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    Bullismo e famiglia. Credenze condivise e comportamenti genitoriali. Un contributo empirico

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    Nell’obiettivo di studiare gli antecedenti del comportamento a rischio degli adolescenti, l’autore ha esaminato l’influenza delle credenze sul rischio dei genitori sullo sviluppo delle credenze sul rischio degli adolescenti. La ricerca ha coinvolto 41 triadi familiari con adolescenti di età compresa tra i 14 e i 17 anni. In particolare, gli obiettivi specifici dello studio consistevano nel: a) verificare la presenza di discrepanze tra la percezione dei figli e quella dei genitori riguardo al livello di monitoraggio e alle credenze sul rischio; b) studiare la relazione d’influenza tra credenze sul rischio dei genitori, credenze sul rischio dei figli e percezione dei figli riguardo le credenze sul rischio dei genitori; c) studiare l’effetto delle variabili apertura, sollecitazione, controllo, che si riferiscono al costrutto di parental monitoring, su tale relazione. I risultati hanno mostrato che le credenze sul rischio dei genitori esercitano un’influenza significativa sulle credenze sul rischio dei figli, ma tale influenza è totalmente mediata dalla percezione che i figli hanno di tale credenze. Tra le variabili riferite al costrutto di parental monitoring, invece, solo il controllo sembra influenzare significativamente le credenze sul rischio dei figli. In particolare, tale variabile esercita un effetto di mediazione totale sulla relazione di predizione tra le credenze sul rischio dell’adolescente e la sua percezione riguardo alle credenze dei genitori. In generale, i risultati supportano la corrente letteratura nell’enfatizzare il contesto familiare come altamente influenzante l’esito adattivo o disadattivo del comportamento degli adolescenti.The present study has the goal to explore the antecedents of deviant behavior, starting from consolidated results that between beliefs and behavior (Jessor, 1977; Catalano, Hawkins, 1996; Schwartz, 1992; Torregrosa, 2007; Attanasio, 2011). For this purpose, we decide to examine the influence of the parental risk beliefs on the development of adolescents risk’s beliefs. The study involved 41 families with and adolescent 14-17 years old. In particular, the specific aim was to: a) explore the presence of discrepancy between parents and adolescents; b) study the influence’s relationship between parent risk’s beliefs and adolescents’ risk’s beliefs; c) study how some variables linked to parental monitoring can influence this relationship. Results showed that parent risk’s beliefs significantly influence adolescent risk’s beliefs, but this influence is totally mediatefrom the adolescents’ perceptions of their parents’ beliefs. Again, only “control” seems to influence significantly adolescent risk’s beliefs. In particular, this variable practice a total mediator effect in the relationship between adolescents’ risk’s beliefs and adolescents’ perceptions of their parents’ risk’s beliefs. In general, results support the current literature in emphasize parental framework, as highly influencing the adaptive or disadaptive result of adolescent behavior

    Risk acceptability in families with adolescents

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    This study has the goal to study the antecedents of deviance risk behavior, starting from consolidated results between beliefs and behavior (Torregrosa, 2007; Attanasio, 2011). For this purpose, we decide to examine the influence of the parental risk beliefs on the development of adolescents risk’s beliefs. In particular, the present study that has involved 41 families with an adolescent 14 -17 years old has the aim to analyze the intergenerational continuity of risk’s beliefs between parents and their children. In this study, we explored the construct of risk acceptability. We investigated the presence of a relation between parental risk’s beliefs and adolescent risk’s beliefs and the influence on this relationship of parental dynamics. Results showed that the parental risk acceptability predict the children risk acceptability but not children risk behavior. Again, we found that when children perceive low maternal warmth and high antagonism, the link between parental and adolescents risk acceptability increase in size. On the contrary, paternal high warmth and low antagonism influences the relationship between two beliefs. So, results support the current literature in emphasize parental framework as highly influencing the adjusted or misadjusted outcomes

    El trabajo (labour) digital en la economía de plataforma: el caso de Facebook

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    El objetivo del trabajo es analizar las características del trabajo (labour) digital conectado con la llamada economía de plataforma. Muchos modelos de negocios basados en plataformas se basan en una nueva composición del capital capaz de capturar información personal y transformarla en big data. Comenzando con el ejemplo del modelo de negocio de Facebook, explicamos el proceso de valorización en el núcleo de capitalismo de plataforma, haciendo hincapié en la relevancia del trabajo digital, para aclarar la distinción crucial entre el trabajo como labour y el mismo como work6. Nuestro análisis difiere de la tesis de Fuchs y Sevignani sobre el trabajo digital como labour y el trabajo digital como work y resulta consistente con la idea de que Facebook extrae una renta de la información generada por el trabajo (labour) libre de sus usuarios

