146 research outputs found

    Made in Italy 5.0. Knitwear Design Within the Fifth Industrial Revolution

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    Starting from an examination of the fifth industrial revolution phenomenon applied to the Made in Italy clothing sector, this paper aims to inves-tigate the present and future scenarios that Industry 5.0 opens up in the world of knitwear design. Unlike other design sectors, the convergence between physical and digital environments, which is at the center of the Fashion Industry 4.0 debate, is an established feature of the practice of knitwear, which still carries within it the craftsmanship of handmade techniques and the automation of the most up-to-date machinery and software. However, in the archetypal narrative of most Made in Italy sectors, the technological aspects tend to be neglected in favor of a communica-tion based only on craftsmanship and manual skills, and knitwear is no exception to this phenomenon. In this scenario, craftsmanship also recalls a sustainable way of working through a savoir-faire traditionally attentive to the impact of its processes and a high-quality product that is ultimately more durable and more responsible towards the planet. Stemming from these premises, the authors of this investigation identify knitwear as an archetypal case study of Made in Italy, analyzing how far this narrative reflects reality and how the advent of Industry 5.0 can fit into this context

    Technology Epiphany and Knitwear Design: Critical perspectives and possible applications

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    This paper aims to frame the concept of Technology Epiphany (Verganti, 2011) by relating it to the connections found in the recent literature concerning the field of Knitwear Design (Affinito, Conti, & Motta, 2017). Furthermore, starting from an interpretative vision of Peirce's semiotic triangle, as applied to the contemporary design context (Zingale, 2020), this article aims to propose a critical analysis of some aspects of the concept of Technology Epiphany, envisaging a practical application in the field of knitwear design

    The commemoration of the traumatic pasts in Argentina : sites of memory and museums in Rosario City

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    Desde los años 2000, en Argentina se avanzó con la identificación y recuperación de lugares donde ocurrieron hechos relacionados con pasados traumáticos, especialmente sitios que funcionaron como Centros Clandestinos de Detención (CCD) cuya reconstrucción fue posible gracias a los testimonios de los sobrevivientes. También fueron recuperados otros espacios que, sin haber funcionado como CCD, estuvieron igualmente vinculados con la materialidad de la represión. En estos lugares se han instalado sitios de memoria y museos que rememoran principalmente lo acontecido durante la última dictadura militar (1976-1983). El presente artículo analiza lo sucedido con estos espacios en la ciudad de Rosario donde la represión dictatorial tuvo características propias, asimismo que la recuperación de estos sitios respondió a una lógica diferente según las tradiciones de los organismos de derechos humanos de la ciudad y del Estado provincial y el municipal. Nos centraremos en los casos del ex CCD Servicio de Informaciones de la Policía Provincial, recuperado en 2002, y de la ex sede del Comando del II Cuerpo de Ejército, restituida en 2010, los cuales se convirtieron en pilares de la recuperación de estos lugares y se erigieron como emblemas de las políticas de memoria que asumieron los diferentes gobiernos en los años 2000.Since 2000, there have been many advances in the identification and recovery of most of the significant buildings related with the traumatic pasts of Argentina -specially, those locations that had functioned Clandestine Detention centers (CCD, by its abbreviation in Spanish). It was the survivor’s testimonies what made the reconstruction of the sites possible. Although they have not functioned as CCD, there were also other recovered buildings related with the repression. In those places memorial sites and museums have been installed in order to recall what happened during the last military dictatorship (1976-1983). The present article analyses the particularities of these sites in Rosario city, where the dictatorial repression shows its special characteristics. The recoveries of the buildings feature a different logic in each particular case in relation with the traditions of the human rights organizations of the city and with municipal and provincial states. We will focus on the ex CCD Servicio de Informaciones de la Policía Provincial (Information service of the Provincial Police), recovered on 2002, and the ex Sede del Comando del II Cuerpo de Ejército (Home of the ex Command of the II Body of the Army), returned in 2010. Both became models of the recovery of this kind of sites and they became symbols of the memory policies that were established by the different governments during 2000.Fil: Scocco, Marianela. Universidad Nacional de Rosari

