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    Sintesi e valutazione dell'attività antitumorale in vitro di 5,7-diammino chinossaline analoghe dell'antifolico classico metotressato e non classico trimetrexato

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    Il nostro progetto di ricerca riguarda le potenzialità farmacobiologiche dei derivati chinossalinici come analoghi dei già citati antifolici classici, MTX, e non classici, TMQ e PTX, nelle cui fasi di sviluppo sono state sintetizzate numerose molecole che hanno mostrato di possedere in vitro attività antitumorale ed antifolica

    Quinoxaline chemistry. Part 8. 2-[anilino]-3- [carboxy]-6(7)-substituted quinoxalines as non classical antifolate agents. Synthesis and evaluation of in vitro anticancer, anti-HIV and antifungal activity

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    Thirty quinoxalines bearing a substituted anilino group on position 2, a carboethoxy or carboxy group on position 3 and a trifluoromethyl group on position 6 or 7 of the heterocycle were prepared in order to evaluate in vitro anticancer activity. Preliminary screening performed at NCI showed that most derivatives exhibited a moderate to strong growth inhibition activity on various tumor panel cell lines between 10-5and 10-4molar concentrations. Interesting selectivities were also recorded between 10-8and 10-6M for a few compounds. One single compound exhibited good activity against Candida Albicans

    Condensazione di diamminochinoline con alfa-chetoacidi e alfa-chetoesteri: un'insolita reazione di chiusura ad anello imidazolico ed imidazolinico

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    I derivati 2-chinossalinonici hanno manifestato un ampia varietà di attività biologiche. Tra queste si possono ricordare quella antitumorale e antimicrobica e di inibizione di alcuni tipi di pompe di estrusione cellulare (Pgp) implicate nel fenomeno della Multi Drug Resistence (MDR) evidenziate dal nostro gruppo di ricerca. La strategia adottata per la sintesi di questi derivati è stata quella di utilizzare la classica condensazione di una opportuna ortofenilendiammina con gli adatti α−chetoacidi o α−chetoesteri per ottenere l’anello chinossalinonico corrispondente

    Sintesi di una nuova serie di n-[4-(1H(2H)-benzotriazol-1(2)- il)fenil]alchilcarbossiammidi e n,n'-bis[4-(1H(2H)-benzotriazol- 1(2)-il)fenil]alchildicarbossiammidi a potenziale attività antivirale

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    Recentemente abbiamo riportato la sintesi e l'attività antivirale di un'ampia serie di N-[4- (1H(2H)-benzotriazol-1(2)-il)fenil]alchilcarbossiammidi e N,N’-bis[4-(1H(2H)-benzotriazol- 1(2)-il)fenil]alchildicarbossiammidi. La valutazione biologica nei confronti di vari RNA e DNA virus, ha messo in evidenza una generale interessante attività su alcune specie rappresentative dei Picornavirus, quali Polio Sabin 1 e Coxsackie B1. I derivati più attivi hanno mostrato una EC50 lt; 10 μM, associata con una bassa o nulla citotossicità. Come ulteriore sviluppo di questa ricerca è stata ora progettata la nuova serie di derivati benzotriazolici

    2-arilbenzimidazoli come potenziali agenti antivirali e antitumorali

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    I derivati benzimidazolici trovano impiego in numerose patologie. Tra gli esempi di più estesa applicazione si ricordano i farmaci antielmintici per il loro meccanismo d’inibizione mitotica. Recentemente sono stati oggetto di valutazione anche come farmaci antivirali. Gli esempi riportati rappresentano la struttura di composti che mimano i nucleosidi purinici, nei quali la base è stata sostituita con il nucleo benzimidazolico

    Nuovi derivati chinossalinici inibitori della Diidrofolato Reduttasi (DHFR) e della Timidilato Sintetasi (TS) dellaLeishmania major: risultati preliminari

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    L’incidenza delle malattie protozoarie imputate al genere Leishmania è aumentata enormemente con la diffusione dell’AIDS. In particolare la forma viscerale della Leishmaniosi sta emergendo come malattia nuova e sempre più frequente. Oltre gli antimoniali altri farmaci importanti sono le pentammidine e l’amfotericina B. Un approccio abbondantemente esplorato in passato è stato lo sviluppo di farmaci antifolici antiprotozoari che bloccano il ciclo dell’acido folico, che, previa attivazione metabolica di enzimi folato dipendenti, attraverso il trasporto di unità carboniose, è responsabile della sintesi de novo degli acidi nucleici e degli amminoacidi. In questo senso sono stati usati il trimetoprim e la pirimetamina che sono attivi contro i plasmodi e i toxoplasmi, ma non contro le Leishmanie e i tripanosomi. Questi due protozoi appartenenti alla classe dei Kinetoplastidae sono sensibili agli antifolici antitumorali come il metotrexato (MTX), ma sviluppano immediatamente una chemioresistenza in quanto riattivano l’autoproduzione di acido folico mediante una via di salvataggio che impiega l’enzima Pteridina riduttasi, recentemente scoperto, appunto, nelle Leishmanie major e nel tripanosoma cruzi. Sulla base di queste premesse ci è sembrato che le nostre molecole a struttura chinossalinica, analoghe al metotrexato, potessero essere impiegate come inibitori enzimatici di questa famiglia di folato

    Imidazolo [1,2-a] e 1,2,4-triazolo[4,3-a] chinossaline analoghe degli antifolici metotrexato e trimetrexato

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    Abbiamo progettato una nuova serie di chinossaline, nelle quali l’anello pirrolico è stato sostituito con un’anello imidazolico o con uno triazolico lasciando nelle posizioni 2, 5, 6, 7 e 8 dell’anello chinossalinico gli stessi sostituenti precedentemente esaminati. Di questi composti verranno descritti la sintesi e i risultati farmacologici relativi alla loro attività

    5,7-dinitro e 5,7-diammino chinossaline analoghe dell'antifolico classico metotressato e non classico trimetrexato. Sintesi e valutazione dell'attività antifolica e antitumorale in vitro

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    Nell’ambito di un esteso progetto di ricerca sulle potenzialità farmacobiologiche dei derivati chinossalinici come analoghi degli antifolici classici, metotressato, e non classici, trimetressato, sono state sintetizzate numerose molecole che hanno mostrato di possedere in vitro attività antitumorale ed antifolica. Di questi composti verranno descritti la sintesi ed i risultati biologici relativi alla loro attività antitumorale e a quella antifolica

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
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