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Scegliere la scuola secondaria di secondo grado. Il punto di vista dei genitori nel territorio di Varese
Assessment literacy is a strategic competence to manage the complexity of modern society. The decision-making process should be based on valid data and elements in order to lead to a good decision. The choice of upper secondary school is an example of a complex choice. This task is demanding and often can bring on feelings of anxiety and stress to students and parents; this choice can in fact impact on the academic success of students. At the same time, this process involves many people: students with their wishes and aspirations; parents with their expectations; teachers with their opinions formalized into the school guidance. In this frame, we manage a survey to highlight the decision-making process related to upper secondary education choice from the parents’ perspective. This empirical action is part of a broader joint project (Catholic University Sacred Heart and Local School Authority in Varese) aimed to fight training failure in Varese (Lombardy, Italy)Saper valutare è una competenza strategica perché permette di governare la complessità tipica della società odierna; compiere scelte informate, almeno in linea di principio, facilita infatti la presa di buone decisioni. La scelta della scuola secondaria di secondo grado esemplifica bene tale complessità. La letteratura ha mostrato quanto questa sia sfidante e, talvolta, associata ad ansia e stress; al contempo, le modalità con le quali è attuato il processo sotteso, influiscono sulla scelta compiuta la quale, a sua volta, ha implicazioni sul successo formativo. Attorno a questa decisione gravitano peraltro interessi diversi, non sempre convergenti: dei ragazzi/e, con le loro aspirazioni; dei genitori, con le loro aspettative; degli insegnanti che hanno formulato il Consiglio orientativo. Nell’indagine esplorativa “Quale scelta dopo la terza media? Il punto di vista delle famiglie”, parte di un progetto di contrasto alla dispersione scolastica avviato nel 2021 (CeRiForm - UCSC e USR Lombardia – Ufficio Varese) si è inteso indagare il percorso di scelta della scuola “superiore” assumendo il punto di vista dei genitori, quello meno indagato in prospettiva empirica, per comprenderne il ruolo e la percezione di supporto ricevuto
La didattica negli ISSR: il punto di vista dei docenti in servizio
Il testo si inserisce all'interno di un progetto di ricerca partecipata avviato nell'ambito della collaborazione tra la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna e l'Università Cattolica del Sacro Cuore, finalizzata ad indagare la formazione iniziale degli insegnanti di Religione cattolica presso gli Istituti Superiori di Scienze Religiose dell'Emilia Romagna. Nel contributo sono presentati in particolare gli esiti di un'indagine sulla qualità percepita dei percorsi formativi fruiti presso gli Istituti Superiori di Scienze Religiose dell'Emilia-Romagna dagli insegnanti di religione (IRC) attualmente in servizio presso le scuole di ogni ordine e grado della regione. Nella rilevazione sono stati coinvolti, grazie alla compilazione di un questionario on-line, 355 insegnanti. Dall'analisi integrata dei dati emergono l'apprezzamento per la formazione ricevuta ma, al contempo, alcune piste di miglioramento utili per migliorare ulteriormente il progetto formativo degli ISSR
L'impianto metodologico della ricerca
Il contributo presenta il dispositivo metodologico di una ricerca partecipata avviata nell'ambito della collaborazione tra la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna e l'Università Cattolica del Sacro Cuore finalizzata ad indagare la formazione iniziale degli insegnanti di Religione cattolica presso gli Istituti Superiori di Scienze Religiose dell'Emilia Romagna. Il dispositivo integra una pluralità di azioni di rilevazione sia basate sull'analisi della letteratura e di riflessione epistemologica sia di natura empirica. Queste ultime, sulle quali il contributo si concentra, sono state svolte secondo una prospettiva mix method, avvalendosi di fonti informative differenziate
Il ciclo riflessivo di Gibbs e la Ricerca-formazione: una proposta di ricerca
Nell’ambito della formazione il tema della riflessività ha dato origine a un variegato universo di pratiche. Dare valore alla riflessione sull’esperienza significa superare la tradizionale separazione tra teoria e pratica, che vede l’esperienza unicamente come il luogo in cui si applicano saperi e schemi d’azione appresi altrove. Non è semplice
raccogliere evidenze di come questo processo riflessivo si inneschi, quali possano essere i livelli del suo sviluppo e che risultati, in termini di cambiamenti e nuove consapevolezze, provochi nei soggetti che vi partecipano. Gibbs (1988) con il suo schema di riflessione sulla pratica suggerisce sei dimensioni di riferimento, che spingono alla riflessione individuale o collettiva. Questo modello, di per sé situato e non generalizzabile a una famiglia di situazioni, presenta delle potenzialità non ancora esplorate. Il presente contributo propone un progetto di ricerca fondato sulla ricerca-formazione che, insieme a docenti di diversi ordini scolastici utilizzi questo modello per l’attivazione, l’analisi e la valutazione di processi riflessivi sul proprio lavoro. Presenteremo il quadro di ricerca, individuando le intenzionalità alla base delle scelte metodologiche. Si analizzerà l’utilizzo di strumenti quantitativi a sostegno del quadro
di ricerca qualitativo. L’intreccio di strumenti quantitativi e qualitativi sarà funzionale a sostenere l’esportabilità del processo e supportare la capacità del cambiamento nel docente.In the field of education, the theme of reflexivity has given rise to a diverse universe of practices. To value reflection on experience is to overcome the traditional separation of theory and practice, which sees experience solely as the place where knowledge and patterns of action learned elsewhere are applied. It is not easy to gather evidence of how this reflective process is triggered, what the levels of its development might be, and what results, in terms of changes and new awareness, it causes in the subjects who participate in it. Gibbs (1988) with his schema of reflection on practice suggests
six reference dimensions, which prompt individual or collective reflection. This model, itself situated and not generalizable to a family of situations, has potential that has not yet been explored. This paper proposes a research-training-based research project that,
together with teachers from different grade levels, will apply this model for the activation, analysis and evaluation of reflective processes on teachers’ actions. We will present the research framework, identifying the intentionalities behind the methodological choices.
