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    Monitoraggio dell’attività enzimatica della PAL in bacche e foglie di Myrtus communis L. durante la maturazione dei frutti

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    Le foglie e le bacche di mirto (Myrtus communis L.) sono ricche in composti fenolici, come acidi fenolici, flavonoidi e flavonoli. La ricchezza di questi composti fenolici con note proprietà antiossidanti consente il potenziale uso della biomassa di mirto in campo alimentare e farmaceutico. Numerosi composti fenolici prendono origine dalla via biosintetica dei fenilpropanoidi. L’enzima PAL catalizza il primo stadio di questa biosintesi. L’obiettivo di questa ricerca è stato lo studio dell’attività enzimatica della PAL in relazione all’accumulo di composti fenolici in bacche e foglie di mirto durante il periodo di sviluppo e maturazione dei frutti. In particolare sono state analizzate e comparate due cultivar: una a frutti pigmentati (‘Giovanna’) e una a frutti non pigmentati (‘Grazia’). L’attività della PAL, così come il contenuto di polifenoli totali, flavonoidi, antociani e tannini sono stati determinati mediante metodi spettrofotometrici. L’attività della PAL è risultata maggiore nelle bacche rispetto alle foglie; e nelle bacche maggiore per la cultivar ‘Giovanna’ rispetto alla cultivar ‘Grazia’. In particolare, il picco di attività della PAL si è manifestato in concomitanza con l’inizio dell’accumulo di antociani nei tessuti del frutto delle cultivar ‘Giovanna’. Nessuna correlazione è stata trovata tra l’attività della PAL nelle foglie e il contenuto dei polifenoli analizzati nello stesso tessuto. Nelle bacche, invece, l’attività della PAL era negativamente correlata con il contenuto di polifenoli totali (r -0.471) e positivamente con il contenuto di flavonoidi (r 0.440) ed antociani (r 0.690)

    Il mirto (Myrtus communis L.) e la sua variante fenotipica con frutti non pigmentati

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    Il processo di domesticazione e selezione varietale del mirto (Myrtus communis L.) ha offerto la possibilità di esplorare la variabilità fenotipica della specie valorizzando anche alcune linee costituite da cloni con frutti pigmentati e non pigmentati. Alcune selezioni, come la cultivar ‘Angela’ hanno notevole vigore vegetativo e sembrano decisamente utilizzabili per la produzione di biomassa fogliare da destinare alla produzione di olii essenziali o altri estratti di interesse alimentare o medicinale, come quelli appartenenti alla famiglia dei polifenoli. Il vigore vegetativo e alcune particolarità morfologiche di questa cultivar, tuttavia, hanno consentito una sua completa caratterizzazione per il valore ornamentale, suggerendo indicazioni sia per la produzione di piante in contenitore di grande effetto, che di esemplari da giardino di medio sviluppo. Il valore ornamentale risiede non solo nelle foglie di grandi dimensioni e dei germogli discretamente lunghi, ma nella notevole lunghezza del peduncolo (oltre 2 cm) e nella straordinaria lunghezza del periodo di permanenza dei frutti (oltre gennaio) che mantengono una colorazione tipicamente biancoverdastra con effetto decorativo ininterrotto dalla formazione dei bocci fiorali ad aprile. Altra selezione di grande interesse è la cultivar ‘Grazia’ che oltre al notevole vigore vegetativo, comune a tutte le selezioni a frutti non pigmentati, è anche altamente produttiva e con frutti a maturazione precoce particolarmente dolci e gradevoli. Questi sono risultati adatti alla produzione di un infuso idroalcolico a freddo che può costituire una valida alternativa alla base del liquore mirto bianco normalmente ottenuto dalle foglie con relativi problemi legati a gusti eccessivamente tannici ed erbacei e colorazione bruna intensa. L’assenza di pigmentazione antocianica nei frutti non sembra in realtà collegata ad un minor contenuto di polifenoli totali e a minori proprietà antiossidanti delle biomasse fogliari e dei frutti. Si ritiene pertanto di grande interesse scientifico l’approfondimento delle conseguenze metaboliche della mancata biosintesi antocianica in questi genotipi

