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100 anni di chimica industriale. Storia di un documentario
Il documentario, 22 minuti, prodotto nel 2022 dal Dipartimento di Chimica Industriale e da Caucaso, cooperativa bolognese, è nato dall’idea di Fabrizio Cavani durante il suo mandato come direttore del Dipartimento ed è stato realizzato da Fabrizio Cavani, Laura Corazza, Stefano Migliore, per la regia di Enrico Masi. Si tratta di un racconto intergenerazionale, che ripercorre cento anni di storia grazie alle fonti scritte, iconografiche e audiovisive reperite in diversi archivi, ai testimoni della fine del Novecento, ai ricercatori di oggi e a quelli del futuro, oggi studenti o dottorandi
Più cultura, più democrazia. Ricerca scientifica e produzione audiovisiva
Il volume propone una raccolta ragionata di saggi sul tema delle videoculture. La struttura del testo è multidisciplinare e orientata a creare nuovi scenari di collaborazione tra cultura umanistica e scientifica. Sono tre le direzioni proposte dai curatori del libro verso le quali le videoculture possono prendere forma: formazione, didattica e ricerca
100 anni di chimica industriale
“Come noi abbiamo bisogno di conoscere una grammatica e una sintassi per parlare in italiano e per esprimerci, abbiamo bisogno di conoscere le regole della chimica per poter capire che le cose vanno adoperate con criterio, non dobbiamo abusarne... e questo significa educazione.”. Inizia così il documentario sui cento anni del Dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”, con le parole di Goffredo Rosini. Il documentario, 22 minuti, prodotto nel 2022 dal Dipartimento di Chimica Industriale e da Caucaso, cooperativa bolognese, è nato dall’idea di Fabrizio Cavani ed è stato realizzato da Fabrizio Cavani, Laura Corazza, Stefano Migliore, per la regia di Enrico Masi. Si tratta di un racconto intergenerazionale, che ripercorre cento anni di storia grazie alle fonti scritte, iconografiche e audiovisive reperite in diversi archivi, ai testimoni della fine del Novecento, ai ricercatori di oggi e a quelli del futuro, oggi studenti o dottorandi. La storia ripercorre anche le vicende dei primi due direttori, Mario Giacomo Levi e Leone Maurizio Padoa, che hanno attraversato gli anni terribili nel fascismo. Nelle trame del racconto, fra immagini d’archivio e interviste a protagonisti di ieri e di oggi, passato e presente si fondono fino a delineare nuove strade e nuovi significati, con uno sguardo fiducioso nel futuro. Tutta l’opera cinematografica, in modo inaspettato rispetto alle intenzioni originarie degli autori, ha portato a una riflessione profonda e articolata sulle ricadute nella società attuale in termini di applicazione tecnologica, sviluppo industriale, economico e culturale
From Pasolini we learn the poetry of image - Da Pasolini impariamo la poesia dell'immagine
Thanks to Pasolini we know that cinema can be a parable and never a direct conceptual expression, an artistic and non-philosophical, poetic and non-didactic
language. For this reason, I found it particularly significant to have dedicated the project to the great cinematographic author, who came to cinema through painting and who had a great sensitivity for the care of every single shot. The students were
able to search in each shot for the same poetic-metaphorical meaning that Pasolini
attributed to the art of communicating with images
Video e comunicazione scientifica. Il laboratorio MELA dell’Università di Bologna
Al Media Education e-learning LAboratorio del Dipartimento di Scienze dell’educazione e della Facoltà di Scienze della formazione, Università di Bologna, un gruppo di esperti e di tecnici svolge attività di supporto alla didattica e alla ricerca, lavorando con i docenti per produrre audiovisivi e materiali multimediali. I prodotti MELA sono video per l’approfondimento culturale, per la produzione scientifica, per la documentazione
Audiovisivi per línsegnamento e nuove tecnologie nelle classi 2.0 della regione Emilia-Romagna
I bambini e i ragazzi nel nuovo millennio sono forse più avvezzi alla visione di un film o di una trasmissione televisiva che non alla lettura di un libro. Quello che è certo, è che sono sottoposti a un bombardamento mediatico senza precedenti grazie a canali televisivi specializzati nella produzione di programmi per l’infanzia e l’adolescenza, alla Rete Internet e ai dispositivi mobili di ultima generazione. E a scuola? Come cambia la didattica? Al laboratorio Mela abbiamo documentato con un video l’avvio della prima esperienza delle Cl@ssi 2.0 in Emilia-Romagna nelle scuole secondarie inferiori. Alla fine dei 3 anni di sperimentazione, durante i quali gli insegnanti hanno utilizzato LIM, computer in classe e Moodle per l’insegnamento a distanza, abbiamo invece cercato di capire, con un questionario, come e quanto vengano utilizzati i video per la didattica. Ne sono seguite alcune riflessioni
E-learning e Università. Riflessioni tratte dalle interviste a quattro esperti italiani: Antonio Calvani, Luigi Guerra, Roberto Maragliano, Pier Cesare Rivoltella.
Quattro esperti italiani di e-learning in ambito universitario hanno accettato di rispondere ad alcune domande su vantaggi e svantaggi, caratteristiche attuali e prospettive future di una nuova forma di didattica, l’e-learning, che richiede un ripensamento complessivo del modo di intendere l’apprendimento, lo sviluppo del sapere e la formazione della conoscenza
Antimafia nella didattica scolastica. Prodotti multimediali per la formazione di studenti e insegnanti
Trent’anni fa viene approvata in Italia la legge n. 646, nota come “Legge Rognoni - La Torre”, che introduce per la prima volta nel codice penale il delitto di associazione a delinquere di tipo mafioso e la confisca dei beni alle organizzazioni criminali. Negli anni Ottanta si diffonde in tutta Italia un movimento di antimafia sociale. Nel 1995 nasce a livello nazionale “Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. Negli anni Novanta il Ministero della Pubblica Istruzione tramite una circolare introduce il concetto di educazione alla legalità nella scuola. Oggi si parla di educazione civile e di educazione antimafia. Quali strumenti può avere la scuola per accogliere queste sfide educative? Una ricerca del Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna, finanziata dalla Regione Emilia-Romagna, tenta di dare alcune risposte, raccogliendo testimonianze di chi lavora e vive per diffondere la cultura della legalità democratica
Il video, un mediatore per l’apprendimento
Nuove tipologie di video come mediatori per l'apprendiment
Apprendere con i video digitali. Per una formazione online aperta a tutti
Il volume nasce dalla riflessione sulla video-ricerca in ambito educativo e da dieci anni di attività dei laboratori del Dipartimento di Scienze dell'Educazione dell'Università di Bologna, durante i quali sono stati sperimentati la produzione di format video per la ricerca e la didattica, lo sviluppo di corsi in modalità e-learning, l'utilizzo di YouTube per l'archiviazione e la condivisione, le sinergie tra media tradizionali e media digitali. Le considerazioni raccolte in questo volume si fondano sull'analisi della cultura di Internet e di alcuni dei suoi servizi: da YouTube ai Massive Open Online Courses (MOOC); dalle risonse educative aperte (OERs) ai repository di video per la formazione degli insegnanti. In particolare, un capitolo è dedicato all'uso dei video per l'osservazione di strategie didattiche efficaci e l'auto-riflessività degli insegnanti nella formazione iniziale e in servizio. I principali riferimenti pedagogici sono l'educazione democratica e l'apprendimento attivo, con un debito speciale nei confronti di John Dewey
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