    LO ZAFFERANO: RICERCA INTEGRATA TRA SVILUPPO ECONOMICO, CONSERVAZIONE DEL PAESAGGIO E PROMOZIONE DEL TERRITORIO

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    Lo zafferano è una spezia che deriva dall’essicazione degli stimmi fiorali di Crocus sativus. Le caratteristiche colturali fondamentali sono la quasi completa manualità delle operazioni colturali ed il basso investimento in termini di superficie aziendale impegnata, a cui fa riscontro un alto valore commerciale del prodotto essiccato. Tali caratteri rappresentano un’opportunità per la valorizzazione di terreni marginali inutilizzati o in via di abbandono soprattutto nelle aree pedemontane e basso montane, e per avere un reddito integrativo importante. I nuovi scenari per il settore agricolo definiti dalla riforma della PAC necessitano, da parte degli imprenditori agricoli, di un approccio improntato sulla qualificazione professionale e su scelte innovative che abbiano come riferimento il mercato e la vocazionalità del territorio, unitamente all’attenta valutazione della compatibilità ambientale delle produzioni. Lo zafferano si inserisce a pieno titolo nel quadro di un rinnovato interesse per i sapori tipici, e ben si inquadra nel contesto paesaggistico del Parco Nazionale dei Monti Sibil¬lini e delle aree limitrofe, dove la sua produzione costituisce un ulteriore elemento di attrazione turistica e di promozione del territorio e degli altri prodotti tipici. La sua re-introduzione, dal punto di vista agricolo, nel territorio camerte costituisce inoltre un importante recupero culturale dato che questo territorio era una delle zone di maggior produzione in Italia durante il rinascimento

    Innovation from within: il progetto GET – Gruppi di Educazione terapeutica della ASL di Reggio Emilia. Il punto di vista delle famiglie.

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    Il Progetto GET (Gruppi di Educazione Terapeutica per il Trattamento dell’Obesità Infantile), nasce, in forma embrionale, nel 2014 presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. La dietista e la psicologa coinvolte nel trattamento di questa patologia cronica, scoprono di trovarsi in una “impasse” clinica: i pazienti considerati obesi secondo le valutazioni effettuate dai pediatri in base alle curve di crescita (Cacciari et al. 2006; Cole et al. 2012) e quindi ad elevato rischio di complicanze, se non già portatori di alcune complicanze mediche più o meno gravi (iper-insulinemia, steatosi epatica ecc.), oppongono una “resistenza passiva” a qualsiasi proposta di lavoro sul loro peso. Questo dato è complicato dal fatto che, nella maggioranza dei casi, i pazienti e le loro famiglie, chiedono esplicitamente di essere presi in carico e di poter essere dotati di una “dieta scritta”, che, nella migliore delle ipotesi non viene seguita, e nella peggiore porta ad un incremento ulteriore del peso in rapporto all’altezza. L’obesità infantile rimane uno tra i temi di salute più allarmanti e studiati, ma che lascia aperte ancora molte questioni, legate soprattutto alla tenuta dei cambiamenti ottenuti e dunque alla comprensione dei meccanismi sottostanti tale fatica. Il Progetto di Ricerca GET, partito dal “basso” per rispondere ad esigenze cliniche di strutturazione di un percorso che potesse essere efficace e percorribile per le famiglie afferenti al Servizio, ha forse generato più domande che risposte. L’auspicio è che proprio le domande sorte dalla riflessione su ciò che ha funzionato e (soprattutto) ciò che non ha funzionato, possano contribuire ad aprire ulteriori scenari di pensiero attorno a questo tema e domande che permettano ad altri ricercatori, anche di formazione non strettamente “sanitaria”, di gettare luce sulla questione da angolature diverse e, forse, portatrici di nuove intuizioni

    Famiglie, generazioni e percorsi migratori. La re-invenzione di pratiche culturali nello spazio del quotidiano.