    Espressione di geni legati alle differenze metaboliche di piante di mirto (Myrtus communis L.) con frutti pigmentati e non pigmentati

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    Lo studio della biosintesi degli antociani nel mirto (Myrtus communis L.) ha notevoli motivi di interesse scientifico e tecnico. Da una parte, infatti, i frutti delle cultivar pigmentate sono la base tecnologica del liquore tipico di mirto, di cui sono ben note le proprietà antiossidanti e l’elevato contenuto in polifenoli totali, antociani in particolare. Le cultivar a frutti bianco invece contengono antociani solo in tracce, ma un contenuto di polifenoli totali e proprietà antiossidanti simili o superiori ai frutti pigmentati. Si pone pertanto il quesito circa quali composti polifenolici nelle cultivar non pigmentate possano trovare un potenziale di accumulo superiore rispetto agli antociani e se questi composti appartengano a famiglie polifenoliche di particolare interesse nutraceutico e medicinale come quelle derivanti dai tannini. Per approfondire i meccanismi che portano alla biosintesi e accumulo di composti fenolici nella pianta di mirto, due cultivar modello, una con frutti pigmentati (‘Ilaria’) e una con frutti non pigmentati (‘Grazia’) sono state analizzate per i seguenti parametri: contenuto totale di polifenoli e antociani totali; attività dell’enzima PAL (enzima chiave nella biosintesi dei fenilpropanoidi) e livelli di espressione dei principali geni strutturali coinvolti nella biosintesi dei flavonoidi (PAL, CHS, CHI, DFR, LDOX e, UFGT) durante la maturazione fisiologica delle bacche. Inoltre, gli stessi genotipi sono stati saggiati per la determinazione dell’attività antiossidante. Dai risultati si osserva che gli antociani nel frutto rosso si trovano a bassissime concentrazioni sino a settembre che corrisponde all’invaiatura della bacca per poi aumentare durante la maturazione, seguendo un andamento sigmoidale. Il livello di polifenoli totali, invece, tende a decrescere con la maturazione. L’attività della PAL nelle bacche risulta essere più alta in ‘Ilaria’ (frutto pigmentato) rispetto al frutto bianco. L’attività aumentava con la maturazione del frutto, con un picco di attività nelle bacche campionate ad ottobre, corrispondente al periodo dell’invaiatura. Lo studio dei livelli di espressione dei geni strutturali analizzati mostra un andamento diverso nelle due cultivar, in accordo con l’accumulo di antociani. Nel genotipo pigmentato, i geni PAL, CHI, DFR, LDOX e, UFGT mostrano un aumento del trascritto con la maturazione delle bacche. In particolare, UFGT, direttamente coinvolto nella biosintesi degli antociani, aumenta di circa 200 volte nel frutto rosso maturo rispetto al frutto nei primi stadi di sviluppo. Per quanto riguarda ‘Grazia’ a bacca bianca solamente l’aumento di CHS e il decremento di espressione ha mostrato variazioni significative durante lo sviluppo dei frutti

    Going Beyond Counting First Authors in Author Co-citation Analysis

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    The present study examines one of the fundamental aspects of author co-citation analysis (ACA) - the way co-citation counts are defined. Co-citation counting provides the data on which all subsequent statistical analyses and mappings are based, and we compare ACA results based on two different types of co-citation counting - the traditional type that only counts the first one among a cited work's authors on the one hand and a non-traditional type that takes into account the first 5 authors of a cited work on the other hand. Results indicate that the picture produced through this non-traditional author co-citation counting contains more coherent author groups and is therefore considerably clearer. However, this picture represents fewer specialties in the research field being studied than that produced through the traditional first-author co-citation counting when the same number of top-ranked authors is selected and analyzed. Reasons for these effects are discussed

