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Mixité sociale: discorsi, politiche, pratiche e processi di costruzione sociale. Un’analisi critica del dibattito francese
L’articolo propone una riflessione critica sul concetto di mixité sociale ripercorrendo il dibattito francese sul tema. Nella prima parte, si evidenzieranno gli assunti su cui poggiano i discorsi sulla mixité con particolare riferimento alla questione della segregazione urbana e della prossimità spaziale. Nella seconda parte, la mixité sarà analizzata come categoria di azione pubblica, mettendo in risalto alcuni esiti contradditori delle politiche ad essa associate. Infine, si sottolineeranno i processi di costruzione sociale della mixité e i differenti modi di coabitare in aree socialmente eterogenee
Sala Borsa: presenze plurali e spazi pubblici innovativi
Il saggio affronta la questione dello spazio pubblico contemporaneo, evidenziando come diversi gruppi sociali diventino reciprocamente visibili in tali spazi: questi si configurano come arene relazionali in cui imparare a vivere con il diverso, riconoscendo il diritto alla città per tutti. Nella città contemporanea, alcune teorie sostengono la crisi dello spazio pubblico. Infatti, la formazione di una sfera pubblica è più difficile, perché i gruppi costruiscono percorsi di auto-segregazione e gli spazi pubblici urbani sono sempre più privatizzati, controllati e riorganizzati per essere più compatibile con la città globale, i city user e le classi superiori ipermobili. Spostando l'attenzione a Sala Borsa, una biblioteca pubblica nel centro di Bologna, si sostiene che i cambiamenti nella morfologia socio-spaziale delle città contemporanee non impediscono la formazione di uno spazio pubblico, accessibile anche ai gruppi marginali come i senza dimora. Grazie alla sua posizione centrale, al suo accesso gratuito, al suo ambiente innovativo e multimediale, Sala Borsa è uno spazio pubblico affollato e vivace. In questa biblioteca, gruppi sociali diversi si appropriano di spazi e tempi diversi. Il saggio presenta i risultati di una ricerca più ampia su spazi pubblici in sette città italiane, caso analizzato attraverso 20 interviste a testimoni privilegiati e 80 giorni di osservazione diretta sul campo nell'arco di più di un anno
Diffusione periferica e concentrazioni. La dinamica insediativa dei residenti stranieri a Bologna e e Milano
L’articolo analizza la dinamica localizzativa di medio-periodo (2001-
2018) della popolazione residente straniera a Bologna e Milano. L’obiettivo è comprendere
gli elementi in comune, le specificità e le trasformazioni dei modelli residenziali
dei cittadini stranieri nei due contesti urbani Sud-europei. L’analisi statistica
e spaziale dei più recenti dati amministrativi conferma l’assenza di fenomeni di segregazione
urbana ed evidenzia la tendenza alla diffusione territoriale della presenza
straniera e la crescente configurazione periferica delle aree con concentrazione. Le
specificità dei due casi suggeriscono inoltre la rilevanza dei fattori locali per comprendere
i processi di insediamento degli stranieri. Dopo una sintetica rassegna della
letteratura, sono presentati i risultati dell’analisi diacronica e, infine, viene messo in
evidenza il contributo che lo studio fornisce al dibattito sui modelli insediativi delle
popolazioni straniere nei contesti urbani Sud-europei.The article analyses the medium-period (2011-2018) location dynamics of
the foreign resident population in Bologna and Milan. The aim is to understand the
shared and specific features as well as the transformations of the residential patterns
of foreign citizens in the two South-Europeans urban contexts. The statistical and
spatial analysis of the most recent administrative data confirms the absence of urban
segregation phenomena and highlights the trend towards the territorial diffusion of the foreign presence and the growing peripheral configuration of the areas with concentration
of foreigners. The specificities of the two cases suggest the relevance of
local factors to understand the foreigners’ settlement processes. After a brief review
of the literature, the results of the diachronic analysis are presented and, finally, it is
stressed the contribution that the study provides to the debate on the residential patterns
of foreign populations in Southern European urban contexts
Local models and processes of ethnic residential segregation
Local models and processes of ethnic residential segregatio
Sala Borsa: plural presences and innovative public spaces
