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Ridare senso allo spazio per riabitare un borgo alpino: le politiche territoriali dinanzi a Polaggia
A partire dal concetto di “città porosa” il capitolo si concentra sulla contrada di Polaggia, la frazione principale del comune alpino di Berbenno in Valtellina. I temi affrontati sono: i. la ri-abitabilità nello spazio urbano; ii. la ricostruzione delle attività economiche di base che nel borgo possono risultare sostenibili nel tempo; iii. la valorizzazione del suo patrimonio architettonico; iv. l’integrazione equilibrata della contrada con gli insediamenti più nuovi che fanno parte del comune da un lato, e con i luoghi circostanti che definiscono il capitale paesaggistico della frazione dall’altro. L’orizzonte progettuale proposto al termine dell’analisi è il seguente: un sistema di transiti sicuri che valorizzino nuove percezioni spaziali, generando punti di vista variega- ti che mantengano un rapporto prezioso con la storia architettonica di Polaggia. Sono infine le opportunità che esistono nel contesto istituzionale vigente per il reperimento delle risorse necessarie a formulare e attuare una strategia socio-economica di medio-lungo periodo in grado di incontrare i bisogni emersi a partire dalla ricerca condotta sul campo.From the concept of porous city the chapter hinges upon the hamlet of Polaggia, the main local district village of Berbenno in Valtellina, the Alpine town. The topics under scrutiny are: i. redefining liveability of urban space; ii. restoring economic activities, which may prove to be sustainable in the future; iii. valorising the architectural heritage; iv. a balanced integration of the hamlet with new settlements have become, on the one hand, part of the municipality, and on the other the surrounding locations defining the landscape capital. The planning perspective suggested, following the analysis, can be summarised as a system of safe trails, valorising a new space perception so that it may produce varied views, which would then foster continuity with regard to the architectural history of Polaggia. Nevertheless, it is indeed about the opportunities within the current institutional context to find all the necessary resources that will pave the way for a middle-to-long run socio-economic strategy capable of satisfying all the needs arisen during this field research
L’economia di un borgo alpino: Polaggia di Berbenno
Il capitolo è dedicato all’analisi dello sviluppo economico della città di Berbenno di Valtellina e della sua frazione principale, Polaggia. La prospettiva metodologica proposta conduce a con- centrarsi sulla identificazione della “struttura” e sull’analisi dell’evoluzione strutturale del centro abitativo oggetto dell’indagine, a partire innanzitutto dalle variabili demografiche e di performance economica. Nel commentare i risultati ottenuti si tiene conto anche delle traiettorie di sviluppo economico riscontrate nei centri abitati presenti nel territorio in cui sorge Berbenno e in cui i cittadini del comune esprimono il proprio sistema relazionale. Ciò che si riscontra è il rischio di una cesura crescente fra i caratteri territoriali in cui sorge l’abitato e la vita dei citta- dini del comune. Questa cesura può tradursi in particolare in una perdita di valore per la con- trada di Polaggia.The chapter is dedicated to the analysis of economic development of Berbenno, a town in Valtellina, and its main village district of Polaggia. The suggested methodological perspective leads us to concentrate on the identification of the structure and on the analysis of the urban centre’s structural dynamics. Firstly, we ought to start from demographic and economic performance variables. On commenting the outcome we have also considered the economic development trajectories we came across in urban centres around Berbenno and where its citizens express their own relational system. What we found was a conspicuous caesura between territorial elements in proximity of the town and life within the hamlet. This caesura can duly be ascribed to the hamlet of Polaggia losing its former lustre
Introduzione. Considerazioni metodologiche per la rigenerazione delle contrade medievali
Il volume ha l’ambizione di proporre un modello di ricerca-azione che possa divenire esemplare, elaborando originali metodologie di intervento sul paesaggio storico: sebbene infatti la necessità di tutela dei paesaggi storici sia sempre più riconosciuta, sembra ancora mancare una riflessione in grado di elaborare metodologie di intervento specifiche per l’attivazione di strategie di rigenerazione di questo genere di contesti. Rivitalizzare i borghi della montagna è infatti diventata un’urgenza sempre più proclamata, in direzione di un nuovo modo di abitare l’Italia all’insegna della sostenibilità. Si tratta così di invertire quella tendenza ormai consolidata, che negli ultimi decenni ha portato a un tempo allo spopolamento delle aree interne e, parallelamente, all’abbandono di quell’armatura fragile, l’edilizia rurale, che per