    Recovery of eggplant field waste as a source of phytochemicals

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    The influence of ripening stage was evaluated on fruit characteristics of three widely cultivated eggplant cultivars (Birgah, Black Bell and Black Moon), with the aim to characterize their fruit residual waste for phytochemicals extraction. At overripening stage, eggplant fruits showed the highest average weight, dry matter content and weight incidence of the pulp. Total anthocyanins concentration of the peel (mainly represented by nasunin) was higher at commercial ripening, whereas total polyphenols (most of all 5-O-caffeoylquinic acid) and steroidal glycoalkaloids (α-solasonine and α-solamargine) peaked at the overripening stage. Because of these modifications, every ton of fresh fruit gave up to 59 g of total anthocyanins, 1054 g CAE of total polyphenols and 252 g of total glycoalkaloids, depending on cultivar and fruit ripening stage. This study highlighted the possibility to manage the choice of cultivar and harvest time in the view of valorise this raw material for phytochemical extraction.</p

    Variations on the Author

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    “Variations on the Author” discusses two of Eduardo Coutinho’s recent films (Um Dia na Vida, from 2010, and Últimas Conversas, posthumously released in 2015) and their contribution to the general question of documentary authorship. The director’s filmography is characterized by a consistent yet self-effacing form of authorial self-inscription: Coutinho often features as an interviewer that rather than express opinions propels discourses; an interviewer that is good at listening. This mode of self-inscription characterizes him as an author who is not expressive but who is nonetheless markedly present on the screen. In Um Dia na Vida, however, Coutinho is completely absent form the image, while Últimas Conversas, on the contrary, includes a confessional prologue that moves the director from the margins to the center of his films. This article examines the ways in which these works stand out in the filmography of a director who offers new insights into the notion of cinematic authorship

    Valutazione dell’attività antiossidante di bacche e foglie di Myrtus communis L.

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    In questo lavoro è stata valutata l’attività antiossidante di bacche e foglie di cinque cultivar di mirto originarie da diverse località della Sardegna e cresciute nello stesso campo collezione dell’Università degli Studi di Sassari. Inoltre, è stato quantificato il contenuto totale di polifenoli, antociani e tannini durante il periodo di sviluppo e maturazione dei frutti. In alcuni stadi di sviluppo è stata determinata l’attività antiossidante con differenti saggi colorimetrici (FRAP, ABTS, DPPH e β-carotene) e con la tecnica della risonanza paramagnetica elettronica (EPR). I risultati dell’attività antiossidante di bacche e foglie di mirto hanno mostrato differenze tra le cultivar analizzate. Inoltre, è stata trovata una correlazione positiva tra il contenuto di polifenoli totali e l’attività antiossidante rilevata con i saggi ABTS e DPPH. La bassa correlazione tra il contenuto di antociani e l’attività antiossidante suggerisce che altri composti fenolici, come i tannini, contribuiscono maggiormente all’attività antiossidante. In particolare, i tannini sono coinvolti nell’attività anti-radicalica degli estratti di bacche di mirto rilevata con il saggio DPPH. Le analisi effettuate con l’EPR indicano che le bacche di mirto manifestano un’attività antiossidante nel frutto invaiato e maturo rispetto all’inizio dello sviluppo e alla fase finale della maturazione. Infine, è stata valutata l’influenza dell’altitudine del sito di origine delle cultivar sulla potenziale attività antiossidante. Negli estratti di foglie l’attività antiossidante rilevata con il saggio FRAP e ABTS era positivamente correlata con l’altitudine, mentre nelle bacche è stata trovata una tendenza opposta

    Appropriate Similarity Measures for Author Cocitation Analysis

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    We provide a number of new insights into the methodological discussion about author cocitation analysis. We first argue that the use of the Pearson correlation for measuring the similarity between authors’ cocitation profiles is not very satisfactory. We then discuss what kind of similarity measures may be used as an alternative to the Pearson correlation. We consider three similarity measures in particular. One is the well-known cosine. The other two similarity measures have not been used before in the bibliometric literature. Finally, we show by means of an example that our findings have a high practical relevance.information science;Pearson correlation;cosine;similarity measure;author cocitation analysis
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