We will explore the use of quantitative tools to support the qualitative research framework, functional for the exportability of the process and the triggering of changes in teachers
Spaced Learning per l’apprendimento linguistico e scientifico tra mente, corpo e movimento
Lo spaced learning è una particolare articolazione del tempo lezione che permette di massimizzare la concentrazione e il lavoro cognitivo degli studenti. L’approccio con gli alunni resta quello tradizionale, ma lo spaced learning concepisce la lezione come una situazione che superando il passive learning rende l’alunno partecipe, attivo e critico. Kelley (2007), Kelley & Watson (2013) hanno sviluppato la tecnica dello spaced learning per verificare se era possibile codi- ficare informazioni complesse in LTM (long-term memory) negli studenti utilizzando stimoli ripetuti in una scala temporale molto breve. Nel contesto di apprendimento scolastico, l’attività motoria può essere favorevole allo sviluppo dello spaced learning, in quanto permette agli alunni di apprendere conoscenze e consolidare in- formazioni attraverso interazioni significative tra mente e corpo. Si sta preparando un programma formativo che si propone di svilup- pare la metodologia dello spaced learning nell’ambito del recupero e della promozione delle competenze linguistiche, matematiche e scientifiche in alunni di scuola primaria di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni; si intende altresì sostenere lo sviluppo delle stesse com- petenze nei bambini che presentano difficoltà, svantaggi e/o dis- abilità. La ricerca empirico-sperimentale sarà articolata in più fasi in un arco temporale di due anni e sarà rivolta a un campione com- posto da 70 classi di istituti palermitani.Spaced learning is a particular articulation of class time that allows you to maximize students’ concentration and cognitive work. The approach with the students remains the traditional one, but spaced learning conceives the lesson as a situation that, overcoming passive learning, makes the student participate, active and critical. Kelley (2007), Kelley & Watson (2013) developed the spaced learning technique to test whether it was possible to encode complex in- formation in LTM (long-term memory) in students using repeated stimuli on a very short time scale. In the context of school learning, motor activity can be conducive to the development of spaced learning, as it allows pupils to acquire knowledge and consolidate information through meaningful interactions between mind and body. A training programme is being prepared that aims to develop the spaced learning methodology in the context of the recovery and promotion of linguistic, mathematical and scientific skills in primary school pupils aged between 8 and 11 years; It is also in- tended to support the development of the same skills in children with difficulties, disadvantages and/or disabilities. The empirical- experimental research will be divided into several phases over a period of two years and will be aimed at a sample of 70 classes from Palermo institutes
L’ePortfolio del bambino. Progettazione educativa ed osservazione sistematica per documentare lo sviluppo del bambino al nido attraverso la raccolta di dati validi ed attendibili in ambiente digitale.
La ricerca come risorsa per il contrasto alla dispersione scolastica. Dalla teoria alla pratica
La costruzione progressiva nel tempo di una base informativa comune e di una mappatura sul territorio che permetta di leggere in maniera integrata e complessa il fenomeno della dispersione scolastica costituisce un driver strategico per orientare le progettualità delle scuole, delle attività svolte in collaborazione tra scuola e territorio e delle azioni messe in campo in ambito extrascolastico nella prospettiva di un sistema formativo integrato e di un’autentica comunità educante. La ricerca educativa può svolgere un ruolo fondamentale accompagnando tali processi e orientando la raccolta, l’analisi, l’interpretazione e l’impiego di tali dati.
Nel contributo è presentato un progetto di ampio respiro svolto nell’ambito della collaborazione tra l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia - Ambito Territoriale di Varese e il CeRiForm dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che mira, in una prospettiva di lavoro di medio-lungo periodo, a contrastare la dispersione scolastica nella provincia di Varese.
Nella fase in oggetto (a.s. 2022/23) sono state messe in campo una serie di azioni coordinate volte a scattare una fotografia della situazione delle scuole del territorio integrando fonti documentali diverse. Le azioni intraprese hanno inteso mettere a disposizione dei vari stakeholders una base informativa comune e condivisa, utile per meglio conoscere il fenomeno e facilitare l’intercettazione degli studenti in difficolta
Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis
The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation
counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings
are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that
only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into
account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed
Variations on the Author
“Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship
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