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    Osservare il fenomeno migratorio nella dimensione familiare, fa sì che si possa meglio riconoscere come gli effetti ad esso collegati possano continuare a manifestarsi nel tempo. Assumere una prospettiva familiare nello studio delle migrazioni significa quindi, considerare la rilevanza e la forza dei legami tra i diversi componenti, lungo un asse temporale e relazionale. Se le famiglie migranti inseriscono le successive generazioni in un campo sociale caratterizzato da legami, reali e simbolici, che attraversano i confini tra società di origine e quella di arrivo, risulta interessante osservare quali pratiche vengono condivise nella dimensione familiare, come queste sono rinegoziate ed in quali modalità sono trasmesse attraverso le generazioni. Queste tematiche sono state approfondite attraverso una ricerca qualitativa, svolta in Belgio, sui figli e sui nipoti degli italiani emigrati nel Paese nel secondo dopoguerra. Infatti, per quanto l’emigrazione italiana sia stata particolarmente studiata da un punto di vista storico, proprio il vissuto di queste generazioni, nei suoi risvolti più attuali, sembra essere meno noto. Il Paese scelto per lo studio del caso è stato anche per questo motivo il Belgio, dove la presenza italiana è tra le più radicate sul territorio. Le interviste di tipo biografico realizzate in ambito familiare rendono evidenti le dinamiche di negoziazione e di mediazione delle differenze culturali in un’ottica di lungo periodo. Dai racconti emerge come nel corso del tempo, a decenni di distanza, gli spazi sociali transnazionali continuino ad essere vissuti anche da coloro che non hanno originariamente scelto di migrare, attraverso legami, relazioni, pratiche ed esperienze spesso rivisitate ma non per questo meno reali

    The Digitalization of Knitwear: Towards a redefinition of the conventional design boundaries

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    In the contemporary context, the knitting industry is dealing with a scarcity of 3d simulation tools, resulting, to date, in a sampling-based method where refinements to a specific design are often abandoned or compromised. While, in other design fields, virtual 3d modeling profitably interacts with hardware technology (e.g., 3d printers) (Verbruggen, 2014), such tools do not easily connect to the conventional textile technology of industrial knitting machines (Underwood, 2018). This paper explores the state of the art of knitted textiles digitalization, aiming to outline practical support to knitwear design practice with a specific focus on possible digital tools to integrate design and fabrication prerogatives

    Las problemáticas halladas en la planificación del futuro de los alumnos egresados de la escuela especial

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    Cualquier persona con discapacidad puede trabajar si tiene el interés y la voluntad por hacerlo, y si cuenta con los apoyos necesarios para que lo haga. Asimismo, es necesario desarrollar un entorno laboral, familiar, social que apoye esta decisión y profesionales que puedan guiar el proceso de inclusión laboral. Para esto, cuando proyectamos la idea de que un adulto con discapacidad trabaje, es necesario considerar sus fortalezas, sus debilidades y sus intereses. Por tal motivo, este estudio tuvo como objetivo precisar las problemáticas que hallan los jóvenes con discapacidad en la elección ocupacionalFil: Scocco, María Pía. Universidad de Flores; Argentina

    Impacto social de los conflictos patrimoniales y ambientales

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    El presente trabajo se propone indagar sobre el impacto de la dimensión Ambiental y Cultural o Patrimonial en los conflictos sociales, a fin de determinar la influencia real de cada una de ellas y con el objeto de comprender en qué medida la arquitectura y el urbanismo, considerados en estas dimensiones, inciden en estos conflictos. Para lo anterior se mencionarán algunos casos contemporáneos paradigmáticos y se los analizará a la luz de textos de índole teórico-filosófica

    Generazioni di origine straniera: nuovi paradigmi e buone pratiche di intercultura. Il progetto di scambi giovanili Macerata- Marsiglia

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    Nonostante lo studio sulle giovani generazioni di origine straniera si sia maggiormente concentrato sui temi dell’identità e dell’appartenenza oltre- ché dell’inclusione scolastica, l’attivismo sociale si rivela essere una chiave di lettura indispensabile per comprendere le nuove narrazioni e auto-rappre- sentazioni che esse condividono della propria esperienza sociale. Considera- zione che sottolinea il ruolo, reale o potenziale, svolto da questi giovani nella costruzione di società interculturali, rispetto anche al tema del razzismo, soprattutto nella sua percezione sociale e culturale. Il progetto di ricerca-a- zione Macerata-Marsiglia rappresenta in tal senso un peculiare esempio di coinvolgimento attivo di giovani di origine straniera, fornendo a riguardo una lettura interessante dei nuovi orientamenti di studio sociologico. _________________________________________________________Although sociological literature on second generations has focused more on the issue of identity as well as school inclusion, also the social activism of these young people proves to be a considerable key to understand new narratives and self-representations they share about their social experienc- es. This consideration underlines the role, real or potential, played by these generations in the creation of intercultural societies, also related to the racism issue, especially in its social and cultural perception. Considering that, the research-action project Macerata-Marseille represents a peculiar example of second generation’s involvement, providing an interesting reading of socio- logical studies on youth and young people from migrant background
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