The public realm represents the “hearth” of a city; it has always played a main role in the formation of a civic culture. Today, however, some authors stress that we are seeing the end of public space (Mitchell 1995) as the one in which all citizens can find a representation. City as a public and collective entity, indeed, is fragmented in many self-segregating domains; a public and shared dimension does not emerge here, nothing that could manifest and strengthen itself in public spaces. Is it possible today finding spaces and times that might be defined as public? If it is, what role do they play? What idea of urbanity do they manifest? What kinds of relations and uses can be observed? These are the main questions we focus on. Moving from the case of Sala Borsa, a public library in the Bologna downtown, we will argue that the changes in the socio-spatial morphology of contemporary city do not impede the existence of public space. We will start with a brief review of the debate on public realm, city, and public space. Then, we will explain the research methodology and describe our case study. The following part will be focused on Sala Borsa users and uses; after that, we will stress the point of view of interviewees about public space. To conclude, we will try to find a place to our case in the debate on public space
“Laboratoires” innovateurs pour l’habitabilité des espaces montagneux: exemples vertueux dans l’Apennin émilien (Italie)
L’Apennin émilien, comme de nombreux espaces de montagne, n’échappe pas à l’épineux problème démographique du vieillissement de la population d’une part et de la dépopulation d’autre part. En outre, malgré la con-fiance excessive de nombreuses personnes dans la puissance des « nou-velles » technologies et dans leurs capacités à rapprocher et à virtuali-ser, certaines réalités montrent très clairement que l’ère de la communi-cation numérique n’a pas annulé la prégnance du milieu et encore moins la distance euclidienne et son impact sur le fonctionnement des sociétés. Le départ contraint de la population jeune par absence de perspectives s’est accompagné par celui des plus âgés, désarmés face à la disparition pro-gressive des commerces et des services de proximité. La délicate situa-tion budgétaire de la plupart des administrations locales et régionales a en outre aggravé ces problèmes.
S’il reste essentiel que les politiques publiques et le troisième secteur s’occupent des zones marginales de montagne, il devient encore plus important que les citoyens jouent un rôle actif dans l’élaboration d’actions qui s’opposent au déclin de ces territoires. Ce déclin prend bien entendu différentes formes : de l’immédiate dégradation environne-mentale à la plus discrète mais non moins importante amnésie collective et institutionnelle.
En réaction à ces problèmes, plusieurs types de propositions mises en œuvre avec succès sont apparus ponctuellement ces dernières années dans l’Apennin émilien, dont ceux qui sont l’objet de ce texte
Capitale sociale e istituzioni: un'alleanza per la qualità della vita nelle aree montane
Studi recenti, rivolgendo particolare attenzione ai fattori immateriali e relazionali, al fine di interpretare le dinamiche dello sviluppo, hanno evidenziato che la marginalità di alcuni territori, tra cui quelli montani, non è determinata unicamente da condizioni economiche sfavorevoli o da risorse mancanti, ma anche da un missing link rappresentato dalla scarsa valorizzazione, da parte delle istituzioni, delle opportunità economiche che il capitale sociale è in grado di veicolare. Fra i soggetti che rivestono un ruolo propulsivo nella mobilitazione di risorse e nell’attivazione di meccanismi virtuosi di sviluppo, un’importanza di primo piano spetta alle Unioni di Comuni, le quali hanno il compito di definire ed attuare strategie volte ad accrescere la competitività delle zone montane attraverso una visione condivisa delle traiettorie di sviluppo, al fine di favorire il rafforzamento del capitale sociale e dell’identità collettiva (Biggiero, 2002).
Sulla base di quanto appena esposto, il presente contributo intende sostenere che, laddove le Unioni di Comuni favorissero la promozione del capitale sociale anche attraverso la diffusione di forme di turismo come quello di comunità, si determinerebbe un fertile incontro tra politiche top down e reti sociali bottom up in grado di innescare processi virtuosi di promozione del territorio montano orientati «dal desiderio di ciascuno di migliorare il proprio ambiente di vita, tramite un impegno collettivo» (Bodini et al., 2016, p.8)
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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