46,616 research outputs found
Adiel Lopez
Lopez, an eternally optimistic person, was born in El Salvador in 1985. His grandparents raised him between the ages of five and thirteen, as his parents had migrated to the United States to build a better future for their family. His grandparents' farm, where he and his siblings worked, had neither running water nor electricity. Although Adiel used to "love to play dress up" as a child, he did not talk about his sexuality or gender until much later. He speaks proudly about his mother's acceptance when he finally decided to come out to her. His teen years were spent in Chelsea, MA, and then he moved to Lynn after discovering Fran's place in 2013. Adiel identifies Fran's Place with "family, friendship, and community." He currently lives in Lynn with his husband Robert and two-year-old son Gabriel. Interview carried out by Andrew Darien
La experiencia de malestar psicológico en mujeres con embarazo de alto riesgo /
\ua0tesis que para obtener el grado de Doctorado en Psicología, presenta Ma. Eugenia Gomez Lopez; asesoras Shoshana Berenzon Gorn, María Asunción Lara Cantú, Francisco Morales Carmona, María Emily Ito Sugiyama, Catalina González Forteza214 páginas :\ua0ilustracionesDoctorado en Psicología\ua0UNAM, Facultad de Psicología,\ua0201
Examining Philippine-US cooperation amid the Covid-19 pandemic : setting a broader agenda for educating Filipino children and youth
For more about the East-West Center, see http://www.eastwestcenter.org/Dr. Ma. Glenda Lopez Wui, Assistant Professor, Department of Sociology and Anthropology, Ateneo de Manila University, explains that “[t]he US Government has been providing support to the Philippines to mitigate the impact of the pandemic on Filipino students,” including providing nearly $3 million in funds and equipment to support education delivery
John Dewey e la pedagogia democratica del '900
John Dewey teorizzò un'educazione democratica per una democrazia che non si risolvesse semplicemente nel diritto di voto, ma si realizzasse ponendo tutti in condizioni eguali nella lotta contro le difficoltà della vita; per lui, non può esserci scuola democratica se non in una società democratica e non può esserci società democratica se non con una scuola democratica, che educhi i giovani al significato profondo della partecipazione, della socialità e della corresponsabilità. Dewey critica con uguale forza sia lo sfrenato egoismo di un capitalismo individualistico e selvaggio sia un collettivismo che porta all'annullamento dell'individuo e mostra come, a differenza di altri regimi politici, la democrazia non costituisce un punto d’arrivo, bensì un processo o un ideale mai interamente compiuto. Di conseguenza, mutamento e transitorietà sono condizioni intrinseche alle relazioni umane. Di più, la democrazia è anche una cultura capace di trasformare il modo di rappresentare se stessi e gli altri. Proprio per questo egli postula un processo educativo permanente. La società democratica doveva - a suo avviso - ispirare una sua propria filosofia, avere una sua nozione della funzione e del metodo della conoscenza, una sua visione del mondo e della verità. E quanto è condivisibile Dewey quando afferma che è l’autonomia di giudizio piuttosto che l’autonomia economica la qualità della quale una democrazia ha soprattutto bisogno? Essa è una qualità morale, che ha la forza di diventare la più importante virtù civile e politica, tanto è vero che è la manipolazione del consenso che segna e accompagna la sua degenerazione. Dunque la stabilità della democrazia consiste nella stessa possibilità dei cittadini di rapportarsi tra di loro come esseri liberi e diversi, ma uguali nel rispetto e nella considerazione, disponibili perciò al dissenso e al conflitto, non soltanto al consenso
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
CottageGarsideReaders
This is a variation of FC. The fox gets the thrush to drop the grape she is about to eat by getting her to sing. An inserted bookmark advertises the book by using the art of Gerald Bryant, Grade 4, Lopez Elementary School.Fourth printingBy Alice H. Garsid
Price and Cost Impacts of Concentration in Food Manufacturing Revisited
This study estimates the elasticities of wholesale food prices, cost efficiency, and market power with respect to industrial concentration in 35 food processing industries, modifying the model of Lopez, Azzam, and Lirón-España (2002). In contrast to the results of their earlier analysis, findings of this study indicate that further increases in concentration would result in significant processing cost savings (and Lerner index increases) in nearly all industries and that output prices would decline in nearly 50% of the industries, although significantly so in only 20% of them. As industrial concentration rises, price declines occur in industries with low levels of concentration while price increases occur in highly concentrated industries.cost efficiency, food prices, food processing, industrial concentration, market power, Marketing, Production Economics, Productivity Analysis,
Condizionate nel consenso, esposte alla violenza: i percorsi delle donne migranti
e donne provenienti da altri Paesi sono, ancora oggi, siano “gettate” nel mondo come soggetti "vulnerabili". Le si considera cioè persone bisognose, svalutando in molti contesti le loro capacità. Questo comporta il privarle della possibilità di decidere autonomamente della loro esistenza, non considerando il consenso come una pratica di libertà.
Tale situazione rischia di esporre maggiormente le donne immigrate alla violenza e non soltanto quella fisica, verbale ed economica ma anche quella più sottile, psicologica e istituzionale. È necessario, pertanto, un lavoro pedagogico che non solo valorizzi le differenze (Lopez, 2018) e l’approccio delle capacità (Nussbaum, 2000) per uno sviluppo autentico, dove le scelte siano l’esito di un percorso di consapevolezza e non di aspettative imposte, ma anche che contribuisca alla costruzione di spazi in grado di trasformare il margine in possibilità (hooks, 1998), rafforzando le reti tra donne, spezzando la solitudine che spesso porta a subire piuttosto che a scegliere, contrastando le visioni del femminile fortemente stereotipate.
Tale lavoro pedagogico si basa sull’assunzione del paradigma dell’intersezionalità per superare la rappresentazione coloniale dell’alterità e spiegare l’intreccio tra razzismo, femminilizzazione e “infantilizzazione” (Burgio, 2022), dispositivo utilizzato per gettare appunto le donne in una condizione di dipendenza e subalternità
Le lettere di Maria Savi Lopez ad Antonio Fogazzaro
Viene presentato un carteggio inedito della scrittrice di origine napoletana Maria Savi Lopez con lo scrittore vicentino Antonio Fogazzaro. La Lopez si era trasferita a Torino al seguito del marito e, rimasta vedova, viveva con la sua attività di giornalista, traduttrice e scrittrice. Le sue lettere a Fogazzaro sono una specie di giornale intimo in cui racconta all'amico i suoi progressi artistici, la sua ricerca di un'arte vera (non verista), ma anche la battaglia che condivide con lo scrittore vicentino per un rinnovamento delle coscienze
Entretien avec la musicienne Patricia Lopez
Je devais forcément devenir musicienne. Dans le passé de ma famille la musique avait déjà cherché à germer. Ma grand-mère paternelle était mexicaine. Enfant, elle jouait de la guitare et chantait. Mais quand elle se maria avec mon grand-père à la fin du 19e siècle, il accrocha la guitare au mur pour toujours, disant que jouer de la musique et chanter n’était pas une activité pour une femme mariée. Mon grand-père maternel était un paysan du middle-west américain, d’une famille de pionniers. Ad..
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