 grazie a un Accordo di Programma con l’Università Iuav di Venezia la Regione Veneto ha potuto avvalersi del supporto scientifico di un team di ricercatori per approfondire alcuni temi centrali per la gestione dei Siti iscritti alla Lista del Patrimonio Mondiale Unesco.
Il lavoro condotto dal gruppo di ricerca dell’Università Iuav nel 2020-21 è stato finalizzato, secondo quanto previsto dal Piano programmatico 2021 e relativo dettaglio, innanzitutto all’aggiornamento delle schede redatte per ciascun sito Unesco Patrimonio dell’Umanità (consegnate nel 2019) e al completamento di questo repertorio con i siti di recente riconoscimento. Con riferimento agli obiettivi di miglioramento degli strumenti di gestione, prevenzione di possibili criticità prevedibili nella gestione dei siti, raccordo fra strumenti di gestione dei siti e politiche regionali, sono state innanzitutto messe a fuoco le azioni potenziali per rendere più efficaci le sinergie fra procedure di pianificazione territoriale e strumenti di programmazione e gestione dei siti, con particolare riferimento all’attuazione del PTRC di recente approvazione
Crust and upper mantle structural properties along the active Tyrrhenian rim
The volcanic complexes from the Eolian islands to the Campania/Roman regions and Tuscany further north, rest on lithospheric sectors which overlie the Adriatic continental lithosphere sinking along the Apennine-Maghrebian orogenic belt. Evidence for this stems from the melting, at mantle depth, of upper crustal material as evidenced by the widespread interaction of S-type and K-alkaline melts. The genesis of atypical magmas of the Roman Province (central-southern Italy) appears to be the result of an important block faulting and deep lithospheric rifting of the Apennine continental margin lying parallel and above relic sinking slabs. Intermediate and deep-focus earthquakes indicate that the lithospheric slab is still seismically active under the Eolian-Calabrian area and, sporadically, at the southern end of Campania. On the other end, in the Roman/Tuscan region, it seems to be almost inactive, few earthquakes having been located with hypocentral depths not exceeding 150 km. The existence of lithospheric slabs along the Tyrrhenian rim is supported by surface wave dispersion and scattering measurements as well as P-waves residuals, and is confirmed by the trend of long-wavelengths gravity anomalies, interpreted within the geometrical constraints imposed by aeromagnetic and seismic data. The analysis of the spectral content of seismic sources supports the existence of two zones of lithospheric shortening in correspondence of Tuscany and South Tyrrhenian sea which are separated by a tensional region extending from Latium to Calabry
USE AND CONSUMPTION OF PLASTICS IN INDUSTRIAL PROCESSES. NEW MODEL FOR THE STRATEGIC MANAGEMENT OF ENVIRONMENTAL IMPACTS.
I materiali plastici sono onnipresenti nel settore produttivo e nella vita quotidiana, inoltre le più recenti stime prevedono una significativa crescita della domanda nei prossimi anni. Anche a causa dei grandi volumi di produzione (e quindi di rifiuti generati), al ciclo di vita dei materiali plastici sono associati gravi problemi ambientali. Negli ultimi trent’anni sono state numerose le prese di posizione istituzionali volte a limitare gli impatti ambientali associati al settore. In risposta il comparto produttivo ha indagato e intrapreso azioni per efficientare l’utilizzo delle plastiche oppure per valutare materiali o feedstock alternativi. Questa transizione, se non supportata da robuste valutazioni sull’effettiva sostenibilità ambientale delle alternative, rischia di portare ad effetti opposti a quelli desiderati. Per questa ragione anche le più recenti direttive e strategie europee riconoscono il ruolo chiave delle metriche e dei tool di sostenibilità ambientale. Tra questi, l’analisi del ciclo di vita (LCA) è di gran lunga lo strumento più utilizzato e riconosciuto. L’applicazione dell’LCA mostra però delle criticità che rischiano di minare la sua capacità come strumento a supporto del processo decisionale, in primis la soggettività di alcune scelte metodologiche. Alla luce di questo contesto, l’obiettivo della presente ricerca è di sviluppare un nuovo framework integrato con la struttura del LCA (così come descritta dallo standard ISO 14044) in grado di supportare il processo decisionale in condizioni di incertezza metodologica. Per sviluppare la proposta metodologica è stata condotta un’analisi degli studi LCA comparativi relativi ai materiali plastici e alle principali alternative, che ha permesso di dettagliare gli aspetti più critici della definizione del campo di applicazione e nella fase di interpretazione dei risultati. Sono stati quindi definiti i requisiti del nuovo framework metodologico, che è stato testato in tre casi studi. I casi studio sono stati selezionati in modo tale da coprire i due settori a più alta domanda di plastiche (imballaggi e materiali da costruzione) e le principali tipologie di materiale (plastiche vergini, riciclate, fossili e bio-based, nonché materiali cellulosici). Il framework si è dimostrato efficace ed in grado di supportare il processo decisionale. Le principali prospettive di ricerche future riguardano la generalizzazione del framework ad altri settori e produttivi ed altri ambiti di valutazione, come l’integrazione in studi LCA ex-ante.
La tesi è strutturata in sette capitoli. Il Capitolo 1 definisce il contesto della ricerca e ne definisce gli obiettivi. Il Capitolo 2 presenta l’approccio metodologico con il quale è stata condotta la literature review e i risultati ottenuti, evidenziando le criticità riscontrate negli studi LCA comparativi analizzati. Il Capitolo 3 introduce la struttura computazionale dell’LCA, così da poter formalizzare in maniera rigorosa il problema che si intende affrontare. Viene quindi descritto nel dettaglio il nuovo framework metodologico proposto e i criteri di scelta dei casi studio. I Capitoli 4-5 presentano l’applicazione del framework nei tre casi studio. In ogni capitolo sono descritte tutte le fasi dello studio LCA (goal and scope definition, life cycle inventory, life cycle impact assessment e interpretazione dei risultati) utilizzando la struttura raccomandata dallo standard ISO 14044. Il Capitolo 4 presenta i due casi studio nell’ambito degli imballaggi, mentre il Capitolo 5 descrive l’applicazione nel settore dei materiali da costruzione. Il Capitolo 6 presenta la discussione dei risultati ottenuti, suddivisa per sottoobiettivi della ricerca, infine il Capitolo 7 contiene le conclusioni finali e le indicazioni per futuri sviluppi della ricerca
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