    Digital Labour in the Platform Economy: The Case of Facebook

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    The aim of the paper is to analyse the features of the digital labour connected with the so-called platform economy. Many platform-based business models rely on a new composition of capital capable of capturing personal information and transforming it into big data. Starting with the example of the Facebook business model, we explain the valorisation process at the core of platform capitalism, stressing the relevance of digital labour, to clarify the crucial distinction between labour and work. Our analysis differs from Fuchs and Sevignani’s thesis about digital work and digital labour and seems consistent with the idea that Facebook extracts a rent from the information produced by the free labour of its users

    Pulse waveform and current direction alter network-level TMS-induced functional connectivity: Evidence from TMS-EEG

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    Dataset and analyses for the study 'Pulse waveform and current direction alter network-level TMS-induced functional connectivity: Evidence from TMS-EEG' by Delia Lucarelli, Giacomo Guidali, Roberto Guidotti, Giulia Pieramico, Nadia Bolognini, Gian Luca Romani, Vittorio Pizzella & Laura Marzett

    Pulse waveform and current direction alter network-level TMS-induced functional connectivity: Evidence from TMS-EEG

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    Dataset and analyses for the study 'Pulse waveform and current direction alter network-level TMS-induced functional connectivity: Evidence from TMS-EEG' by Delia Lucarelli, Giacomo Guidali, Roberto Guidotti, Giulia Pieramico, Nadia Bolognini, Gian Luca Romani, Vittorio Pizzella & Laura Marzett

    Giulia Veronica Varisco

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    The headword explains the biography and the contribution of the author Giulia Varisco to the children's literatur

    Raccontare la strage. Il 70° anniversario dell’eccidio delle Fonderie Riunite

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    L’articolo prende in considerazione lo spettacolo “Fonderie 9 gennaio 1950”, andato in scena a Modena in occasione del 70° anniversario dell’eccidio. Carlo Lucarelli è stato la voce narrante che, con l’aiuto di attori e musicisti, ha ripercorso gli eventi di uno dei momenti più importanti nelle lotte sociali del dopoguerra italiano. Un lavoro in cui ricerca storica, documenti, musica e immagini si fondono insieme in una narrazione che immerge il pubblico nel clima politico e sociale dell’epoca

    Il digital labour all’interno dell’economia delle piattaforme: il caso di Facebook

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    In questo contributo, partendo dall’esempio di Facebook, spieghiamo il processo di valorizzazione al centro del capitalismo delle piattaforme, sottolineando la rilevanza del digital labour come fonte di valore economico per un numero sempre maggiore di imprese alimentate dai dati. L’obiettivo principale della Sezione 2 è la presentazione del modello di creazione di valore utilizzato da Facebook. Infatti, la società americana di servizi di social media online e social networking lanciata da Mark Zuckerberg rappresenta un esempio di piattaforma pubblicitaria in cui il valore si basa essenzialmente su un processo di espropriazione delle così dette life skills degli individui. Nel modo tradizionale, il capitalismo delle piattaforme ha a che fare principalmente con la soddisfazione di alcuni servizi rivolti ai consumatori e con la gestione dei settori legati alla logistica delle merci. Le industrie più colpite riguardano il settore terziario, anche se sono coinvolte in alcuni aspetti le industrie manifatturiere. Questa prospettiva sembra comune all’argomentazione di Nick Srnicek e al Report McKinsey sui big data. La loro analisi del capitalismo delle piattaforme non considera altre caratteristiche rilevanti del modello economico, in particolare il fatto che le attività umane sulle piattaforme Internet sono sempre più integrate con gli elementi digitali della comunicazione e del linguaggio, come sosteniamo nella Sezione 3. È quindi necessario chiarire la distinzione cruciale tra “labour” e “work” per proporre una definizione specifica di “digital labour”, come proponiamo nella Sezione 4 dopo aver discusso il concetto all’interno del dibattito marxiano. Ci riferiamo in particolare ai recenti contributi di Christian Fuchs e Sebastian Sevignani (2013) e Trebor Scholz (2017), mostrando la rilevanza della tendenza al divenire rendita del profitto proposta innanzitutto da Carlo Vercellone (2010). La sezione 5 conclude il saggio

    Long-range financial decision-making: the role of episodic prospection

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    Individuals often show time-inconsistent preferences when making intertemporal choices for monetary rewards. Time-inconsistent preferences generally emerge when observing the devaluation of outcomes over time (temporal discounting) that do not follow an exponential discounting function, but rather hyperbolic discounting. In this paper, we argue that temporal discounting is sensitive to the type of prospection involved. Given that episodic prospection (when individuals can vividly envisage possible future events) increases the subjective importance of a future reward, we investigate if and how it can effectively attenuate human biases of temporal discounting. Our findings suggest that episodic prospection might attenuate intertemporal choice inefficiencies, when in the form of hyperbolic discounting. This was found to be particularly true if the solicited scenario referred to a primary need (a first priority)
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