secoli ha strutturato il paesaggio. Possibili soluzioni, necessariamente complesse e ponderate, non possono che partire allora dalla dimensione locale, dalla complessità e individualità degli insediamenti, nella loro storia, nel loro paesaggio, nelle loro architetture e nel loro specifico tessuto sociale ed economico, al cui interno provare ad identificare possibili traiettorie per nuove trasformazioni urbane e territoriali che risultino da un lato in equilibrio con gli assetti ereditati dal passato, perché possano inserirsi in maniera armonica nel paesaggio e durare nel tempo, e dall’altro essere supporto concreto per buone pratiche di governo del territorio per le amministrazioni e per le istituzioni pubbliche.The book endeavours to put forward an action-research model, which we hope it may be seen as exemplary, by elaborating genuine restoration methodologies on historical townscape. As the necessity of protecting historical townscapes becomes more acute we seem to be lacking the perception of genuinely wanting to develop specific restoration methodologies capable of triggering pertinent regeneration strategies. Revitalising mountain villages has indeed become more and more a matter of urgency in direction of a new approach of inhabiting Italy, i.e. befitting sustainability. It is about reversing a much too drawn-out trend, which has caused, in the last decades, both depopulation in rural areas and, concurrently, the relinquishment of that vulnerable armour – rural housing – which had shaped the townscape for centuries. Possible solutions, necessarily complex and thought-out, should then stem from local awareness, from the complexity and identity of the villages, through their history and their landscape, in their architectural style and their relevant socio-economic stratum. We therefore ought to identify feasible blueprints within this spectrum for new urban and territorial transformations, which ought to result, on the one hand, well-balanced – considering inherited past assets, capable of blending in the townscape and last for a long time to come – and on the other hand be of practical help to local authorities to support best-practice in the government of the territory
[Recensione a:] Maurizio Mistri, The Euro Crisis. An Institutionalist Approach, Padova, Padova University Press, 2021, 196 pp.
The book by Maurizio Mistri deals above all with the complex institutional system of the EU and the Euroland in particular. As the author wrote ‘the euro is an opportunity to deal with a pivotal issue, namely the determination of institutional and supranational system to ensure the governance of economic and monetary integration processes’ (p. 9). Consequently, the purpose of the book is to present some analytical tools mainly derived from a careful use of Thomas Schelling’s contributions. The centrality that Mistri gives to the author of ‘The Strategy of Conflict’ (1960) is significant: Embracing the theoretical results reached by many economists and political scientists who have followed Shelling’s lesson, Mistri clearly brings out the controversial relationship between national institutions and supranational institutions in the European reality
L'auriga atlantico alla guida della italica pariglia
A partire da una analisi dell'ultimo Policy Brief dell'Institute for European Policy making si discutono i diversi obiettivi delle forze politiche che formano il governo Meloni segnalando la rilevanza dei vincoli esteri che premono sull'Italia. Sembrerebbe che la politica economica italiana del futuro possimo possa trovare margini d'azione solo accettando di svolgere il ruolo che la sfera di influenza atlantica sembra aver ritagliato per lei nel campo della distribuzione delle risorse energetiche e nel comparto militare e della ricerca applicata a tale compart
Giorgio Lunghini: lo spessore di un intellettuale
Ricordo di Giorgio Lunghini (1938-2018). Lontanissimo dall’eclettismo e dall’improvvisazione, il professor Lunghini si è impegnato lungo tutta la sua vita intellettuale per fare dell’economia politica (e della sua critica) anzitutto un elemento fondamentale della cultura generale
The 1973–1978 workgroup on money of the journal ‘Primo Maggio’: an example of a pluralist critique of political economy
The 1973-1978 workgroup on money of the Italian Workerist journal Primo Maggio aimed to change the social role of political intellectuals by innovating the methodology of historiography, sociology, economics and political science. Its research focused on the Marxian analysis of money in relation to theoretical and political impulses provided by the monetary disorder of the 1970s. The material produced by the workgroup significantly helps in creating a logical scheme which pinpoints the functions of money in a capitalist system. A link between the workgroup's reflection and the modern theory of monetary circuit is suggested. It is also explained why such a group represents an example of pluralist critique of political economy
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